Hellas Verona, futuro di Sammarco da decidere
Nei prossimi giorni la società presieduta da Italo Zanzi dovrà decidere se confermare sulla panchina gialloblù l’ex allenatore della Primavera.
Dopo l’esonero di Zanetti, Sammarco è stato promosso ad interim alla guida della Prima squadra.
“Non ho parlato con nessuno, ero concentratissimo su questa partita. Vediamo nei prossimi giorni" ha dichiarato a DAZN il tecnico Paolo Sammarco dopo Hellas Verona-Pisa 0-0.
Hellas Verona, allenamento questa mattina
La squadra gialloblù, affidata ad interim a Paolo Sammarco, si troverà a porte chiuse al centro sportivo lacustre per analizzare il pareggio a reti inviolate di ieri sera al Bentegodi contro il Pisa. Lavoro di scarico per chi è sceso in campo.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Michael Folorunsho. L’ex centrocampista dell’Hellas Verona compie 28 anni.
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In Europa solo quattro squadre ancora senza vittoria
Pisa, Hellas Verona, Fiorentina in Serie A, e Wolverhampton in Premier League, devono ancora vincere una partita dopo dieci giornate. Sono questi i club, nei cinque principali campionati europei, ancora fermi a quota 0 per numero di vittorie in campionato dopo 900’ giocati.
Hellas Verona, questo pomeriggio la ripresa degli allenamenti
La squadra di Zanetti inizierà a preparare, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, la prima di tre sfide salvezza consecutive, in programma a Lecce sabato pomeriggio, incontro valido per l’undicesima giornata della Serie A Enilive 2025/26.
Fuori Gioco, speciale Brigate Gialloblù
Il trimestrale edito da Eclettica Edizioni, giunge alla settima uscita e offre un ulteriore contributo per la messa fuoco delle sottoculture di stadio in Italia e in Europa. Cedendo la parola ai protagonisti che hanno importato sugli spalti un nuovo modo di intendere il tifo calcistico (contribuendo così a scrivere un capitolo della più ampia storia sociale di questo Paese), la rivista ambisce a mettere nella corretta luce un ambiente troppo spesso sottovalutato e ricondotto a mero tribalismo. In realtà uno sguardo attento e una riflessione organica rivelano come quella ultras rimanga ancora oggi la principale dinamica aggregativa italiana capace di coinvolgere - in modo più o meno intenso - decine di migliaia di persone.
Le interviste alla vecchia generazione della Curva Nord di San Benedetto del Tronto e alla Fossa dei Leoni Fortitudo contenute in questo numero, ad esempio, sono illuminanti nel far trasparire questa capacità/volontà di incidere sul generale contesto sociale delle rispettive città e, ancor di più, di offrire uno spazio aggregativo realmente trasversale alle classi e al retroterra dei singoli.
Allo stesso modo il dialogo con due esponenti di primo piano delle Brigate Gialloblù del Verona che vissero in prima persona lo scioglimento del gruppo ormai trent’anni fa offre più di qualche spunto di riflessione su quella contrapposizione frontale tra istituzioni e mondo delle curve che permane ancora oggi e che per certi versi riflette un paradigma di gestione dei fenomeni sociali utilizzato anche al di fuori degli stadi. Importante, a corredo, l’approfondimento sull’intervista che l’allora direttivo delle Bg veronesi rilasciarono a Supertifo: datata 1988 è un’autentica perla, una pietra miliare nella storia del mondo ultras italiano, per i concetti e le previsioni in essa contenute.
Al corposo dossier sul rapporto tra mondo ultras e letteratura (che fa seguito a quelli già proposti sul curve e cinema e musica underground) e alla nuova rubrica “Diaframmi” spetta invece il compito di andare a ricercare quei semi che il mondo ultras è stato in grado di gettare al di fuori del proprio habitat naturale. Nel primo caso ripescando opere e autori come Lovato e Rondinelli che hanno rotto lo stereotipo del frequentatore di stadi quale “subumano ruttante” e hanno portato così alla ribalta quei giacimenti di creatività che persistono all’interno delle scene underground. Nel secondo affrontando la fotografia “di stadio” non solo quale medium archivistico o documentaristico, ma anche quale disciplina capace di veicolare contenuti artistici veri e propri.
Il fascicolo di 126 pagine è poi completato da numerosi altri contributi (origini e lasciti del movimento ultras francese, il british pop anni Novanta quale espressione di protagonismo giovanile, la narrativa da pub, il fumetto Andy Capp…) e dal consueto spazio dedicato alle fototifo (in gran parte inedite) e alle recensioni librarie e musicali.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Giuseppe “Gepy” Pugliese. L’ex difensore dell’Hellas Verona compie 42 anni.
