Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Amichevole Primavera, sabato Hellas Verona-Mantova
La squadra di Pavanel, domani alle ore 11 in via Sogare, sfiderà i virgiliani di Graziani, formazione che milita nel campionato Primavera 2.
Tutte le news
Cuore Gialloblù, Serdar il più votato contro la Roma
È Suat Serdar il vincitore dell'11ª tappa della nuova stagione del Cuore Gialloblù, il sondaggio che da otto anni permette ai tifosi di eleggere, tramite i voti nelle Instagram Stories del Verona, il calciatore dell'Hellas che più si è distinto in ogni singola gara di campionato. Tre volti nuovi si aggiungono alla classifica dell'edizione di Cuore Gialloblù 2024/25. Al primo posto si posiziona il centrocampista tedesco, che, durante gli 87 minuti di gara giocati, ha ingaggiato 16 duelli, completato 4 dribbling e vinto 3 contrasti, a dimostrazione dell'ottima partita giocata dal 25 gialloblù. Il secondo gradino del podio, invece, lo conquista Abdou Harroui. Il centrocampista marocchino, al ritorno dall'infortunio che lo aveva tenuto ai box per circa un mese, subentra al 62' a Kastanos e, nei 29 minuti giocati, completa 8 passaggi e realizza il suo primo gol con la maglia del Verona. È proprio lui infatti l'autore del terzo vantaggio, quello decisivo per i gialloblù, all'88', quando, ricevendo il passaggio da Livramento, si aggiusta il pallone sul destro, elude Mancini e realizza il 3-2 finale. Terzo posto per Giangiacomo Magnani. Il difensore classe '95 è stato impiegato al centro della difesa accanto al compagno di reparto Coppola: durante i 95' giocati ha recuperato un pallone con un tackle e ha completato 32 passaggi (secondo, dopo Ondrej Duda con 36, tra i giocatori di movimento gialloblù). Proprio Duda e Magnani sono gli interpreti del momentaneo 2-1 al 34': sul corner dello slovacco, infatti, a svettare più in alto di tutti è il difensore italiano, superando Svilar sul primo palo. Per Magnani si tratta del primo gol con la maglia dell'Hellas Verona.
CUORE GIALLOBLÙ - LA CLASSIFICA 2024/25
Belahyane 17
Tchatchoua 6
Tengstedt 6
Duda 4
Ghilardi 4
Montipò 4
Mosquera 4
Suslov 4
Perilli 3
Sarr 3
Serdar 3
Harroui 2
Kastanos 2
Lazovic 2
Dani Silva 1
Magnani 1
1° classificato: 3 punti; 2° classificato: 2 punti; 3° classificato: 1 punto.
VINCITORI DI GIORNATA
1a Hellas Verona-Napoli: Daniel Mosquera
2a Hellas Verona-Juventus: Ondrej Duda
3a Genoa-Hellas Verona: Jackson Tchatchoua
4a Lazio-Hellas Verona: Reda Belahyane
5a Hellas Verona-Torino: Reda Belahyane
6a Como-Hellas Verona: Lorenzo Montipò
7a Hellas Verona-Venezia: Casper Tengstedt
8a Hellas Verona-Monza: Daniele Ghilardi
9a Atalanta-Hellas Verona: Amin Sarr
10a Lecce-Hellas Verona: Simone Perilli
11a Hellas Verona-Roma: Suat Serdar. Fonte: hellasverona.it
Dieci marcatori diversi per l’Hellas Verona
Grazie al 3-2 contro la Roma firmato Harroui, è arrivata la quarta vittoria in campionato, la terza davanti al pubblico amico. I gialloblù di Zanetti salgono così a quota 12 punti in classifica dopo undici giornate. Più quattro rispetto alla passata stagione.
È il danese Tengstedt a guidare la classifica dei marcatori in casa Hellas Verona, scaligeri che possono vantare già 10 marcatori diversi (l’anno scorso undici in tutto il campionato, ndr) dopo 11 turni. In totale, sono 16 le reti all’attivo per i veronesi.
CLASSIFICA MARCATORI HELLAS VERONA 2024/25
4 Casper Tengstedt
3 Daniel Mosquera
1 Dailon Rocha Livramento
1 Jackson Tchatchoua
1 Grigoris Kastanos
1 Darko Lazovic
1 Mathis Lambourde
1 Amin Sarr
1 Giangiacomo Magnani
1 Abdou Harroui
1 autorete (Joronen, Venezia).
