Hellas Verona, il nuovo acquisto di Baroni: Suat Serdar
Questo pomeriggio alla ripresa degli allenamenti, il centrocampista tedesco ha lavorato coi compagni tornando così a completa disposizione dell’allenatore gialloblù. Il mediano classe 1997 lo scorso febbraio si era sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro. Foto Hellas Verona FC
Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
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Numeri e curiosità di Hellas Verona-Udinese
Sono 36 i confronti in Serie A tra Hellas Verona e Udinese: 12 vittorie per i gialloblù, mentre sono 11 quelle per i friulani. A completare il parziale 13 pareggi.
I gialloblù sono rimasti imbattuti in cinque delle ultime sei sfide disputate nel massimo campionato contro l’Udinese: per il Verona sono arrivate, infatti, due vittorie e tre pareggi. Sei degli otto precedenti giocati nel mese di ottobre in Serie A tra Hellas Verona e Udinese in Serie A sono terminati in pareggio. Completano il parziale un successo dei gialloblù nel 1957 e uno dei bianconeri nel 1989.
La sfida di domani sera corrisponderà con il secondo incontro tra Verona e Udinese giocato di lunedì in Serie A. Nell'unico precedente del 6 gennaio 2014, la vittoria fu dei gialloblù: nell'occasione il match terminò 3-1 grazie alla doppietta di Luca Toni ed alla rete di Juan Manuel Iturbe.
Il Verona ha perso solamente due delle 18 sfide disputate allo stadio 'Bentegodi' in Serie A contro l'Udinese (9 vittorie e 7 pareggi). Tra le avversarie affrontate più di 15 volte nel massimo campionato, soltanto contro il Cagliari i gialloblù hanno subito meno sconfitte in casa (una in 17 precedenti).
L'attaccante Simone Verdi - che ha esordito con la maglia del Verona nell'ultimo match di campionato - ha realizzato tre reti in carriera contro l'Udinese in Serie A: solamente contro la Sampdoria il numero 7 gialloblù ha fatto meglio (4).
Thomas Henry ha segnato un gol in Serie A contro l'Udinese, lo scorso 10 aprile quando vestiva la maglia del Venezia. L'attaccante francese, inoltre, ha esordito nel massimo campionato proprio contro i bianconeri nell'agosto 2021.
Il capitano gialloblù Miguel Veloso ha esordito in Serie A proprio contro l'Udinese nell'agosto 2010, quando vestiva la maglia del Genoa. Fonte: hellasverona.it
Udinese, Sottil: “Il nostro unico obiettivo è la partita di Verona. È un derby, ci saranno tanti nostri tifosi”
Dopo due settimane di sosta torna il campionato, e sarà Hellas Verona-Udinese. Il mister bianconero Andrea Sottil ha parlato della preparazione in vista del derby, nonostante per lunghi tratti la squadra “non fosse al completo. Abbiamo lavorato bene, sopperendo al numero con allenamenti specifici e concentrandoci su alcuni aspetti importanti. I ragazzi hanno lavorato con grande intensità e hanno giocato due partite, utili per dare minutaggio a tutti. Sono stati degli ottimi 15 giorni”. È tornato bene anche chi è stato in nazionale, “cosa che per la società è un grande prestigio. È stato importante che nessuno si sia fatto male e che tutti abbiano partecipato alle gare e quindi non hanno interrotto il ritmo. Sono rientrati in ottime condizioni e pronti per questa partita”.
Nonostante la felicità per il traguardo individuale dei suoi giocatori convocati, Sottil ammette di essere “contento che non ci saranno pause fino a fine novembre, così si giocherà tanto e non interromperemo più il ritmo-gara”. Il piano per il derby contro i gialloblù è semplice: “Giocheremo come abbiamo sempre fatto, non sentiamo nessuna pressione ma pensando a giocare partita per partita. È stato il nostro credo da quando sono arrivato e dobbiamo continuare così. Siamo consapevoli delle nostre forze, della capacità della squadra, che ha fatto dele cose straordinarie, ma – ammonisce l’allenatore – fa parte del passato. Quello che conta è vivere il presente. Stare nel presente pensando al passato crea un senso di appagamento e di poca determinazione, e invece noi abbiamo bisogno di fame. Il nostro unico obiettivo è la partita di Verona”.