Serie A. Sassuolo-Genoa 1-2, Hellas Verona penultimo in classifica
La rete di Ostigard in pieno recupero al Mapei Stadium, regala la prima vittoria in campionato alla squadra di Murgita, in panchina assieme a Criscito dopo l’interruzione del rapporto con Vieira. Il Genoa (6 punti) scavalca così l’Hellas Verona (5), gialloblù che ora sono penultimi dopo dieci giornate, ultimo posto (4) occupato dalla Fiorentina.
Primavera Hellas Verona, Sammarco: “Queste sono le vittorie più belle”
“Siamo felici per la vittoria. È stata una partita molto complicata, in cui devo fare i complimenti al Torino che è un'ottima squadra. Nel primo tempo abbiamo fatto fatica a capire come uscire e come andare a pressarli e loro hanno creato qualcosa in più a livello di occasioni. Nella ripresa abbiamo messo a posto alcuni dettagli, siamo migliorati e alla fine le qualità individuali dei nostri giocatori hanno fatto la differenza. È stata una sofferenza ma credo che queste siano le vittorie più belle, quelle che mostrano la compattezza del gruppo e che fanno ben sperare per il futuro. Alla fine il risultato ha premiato i ragazzi che hanno dato il massimo dal primo all'ultimo minuto" ha dichiarato a hellasverona.it l’allenatore gialloblù dopo il successo in casa granata.
Primavera, Torino-Hellas Verona 0-1
Colpo in trasferta per i gialloblù di Sammarco. Allo stadio 'V. Mazzola' gli scaligeri si spio opposti in casa dei granata nella 10ª giornata del campionato di Primavera 1 2025/26.
Il primo quarto d’ora scorre senza particolari emozioni tra Torino e Verona, con le due squadre attente a studiarsi. Al 20’ prima occasione per i granata: Perciun arriva sul fondo e mette un pallone teso al centro dell’area, dove Kugyela tenta la deviazione ma, contrastato dalla difesa, non riesce a inquadrare la porta e il pallone termina sul fondo. Al 33’ si fa vedere in avanti il Verona con Casagrande, appena entrato in campo, ma l’azione viene fermata per posizione di fuorigioco. Pochi minuti più tardi, al 38’, ancora Torino pericoloso sugli sviluppi di un calcio d’angolo: Perciun svetta di testa e indirizza verso la porta, ma De Battisti salva sulla linea evitando lo svantaggio. Dopo due minuti di recupero, la prima frazione si chiude a reti inviolate: 0-0 tra Torino e Verona.
La ripresa si apre con una grande occasione per i padroni di casa al 48’: cross dalla destra e colpo di testa ravvicinato di Kirilov, ma Castagnini si supera con un intervento decisivo e salva il risultato. Al 59’ altra opportunità per il Torino con Pellini, che stacca di testa in area ma non trova lo specchio della porta. Un minuto dopo, al 60’, arriva la risposta del Verona con Akale, che tenta il mancino a giro dal limite dell’area: la traiettoria è precisa ma il pallone termina di poco a lato. Al 70’ è ancora Akale a provarci, sempre dalla distanza e sempre con il sinistro, ma questa volta Santer blocca senza difficoltà. Il match si sblocca al 78’: grande azione personale di De Battisti che salta un avversario e serve Pavanati, bravo a chiudere l’azione con un piattone destro preciso che vale lo 0-1 per il Verona. Nel recupero, al 90’+2’, il Torino va vicino al pareggio con un tiro dalla distanza di Pellini che sfiora il palo. Un minuto dopo, al 90’+3’, ancora Pavanati protagonista: si accentra in area e calcia da posizione defilata, ma la sua conclusione termina sul fondo. Dopo cinque minuti di recupero, arriva il triplice fischio: ad Orbassano il Verona conquista la vittoria superando il Torino per 1-0.
Il prossimo impegno del Verona sarà domenica 9 novembre alle ore 11, quando i gialloblù affronteranno all'Olivieri il Lecce nella sfida valevole per l'11ª giornata di Primavera 1 2025/26.
