Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
Nazionali Hellas Verona, oggi in campo Kastanos e Slotsager
Il centrocampista gialloblù Grigoris Kastanos con Cipro affronterà alle ore 18 a Riga la Lettonia, incontro valido per la UEFA Nations League 2026/27. Foto Instagram
Friendly Pinatar Cup per la Danimarca Under 20 di Tobias Slotsager contro i pari età del Brasile. La sfida tra i danesi ed i brasiliani si giocherà a San Pedro del Pinatar in Spagna.
Tutte le news
1-1 Nzola
Pareggio all’8’ della ripresa della squadra di Gotti con Nzola che dal limite dell’area supera Montipó con un tiro che rimbalza davanti al portiere gialloblù.
Fine primo tempo, Hellas Verona-Spezia 1-0
Ultimo atto del 2022. Al Bentegodi, nel secondo impegno consecutivo davanti al pubblico amico, contro lo Spezia i gialloblù hanno un solo risultato a disposizione. Bocchetti, alla sesta panchina, si presenta col 3-4-2-1 con Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Depaoli, Tameze, Veloso, Lazovic; Verdi, Lasagna; Djuric.
- CRONACA -
PRIMO TEMPO
4’ gioco fermo più di un minuto per un problema agli occhi (perdita lenti a contatto, ndr) per Dawidowicz
10’ Verdi in verticale per Lasagna, pallone troppo lungo per l’attaccante
16’ conclusione in controbalzo di Ekdal dal limite dell’area, smanaccia Montipó
20’ Depaoli anticipa il diretto avversario, pallone a Lasagna che di testa non trova però la porta
22’ Montipó costretto in tackle a mandare il pallone in rimessa laterale per anticipare Nzola
23’ destro di Lazovic a lato di poco
30’ GOL!!! 1-0 alla mezz’ora di gioco gialloblù in vantaggio grazie al primo gol con la maglia dell’Hellas Verona di Simone Verdi. Grande lavoro di Lasagna in mezzo a due, palla al numero sette scaligero che con un tocco sotto supera Dragowski in uscita.
32’ ammonito Ampadu
35’ ammonito Holm
38’ grave infortunio alla gamba destra per il portiere Dragowski a seguito del contrasto fuori area con Lasagna
43’ riprende il gioco
44’ conclusione a lato di Ekdal
45’ Lasagna da comoda posizione calcia alto
45’ sono 6’ di recupero
46’ sinistro debole e centrale di Verdi
47’ ammonito Lasagna
48’ sinistro velenoso di Nzola, chiude in calcio d’angolo Montipó
50’ protagonista ancora il portiere gialloblù sul tiro di Holm
51’ termina 1-0 il primo tempo
1-0 Verdi
Alla mezz’ora di gioco gialloblù in vantaggio grazie al primo gol con la maglia dell’Hellas Verona dell’ex Torino. Grande lavoro di Lasagna in mezzo a due, palla al numero sette scaligero che con un tocco sotto supera Dragowski in uscita.
Tameze: “Importante vincere oggi contro una diretta concorrente”
“La squadra si sente bene, abbiamo cambiato tanti giocatori contro la Juve perché è importante vincere oggi contro una diretta concorrente per la salvezza" ha dichiarato a DAZN, il centrocampista dell’Hellas Verona, Adrien Tameze.
