Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Amichevole Primavera, sabato Hellas Verona-Mantova
La squadra di Pavanel, domani alle ore 11 in via Sogare, sfiderà i virgiliani di Graziani, formazione che milita nel campionato Primavera 2.
Tutte le news
Primavera Hellas Verona, date e orari dalla 13ª alla 17ª giornata e sedicesimi Coppa Italia
La Lega Serie A ha comunicato date e orari dalla 13ª alla 17ª giornata della Primavera 1 2024/25 e dei sedicesimi di finale della Coppa Italia Primavera.
13ª GIORNATA
Hellas Verona-Sampdoria (sabato 30 novembre, ore 15) - Diretta streaming Sportitalia, canale Primavera TV
14ª GIORNATA
Juventus-Hellas Verona (sabato 7 dicembre, ore 15) - Sportitalia, Canale 60 del Digitale Terrestre
15ª GIORNATA
Hellas Verona-Cesena (domenica 15 dicembre, ore 15) - Diretta streaming Sportitalia, canale Primavera TV
16ª GIORNATA
Bologna-Hellas Verona (giovedì 19 dicembre, ore 15) - Sportitalia, Canale 60 del Digitale Terrestre
17ª GIORNATA
Hellas Verona-Genoa (lunedì 23 dicembre, ore 12) - Sportitalia, Canale 60 del Digitale Terrestre
Il match valido per i 16esimi di finale Coppa Italia Primavera 2024/25 Hellas Verona-Cesena si disputerà martedì 3 dicembre 2024alle ore 14.30 all''Olivieri Stadium' di Verona. Fonte: hellasverona.it
Zanetti: “Reazione con la Roma importante, ma non basta. Voglio dare continuità. A Firenze grandissimo esame per tutti noi”
“I numeri ci ricordano che siamo una squadra che ha valori, che se vogliamo, tutti insieme, possiamo ottenere dei risultati. Tanti giocatori sono andati in gol (10) e questo è il frutto del lavoro di squadra. Bisogna però fare meglio in fase difensiva, i numeri sono negativi, ma ho visto passi in avanti.
Spero di continuare a mantenere questi numeri. Occorrono continuità di prestazione ed unità di pensiero. Nell’ultima partita siamo tornati a mostrare le nostre qualità contro una grande squadra. Manteniamo questa linea e andiamo avanti.
Belahyane torna dopo la squalifica e se la gioca, com’è giusto che sia. Per far giocare tutti occorrono cambiamenti tattici ma serve tempo. Ci arriveremo a giocare col centrocampo a tre. Abbiamo provato con Serdar (a Lecce, ndr) più avanti ma non è andato bene. Serve la giusta quadratura, ma c’è spazio per tutti. Devo fare le scelte per l’esigenza della squadra.
L’equilibrio si trova col lavoro di squadra, dove tutte le componenti lavorano per difendere la porta. Tutti devono dare una mano, a partire dagli attaccanti. Serve un atteggiamento umile. Per raggiungere il nostro obiettivo, serve uno spirito di squadra straordinario
Oggi non siamo una squadra che può essere una via di mezzo, non siamo ancora guariti e la guarigione la voglio vedere nel tempo. Siamo una squadra pazza che può perdere contro chiunque o vincere contro Napoli e Roma
Ho dei dubbi per Firenze e la cosa è sicuramente positiva. Ho una squadra tipo in testa che quest’anno ho visto poco in campo per vari motivi. La continuità va data comunque nel sistema di gioco ed il posto i ragazzi devono conquistarselo.
La Fiorentina è una squadra molto forte, costruita benissimo. Ieri in coppa ha lasciato fuori tutti i titolari: ha due squadre se non tre. Sono partiti un po’ sottotono, poi hanno inanellato sette vittorie, tra cappa e campionato. Servirà quindi grande sacrifico e spirito di squadra. Per l’ennesima partita non ci possiamo permettere cali o appannamento. La reazione con la Roma è stata importante, ma non basta. Occorre mantenere un livello alto di prestazione.
È stata la miglior settimana lavorativa da quando sono a Verona, li ho visti convinti e siamo pronti: vogliamo andare a Firenze a dare battaglia. Fisicamente e mentalmente i ragazzi stanno bene.
Tengstedt vuole partecipare molto alla manovra, ma questo lo porta lontano dalla porta. Io lo voglio invece il più vicino possibile alla porta, anche se il non possesso lo deve comunque fare. Tutti devono partecipare. A Casoer chiedo di fare l’attaccante, voglio che faccia quello che sa fare, cioè gol.
