Primavera Hellas Verona, Spinale sarà il vice di Pavanel. Conferma per Benussi
In attesa delle ufficialità da parte del club scaligero, sarà il veronese Manuel Spinale il vice allenatore della Primavera gialloblù guidata da Massimo Pavanel. L’ex tecnico della Primavera del Lumezzane è cresciuto nelle giovanili dell’Hellas Verona.
Da quanto appreso da Hellas Live, conferma invece per Francesco Benussi. Per il secondo anno consecutivo, sarà il preparatore dei portieri. Foto Instagram
Hellas Verona, anche il Sassuolo su Bowie
Secondo il Daily Record Sport, oltre ai sondaggi di Cagliari e Bologna, anche il Sassuolo ha chiesto informazioni su Kieron Bowie attaccante scozzese di proprietà dell’Hellas Verona. Sul classe 2002 anche il Celtic ha mostrato interesse.
Bowie ha un contratto col club gialloblù sino al 30 giugno 2030.
Livramento: “Capo Verde, è stato un onore”
Indossare questa maglia e rappresentare Capo Verde sul palco più grande del calcio è stato un onore oltre le parole.
Insieme, abbiamo fatto la storia e il nostro viaggio non finisce qui.
Grazie a tutti coloro che hanno creduto in noi e ci hanno sostenuto fino alla fine.
Capo Verde, il mondo conosce ora il tuo nome.
Il commento e la foto pubblicati sui social dall’attaccante capoverdiano dell’Hellas Verona, Dailon Livramento.
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Hellas Verona-Inter, i gialloblù convocati di Baroni
Mister Marco Baroni ha convocato 25 calciatori per Hellas Verona-Inter, match valido per la 38ª giornata di Serie A TIM 2023/24, in programma domani, domenica 26 maggio alle ore 20.45, allo stadio 'Bentegodi'
#VERONAINTER - I CONVOCATI
6 Belahyane
7 Tavsan
8 Lazovic
10 Mitrovic
16 Chiesa
17 Noslin
18 Centonze
19 Vinagre
21 Dani Silva
22 Berardi
23 Magnani
25 Serdar
27 Dawidowicz
28 Patanè
31 Suslov
32 Cabal
34 Perilli
37 Charlys
38 Tchatchoua
42 Coppola
72 Ajayi
80 Cisse
82 Corradi
94 Toniolo
99 Bonazzoli. Fonte: hellasverona.it
Baroni: “Abbiamo sudato questi 37 bellissimi punti, impiegando 33 giocatori di 16 nazionalità diverse”
Mister, giocando a mente sgombra per la salvezza acquisita, c'è la voglia di 'vendicare' quanto successo all'andata? "Noi vogliamo fare una bella partita, perché l'avversario è di una caratura elevatissima, è una tra le migliori quattro, cinque squadre d'Europa. Vogliamo ben figurare davanti a un avversario così e davanti al nostro pubblico. Sappiamo le difficoltà della gara, ma come dimostrato in questo campionato, le difficoltà non ci hanno mai spaventato, anzi, ci hanno sempre dato grandi stimoli. Anche se la squadra mentalmente ha speso tantissimo e la settimana non è stata semplice da gestire, ho cercato di rimettere tutti in carreggiata. Sono comunque convinto che i ragazzi che andranno in campo domani daranno tutto".
Come te lo immagini il tuo Verona la prossima stagione? "È presto per fare queste valutazioni. Io ora sono ancora concentrato nel giocare bene questa partita, perché c'è un avversario che può farti fare brutta figura e io questo non voglio che succeda. Giochiamo davanti al nostro pubblico e anche se ci sarà un bel clima di festa, non voglio che ciò distolga l'attenzione perché come dico sempre ai miei giocatori, ogni gara per noi è un momento di 'festa', si lavora, si fatica, si spendono energie fisiche e mentali per affrontare ogni partita. Quella è la vera 'festa' e quello che cerco di trasferire alla squadra è il senso di felicità e di gioia uniti a quelli che sono i nostri principi base, ovvero andare forte, aggressività, compattezza e determinazione".