Formazioni ufficiali Hellas Verona-Spezia
HELLAS VERONA (3-4-2-1): Montipò; Ceccherini, Günter, Dawidowicz; Depaoli, Veloso, Tameze, Lazovic; Verdi, Lasagna; Djuric. A disposizione: Chiesa, Berardi, Perilli, Doig, Hien, Henry, Hrustic, Ilic, Hongla, Magnani, Terracciano, Praszelik, Kallon, Cabal, Sulemana. Allenatore: Salvatore Bocchetti
SPEZIA (3-5-2): Dragowski; Amian, Caldara, Kiwior; Holm, Ekdal, Ampadu, Agudelo, Bastoni S.; Nzola, Gyasi. A disposizione: Zoet, Zovko, Bourabia, Sala, Verde, Hristov, Beck, Ferrer, Ellertsson, Maldini, Sher, Nguiamba, Nikolaou, Strelec, Balde. Allenatore: Luca Gotti
SETTI ROVINA DEL VERONA! Il comunicato della Curva Sud
Maurizio Setti è proprietario dell'Hellas Verona da più di 10 anni. Se andassimo a valutare, senza approfondire, i risultati sportivi dovremmo innegabilmente confermare che il bilancio, termine tanto caro al presidente, è dalla sua parte. La nostra riflessione vuole però basarsi su un'analisi più profonda e concentrarsi sul più importante risultato che il presidente è riuscito a raggiungere: costruire un "sistema" in grado di tenere sotto scacco tutto il mondo Verona, dalla società stessa a tutto l'ambiente, con un unico vero obiettivo: ingrassare il suo portafoglio. Nonostante questo "sistema" abbia caratteristiche complesse risultano paradossalmente molto chiare: è un sistema fatto di scelte ben precise e di atteggiamenti incredibili.
La contestazione non inizia certo oggi ma, vista l'attuale situazione del Verona, riteniamo opportuno ricapitolare le regole e i punti principali del "sistema Setti":
1. NESSUN RISPETTO PER LA TIFOSERIA.
Da anni denunciamo il distacco che l'attuale gestione è riuscita a creare tra l'Hellas Verona e la città: nessuna sensibilità verso storia e colori, errori tra il tragico e comico, nessun interesse verso i tifosi e mai una scelta o un'iniziativa volta a compattare l'ambiente. Siamo addirittura arrivati al punto di dover chiedere, sperando venga concesso, di poter sostenere la squadra prima di un impegno importante. Una società che apprezza i propri tifosi li chiama a raccolta, non esilia per anni la squadra fuori città, soprattutto durante i momenti più delicati. D'altra parte, al di là del ricorrente stupore, dobbiamo anche prendere atto che da un presidente che recrimina la tifoseria della sua squadra come "dalla contestazione facile" non ci si può aspettare diversamente.
2. VIETATO COMUNICARE.
La comunicazione è senza ombra di dubbio, dal 2012 ad oggi, la qualità peggiore di questa società. Recentemente, la Curva Sud, nel comunicato "Perseveranza", ha posto per l'ennesima volta delle domande ben precise al presidente Setti: quesiti che lasciavano trasparire una certa preoccupazione per l'attuale situazione del Verona. Ancora una volta abbiamo constatato che la via della chiarezza e dell'onestà non è ritenuta percorribile da Setti che, negli anni, non ha mai accettato inviti di questo tipo preferendo nel migliore dei casi il silenzio e nel peggiore frasi ridicole come "ce l'hanno con me ma io li lascio fare". Ci rifiutiamo di pensare che il presidente, durante la sua decennale gestione, non abbia capito che i tifosi del Verona hanno un'unica pretesa che va ben oltre a calciomercato, sconfitte e vittorie: umiltà e trasparenza sul futuro. Il silenzio, le menzogne, la confusione o la provocazione sono i punti cardine della strategia comunicativa del "sistema Setti": non si tratta, quindi, di semplici mancanze ma di scelte volute e malignamente studiate.
3. ILLUDERE, DISTRUGGERE, GUADAGNARE.
Archiviato il modello "Borussia”, possiamo tranquillamente parlare di modello "altalena". La trama, durante questi 10 anni, è sempre stata la stessa: raggiungere risultati importanti per poi trasformarli nello stipendio più alto di tutti i presidenti di serie A. E inquietante, ma ovviamente non casuale, come Setti, di punto in bianco, da una stagione all'altra, decida di passare dal nono posto in serie A a nove sconfitte di
fila o, addirittura, ritenga accettabile o necessario retrocedere. Questa strategia che, ribadiamo per l'ennesima volta, ha come unica finalità il guadagno personale, da una parte condanna il Verona ad una mediocrità perenne, dall'altra logora il tifoso perché lo tiene agganciato e contemporancamente lo porta in una condizione di imprevedibilità e instabilità. Fare, disfare, incassare senza reinvestire e senza dare spiegazioni è il disegno aziendale del "sistema" Setti. Setti e il suo "sistema", al di là della tanta serie A vista in questi 10 anni, sono la rovina del Verona. Questo personaggio, evidentemente inadeguato e sgradito, è riuscito a trasformare il nostro Verona in una qualunque delle sue imprese con cui trafficare e da spremere a proprio piacimento.