TORINO-HELLAS VERONA 0-1
Reti: 78' Pavanati
TORINO (3-4-1-2): Santer; Zaia (dall'84 Sandrucci), Pellini, Carrascosa; Politakis (dal 46' Gatto), Sabone (dal 37' Kirilov), Ferraris (dall'84' Spadoni), Kugyela; Perciun; Zeppieri (dal 59' Gabellini), Carvalho. A disposizione: Siviero, Camatta, Perez, Bonadiman, Acquah, Liema. Allenatore: Francesco Baldini
HELLAS VERONA (3-5-2): Castagnini; Feola, Popovic, Tagne; Martini (dal 62' Pavanati), Yildiz, Peci (dal 62' Szimionas), Monticelli, De Battisti (dall'87 Mussola); Vermesan (dal 30' Casagrande), Akale. A disposizione: Tommasi, Garofalo, Vapore, De Rossi, Zanin, Stella, Bortolotti. Allenatore: Paolo Sammarco. Fonte: hellasverona.it
Giovane: “Ringrazio Dio per il mio primo gol con questa maglia. Continuiamo a lavorare. Tutti insieme! Dai Verona”
Sei meraviglioso Gesù! Ringrazio Dio per il mio primo gol con questa maglia, e in questa grande competizione! Purtroppo non è stato il risultato sperato, continuare a lavorare sempre! Tutti insieme! Dai Verona. Il commento su Instagram dell’attaccante Giovane dopo Hellas Verona-Inter 1-2.
Hellas Verona premiato dal CONI con il Collare d’Oro al Merito Sportivo
Una giornata importante e significativa per l’Hellas Verona, che entra di diritto nella storia dello sport italiano.
Oggi, lunedì 3 novembre, il Club gialloblù è stato infatti insignito dal CONI del Collare d’Oro al Merito Sportivo, la massima onorificenza conferita dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, per l'attività svolta e le benemerenze acquisite in oltre un secolo di vita. All'evento hanno partecipato le più alte cariche della politica italiana e tanti sportivi italiani che si sono distinti in questo anno in Italia e nel mondo.
Il Collare d’Oro, istituito per riconoscere i più alti successi sportivi degli atleti azzurri e i meriti delle società centenarie, è stato consegnato al Presidente Esecutivo dell’Hellas Verona Italo Zanzi dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi e dal Presidente del CONI Luciano Buonfiglio. La cerimonia si è svolta nella Casa delle Armi al Foro Italico e ha visto la partecipazione del Club e Team Manager ed ex calciatore dell’Hellas Sandro Mazzola, e del capitano dell’Hellas Verona Women, Rachele Peretti, che ha rappresentato con orgoglio i colori gialloblù portando il labaro del Club.
Queste le dichiarazioni a hellasverona.it del Presidente Esecutivo Italo Zanzi: "Prima di tutto ci tengo a fare i complimenti a tutti gli atleti. Per noi, come società e come Club, è un vero onore essere qui oggi. Come realtà calcistica, crediamo profondamente che lo sport non significhi soltanto competizione e vittorie sul campo, ma anche crescita, inclusione e sostegno alla comunità. A nome di tutta l'Hellas Verona, desidero ringraziare il CONI per questo prestigioso riconoscimento. Come proprietà e come società, il nostro obiettivo è quello di rispettare e onorare il passato, ottimizzare il presente e guardare verso il futuro. Oggi abbiamo con noi un capitano, Sandro Mazzola, che vanta una storia di più di 25 anni nel Verona, e anche Nicoletta Manfrin, che ha lavorato per il Club da più di 40 anni. Loro sono parte del presente e anche del futuro, ma soprattutto rappresentano una continuità importantissima. Guardando al presente, l’Hellas Verona non è solo ciò che si vede la domenica in TV, durante una partita, ma molto di più. Abbiamo un’ottima squadra femminile, rappresentata qui oggi dalla nostra capitana Rachele Peretti, e 18 squadre del Settore Giovanile, tra maschile e femminile, con i responsabili che ogni giorno lavorano per i bambini e per la comunità. Questo per noi è un tema importantissimo. Un’altra realtà molto importante è l’Hellas Verona for Special, un gruppo che comprende due squadre che competono a livello regionale, e tanti altri ragazzi che rappresentano una vera ispirazione. Infine, proprio ieri abbiamo presentato un progetto con la Caritas di Verona, nato per offrire una casa e un sostegno concreto a donne che si trovano in situazioni di difficoltà. Questo è ciò che facciamo quotidianamente per aiutare la città di Verona, la regione e tutte le persone che ci stanno accanto".
Il Club e Team Manager dell'Hellas Verona, Sandro Mazzola, ha commentato così il riconoscimento ricevuto: "Sono molto orgoglioso di essere qui a rappresentare l’Hellas Verona per ricevere questo premio, che va sicuramente condiviso con tante persone che hanno scritto gli oltre cent’anni di storia del Club. Un ringraziamento va a tutti gli atleti, i dirigenti, i presidenti e tutti coloro che hanno lavorato per costruire e portare avanti questa fantastica storia, che continua ancora oggi. È un grande onore vedere riunito tutto lo sport nazionale in questa occasione, e ancora di più essere qui a rappresentare l’Hellas Verona".