Hellas Verona 8º attacco della Serie A Enilive 2024/25 dopo 11 giornate
Dietro alla squadra di Gasperini (Atalanta 29 reti, ndr) troviamo l’Inter (25), con la Lazio (24) dell’ex Baroni che chiude il podio di questa speciale classifica. Quarto posto per la Fiorentina (22), prossimo avversario dei gialloblù, seguita da Juventus (19), Napoli (18) e Milan (17). Ottava posizione per i gialloblù, con 16 reti realizzate.
Hellas Verona peggior difesa del campionato: sono 24 le reti subite
Solo in due occasioni la squadra di Paolo Zanetti è riuscita a mantenere la porta inviolata in undici turni, all’esordio contro il Napoli (3-0) ed in casa del Genoa (0-2) alla terza giornata.
Nelle ultime tre giornate, sono 9 i gol incassati, che diventano 12 nelle ultime 4.
In totale sono 24 le reti incassate: 12 al Bentegodi ed altrettante in trasferta.
Hellas Verona, allenamento questo pomeriggio
La squadra di Zanetti dopo il lunedì libero riprenderà ad allenarsi, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida in programma domenica pomeriggio a Firenze.
Suslov: “Ottima reazione della squadra dopo settimane senza successo”
Il commento su Instagram del trequartista gialloblù all’indomani di Hellas Verona-Roma 3-2, successo che ha permesso alla squadra di Zanetti di balzare in classifica a quota 12 punti, dopo 11 giornate.
Ufficiale. Ex Verona, Zaffaroni è il nuovo allenatore del Sudtirol
FC Südtirol comunica di aver affidato a Marco Zaffaroni l’incarico di allenatore responsabile della prima squadra.
Nato a Milano il 20 gennaio 1969, Zaffaroni ha iniziato la carriera in panchina nella stagione 2009-2010 come viceallenatore del Perugia. Nel 2022 il debutto in serie A con l’Hellas Verona dopo diverse esperienze professionali con altri club, tra Serie B e Serie C come Monza, Albinoleffe e Cosenza. Nella scorsa stagione ha guidato la Feralpisalò in serie B, subentrando a Stefano Vecchi il 23 ottobre 2023. Il tecnico ha firmato un contratto con il club biancorosso fino al 30 giugno 2025 con opzione in caso di salvezza.
Il nuovo tecnico guiderà il primo allenamento nella giornata di domani, martedì 5 novembre.
Contestualmente, FC Südtirol comunica che entrerà a far parte dello staff tecnico anche Alessandro Gazzi, con il ruolo di viceallenatore. Il nuovo mister si avvarrà della collaborazione di Nicolò Cherubin, nel ruolo di collaboratore tecnico e dello staff al completo.
Alessandro Gazzi, nato a Feltre (Belluno) il 28 gennaio 1983, si è ritirato dal calcio giocato nel luglio 2021 dopo 20 anni da centrocampista. Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie di Treviso, Lazio, Viterbese, Bari, Reggina, Siena, Torino, Palermo e Alessandria. In seguito, l'esperienza da collaboratore tecnico nel club alessandrino e da viceallenatore nel Torino U17.
FC Südtirol rivolge ad entrambi un caloroso benvenuto e l’augurio di un proficuo lavoro.
Da parte di Hellas Live un grosso in bocca al lupo a Zaffaroni per la nuova avventura.
Hellas Verona, contro la Roma 50ª vittoria con la maglia gialloblù per Darko Lazovic
Nella partita di ieri, Darko Lazovic ha raggiunto quota 50 vittorie con la maglia gialloblù.
Complimenti Capitano! Fonte X Hellas Verona FC
Hellas Verona, prima rete in maglia gialloblù per Magnani
Calcio d’angolo di Duda e colpo di testa vincente sul primo gol. Minuto 34 di Hellas Verona-Roma. I gialloblù tornano in vantaggio (2-1) al Bentegodi e per il difensore Giangiacomo Magnani è la prima rete con la maglia scaligera, la seconda in carriera in Serie A. Il centrale difensivo classe 1995 mancava sul tabellino dei marcatori dal 24 giugno 2020, quando a San Siro regalò il 3-3 finale al Sassuolo contro l’Inter.
Montipó: “Spirito e carattere”
Spirito e Carattere. Let's go Hellas Verona. Il commento su Instagram del portiere gialloblù dopo il ritorno al successo della squadra di Zanetti domenica sera allo stadio Bentegodi contro la Roma.