ORA CHE FARE? Innanzitutto invitiamo ogni tifoso del Verona a ragionare e a non limitarsi alle classiche banali frasi in stile "e se va via lu? ci le compra?". Non è certo questo il punto. Non si pretendono benefattori, ma nemmeno spregiudicati affaristi incapaci di comprendere che una squadra di calcio è qualcosa di molto più complesso di un'azienda d'abbigliamento. Piaccia o no, una società calcistica coinvolge migliaia e migliaia di persone che ne formano il vero patrimonio.
Abbiamo chiesto più volte di fare quadrato attorno al Verona. Ora chiediamo a tutti di non restare passivi, di ostentare orgogliosi i nostri simboli e di seguire il Verona ovunque sia possibile. Non lasciamo che questo sistema prevalga, rimaniamo uniti, non permettiamo a nessuno di inquinare la nostra comunità e dimostriamo che nemmeno il più cinico e approfittatore dei presidenti che siano mai passati da Verona potrà rovinare I'Hellas Verona e il sostegno ai suoi colori!
Primavera, domani l’Hellas Verona ospita al Sinergy Stadium il Frosinone
La sfida al Frosinone chiuderà il 2022 della Primavera gialloblù, che fino al prossimo mese di gennaio osserverà un periodo di riposo dagli impegni ufficiali per lo svolgimento dei Mondiali di Qatar 2022.
I ragazzi di mister Paolo Sammarco giocheranno nel pomeriggio di domani, lunedì 14 novembre (ore 15) al 'Sinergy Stadium', con la sfida che verrà trasmessa in diretta su Sportitalia, sul canale 60 del digitale terrestre. Un'ottima prima parte di stagione per il Verona, capace di collezionare ben 5 successi consecutivi, l'ultimo dei quali contro l'Udinese in Coppa Italia, vittoria che ha permesso a Schirone e compagni di raggiungere gli ottavi di finale della competizione.
In campionato, invece, l'Hellas ha conquistato il massimo della posta in 4 delle ultime 5 giornate, grazie alle vittorie raggiunte contro Torino, Cesena, Atalanta e Napoli, portandosi all'ottavo posto con 16 punti all'attivo. Altrettanto in forma è il Frosinone, quinto miglior attacco, quinta miglior difesa e con 9 risultati utili raccolti nelle prime 11 giornate di campionato che fanno della squadra di mister Giorgio Gorgone la quarta forza in classifica con 21 punti conquistati.
Il Frosinone è oltretutto una delle neopromosse nel massimo campionato nazionale giovanile: i laziali hanno raggiunto il secondo posto nello scorso campionato Primavera 2, per poi compiere il salto di categoria battendo la Cremonese, il Brescia e il Parma nei Play Off. I ragazzi stanno vivendo un momento positivo, hanno acquisito sempre più fiducia e giocato delle buone partite" ha dichiarato mister Paolo Sammarco alla vigilia della sfida, aggiungendo: "Non abbiamo, però, fatto ancora nulla. Verona quarta miglior difesa? È importante, mi piace lo spirito di non voler prendere gol e lo si nota nell'atteggiamento di tutta la squadra, non solo da parte dei difensori. Domani affronteremo il Frosinone, una squadra che non può più essere considerata una sorpresa perché sta facendo bene, confermandosi partita dopo partita. Gioca molto sulle ripartenze, anche grazie ai tre attaccanti che sono molto veloci, e noi dovremo prestare attenzione a questo particolare". Fonte: hellasverona.it, foto Nicola Guerra
Hellas Verona-Spezia, ore 12:30 apertura biglietteria stadio Bentegodi
Hellas Verona FC informa che la vendita dei biglietti per la gara Hellas Verona-Spezia, match valido per la 15ª giornata della Serie A TIM 2022/23 proseguirà nella giornata di domenica 13 novembre secondo le modalità riportate di seguito. Si ricorda che secondo la normativa sanitaria vigente, con entrata in vigore dal 1 maggio 2022 su ordinanza del Ministro della Salute del 28/04/22 e secondo quanto introdotto dal D.L. n.24 del 24/03/22, non si rende più necessaria l’esibizione della certificazione ‘Green Pass’ all’ingresso dello stadio e inoltre non è più obbligatorio l’uso di mascherine di tipo FFP2 all’interno dello stadio, per le quali si invita comunque all’utilizzo.