Lei ha ancora un contratto in essere, cosa chiede alla società per proseguire insieme questo percorso? "Non è un fatto di richieste, si tratta solo di valutazioni che faremo nei tempi opportuni. Io voglio solo pensare alla partita di domani. Abbiamo ancora un allenamento di preparazione a questa partita e poi ci sarà modo e tempo di capire quali saranno i piani della società e se all'interno di questi piani ci sarà anche la considerazione dell'allenatore".
Tornando alla partita, ci sarà un turnover o sarà un Verona schierabile al 100%? "Questa è stata una settimana piuttosto complicata perché ci sono state delle defezioni oltre alle squalifica, ma chi andrà in campo lo farà perché se lo è meritato per quanto fatto durante tutta la stagione. Ci tengo anche a sottolineare che nel corso del campionato, abbiamo fatto giocare 33 giocatori di 16 diverse nazionalità, ma ognuno di questi ragazzi sono stati al centro del progetto fin da subito, li abbiamo fatti sentire tutti dentro il progetto. Quindi chi andrà in campo domani lo farà perché ha ricevuto la credibilità del gruppo, se l'è conquistata e meritata. In una squadra non servono solo undici giocatori, non sono sufficienti, anche per allenarsi bene devono andare tutti al massimo. Chi giocherà è perché lo ha meritato".
Mister, per questa salvezza ha promesso qualcosa ai ragazzi? "Siamo stati insieme in settimana, abbiamo fatto un pranzo con l'aiuto di un amico del Verona, Juanito. Quando si porta avanti una stagione così lunga e così complicata, è chiaro che c'è una sorta di distensione alla fine. Io ho fatto di tutto, e spero di averlo fatto bene, perché la squadra chiuda con una partita degna dell'avversario che andiamo a incontrare".
Dopo il fischio finale di Salerno, qual è il messaggio più bello che ha ricevuto e se c'è qualcosa, invece, che nel corso dell'anno le ha dato particolarmente fastidio? "La mia visione è sempre all'interno della squadra, non mi faccio toccare da ciò che non posso gestire e da ciò che non posso condizionare con quello che io faccio. Dopo la partita ho fatto dei ringraziamenti e ancora adesso continuo a pensare che abbiamo fatto un grandissimo lavoro, i calciatori sono sempre i principali protagonisti, quindi mi sembrava doveroso il ringraziamento principale a loro".
Come commenta la convocazione di Folorunsho? "Michael è un ragazzo che ha dato tanto, si è speso e che è stato aiutato dai compagni. è cresciuto molto e deve lavorare ancora molto. Questo è sicuramente un premio non solo per lui, ma anche per tutta la squadra che lo ha aiutato".
C'è un giocatore o più di uno, che da subito lo ha particolarmente sorpreso? "Tutti sono cresciuti, soprattutto nella fiducia che abbiamo riposto in loro, nella convinzione che gli abbiamo dato e nella capacità di non mollare mai e di continuare a credere. Una parola la spendo per Noslin, per come ha impattato in maniera devastante già dal primo allenamento. È un giocatore che non ha retaggi, può giocare ovunque e ci ha colpito subito la sua adattabilità in campo, è un ragazzo che può e deve crescere ancora tanto. Un'altra bella sfida è stata quella di Serdar, che ha avuto delle difficoltà all'inizio ma poi è cresciuto in maniera esponenziale e adesso è un giocatore importante".
Gasperini ha fatto i complimenti al Verona e quindi anche a lei. Cosa si sente di dire all'allenatore dell'Atalanta? "Quello che ha fatto l'Atalanta è qualcosa di straordinario, che però non mi ha stupito. A Bergamo Gasperini mi ha detto che gli avevo fatto troppi complimenti, ma li ho fatti perché lo penso veramente. Lui è un allenatore che ha spessore, ha idee, ogni anno loro crescono e migliorano. Quando ho detto che lo consideravo uno dei più bravi in Europa, alla fine non sbagliavo. C'è tanto lavoro nella sua Atalanta. Mi fanno molto piacere le parole che ha detto su di noi perché le condivido, spesso ci dimentichiamo che il nostro lavoro è condizionato da un pallone e per questo alla squadra ho sempre parlato che ogni pallone giocato può fare la differenza. Noi su ogni pallone ce la siamo giocata".