La voglia di soffrire deve essere comune. Tutti dobbiamo dimostrare di essere cresciuti, la prestazione al di là del risultato deve esserci.
Livramento, Harroui, Mosquera e altri quando entrano sono molto importanti. Coi cinque cambi ho più armi a disposizione. A Firenze sarà un grandissimo esame per tutti noi.
Contro la Fiorentina confermerò la coppia Magnani-Coppola, anche perché Kean è un attaccante che sa fare un po’ tutto e ho bisogno di struttura.
Sarr ho preferito non rischiarlo contro la Roma, non aveva recuperato appieno dopo il problema muscolare di Bergamo. Anche lui lo considero un arma importante a mia disposizione ed a Firenze sarà a disposizione.
Faraoni mi è piaciuto tantissimo quando è entrato, ci ha dato una grande mano e sta cercando di guadagnarsi il suo posto
Tchatchoua è un giocatore importante, sappiamo bene cosa ci può dare. Anche Daniluc ha fatto bene e si giocano quindi il posto.
Alidou è un grande prospetto, un ragazzo sul quale credo molto” ha dichiarato all’antivigilia di Fiorentina-Hellas Verona.
Gioè: “Setti e Sogliano hanno una visione straordinaria. L’Hellas Sports Center fiore all’occhiello. Non è in programma un riammodernamento e nemmeno la costruzione del nuovo stadio”
È iniziata la prima stagione di “Goal Economy” di Marco Bellinazzo su Radio TV Serie A con RDS. Terza puntata dedicata a Simona Gioè, Direttore Generale Hellas Verona.
PASSIONE CALCIO
"Il mio approccio al calcio nasce casualmente. Subito dopo la maturità entro in uno studio di un commercialista. Poco dopo mi chiama la Reggina Calcio. Contestualmente studio e mi laureo, ma con focus sempre mirato sul lavoro. Mi sono subito trovata a mio agio in questo ambiente".
HELLAS VERONA
"Esco dal calcio per un anno, un anno e mezzo, all`Hellas lavorava un mio ex collega della Reggina, ho spedito il mio curriculum e il presidente Setti mi ha fatto viaggiare fino a qui".
DIRETTORE AMMINISTRATIVO
"Oggi il Direttore Amministrativo ha un ruolo fondamentale. Poniamo l`attenzione sulle norme, il regolamento, le noif. Noi abbiamo controlli periodici da COVISOC e società di revisioni, per questo abbiamo sempre un`attenzione massima agli adempimenti burocratici, anche ai fini della classifica sportiva".
DIRETTORE GENERALE
“Il mio percorso alla Reggina mi ha aiutato tantissimo. Era un`azienda grande per la Calabria, ma anche a conduzione familiare. Ho potuto lavorare anche in biglietteria, mi è capitato di stampare le maglie. Bisogna "sporcarsi un po` le mani" per imparare il lavoro e devi avere la fortuna di incontrare persone che vogliono insegnarti, trasmetterti determinati valori”.
EQUILIBRIO ECONOMICO
"Bisogna lavorare in armonia e in sintonia con la parte tecnica. Il Presidente Setti e il Direttore Sportivo Sogliano hanno una visione straordinaria a 360 gradi che comprende la parte economica. Anche la rivoluzione di gennaio della scorsa stagione non ha inciso grazie al lavoro di tutto lo staff".
STADIO
"Siamo alla finestra. Non è in programma un riammodernamento e nemmeno la costruzione del nuovo stadio. Siamo sempre in contatto con l`Amministrazione Comunale. Vedremo il futuro cosa ci riserverà".
CENTRO SPORTIVO "HELLAS SPORTS CENTER"
"Abbiamo acquistato il Centro lo scorso luglio. Un fiore all`occhiello per noi dove far crescere i nostri giovani".
CITTÀ E TIFOSI
"Quando sono arrivata in Hellas, il Verona aveva già un progetto dedicato alle scuole. E` in vigore da 14 anni. Le iniziative sociali vengono portate avanti dalla Hellas Verona Foundation. Siamo molto orgogliosi della costruzione di uno degli appartamenti che l`Associazione Abeo ha messo a disposizione delle famiglie con bambini oncologici".
CARTA ETICA DELLO SPORT DEL VENETO
"Siamo stati inseriti nella Carta etica dello sport del Veneto. E` composta da 14 articoli che facciamo nostri tutti i giorni. Fair play e lotta alla discrimazione sono i principali obiettivi della Carta".
