Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
Nazionali Hellas Verona, oggi in campo Kastanos e Slotsager
Il centrocampista gialloblù Grigoris Kastanos con Cipro affronterà alle ore 18 a Riga la Lettonia, incontro valido per la UEFA Nations League 2026/27. Foto Instagram
Friendly Pinatar Cup per la Danimarca Under 20 di Tobias Slotsager contro i pari età del Brasile. La sfida tra i danesi ed i brasiliani si giocherà a San Pedro del Pinatar in Spagna.
Tutte le news
Hellas Verona, un attaccante torna al gol dopo 74 giorni
L’ultima rete di un attaccante in maglia gialloblù era datata 31 agosto, gol di Kallon che valse il pareggio a Empoli. Ieri, dopo ben dieci partite, un altro attaccante ha trovato la via del gol, la prima peraltro con l’Hellas Verona, un gol quello di Simone Verdi che purtroppo però ha solo illuso il pubblico veronese.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Gianluigi Galbagini. L’ex difensore dell’Hellas Verona compie 58 anni.
Setti: “Sono sconvolto. Oggi siamo qua per frustarci: dieci sconfitte di fila, c’è poco da commentare”
La situazione è grave, dal punto di vista della classifica questa partita era importante: cosa ha in mente di fare riguardo al futuro di Bocchetti e Marroccu? "In questo momento ho messo tutto in discussione. Non me lo sarei mai aspettato. Oggi in campo c'erano nove undicesimi della squadra dell'anno scorso, più Verdi e Djuric. Io non posso pensare che questa sia una squadra che non possa salvarsi. Lo diciamo da dieci partite, però continuiamo a perdere. Non siamo retrocessi, ma è una cosa che faccio fatica a capire, dopo una prestazione come quella contro la Juventus, rifarne un'altra così. Questi alti e bassi vanno capiti, quindi in questo momento, dico la verità, devo riflettere su tutti, su tutta la piramide".
Che idea si è fatto della contestazione. Che cosa si sente di dire riguardo le voci di un'eventuale vendita della società? "Sullo 'smantellamento' della squadra, ripeto, non mi sembra che sia il nostro caso. Mi sembra che sia il nostro caso, da sempre, che tutti gli anni determinati giocatori vadano via per due motivi: uno perché credo che sia necessario per questo club, come modus di vivere; due perché, questi giocatori, nella maggior parte dei casi, vogliono andare via - tolto che non è oggi il giorno per fare polemiche. Perché vogliono guadagnare di più, perché vogliono giocare le coppe, per andare a calcare palcoscenici più importanti. E dobbiamo renderci conto che il Verona è questo, ma non gli ultimi dieci anni di Verona di Setti: il Verona è questo a livello di storia. Perché se guardiamo determinati risultati, forse ne ho parecchi di meriti in questi dieci anni. Oggi siamo qua per frustarci: dieci sconfitte di fila, c'è poco da commentare. Bisogna fare delle grandi riflessioni. Mi dispiace chiaramente che i tifosi, i quali capisco da un lato, prendano me come un esempio di qualcuno che vuole disfare tutti gli anni, perché vi posso garantire che tutti gli anni spendiamo più di quello che incassiamo: quindi non è così. Per quanto riguarda la vendita, è vero che ci sono degli interessamenti, come ogni anno, ma non esiste nessuna vendita. Io so di almeno sei o sette squadre rimaste al primo giro di vendita e che sono rimaste sul mercato. Quindi non c'è nessuna vendita e penso che in questo momento ce ne sia ancora meno".
Ora arrivano la sosta e poi il mercato: come si può superare questa situazione? “In questo momento non lo so. Devo veramente riflettere. Credo che le persone, sia quelle che sono andate sia quelle che ci sono, siano capaci e che possano fare il bene di questo club. Qualcosa non ha funzionato, ma adesso se vado indietro alle giustificazioni sono cose assurde. Oggi sono sconvolto perchè mi sto ammalando per il Verona, sono dieci giorni che non dormo, non riesco a capire il motivo. Se si va a guardare questa rosa, a detta di tutti, è più forte di quella dell’anno scorso tranne nei singoli davanti che magari non si sono ancora espressi. Oggi ha fatto il primo gol Verdi ma non lo abbiamo avuto praticamente mai, Henry era partito bene ma poi ha avuto un'involuzione. Le cose sono tante, ma io non sono qui a trovare delle giustificazioni. Sono qui a cercare la medicina per risolvere la situazione in questi 50 giorni perché sicuramente non ci si arrende oggi, non siamo retrocessi. Siamo in una situazione molto critica e non posso credere che la squadra sia questa e farò di tutto per trovare la medicina giusta per il resto del campionato. Non mi voglio arrendere, ma soprattutto non vorrei retrocedere. Quando si aprirà il mercato ci saranno determinate dinamiche e noi sicuramente qualcosa faremo. Questa debolezza mentale va risolta".
