Hellas Verona, il nuovo acquisto di Baroni: Suat Serdar
Questo pomeriggio alla ripresa degli allenamenti, il centrocampista tedesco ha lavorato coi compagni tornando così a completa disposizione dell’allenatore gialloblù. Il mediano classe 1997 lo scorso febbraio si era sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro. Foto Hellas Verona FC
Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
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Depaoli: “Voglio farmi riscattare dal Verona. Ora bisogna iniziare a fare punti: l’Udinese troverà di fronte una squadra tosta e cattiva”
“Il mio ritorno all’Hellas era già fatto da tempo, con la testa ero già qui. Da Verona non sono mai andato via. Abbiamo perso dei pezzi importanti ma sono arrivati giovani molto forti. Col tempo sono convinto che torneremo ad essere quelli dell’anno scorso. Posso giocare esterno sia a destra che a sinistra, ma il mister mi ha provato anche come interno di centrocampo e se Cioffi me lo chiederò, mi metterò a completa disposizione. Com’è cambiato il modo di giocare? Sono cambiati solo gli interpreti. I nuovi devono imparare in fretta perché bisogna iniziare a fare punti. Questo è un gruppo sano, che lavora bene e segue il mister. Il mio obiettivo è quello di restare, voglio farmi riscattare dalla società e rimanere il più possibile a Verona. La sosta ci è servita tantissimo, sembrava di essere quasi in ritiro. Abbiamo lavorato molto bene e siamo pronti per tornare in campo. La classifica? È ancora presto per guardarla. Lunedì arriverà al Bentegodi la squadra più in forma del campionato, ma di fronte l’Udinese troverà una squadra tosta e cattiva, con una Curva ed una città a nostro favore. Sia Tudor che Cioffi lèggono bene le partite e le preparano alla grande. La concorrenza alza la competizione ed il livello degli allenamenti. Chi sta meglio, gioca: le scelte del mister si basano solo su questo” ha dichiarato il difensore dell’Hellas Verona, Fabio Depaoli.
Settore Giovanile Hellas Verona, il minutaggio dei gialloblù
Di seguito i risultati e il minutaggio dei giocatori del Settore Giovanile dell'Hellas Verona nella partite disputate con le rispettive Nazionali.
Wiktor Matyjewicz (Polonia Under 19)
Bosnia Erzegovina-Polonia: 0-2 | 21/09, Breslavia (Qualificazioni Europei Under 19). Minutaggio: 27'
Polonia-Estonia: 2-0 | 24/09, Breslavia (Qualificazioni Europei Under 19). Minutaggio: 90'
Polonia-Italia: 0-1 | 27/09, Breslavia (Qualificazioni Europei Under 19). Minutaggio: 90'
AYMAN EL WAFI (Marocco Under 20 - in foto)
Marocco-Australia: 1-0 | 22/09 (Mourcia Tournament). Minutaggio: 90'
Inghilterra-Marocco: 2-1 | 24/09 (Mourcia Tournament). Minutaggio: 90'
Marocco-Cile: 1-0 | 27/09 (Mourcia Tournament). Minutaggio: 90'
LUCA SZIMIONAS (Romania Under 17)
Romania-Norvegia: 1-2 | 23/09, Blonie (Syrenka Cup). Minutaggio: 90'. Fonte e foto: hellasverona.it
Hellas Verona, il minutaggio dei gialloblù in Nazionale
Di seguito i risultati e il minutaggio dei giocatori dell'Hellas Verona nella partite disputate con le rispettive Nazionali.
DIEGO COPPOLA e FILIPPO TERRACCIANO (Italia Under 20)
Portogallo-Italia: 1-2 | 23/09, Lisbona (Torneo 8 Nazioni). Minutaggio: Coppola 61', Terracciano 30'
Italia-Svizzera: 3-0 | 27/09, Varese (Amichevole). Minutaggio: Terracciano 61'
PAWEL DAWIDOWICZ (Polonia)
Polonia-Olanda: 0-2 | 22/09, Varsavia (UEFA Nations League). Minutaggio: non impiegato
Galles-Polonia: 0-1 | 25/09, Cardiff (UEFA Nations League). Minutaggio: non impiegato
JOSH DOIG (Scozia Under 21)
Irlanda del Nord-Scozia: 1-3 | 22/09, Belfast (Amichevole). Minutaggio: 90'
JOSH DOIG (Scozia)
Scozia-Irlanda: 2-1 | 24/09, Glasgow (UEFA Nations League). Minutaggio: non impiegato
Ucraina-Scozia: 0-0 | 27/09, Cracovia (UEFA Nations League). MInutaggio: non impiegato
ISAK HIEN (Svezia)
Serbia-Svezia: 4-1 | 24/09, Belgrado (UEFA Nations League). Minutaggio: 90'
Svezia-Slovenia: 1-1 | 27/09, Solna (UEFA Nations League). MInutaggio: 88'
MARTIN HONGLA (Camerun)
Camerun-Uzbekistan: 0-2 | 23/09, Goyang (Amichevole). Minutaggio: non impiegato
Corea del Sud-Camerun: 1-0 | 27/09, Seul (Amichevole). Minutaggio: 78'
AJDIN HRUSTIC (Australia)
Australia-Nuova Zelanda: 1-0 | 22/09, Brisbane (Amichevole). Minutaggio: 61'
Nuova Zelanda-Australia: 0-2 | 25/09, Auckland (Amichevole). Minutaggio: non impiegato
DARKO LAZOVIC e IVAN ILIC (Serbia)
Serbia-Svezia: 4-1 | 24/09, Belgrado (UEFA Nations League). Minutaggio: Lazovic 45' (autore dell'assist del quarto gol), Ilic 6'
Norvegia-Serbia: 0-2 | 27/09, Oslo (UEFA Nations League). Minutaggio: Lazovic 17', Ilic 90' (autore dell'assist del secondo gol). Fonte: hellasverona.it, foto Instagram
RIP Bruno Bolchi
Lutto nel mondo del calcio. Nella tarda serata di ieri all’età di 82 anni è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Bruno Bolchi, ex allenatore e centrocampista che ha vestito anche la maglia dell’Hellas Verona nella stagione 1963/64.
