Il bassanese Dino Tommasi nominato ad interim Responsabile della CAN
Dino Tommasi assume le funzioni precedentemente svolte da Gianluca Rocchi come Responsabile della CAN (Commissione Arbitri Nazionale per Serie A e B). La nomina è stata ufficializzata dal Comitato Nazionale dell’AIA, riunitosi nel pomeriggio.
"Si tratta di una scelta orientata alla continuità del lavoro, in vista delle ultime gare di Serie A e B e della finale di Coppa Italia – ha dichiarato il vicepresidente vicario Francesco Massini – Nel corso degli anni Dino Tommasi ha acquisito un’esperienza dirigenziale di alto livello che gli permetterà di affrontare al meglio questo incarico. A lui e al suo team rivolgiamo i migliori auguri per il prosieguo della stagione. Allo stesso tempo, desideriamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni per il momento difficile che stanno attraversando".
Di seguito la scheda di Dino Tommasi:
Arbitro CAN dalla stagione 2007/2008 alla 2014/2015
Osservatore CAN B (con Responsabile Stefano Farina) nel 2015/2016
Presidente Comitato Regionale Arbitri del Veneto dalla stagione 2016/2017 alla 2019/2020
Responsabile CAI nelle stagioni 2020/2021 e 2021/2022
Coordinatore CON DIL 2022/2023
Componente CAN dalla stagione 2023/2024. Fonte: aia-figc.it
Hellas Verona, ripresa degli allenamenti per i gialloblù
Dopo due giorni liberi, la squadra affidata ad interim a Paolo Sammarco inizia la preparazione, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida in programma domenica alle ore 18, a Torino, contro la Juventus.
RIP Ciano
Triste notizia per i tifosi gialloblù. ci ha lasciati prematuramente Luciano Marconi, per tutti el Ciano, storico tifoso dell’Hellas Verona.
Condoglianze alla famiglia anche da parte di Hellas Live.
Per sempre voleremo in alto
Tutte le news
Hellas Verona Women, rottura del legamento crociato anteriore destro per Pasini
Hellas Verona Women comunica che gli esami strumentali e le visite specialistiche a cui la calciatrice si è sottoposta nelle scorse ore hanno evidenziato per Veronica Pasini la rottura completa del legamento crociato anteriore destro a seguito di trauma distorsivo al ginocchio rimediato nel secondo tempo della scorsa giornata di campionato Freedom-Hellas Verona. Foto Instagram
Calcio antico e calcio moderno
Partendo dal presunto scandalo del presunto nuovo calcioscommesse, rifletto e scrivo alcune personali considerazioni. Continuo a leggere, nei commenti dei tifosi, frasi tipo: “Il calcio degli anni settanta, ottanta, novanta, era il vero calcio, non quello d'oggi”. C'è una parte di verità che in parte è dovuta all' inalienabile desiderio di restare giovani, in parte a quella polvere d'oro che ricopre i nostri ricordi, in parte ad una società e ad una maniera di vivere totalmente opposta a quella d'oggi. Fermo restando che indietro non si può tornare, alle volte un bene alle volte no, era proprio così come la raccontano?
Ho fatto parte di quegli anni, di quel calcio, che si inseriva in un contesto sociale in continuo sommovimento per le lotte sociali, per le guerriglie politiche urbane, per le contestazioni a tutte le istituzioni, ad ogni forma di autorità, con tanto di morti uccisi per strada, con un'inflazione al 23%, con continue svalutazioni della lira, con devastanti scioperi che fecero calare la produttività ai minimi storici, con rivendicazioni femministe in ordine ad aborto, divorzio, ruolo della donna nella società, città messe a ferro e fuoco e deserte dopo le 18.00.
Il calcio, e lo sport in generale, era povero: niente sponsor sulle maglie, niente proventi da TV, solo incassi, abbonamenti, cartellonistica, nessun contributo federale. Gli stipendi adeguati: le differenze tra le varie categorie molto, ma molto più limitate di oggi. Un calciatore di serie A finiva la carriera da benestante ma doveva inventarsi qualcosa da fare per il futuro, non poteva vivere di rendita come oggi.
Sul piano puramente sportivo, esistevano i due e non i tre punti dopo una vittoria: una regola che ha rivoluzionato la mentalità di società, calciatori, allenatori: in meglio questa volta. Una regola questa che ha eliminato quella brutta abitudine, allora passata per inevitabile anche tra i tifosi, di quei brutti pareggi concordati sul campo. Esisteva la possibilità di passare la palla indietro ai portieri, con relative lunghe manfrine e perdite di tempo: anche in questo caso oggi si è cambiato in meglio.