Nella sua carriera da giocatore prima e allenatore poi ha avuto tante soddisfazioni. Questa stagione, in quale posizione la mette? "Quella di quest'anno è stata un'esperienza bellissima e sono contento di averla vissuta. Io e il mio staff ci siamo fatti trovare pronti, perché un'annata del genere ti arricchisce in maniera impagabile. Le esperienze passate ci hanno aiutato tanto in questo senso, così come la nostra voglia e il nostro metterci in discussione. Io adesso sto già guardando avanti, perché questo è un lavoro che mi appassiona e non penso nemmeno per un secondo a fermarmi. I festeggiamenti durano poco, sono bellissimi, però poi devi già pensare a lavorare e a rimetterti in discussione".
Mister, i 37 punti conquistati fino a oggi non sono frutto della casualità, ma del lavoro e del sacrificio. è l'aspetto che la rende più orgoglioso? "Assolutamente si. La bellezza di questi punti conquistati è che ci sono anche da ricordare i rigori sbagliati, le partite dove ci è scappato il risultato alla fine come a Torino con la Juve, a Milano con l'Inter o l'ultima partita in casa contro il Torino. Abbiamo sempre avuto la capacità di non mollare, di crederci sempre, di rimanere in piedi e ripartire dalle partite che non sono andate bene. Sono 37 punti bellissimi e sudati. Naturalmente spero che ce ne saranno anche altri...". Fonte: hellasverona.it
Baroni: “È presto per parlare del mio futuro. Contro l’Inter vogliamo fare bella figura”
"Vogliamo fare una bella partita contro l’Inter, un avversario enorme. La considero una squadra tra le prime cinque d’Europa e noi vogliamo fare bella figura davanti ad un avversario così, anche se le difficoltà non ci hanno mai spaventato, anzi, ci hanno dato grandi stimoli. Non è stato facile rimettere in carreggiata la squadra dopo festeggiamenti, ma sono convinto che la squadra farà una bella prestazione".
Il mio futuro?
"È presto per fare valutazioni, sono concentrato per fare bene questa partita perché non voglio fare brutta figura. Giochiamo di fronte al nostro pubblico, è un periodo di festa, ma è un termine che non mi piace. La vera festa è quando andiamo in campo e dobbiamo concentrarci su quello. Faremo delle valutazioni in tempi opportuni e ci sarà modo di capire i piani della società".
Domani turnover?
"No, anzi. Settimana complicata perché ci sono state defezioni e chi andrà in campo è perché lo avrà meritato. Tra le tante difficoltà abbiamo fatto giocare 33 giocatori di 16 nazionalità diverse, undici giocatori non sono sufficienti in una squadra".
Come avete festeggiato?
"Noi siamo stati insieme in settimana e abbiamo fatto un pranzo con l’aiuto di Juanito, che è un amico. E quando porti avanti un’annata così difficile è normale che ci sia distensione. Cose che mi hanno dato fastidio durante l’anno? La mia visione è sempre all’interno della squadra, non mi faccio toccare da quello che non posso gestire". Fonte: TMW
Alla testata giornalistica Hellas Live di Alberto Fabbri anche oggi è stato vietato dalla società scaligera di partecipare alla conferenza stampa dell’allenatore gialloblù.
Numeri e curiosità di Hellas Verona-Inter
L’Hellas Verona affronterà l’Inter all’ultima giornata di campionato per la seconda volta nella sua storia – la precedente risale al 17 maggio 1987, in quell’occasione arrivò un pareggio per 0-0, con Osvaldo Bagnoli in panchina.
Il risultato più frequente tra Hellas Verona e Inter in Serie A è lo 0-0, il più recente dei quali tuttavia risale all’11 marzo 1990, con Bagnoli e Trapattoni nelle due rispettive panchine.
L’Hellas Verona si è salvato per la quinta stagione consecutiva in Serie A: i gialloblù in particolare hanno ottenuto 19 punti dopo la chiusura del mercato invernale il 1° febbraio (su 37 totali del torneo in corso).
L’Hellas Verona è, insieme a Inter, Juventus e Lazio, una delle quattro squadre che non hanno perso neanche un incontro con più di due gol di scarto in questa Serie A.