TURISMO E HELLAS
"Banalmente il nostro termometro sono gli store. Il turista che viene a Verona compra la maglia dell`Hellas. Stiamo cercando di coinvolgere anche quei turisti che potrebbero seguire il Verona, venire allo stadio, anche quando non ci sono le grandi squadre che giocano al "Bentegodi". Le infrastrutture moderne darebbero una grossa mano ai ricavi dei Club". Fonte: legaseriea.it
Primavera Hellas Verona, i gialloblù domani ospitano il Monza
Torna in campo la formazione Primavera dell’Hellas Verona per disputare l’11ª giornata del campionato Primavera 1 2024/25. I gialloblù di mister Paolo Sammarco scendono in campo sabato 9 novembre alle ore 15 per la sfida contro il Monza del tecnico Oscar Brevi che si disputa all'‘Olivieri Stadium’ di Verona.
Il Verona, reduce dalla sconfitta esterna contro il Milan, è chiamato a un immediato riscatto per tornare alla vittoria che in campionato manca dalla 4a giornata (5-3 contro il Torino). I gialloblù sono a 9 punti in classifica, dietro a un quartetto composto da Lecce, Atalanta, Empoli e proprio il Monza a quota 11. Per la seconda volta in questa stagione i gialloblù non sono riusciti a trovare la via del gol (unica partita terminata con 0 reti è stata quella contro l’Empoli) e nel match contro il Monza è importante ritrovare la vena realizzativa soprattutto degli attaccanti, specialmente quella di Ioan Vermesan, che nelle ultime sfide è stato decisivo sotto la voce 'assist' ma che ora è desideroso di tornare a segnare. Sicuro assente della sfida è il capitano Stefano Dalla Riva, espulso nella sfida contro i rossoneri e fermato dal Giudice Sportivo per 3 giornate. Il Monza è una formazione che per il secondo anno consecutivo milita nella massima serie della categoria. È una formazione giovane ma con diversi giocatori già presenti in rosa dalla scorsa stagione, che quindi si conosce bene e che in questo inizio di campionato ha dimostrato importanti qualità tecniche. I ragazzi allenati da Oscar Brevi hanno 11 punti in classifica, conquistati grazie alle vittorie contro Lecce e Roma e ai pareggi contro Sampdoria, Lazio, Sassuolo, Atalanta e Cesena. La fase offensiva brianzola ha finora fruttato 19 gol realizzati in 10 partite e il reparto avanzato è quello a cui prestare maggiore attenzione. L’attaccante biancorosso Emanuele Zanaboni è il 'top scorer' della squadra con 6 gol realizzati.
Queste le parole di mister Paolo Sammarco alla vigilia della partita: "Sabato torniamo a giocare in casa per sfidare il Monza, squadra sicuramente temibile che ha delle ottime individualità, soprattutto in attacco. I ragazzi hanno voglia di rivalsa, perché è un periodo nel quale non riusciamo a mettere in campo, a volte, quello che vogliamo, anche se il giusto atteggiamento e la voglia non sono mai mancati e questo per me è molto importante. Sono convinto che i ragazzi hanno capito il momento e hanno voglia di fare una grande partita per portare a casa dei punti tornando alla vittoria, perché ci manca da troppo tempo e ci serve anche per il morale. Dobbiamo fare una partita molto attenta, con grande concentrazione e soprattutto serve, al di là della tecnica e della tattica, tantissima voglia e carattere". Fonte: hellasverona.it
Marocco, non convocato il gialloblù Belahyane
Il Ct Regragui ha diramato l’elenco dei convocati per le sfide contro Gabon e Lesotho, incontri validi per le qualificazioni alla Coppa d’Africa. Niente chiamata per il centrocampista dell’Hellas Verona, Reda Belahyane. Presente invece l’ex gialloblù Sofyan Amrabat.
Italia, 80 anni fa nasceva la leggenda Gigi Riva
Oggi Gigi Riva (scomparso lo scorso 22 gennaio, ndr) avrebbe compiuto 80 anni. Il 7 novembre del 1944 nasceva infatti a Leggiuno, in provincia di Varese, l’attaccante italiano più prolifico di sempre in maglia azzurra (35 reti in 'appena' 42 presenze); ‘Rombo di tuono’, come era stato soprannominato da Gianni Brera, che in tre parole era stato capace di sintetizzare il dominio fisico di questo straordinario calciatore, che ha legato tutta la sua carriera all’azzurro della Nazionale e al rossoblù del Cagliari. Se con la maglia della squadra sarda conquisterà uno storico Scudetto nel 1970, è nel 1968 che Riva si laurea campione d’Europa con l’Italia. Un trionfo vissuto in maniera ‘particolare’ dal leggendario attaccante, che riproponiamo in questo racconto narrato dal ‘Dottor’ Fino Fini, fondatore del Museo del Calcio e all’epoca medico della Nazionale azzurra.