Pesano più le scelte o la confusione nella gestione tattica delle partite? "Non penso sia una questione di confusione a livello tattico. Penso che Bocchetti sia l'espressione migliore del nostro modo di concepire il calcio, ma sono altrettanto allibito nel pensare che non siamo riusciti a conquistare almeno un risultato. Ci sono tante cause, troppe e la colpa è solo nostra. Le riflessioni che verranno fatte toccheranno tutto".
La tifoseria le imputa un atteggiamento distante dalla squadra. Qual è il suo pensiero in merito? “Credo che il calcio ormai sia molto cambiato rispetto a quello che era stato in passato, negli anni ‘80 o nell’anno dello scudetto. Al giorno d’oggi qualsiasi tipo di iniziativa si voglia organizzare richiede molto più impegno, sotto tutti i punti di vista. Sinceramente sono dispiaciuto del fatto che i tifosi mi reputino distante dal Verona. Io mi ritengo una persona semplice in realtà, chi mi conosce bene lo sa. Credo, però, che in particolar modo in questa piazza il fatto che io viva e lavori in una città che non sia Verona possa far pensare che ne sono anche distaccato: in realtà, sottraggo del tempo al mio quotidiano e a qualsiasi altra cosa per il Verona, e credo che pochi altri dedichino tutto il tempo che dedico ad una causa simile. Non sono una persona che si magnifica, preferisco i fatti. Devo ammettere anche che senza dubbio non mi aspettavo questa situazione e ad oggi non la so ancora giudicare. Dirò la verità, devo riflettere con calma e a mente fredda. Oggi potevamo essere a meno due in classifica dalla zona salvezza, invece siamo a otto punti. Non è finita, ma è il modo in cui ci siamo sciolti dopo aver subito il primo gol che devo ancora capire, non riesco a capacitarmene. Il deficit mentale di questa squadra sicuramente va capito, analizzato e affrontato nei prossimi giorni” ha dichiarato il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.
Infortunio Dragowski, lo Spezia ringrazia l’Hellas Verona
Lo Spezia Calcio intende ringraziare il Dottor Gatto, tutto lo staff medico dell’Hellas Verona e la Croce Verde di Verona per il tempismo, la preparazione e la grande professionalità dimostrate in occasione dell'infortunio subito da Bartlomiej Dragowski. Questo il tweet dello Spezia
Pagelle
Montipó 7, Dawidowicz 5.5, Gunter 6 (Hien 5), Ceccherini 5.5; Depaoli 5 (Terracciano sv), Tameze 5, Veloso 5.5, Lazovic 5 (Doig 5.5) Verdi 6 (Kallon 5.5), Lasagna 5.5; Djuric 5.5 (Henry 5). All: Bocchetti 5
Setti: “Mi sto ammalando per il Verona ma farò di tutto per non retrocedere. Capisco i tifosi. Ora bisogna fare grandi riflessioni su tutti. Società in vendita? Ci sono solo degli interessamenti”
“Mi sto facendo diverse domande dopo l’ennesima sconfitta. Mai mi sarei aspetto una situazione così. La squadra scesa in campo oggi era composta da 9/11 dell’anno scorso e non penso che questa squadra non possa salvarsi. Non siamo retrocessi, ma dopo la prestazione contro la Juve oggi c’è stato un netto passo indietro. Devo riflettere su tutti, nessuno escluso. La contestazione dei tifosi? Sono spesso preso di mira e la cosa mi spiace anche perché ogni anno spendiamo più di quanto incassiamo. L’accusa di aver smantellato la squadra? Non mi sembra il nostro caso. Determinati giocatori ogni anno vanno via, taluni perché vogliono andare a guadagnare di più ed andare a giocare le coppe. Il Verona è questo, lo dice la sua storia. In questi dieci anni di meriti ne ho, ma oggi siamo qui per frustarci. Ci sono da fare grandi riflessioni ed i tifosi da un lato li capisco. Ma il Verona tutti gli anni spendiamo di più di quello che incassiamo. La vendita della società? Non è vero, ci sono solo degli interessamenti. Come si fa ad uscire da questa situazione? Mi sto ammalando per il Verona. Non ci arrendiamo, non siamo retrocessi anche la situazione è molto critica. Farò di tutto per non retrocedere. Mercato? Quando partirà, qualcosa faremo di sicuro. Bocchetti? È l’espressione migliore per la nostra concezione di calcio e non mi capacito di questa situazione. La lontananza dai tifosi e dalla piazza? Il calcio è cambiato, c’è un esercito da muovere per fare un allenamento a porte aperte. Il problema della distanza dal pubblico mi spiace molto, ma il mio tempo e la mia vita l’ho sottratta a tutti per il Verona. Questa situazione in cui ci troviamo oggi non la so giudicare. Oggi potevamo essere a due punti dalla salvezza, invece siamo a otto. Ci siamo sciolti appena abbiamo subito il pareggio e l’aspetto mentale è sicuramente un deficit” ha dichiarato in conferenza stampa il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.