L’Hellas Verona è la squadra che ha vinto più duelli in questa Serie A (2044).
Michael Folorunsho, giocatore di movimento dell’Hellas Verona con più presenze nel torneo in corso (34 gettoni), è il centrocampista che ha vinto più duelli in questa Serie A (221).
Giangiacomo Magnani ha esordito in Serie A contro l’Inter il 19 agosto 2018 con la maglia del Sassuolo e sempre contro i nerazzurri, a San Siro, ha trovato il suo primo e finora unico gol nella competizione il 24 giugno 2020.
Darko Lazovic è ad una distanza dall’eguagliare Sergio Madde (166) come terzo giocatore con più presenze con l’Hellas Verona nella storia della Serie A (davanti solo Emiliano Mascetti a 232 e Paolo Sirena, 172): contando invece anche lo spareggio salvezza contro lo Spezia della scorsa stagione diventerebbe il terzo giocatore in solitaria con più presenze in gialloblù nella competizione. Fonte: hellasverona.it
25 maggio 2008, Pro Patria-Hellas Verona 1-1
Busto Arsizio. Gara di ritorno dei playout.
L'Hellas Verona di Davide Pellegrini, dopo la vittoria conquistata al Bentegodi all’andata per 1-0 firmata Daniele Morante, al 36' si trova in svantaggio complice la rete di Negrini. Sembra tutto finito. La storica società di Verona è ad un passo dalla retrocessione in C2. Ma allo scadere, succede l'incredibile: rinvio di Rafael, di testa spizzica Sibiliano che subisce un colpo alla nuca e rimane a terra, il pallone bagnato scivola verso llyas Zeytulaev che s’invola verso la porta della Pro Patria. Conclusione secca dell'uzbeko sul primo palo, Anania è battuto.
La tribuna dello stadio Speroni, completamente gialloblù, esplode di gioia.
L'Hellas Verona rimane in Serie C1!!!
PRO PATRIA GALLARATESE G.B. - HELLAS VERONA F.C. 1-1 (1-0)
Reti: 36' Negrini, 90' Zeytulaev
PRO PATRIA GALLARATESE G.B. Anania; Nossa, Citterio, Giani, Imburgia; Cigardi (87' Marino), Pessotto, Castellazzi; Trezzi (72' Rosso), Gasparello (25' Ardemagni), Negrini. A disposizione: Capelletti, Martini, Ceriani, Schiavano). All. Degiorgi
HELLAS VERONA F.C. Rafael; Politti,
Sibilano, Orfei, Di Bari; Garzon (68' Minetti), Bellavista, Corrent; Stamilla (61' Morante), Zeytulaev; Cissè (76' Altinier). A disposizione: Franzese, Faggionato, Comazzi, Piocelle). All. Pellegrini
Arbitro: Gallione di Alessandria
Assistenti: Toti, Schenone
Quarto ufficiale: Massa
Ammoniti: Imburgia, Trezzi, Castellazzi, Zeytulaev, Bellavista, Negrini, Nossa
Espulsi: - Recupero: 3' - 6'
Settore Giovanile Hellas Verona, il programma del fine settimana
Ultima partita di campionato per l'Under 18 di mister Luigi Pagliuca che, come la Prima squadra di mister Baroni, ospiterà in casa l'Inter. I ragazzi gialloblù hanno tutta la voglia di chiudere al meglio questa stagione, e farlo contro la squadra capolista, che concluderà in prima posizione la stagione regolare, è sicuramente l'occasione migliore per farlo. La partita sarà naturalmente della massima difficoltà per gli scaligeri, che vorranno sicuramente anche riprendersi la rivincita dopo la dura sconfitta dell'andata per 4-0 subita a Milano. Soragni e compagni sono reduci da due buoni pareggi, conquistati contro Torino e Genoa, e dalla sconfitta di misura rimediata nel corso dell'ultimo giornata sul campo della Lazio.