Le tifoserie erano violentissime e politicizzate, ci furono morti e feriti gravi: oggi sono state ridimensionate. I calciatori erano schiavi delle società, obbligati ad accettare trasferimenti non graditi, senza previdenza sociale: anche qui meglio oggi. Non esistevano le tecnologie di oggi e la marcatura ad uomo era violenta, durissima, intimidatoria in certi casi, comprese offese irripetibili in campo, gomitate, pugni, calcioni per fare male, gambe spezzate, nasi rotti, poco sanzionati per mancanza di prove televisive.
Non esistevano le palestre, i preparatori dei portieri, i preparatori atletici, le tecnologie di supporto del giorno d'oggi. Non esisteva il Var, che è vero abbia spezzettato il gioco, ma ha anche risolto oltre il 90% dei problemi sul campo: prima l'arbitro era un monarca assoluto e Dio solo sa quanti tra di loro ne abbiano abbondantemente approfittato, insieme alle grandi società iperprotette. Oggi il sistema è più democratico e giusto per le piccole, gli errori arbitrali non sono stati eliminati ma ridotti al minimo sì.
A mio modesto parere manca l'introduzione del tempo effettivo e la modifica delle regole su fuorigioco, mani e falli da rigore: così non vanno bene. Gli arbitri dovrebbero poter interloquire con gli spettatori, come nel rugby, spiegando in breve le motivazioni delle decisioni prese, ed i maxi schermo dovrebbero proiettare le immagini del Var.
I giocatori che cadono senza motivazioni, quasi sempre, devono essere sanzionati e non premiati: il 60/70% dei falli non esiste. Non bisogna avere paura del nuovo e delle tecnologie che portano solo benefici e pochi problemi. Aggiungerei al pool degli arbitri addetti al Var, un ex calciatore che possa dare una interpretazione migliore dei falli rispetto a loro.
Gli scandali sono sempre successi, accomunando giocatori famosi ad altri meno. Ricorderete Manfredonia e Giordano, Paolo Rossi, società come il Verona retrocesse per illecito, il doping, lo scandalo Moggi, il calcio scommesse partito da Cremona. Niente che non si sia già visto nello sport, anche in altri sport. Non giustificabile sia chiaro, ma pressoché inevitabile Niente che non si sia già visto e che sia pressoché inevitabile purtroppo: quando ero responsabile di settore giovanile, capii che su tante persone coinvolte, qualcuna rubava. Qualcuno che è stritolato dal demone del gioco ci sarà sempre. Non giustificabile beninteso, solo inevitabile.
La società di allora dava ancora spazio alla libera iniziativa dei giovani sportivi: oggi sono ingabbiati tra scuole, tempo pieno, compiti a casa, impegni vari e tecnologie che spesso piallano la loro libera volontà di crescere come persone compiute. Le conseguenze sono note e visibili sul campo. Non è però questo sufficiente a giustificare questo improvviso calo della qualità del nostro calcio. Altre federazioni, di altri sport, hanno lavorato bene negli anni ed oggi raccolgono frutti copiosi. Ciò vuol dire che la federazione poco ha fatto per invertire la rotta e così pure le società. E vuol dire che anche oggi i giovani, se ben condotti, hanno le identiche predisposizioni allo sport di allora, ma mancano di guide e di percorsi nei quali svilupparle.
Noi italiani siamo disfattisti e polemici per natura: è vero che la Nazionale non si è qualificata per i mondiali, cosa peraltro successa già in passato, ma è altrettanto vero che ha di recente vinto i campionati europei, che ha battuto il record di imbattibilità per le nazionali, che ha giocato a calcio benissimo per tre anni. Così come è vero che a giugno avevamo tre nostre squadre di club in finale nelle tre maggiori competizioni europee.
Si può migliorare? Certo che sì! Da cosa? Ripartendo dal calcio, quello vero e non dalle chiacchiere televisive, questo il lato negativo di oggi. Ricominciamo da un progetto serio, un nuovo indirizzo nelle scelte federali e delle società, dalla formazione dei giovani che deve inevitabilmente coinvolgere anche la scuola: oggi i giovani possono dedicare troppo poco tempo alle loro passioni.