Saranno molti gli ex da entrambe le parti, ma Sottil non si scompone: “I ragazzi non si deconcentrano. Fa parte del calcio, non è la prima e non sarà l’ultima volta che capiterà una situazione del genere. Alleno un gruppo di uomini molto maturi e sono sicuro che quando l’arbitro fischierà l’inizio della gara avranno solo grande cattiveria agonistica”. Sarà questa grinta l’ingrediente fondamentale del match. Il passato è alle spalle, “poco importa quello che è stato prima. Il presente dice che noi andremo a Verona su un campo sicuramente tosto, è un derby e arriveranno tanti nostri tifosi. Dobbiamo essere concentrati solo a far bene quello che abbiamo preparato in questi giorni”.
I gialloblù non hanno cominciato al meglio questo campionato (cinque punti in sette giornate), ma non è una scusa per sottovalutarli. “Hanno perso giocatori importanti e ne hanno acquistati altri. Hanno un impianto tattico consolidato e ci sono tanti giocatori lì da anni, hanno intensità e fisicità. Sanno giocare bene in transizione e sanno accettare i duelli con aggressività. Dovremo farci trovare pronti sulle seconde palle – riconosce Sottil, che si aspetta “una partenza feroce, come è giusto che sia. Ma anche noi siamo pronti a questa partenza”. Non ci sono dubbi di formazione. “Ho già in testa l’11 titolare, anche se i ragazzi mi hanno messo in grande difficoltà e gli faccio i complimenti. Mi hanno dimostrato di essere sempre all’altezza, chi inizia e chi subentra, ed è la parte principale della nostra identità e la nostra forza. Deve essere una costante per tutto l’anno” commenta il mister.
Una menzione d’onore a Gerard Deulofeu, uomo assist di questo avvio di stagione (cinque passaggi decisivi per lui). “Lo vedo serenissimo – puntualizza Sottil – chiaramente dentro di lui ci sta che essendo un attaccante puro abbia questa ‘sofferenza’ per non aver trovato il gol, ma è un grandissimo campione e si allena a 200 chilometri orari. È molto dentro il progetto Udinese e tutti i giorni spinge come un matto. Arriveranno anche i gol e saranno tanti, ne sono certo”. Il tecnico bianconero usa il suo numero diez come “esempio del ‘noi’, di quello che stiamo costruendo. Deulo non sta trovando il gol, ma ha un entusiasmo incredibile nel far segnare gli altri. E questa è una forza devastante. Si parla sempre più dell’‘io’ che del ‘noi’, e l’attaccante deve essere un po’ egoista, ma stiamo vedendo grande disponibilità. È il ‘noi’ che viene prima di tutto”. I successi sono veri solo se condivisi con i tifosi, “splendidi, l’hanno sempre dimostrato in casa e fuori. Domani è una partita importante, storica, e sono convinto che ci daranno una grande spinta”.
Sottil ha vinto il premio di allenatore del mese, ma non vuole la gloria tutta per sé. Non è questo che persegue. “Sono contento e mi dà soddisfazione a livello professionale, ma questo premio non è solo mio – dice il mister – È frutto del lavoro di tutto il team. Credo molto nel lavoro di staff e ringrazio i miei calciatori, interpreti dello spettacolo. Sono loro che mi seguono in campo. La soddisfazione maggiore per un allenatore è quando la squadra va in campo e, appunto, interpreta quello che si prova durante la settimana. Ringrazio tutti”. Fonte e foto: udinese.it
Esercizi, partita a tema per attacco alla profondità e per la difesa in inferiorità per i gialloblù di Cioffi
Oggi, venerdì 30 settembre, allo Sporting Center 'Paradiso', i gialloblù hanno svolto le seguenti attività: esercizi di attivazione tecnica, esercizi di possesso palla per la costruzione del gioco, partita a tema per attacco alla profondità e per la difesa in inferiorità.
Domani, sabato 1 ottobre, è in programma una seduta di allenamento mattutino. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona, Oxigenia nuovo Main Sponsor Pre Match
Il Verona si ‘scalda’ anche con Oxigenia. Il brand internazionale dell’azienda tutta veronese Step-Line, infatti, è il nuovo Main Sponsor Pre Match dell’Hellas Verona. La squadra allenata da mister Cioffi in occasione della sfida con l’Udinese, in programma lunedì 3 ottobre al Bentegodi, scenderà in campo per il riscaldamento con il logo di Oxigenia sulla maglia.
Una partnership che valorizza entrambe le realtà, Oxigenia che si avvicina alla squadra della propria città e che vuole ribadire la sua utilità anche per gli atleti, per il Verona, invece, l’occasione di legarsi a un brand di successo e conosciuto in tutta Italia e non solo.