BIGLIETTI HELLAS VERONA-SPEZIA
Punti vendita Vivaticket e online sul sito Vivaticket: fino alle ore 14 sarà possibile acquistare il biglietto in tutti i punti vendita Vivaticket e sui siti di Hellas Verona o di Vivaticket.
Biglietteria stadio ‘Bentegodi’: a partire dalle ore 12.30 e fino alle ore 15.30 sarà possibile acquistare il biglietto anche presso la biglietteria posta nel park A.
In considerazione delle misure di distanziamento, per evitare lunghe code alle biglietterie, si invitano i tifosi ad acquistare in sicurezza i biglietti tramite il sito ufficiale di Hellas Verona o in alternativa nei punti vendita Vivaticket.
Si ricorda che, da normativa, il giorno della gara il Settore Ospiti non può essere venduto.
VOUCHER ABBONATI STAGIONE 2019/20
Il voucher relativo al rimborso delle gare non godute nella stagione 2019/20 è utilizzabile esclusivamente acquistando il biglietto sul sito Vivaticket. Non sarà pertanto fruibile acquistando il biglietto nei punti vendita o presso la biglietteria dello stadio.
TESSERE DI FIDELIZZAZIONE
Nella giornata di domenica sarà possibile ritirare la tessera di fidelizzazione per chi ha presentato domanda nelle scorse settimane nonché consegnare domanda di rinnovo, sostituzione o sottoscrizione della tessera ‘Non vi lasceremo mai’ presso la biglietteria n.1 a partire dalle ore 12 e fino alle ore 15. Consegnate le domande, qualora non sia possibile l’emissione in giornata, la tessera sarà possibile ritirarla nei giorni di campagna abbonamenti o delle gare casalinghe di Hellas Verona FC.
Hellas Verona-Spezia, la probabile formazione dei gialloblù
(3-4-2-1) Montipó, Gunter, Hien, Dawidowicz; Terracciano, Tameze, Veloso, Doig; Verdi, Lasagna; Djuric.
Hellas Verona-Spezia, apertura cancelli stadio Bentegodi ore 13
Hellas Verona FC informa che in occasione della gara Hellas Verona-Spezia, valida per la 15ª giornata della Serie A TIM 2022/23 e in programma domenica 13 novembre (ore 15), i cancelli dello stadio Bentegodi apriranno alle ore 13. Si raccomanda fortemente di raggiungere l'impianto con congruo anticipo, al fine di evitare code e assembramenti in occasione dell'espletamento delle procedure di accesso allo stadio. Si ricorda che secondo la normativa sanitaria vigente, con entrata in vigore dal 1 maggio 2022 su ordinanza del Ministro della Salute del 28/04/22 e secondo quanto introdotto dal D.L. n.24 del 24/03/22, non si rende più necessaria l’esibizione della certificazione ‘Green Pass’ all’ingresso dello stadio e inoltre non è più obbligatorio l’uso di mascherine di tipo FFP2 all’interno dello stadio, per le quali si invita comunque all’utilizzo. Fonte: hellasverona.it