Gotti: “La gioia di oggi ci ripaga di qualche amarezza di troppo”
“Nella prima mezz’ora la partita è stata sottotono, ma già nel finale del primo tempo siamo stati più volte pericolosi. Poi la partita è cambiata. La gioia di oggi ci ripaga di qualche amarezza di troppo subita nelle ultime settimane” ha dichiarato a DAZN, l’allenatore dello Spezia, Luca Gotti.
Hellas Verona, contestazione all’esterno del Bentegodi
I tifosi gialloblù, dopo la decima sconfitta consecutiva, hanno contestato il presidente Maurizio Setti.
Finale, Hellas Verona-Spezia 1-2
Al peggio non c’è mai fine purtroppo in casa gialloblù. Contro lo Spezia, nello scontro salvezza che era assolutamente da vincere, arriva invece la decima sconfitta consecutiva, la quinta di fila davanti al pubblico amico. La sesta in altrettante partite con Bocchetti in panchina. Scaligeri tristemente sempre più ultimi, da soli, con 5 miseri punti dopo quindici giornate.
L’allenatore conferma il 3-4-2-1 con Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Depaoli, Tameze, Veloso, Lazovic; Verdi, Lasagna; Djuric.
- CRONACA -
PRIMO TEMPO
4’ gioco fermo più di un minuto per un problema agli occhi (perdita lenti a contatto, ndr) per Dawidowicz
10’ Verdi in verticale per Lasagna, pallone troppo lungo per l’attaccante
16’ conclusione in controbalzo di Ekdal dal limite dell’area, smanaccia Montipó
20’ Depaoli anticipa il diretto avversario, pallone a Lasagna che di testa non trova però la porta
22’ Montipó costretto in tackle a mandare il pallone in rimessa laterale per anticipare Nzola
23’ destro di Lazovic a lato di poco
30’ GOL!!! 1-0 alla mezz’ora di gioco gialloblù in vantaggio grazie al primo gol con la maglia dell’Hellas Verona di Simone Verdi. Grande lavoro di Lasagna in mezzo a due, palla al numero sette scaligero che con un tocco sotto supera Dragowski in uscita.
32’ ammonito Ampadu
35’ ammonito Holm
38’ grave infortunio alla gamba destra per il portiere Dragowski a seguito del contrasto fuori area con Lasagna
43’ riprende il gioco riprende
44’ conclusione a lato di Ekdal
45’ Lasagna da comoda posizione calcia alto
45’ sono 6’ di recupero
46’ sinistro debole e centrale di Verdi
47’ ammonito Lasagna
48’ sinistro velenoso di Nzola, chiude in calcio d’angolo Montipó
50’ protagonista ancora il portiere gialloblù sul tiro di Holm
51’ termina 1-0 il primo tempo
- SECONDO TEMPO -
Primo cambio per i gialloblù, Hien al posto di Gunter
41’’ Lazovic cambia corsia e trova Depaoli che in controbalzo calcia in curva
8’ * 1-1 * pareggio della squadra di Gotti con Nzola che dal limite dell’area supera Montipó, con un tiro che rimbalza davanti al portiere gialloblù
11’ sinistro di Lasagna da comoda posizione, respinge Zoet
12’ cross di Lazovic, di testa non ci arriva Lasagna
13’ liguri pericolosi con Bastoni, i gialloblù in qualche modo chiudono in corner
15’ secondo cambio per i gialloblù, Henry per Djuric
16’ destro dal limite di Verdi, sbilanciato, alto
23’ ottima risposta di Montipó sul tutor ravvicinato di Bastoni
24’ *1-2* la doppietta di Nzola ribalta il risultato al Bentegodi. L’attaccante ligure anticipa di testa Veloso e batte ancora Montipó
25’ terzo e quarto cambio per i gialloblù, Doig e Kallon per Lazovic e Verdi
29’ sinistro angolato di Bourabia, Montipó di distende bene e chiude in calcio d’angolo
31’ punizione di Veloso, Ceccherini dentro l’area piccola manda il pallone di poco sopra la traversa
33’ ammonito Tameze
41’ ammonito Amian
45’ sono 5’ di recupero
49’ ammonito Ellertsson
50’ termina al Bentegodi la sfida contro lo Spezia, per l’Hellas Verona decima sconfitta consecutiva. Fischi per tutti.
1-2 Nzola
Raddoppio della squadra di Gotti al 24’ grazie alla doppietta di Nzola. L’attaccante, di testa, anticipa Veloso e trafigge ancora Montipó. Foto Instagram