Oxigenia, l’acqua a km 0 leader della ristorazione di qualità, nasce dal connubio di Ricerca Tecnologia ed Innovazione che permette di realizzare la miscelazione dell’acqua con l’ossigeno alimentare ed ozono. Frutto di questa ricerca è l’acqua arricchita d’ossigeno fino a 36 volte in più rispetto ad un’acqua minerale. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona, contratto Faraoni: parti vicine
Per la sfida in programma lunedì sera allo stadio Bentegodi contro l’Udinese, resta sempre in dubbio la presenza dell’esterno gialloblù Davide Faraoni. Il problema alla caviglia non è ancora stato superato e per questo Cioffi non sa ancora se potrà contare su uno degli ex di turno.
In scadenza di contratto nel 2024, l’entourage di Faraoni intanto è oramai vicino all’accordo per prolungare con la società gialloblù. Da quanto appreso da Hellas Live, Faraoni si legherà alla società di Setti sino al 30 giugno 2025, con opzione di un anno.
Settore Giovanile Hellas Verona, il programma del fine settimana
Giocheranno lontano da casa le formazioni del Settore Giovanile gialloblù impegnate nel campionati a carattere nazionale. Nella giornata di domenica 2 ottobre, oltre alla Primavera di mister Salvatore Bocchetti, impegnata alle ore 13 sul campo della Fiorentina, giocherà anche l'Under 18 di mister Paolo Sammarco, che alle ore 16 sfiderà il Monza al Centro Sportivo 'Monzello'. In campo, nello stesso giorno, anche l'Under 16 di mister Francesco Caldana e l'Under 15 di mister Alessandro Viviani, entrambe attese alla sfida contro il Venezia: i match sono i programma rispettivamente alle ore 13 e alle ore 11 al Campo Sportivo 'Giuseppe Taliercio' di Mestre. I Pulcini 2014 di mister Daniele Fedrigo, sempre domenica 2 ottobre e a partire dalle ore 15.30, parteciperanno al 'Memorial Giacomini' che si terrà a Montichiari, in provincia di Brescia. Turno di riposo, invece, per l'Under 17 guidata da mister Mauro Coppini. Fonte: hellasverona.it, foto Nicola Guerra
Primavera Hellas Verona, due campi nuovi, palestra e spogliatoi per i gialloblù di Bocchetti
Al centro sportivo lacustre proseguono i lavori di ammodernamento. La società scaligera ha messo a disposizione dell’allenatore della Primavera due nuovi campi, una palestra e degli spogliatoi. L’obiettivo del club è quello di far lavorare a stretto contatto con la Prima Squadra, Florio e compagni.
Hellas Verona, lunedì sera al Bentegodi si presenterà il miglior attacco e terza forza del campionato
Solo Napoli e Udinese nelle prime sette giornate hanno segnato (15) così tanto. Cremonese e Monza (14) sono invece le squadre ad aver subito più gol di Hellas Verona (13) e Sampdoria. La squadra di Sottil è terza in classifica grazie ai 16 punti (5 i gialloblù, ndr)raccolti in 7 giornate.
I gialloblù hanno tenuto la porta inviolata in ciascuna delle ultime tre gare casalinghe di Serie A TIM contro l'Udinese: l'ultima volta che ha registrato piu clean sheet interni consecutivi contro una singola avversaria nella competizione è stata tra il 1983 e il 1989 contro il Pisa (quattro).
Dopo una sconfitta e un pareggio, l'Udinese ha vinto tutte le ultime cinque gare di campionato: può ottenere sel successi nelle prime otto partite in una stagione di Serie A TIM per la prima volta nella sua storia,
L'Hellas Verona ha vinto solo una delle ultime 10 partite di campionato (3N, 6P) ed è stato sconfitto nelle due più recenti senza segnare; l'ultima volta che i gialloblù non sono andati in gol in tre incontri di fila in Serie A TIM è stata nell'aprile 2018 (tre).
L'Hellas Verona è rimasto imbattuto in cinque delle ultime sei sfide di Serie A TIM contro l'Udinese (2V, 3N), dopo che era stato sconfitto in quattro dei cinque precedenti (1N).
Hellas Verona (21) e Udinese (19) sono anche le squadre ad essere andate più volte in fuorigioco nella Serie A TIM 2022/23.
Allenamento questo pomeriggio
L’Hellas Verona di Cioffi proseguirà la preparazione, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida contro l’Udinese in programma lunedì sera al Bentegodi.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Graziani Battistini. L’ex portiere dell’Hellas Verona compie 52 anni. Festeggia anche l’ex gialloblù Gian Filippo Felicioli.