Quarti di finale dei playoff per l'Under 15 di mister Tomas Vicenzi che la scorsa domenica sono riusciti a ribaltare lo svantaggio dell'andata sul campo della Fiorentina, imponendosi, grazie a una prestazione magnifica, per 1-4. Dopo un primo tempo finito in vantaggio con la rete di Tanzilli, i ragazzi gialloblù ribaltano completamente lo 0-2 dell'andata con i gol di Bisoffi, Leone e Varali, intervallati dall'unica rete viola, che però non cambia il risultato finale. Ora Falzoni e compagni troveranno il Milan, che negli ottavi ha eliminato il Torino. Anche in questo caso la partita d'andata si giocherà in casa del Verona, alle ore 15 di domenica, e sarà visibile in diretta, con telecronaca, sul nostro profilo social HVGiovanili.
Grande risultato anche per l'Under 14 di mister Jacopo De Paolini che nell'ultimo weekend ha superato, in trasferta, il Parma per 1-5 grazie alle reti di Saka, Cappellato (doppietta), Bernamonte e Maran. Con questa vittoria i giovanissimi gialloblù si sono assicurati il primo posto del girone della fase Interregionale, assicurandosi il posto nella Final Four. Oltre al Verona, si sono qualificate la Lazio, il Genoa e l'Inter, per il torneo finale che assegnerà la vittoria del campionato Under 14 Pro, che si disputerà, dal 24 al 26 maggio, al Centro di Preparazione Olimpica di Formia. Fonte: hellasverona.it
Rifinitura per i gialloblù. Ore 15:30 conferenza Baroni
Ultimo allenamento, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, per l’Hellas Verona in vista della sfida contro l’Inter. Nel pomeriggio conferenza stampa dell’allenatore gialloblù.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Sergio Clerici. L’ex attaccante dell’Hellas Verona compie 83 anni.
Hellas Verona-Inter, la società invita i tifosi gialloblù a festeggiare la salvezza
Hellas Verona FC informa che al termine della gara Hellas Verona-Inter, valida per la 38ª. giornata di Serie A TIM 2023/24, e in programma domenica 26 maggio (ore 20.45), i gialloblù saluteranno tutto il pubblico del Bentegodi per festeggiare insieme la salvezza raggiunta. Si invitano quindi i tifosi a restare al proprio posto al fischio finale del match. Si ricorda inoltre che i cancelli dello stadio 'Bentegodi' apriranno alle ore 18.45. Vista l'alta affluenza prevista per la partita, si consiglia vivamente a tutti i tifosi gialloblù di recarsi allo stadio 'Bentegodi' in anticipo per agevolare le operazioni di ingresso all'impianto. Fonte: hellasverona.it
Setti: “Nella vita ho imparato che i contratti valgono poco”. Tutte le dichiarazioni del presidente dell’Hellas Verona
Il Verona ha giocato una grande partita, sia dentro al campo che fuori, da gennaio a oggi. Ora ritiene che la situazione dell'Hellas sia più sostenibile? "L'intento è sempre quello di avere una salvezza più tranquilla. Quello che faccio da 13 anni è provare a ottenere sia la salvezza sia avere i conti in equilibrio. Con alti e bassi dettati anche da errori, che ogni società fa, nella mia figura si è sempre cercato di praticare il calcio che possiamo permetterci di fare, un calcio che porta 'normalmente' alla salvezza. Questa è una piazza che merita la Serie A, anche se ogni anno c'è il rischio di retrocedere. Anche per la prossima stagione costruiremo una squadra che possa raggiungere la salvezza o che possa fare un campionato di media classifica, ma ogni anno questo è più complicato. Ci sono proprietà straniere che arrivano, investimenti importanti da parte di altre società, che però non sempre funzionano. Noi siamo consapevoli che chi viene qui deve voler dimostrare di voler stare al Verona, ci servono giocatori che vogliono meritare l'Hellas. Il nostro intento è questo".
Mister Baroni e il Direttore Sogliano restano? "Nella vita ho imparato che i contratti valgono poco e ci sono per tutti. Spero che si possa portare avanti questo percorso. Non ne abbiamo ancora parlato, vogliamo finire bene la stagione e poi faremo le nostre valutazioni rispetto a ciò che il mercato ci offrirà e rispetto alle opportunità che ci saranno".