L'istruzione è doverosa e necessaria, ma altrettanto necessario è il gioco ed il suo aspetto ludico: solo così si possono creare cittadini equilibrati e consapevoli delle proprie qualità. Il ritardo dei nostri ragazzi, in termini di ore dedicate allo sport, rispetto ai coetanei del mondo, è diventato abissale. Bisogna rivedere tutto.
Per concludere, è meglio oggi o ieri?
Né questo né quello: il mondo evolve e necessario è tenere il ritmo dei tempi, dedicando molta più attenzione di allora alla formazione dei giovani, oggi alle prese con problemi enormi da affrontare che non dipendono da loro ma da chi li circonda. Senza questi ci aspettano tempi grami. Chiedo scusa se sono stato prolisso. Post Facebook Mauro Gibellini, ex attaccante e direttore sportivo dell’Hellas Verona.
Allenamento questo pomeriggio
L’Hellas Verona di Marco Baroni proseguirà la preparazione, a porte chiuse, al centro sportivo lacustre.
Hellas Verona-Napoli, superata quota 19.000. Esauriti settori Curva Sud, Parterre e Settore Ospiti
Per la sfida in programma allo stadio Bentegodi sabato alle ore 15, la prevendita ha superato quota 19.000. Esauriti Curva Sud, Parterre e Settore Ospiti. Per maggiori info hellasverona.it
Riscaldamento tecnico e partite a tema per i gialloblù
Oggi, mercoledì 18 ottobre, allo Sporting Center 'Paradiso', i gialloblù hanno svolto una seduta di allenamento mattutina. Di seguito il report: riscaldamento tecnico, partite a tema e partita finale. Domani, giovedì 19 ottobre, è in programma una seduta di allenamento pomeridiana a porte chiuse. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona-Napoli, arbitra Abisso
Per Hellas Verona-Napoli, incontro valido per la 9ª giornata della Serie A TIM 2023/24 in programma sabato 21 ottobre alle ore 15 allo stadio Bentegodi, è stato designato l’arbitro Rosario Abisso della sezione AIA di Palermo. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Mondin e Margani, IV uomo Sozza, VAR Aureliano, AVAR Valeri.
Hellas Verona, il minutaggio dei gialloblù in Nazionale
DIEGO COPPOLA (Italia Under 21)
Italia Under 21-Italia Under 18: 5-0 | 12/10, Tirrenia (Amichevole)
Italia-Norvegia: 2-0 (17/10, Bolzano - Qualificazioni Europeo 2025). Minutaggio: 90'
ONDREJ DUDA e TOMAS SUSLOV (Slovacchia)
Portogallo-Slovacchia: 3-2 | 13/10, Porto (Qualificazioni Europeo 2024). Minutaggio: Duda 90', Suslov 45'
Lussemburgo-Slovacchia: 0-1 (16/10, Lussemburgo - Qualificazioni Europeo 2024). Minutaggio: Duda 88', Suslov 90'
FILIPPO TERRACCIANO (Italia Under 20)
Italia-Polonia: 1-0 | 13/10, Catanzaro (Elite League Under 20). Minutaggio: 79', marcatore al 41' della rete decisiva
San Marino-Danimarca, esposto lo striscione Elkjaer sindaco
Ieri sera in occasione della partita valida per le qualificazioni ai prossimi campionati europei, persa 2-1 da padroni di casa, è comparso uno striscione dedicato allo storico attaccante dell’Hellas Verona, Preben Larsen Elkjaer. Foto Moli
Il migliore in campo tra gli Azzurri di Inghilterra-Italia? Il veronese Udogie
Una delle poche note positive del ko di ieri sera della nazionale di Spalletti, è l’esordio dal 1’ dell’esterno di Nogara classe 2002, Destiny Udogie. Tra gli azzurri, è stato uno dei pochi a salvarsi contro Bellingham e compagni.
Giulia Coppini, moglie Simeone: “Abbiamo amato tantissimo Verona. Città stupenda e belle persone”
“Abbiamo amato tantissimo Verona, città stupenda e belle persone. E amavamo lo spogliatoio, i compagni e le loro famiglie. C'era un gruppo fantastico, proprio come quello che abbiamo ritrovato poi qui a Napoli.
Qui stiamo da dio, ci sentiamo davvero a casa” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, Giulia Coppini, moglie dell’ex attaccante dell’Hellas Verona, Giovanni Simeone. Foto Instagram