“A quell’epoca l’Italia non alzava un trofeo internazionale da trent’anni, da quel secondo trionfo mondiale nel ’38 targato Pozzo. Gli Azzurri venivano inoltre dalla disastrosa spedizione in Inghilterra per il Mondiale del ’66. La semifinale europea del ’68 aveva però ridato entusiasmo: contro l’Unione Sovietica eravamo favoriti e soprattutto giocavamo in casa. La preparazione alla fase finale – a quattro squadre, all’epoca - non iniziò nel migliore dei modi: durante le visite mediche di rito, Riva accusa un dolore ai muscoli adduttori della coscia. La diagnosi purtroppo è immediata: si tratta di pubalgia. Gigi era un patrimonio per la nostra Nazionale e non potevamo rimandarlo a casa. In accordo con il medico del suo club di appartenenza, il Cagliari, e con l’assenso del Ct della Nazionale, Valcareggi, decidiamo di rischiare e tenere Gigi in squadra. Al tempo non esistevano terapie ufficiali riconosciute per curare la pubalgia in tempi rapidi e non era ancora prevista l’operazione. Era fondamentale però tenere Gigi in allenamento senza andare ad aggravare il problema muscolare. Insieme allo staff medico della Nazionale decidiamo di provare una terapia particolare, non ancora sperimentata. L’idea era quella di creare una diversa coordinazione motoria al fine di sollecitare solo alcuni muscoli, tenendo a risposo quelli interessati dall’infiammazione. Predisponiamo così una tipologia di allenamento specifica: mezz’ora di corsa blanda, correndo però con le punte dei piedi rivolte verso l’interno, e poi mezz’ora di corsa con la palla, colpendo però la sfera solo con l’esterno del piede. La terapia sembra funzionare ed il dolore alla muscolatura infiammata inizia a diminuire. L’Italia nel frattempo ringrazia il lancio della monetina al termine della semifinale contro l’Unione Sovietica, per decidere il vincitore. In finale siamo contro la Jugoslavia, ma Riva non è ancora pronto per scendere in campo. Pareggiamo nuovamente: questa volta niente destino da decidersi con una monetina e niente calci di rigore, non previsti all’epoca. Si rigioca dopo 48 ore.
Alla vigilia della ripetizione della finale, il Ct Valcareggi mi chiede un consulto e vuole sapere se Riva è in grado di giocare la sfida decisiva: non ho dubbi e rispondo che il ragazzo è pronto. Il resto della storia già la conosciamo: Riva gioca una partita formidabile, realizza la prima delle due reti del 2-0 finale e alziamo la coppa”.
Al Museo del Calcio di Coverciano è conservata la maglia numero 11 con cui Gigi Riva disputò una gara di qualificazione proprio per quegli Europei. Fonte: figc.it
Hellas Verona, allenamento questa mattina. Ore 14 conferenza Zanetti
Antivigilia di campionato per i gialloblù. Seduta a porte chiuse, al centro sportivo lacustre, per la squadra capitanata da Lazovic.
Nations League, Slovacchia, convocati i gialloblù Duda e Suslov
Il Ct slovacco Francesco Calzona ha diramato la lista dei convocati per le sfide contro Svezia ed Estonia. Presenti il centrocampista dell’Hellas Verona, Ondrej Duda, insieme al trequartista scaligero Tomas Suslov. Presente anche l’ex gialloblù Lubomir Tupta.
Serie A Enilive 2024/25, media spettatori, 10º posto per l’Hellas Verona
Dopo l’undicesima giornata, questa speciale classifica è guidata dall’Inter (72.127 spettatori), seguita da Milan (71.529) e Roma (63.660). Decima posizione invece per la squadra gialloblù, con una media di 25.886 spettatori. Fonte: transfermarkt.
Hellas Verona, Kastanos a -1 dalle cento presenze in Serie A
Scendendo in campo contro la Fiorentina, il trequartista cipriota gialloblù, Grigoris Kastanos, raggiungerebbe le 100 presenze nel massimo campionato italiano.