Il mercato di gennaio ci è stato spiegato dal mister e dal Direttore dal punto di vista tecnico, invece da quello economico perché si è arrivati fino a quel punto con le cessioni? "Normalmente il Verona fa cessioni, cosa che non è successa la scorsa estate perché avevamo ritenuto di fare altre scelte, le offerte sono arrivate troppo tardi per poterle valutare. A gennaio è sembrato che chi andasse via fosse insostituibile, e su questo, tutti noi, dobbiamo cambiare mentalità. Di quei giocatori, quattro erano titolari, quattro riserve e tanti non avevano quasi mai giocato. Senza rivoluzione non ci saremmo salvati. È stato fatto tutto volutamente in comune accordo con DS e mister. La possibilità di salvarci passava da giocatori con la volontà di rimanere qua. In quel momento alcuni avevano perso questa volontà per speranze di migliorare la loro carriera, speranze che non avevano qui. L'unico che sarebbe rimasto volentieri era Ngonge, ma nessuno può rifiutare una tale offerta. Sicuramente questo Club vive di plusvalenze, ma a un certo punto mi sono fermato, perché avevamo anche altre richieste, ma dovevamo mantenere uno zoccolo duro. Quello che è stato fatto ha mantenuto un equilibrio, ma non siamo mai stati a rischio fallimento e non lo saremo in futuro. Ne è uscito un cambiamento migliorativo per via delle richieste venute dai giocatori. Se non l'avessimo fatto non saremmo rimasti in Serie A".
È stato vicino alla cessione del Club? "Di concreto non c'è niente e non c'è mai stato niente. Ci sono stati avvicinamenti. Il Club non è vendita, ma è aperto a delle opportunità. Se arrivasse il socio che vuole essere socio di capitale ben venga, se arrivasse un uomo facoltoso che vuole far parte del Verona ben venga, io sono disponibile. Conosco le mie possibilità, non sono un fondo, non posso fare un calcio da prime squadre e conosco le possibilità che hanno le proprietà emergenti. Cerco di fare, e penso di averlo dimostrato negli anni, il calcio che mi posso permettere al massimo, da tutti i punti di vista, al massimo dell'impegno e della professionalità. Possiamo promettere ai tifosi che chi va in campo con il Verona deve essere consapevole della realtà in cui gioca. Entro nel decimo anno da Presidente: l'operato di questa società sotto di me è stato buono. Anche per me sarebbe ambizioso pensare a fare di più, ma faccio ciò che va di pari passo a quello che posso permettermi. Se ci saranno le possibilità sarò il primo a mettermi a disposizione".
In questi anni, quanto hanno pesato le faccende Volpi e Parma? "Innanzitutto ringrazio tutti coloro che hanno lavorato per risolvere queste situazioni. Non sono mai state circostanze volute, ma si sono create. Con il gruppo Volpi avremmo potuto risolvere nove anni fa, ma ci siamo riusciti solo ora con i nostri avvocati. Per quello che riguarda Parma è una cosa che non mi riguarda, le situazioni con loro riguardano la Giustizia italiana. Pur avendo ragione abbiamo deciso di chiudere questa faccenda e il Club l'ha fatto rinunciato a 8 milioni. Ora sono contento perché oggi l'Hellas Verona è perfetto. Quando arrivai ci fu anche una causa per Jorginho, chiusa anche quella. Penso che il percorso del Club negli anni sia stato ottimo, se dovessi darmi un voto sarebbe alto, una via di mezzo tra sei e dieci. In tutti questi anni sono state inserite persone importanti, dal Direttore Generale in avanti, penso anche alle persone inserite stabilmente in azienda. Ho sempre fatto io queste scelte, dettate dal momento, da esigenze, da quello che pensavo: alle volte ci si può prendere altre no, ma il risultato mi sembra positivo".
Quanto vale il Verona? "Non penso sia un argomento interessante. Ci sono parametri e valori, se qualcuno volesse avvicinarsi ha i parametri per capirlo. È un club che ha una bellissima città, storia, tifosi, giocatori. Non saprei una cifra e non mi sembra corretto dirla".