Verdi: “La sosta è arrivata a pennello. Con l’Udinese dovremo trovare il modo per fare punti. Voglio farmi comprare dall’Hellas Verona”
“L’impatto è stato buonissimo. C'è un gruppo eccezionale, mi stanno aiutando tutti. Mi sento bene, ho giocato i primi 30 minuti con la Fiorentina e la sosta è arrivata a pennello perché ci ha dato modo di conoscerci meglio e migliorare sotto l'aspetto fisico. Alla ripresa con l'Udinese, una delle squadre più in forma, dovremo trovare il modo per fare punti. È stato un inizio difficile, anche dovuto al calendario. E poi ci sono tanti nuovi, incluso me, che si devono integrare e capire le idee dell'allenatore. Prime impressioni di Cioffi? Buonissime, ha voglia di emergere e ha grandissima grinta. È una persona che crede molto nel lavoro che poi è quello che ti aiuta a raggiungere gli obiettivi. I miei obiettivi? Sono legati a quelli del club. Voglio farmi comprare. Di quanti gol e assist mi accontenterei? Diciamo almeno 5 gol e 5 assist come base, poi spero di farne di più ovviamente” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’attaccante dell’Hellas Verona, Simone Verdi.
Fanna: “Chi segue l’Hellas chiede una cosa sopra tutte: l’impegno totale per il Verona”
“L’Hellas è la casa di tutti, il legame che ognuno avverte. Centoventi anni di passione che continua. Uno dei simboli della città di Verona è la Scala, ed è un emblema che è molto chiaro. Si sale e si scende, ma non si molla mai. L'insegnamento che viene dall'Hellas e dalla sua storia è questa. Ci sono stati momenti meravigliosi, e l'orgoglio che provo è quello di aver fatto parte di quella squadra, di quel Verona che salì sul podio più alto. Allo stesso modo, ci sono anche periodi duri, che abbiamo superato. La cosa che non cambia mai è l'affetto che i tifosi hanno per l'Hellas: sono sempre vicini. L’Hellas è una parte dell’identità di Verona, la rappresenta. Entri in una famiglia in cui cresci. Chi segue l'Hellas chiede una cosa sopra tutte: l'impegno totale per il Verona, la dedizione al gialloblù. Se spremi ogni energia che hai sul campo sarai amato e ti vorranno bene per sempre” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, là leggenda dell’Hellas Verona, Piero Fanna.
Tommasi: “Il Bentegodi non è una priorità ma bisogna metterlo a norma. La città di Verona sarà al fianco dell’Hellas per celebrare i 120 anni”
“Quello della politica è un mondo che conosco poco ancora ma ho la fortuna di avere una bella squadra. Per i 120 anni dell’Hellas Verona da parte del club c'è la volontà di celebrare nel migliore dei modi e la città non può che essere al suo fianco. Bentegodi vecchiotto? Spenderemo soldi per metterlo a norma, ha bisogno di manutenzioni molto costose, non è più in linea con le esigenze attuali. Non è una priorità, ma di certo ha bisogno di un arrangiamento. E non si può prescindere dall'interessamento del club che lo usa. È tornato vivo comunque l'interesse degli investitori per fare del Bentegodi un posto per ampliare l'offerta e ospitare altre manifestazioni visto che ad oggi a Verona abbiamo solo l'Arena.
Verona è una grande città eh. Questa stagione cominciata prima forse ha inciso sul rendimento delle grandi. Si sono giocate 5-6 partite in 20 giorni e i top player sono quelli che fanno più fatica a entrare in condizione perché finiscono tardi la stagione e trovare subito l'intensità è dura. Comunque Atalanta e Udinese stanno facendo bene, come il Verona, che con la giusta programmazione può ambire a fare come l'Atalanta, che ha investito molto sul progetto sportivo e sui giovani e lo ha portato a consolidarsi.
Sono stati fatti risultati eccezionali negli ultimi anni per una realtà come Verona e anche per i nomi che sono stati poi valorizzati. Segno di una gestione attenta, di qualità tecnica. Una cosa sorprendente che denota i valori degli spogliatoi che si sono susseguiti è che
non sono mai usciti dalle partite anche andando in svantaggio in campi complicati come San Siro, Torino, Roma... Mai avuta la sensazione di una squadra che molla e che non crede nella capacità di recuperare il risultato.
In chi mi rivedo? Mi sembrano tutti più bravi di me. Comunque mi rivedo in giocatori che in mezzo al campo danno tutto quello hanno: Amrabat e Faraoni, Tameze più per la sua duttilità, anche se hanno caratteristiche diverse” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il Sindaco di Verona, Damiano Tommasi.
Serie A, 27 giocatori utilizzati in 7 giornate: primo posto per Monza e Hellas Verona
Sono il club brianzolo e quello gialloblù ad aver utilizzato più giocatori nelle prime sette giornate. Sono ben 27 i calciatori impiegati. Per l’Hellas Verona in totale si contano 35 sostituzioni.
Allenamento questo pomeriggio
L’Hellas Verona di Cioffi, dopo il martedì di riposo, riprenderà al centro sportivo lacustre gli allenamenti in vista della sfida in programma lunedì sera contro l’Udinese al Bentegodi.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Matteo Scapini. L’ex attaccante dell’Hellas Verona compie 39 anni.