"Il fatto che il Verona sia qui oggi dimostra come, a livello storico, questa società abbia lasciato un segno importante nel tempo. - Ha dichiarato Rachele Peretti, capitano dell'Hellas Verona Women. - Per me essere presente in prima persona è motivo di grande orgoglio, così come accompagnare il Presidente e Sandro Mazzola in questa manifestazione. Credo che il passato sia sempre prezioso per lavorare al meglio per il presente e per quello che deve venire in futuro. Speriamo di poterci togliere ancora tante soddisfazioni”.
Hellas Verona-Inter, perché Bisseck non è stato espulso. I criteri del DOGSO
Lo stadio Bentegodi e la panchina gialloblù hanno chiesto invano al 66’ l'espulsione all'arbitro Doveri di Bisseck dopo il contrasto con Giovane. Ai termini di regolamento la scelta del direttore di gara però è corretta: la regola dell'ultimo uomo non esiste più ed è stata rimpiazzata dal concetto di DOGSO, e in questo caso l'arbitro ha valutato che non lo fosse vista la dinamica dell'azione - si legge su fanpage.it - Al 66', Bisseck entra su Giovane e alle sue spalle c'è solo Sommer: solo cartellino giallo? L'attaccante veronese intercetta un retropassaggio corto di Sucic, sorprendendo il difensore tedesco dell'Inter. Bisseck tenta il contrasto in scivolata e colpisce nettamente Giovane, ma l'arbitro Doveri assegna solo il cartellino giallo, spiegando che la palla era leggermente direzionata verso l'esterno, rendendo l'intervento marginalmente meno pericoloso. Episodio al limite che ha scatenato le proteste dei padroni di casa.
Luca Marelli, ex arbitro e commentatore per DAZN, ha analizzato così l'episodio principale di Verona-Inter: "Fallo di Bisseck? Non è da espulsione. Inutile analizzare il fermo immagine, va visto in dinamica dove sta andando il pallone. Uno dei parametri è la direzione generale dell'azione. Il pallone va velocemente verso la parte destra, si vede benissimo che il pallone va sull'esterno. Scorre molto lontano dal centro del campo e va nella zona dove per altro c'è Sucic. Manca sicuramente un parametro per il rosso e forse ne manca anche un secondo, cioè la posizione dei difensori. Perché nella zona della direzione del pallone c'è Sucic. Al 92' non c'è rigore su Esposito, non c'è trattenuta, troppo poco per un rigore".
I criteri del DOGSO e le sanzioni
DOGSO è l'acronimo di "Denying an
Obvious Goal-Scoring Opportunity" e significa "negare un'evidente opportunità di segnare un gol" nel calcio. Si applica quando un difensore commette un fallo per impedire a un avversario di segnare un gol in una situazione chiara. A seconda delle circostanze, può comportare l'assegnazione di un calcio di rigore, l'espulsione o l'ammonizione del giocatore che ha commesso il fallo.
L'arbitro valuta il DOGSO utilizzando quattro criteri principali:
Distanza dalla porta: La distanza tra il punto in cui è stato commesso il fallo e la porta.
Direzione generale dell'azione: La direzione verso cui si sta muovendo l'azione.
Probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone: la possibilità per l'attaccante di mantenere o prendere il possesso del pallone.
Posizione e numero dei difendenti: La posizione e il numero degli altri difensori in campo.
Le conseguenze disciplinari:
Calcio di rigore: Viene assegnato un calcio di rigore quando l'infrazione avviene all'interno dell'area di rigore.
Espulsione (cartellino rosso): generalmente, se il fallo non è genuino e non viene tentata una contesa leale del pallone, il fallo comporta un'espulsione, soprattutto se è commesso fuori area.
Ammonizione (cartellino giallo): se il difensore cerca genuinamente di giocare il pallone (ad esempio con una scivolata) e commette fallo all'interno dell'area, l'infrazione può essere considerata un DOGSO "genuino" e sanzionata con il solo calcio di rigore e il cartellino giallo.
Un dubbio però resta a noi di Hellas Live ed a tutti i i tifosi gialloblù: a parti invertite quale sarebbe stata la decisione del direttore di gara, vista anche l’irruenza dell’intervento di Bisseck su Giovane? Meglio pensare alla sfida salvezza di sabato pomeriggio a Lecce, la prima di tre consecutive per l’Hellas Verona. Immagine frame tratto da Internet.