La scorsa estate non si è venduto non solo per le offerte in ritardo... "L'anno scorso l'unico giocatore che davvero potevamo vendere era Hien, l'ultimo giorno di mercato, ma in quella fase ho voluto tenerlo per poter lasciare la squadra più forte possibile in quel momento, sbagliando perché il giocatore aveva voglia di cambiare aria. Sugli altri giocatori erano chiacchiere. La rivoluzione fatta a gennaio a me ha dato una grande visione di come il calcio sta cambiando: è un business a tutti i livelli. Dobbiamo cercare di fare tutto in maniera realistica, e io conosco le dinamiche del nostro calcio, bisogna stare con la barra dritta. Non esiste più il calcio di una volta. Oggi bisogna gestire le cose in maniera completamente diversa".
Esiste il pericolo che si ricrei la situazione di questa estate? "In questo momento mi sento solo, con la grinta e la voglia giusta di portare avanti il Club come ho sempre fatto. In questi anni ho costruito rapporti importanti con tutti, sono nella condizione di poter stare su tutti i tavoli di trattativa, ma non ci sono discorsi con gli investitori in questo momento".
Pensa al centro sportivo di Bottagisio che è all'asta in questo momento? "È una possibilità. Si valuterà cosa fare. Comporta delle scelte prendere un centro sportivo del genere, non ci staremmo tutti, ma è un'opportunità da non sottovalutare".
Lei si sente un po' fortunato? "Non credo molto nella fortuna. È stato un anno difficile per me, anche a livello personale. Ci sono risultati che si ottengono solo lavorando, la fortuna c'è in qualche partita, ma in un percorso come il mio di 17 anni parlare di fortuna la vedo una cosa difficile da potermi attribuire. Penso di avere una capacità abbastanza buona nel saper scegliere le persone. Lo stesso Sogliano di cui sono amico da sempre è stata la persona con cui ho avuto più rapporti da quando sono qui, è un confronto. Viviamo male, di fatica, ma alla fortuna non credo. Credo che le persone che sono passate di qua hanno avuto da me rivalutazione, quando vanno via da qua le persone non sempre rendono come qua, un po' di merito me lo do. Non mi interessa apparire tanto, parlare sempre, non perché voglia fare il presuntuoso, ma perché lavorando non hai tempo. Mi fa piacere quando ricevo gratificazioni dagli addetti ai lavori, persone come Direttori e Presidenti che lavorano nel calcio, che riconoscono il lavoro che facciamo".
L'anno prossimo ci saranno in Serie A 10 proprietà straniere e 10 italiane... "Penso che sulla carta sarà difficile. Le proprietà straniere che arrivano hanno capacità di spesa, di investimenti importanti. Non nego che sarei contento di avere un partner o un socio, farei un passo indietro se necessario, anche se normalmente riesco ad affrontare quello che comporta questo lavoro. Questo per me è stato il campionato più difficile, non vorrei trovarmi nei panni di chi domenica deve lottare per non retrocedere. Oggi andare in Serie B è un dramma, altroché paracadute: chi scende non è detto che risalga. I costi della Serie A stanno diventando allucinanti sotto tutti i punti di vista, è difficile mantenere un club in questa categoria".
Come mai non è riuscito a trattenere allenatori come Tudor o Juric? "Juric e Tudor vengono dalla stessa nazione ma sono persone completamente diverse. Con Juric non si poteva andare avanti, nella vita serve andare d'accordo. Per caratteristiche era diventato impossibile, il cambiamento era dovuto. Lui voleva andare via, io non sono rammaricato perché non saremmo potuti andare incontro a un tecnico con le sue richieste. L'auto sostentamento nel calcio diventerà obbligatorio. Con Tudor è stato un discorso più aperto, ci siamo confrontati, l'ho informato sulla rosa che avrebbe avuto a disposizione e ha deciso di andare via, ma è stato un signore. Le scelte che abbiamo fatto hanno portato quasi sempre a un risultato positivo, la maggior parte degli allenatori che sono stati qui hanno fatto un percorso personale importante. Non basta arrivare in Champions, c'è sempre ambizione, guardate Motta che va alla Juventus. Devo ringraziare mister Baroni che è sempre stato coerente, onesto, ha sempre fatto interviste in cui non ha mai messo in difficoltà la società. La prima persona che vuole bene al Club sono io: non si può lavorare con mister che si mettono contro al club per volere di più. Noi abbiamo lavorato bene quest'anno. Noi non vogliamo trattenere chi non vuole rimanere".
A che punto sono i lavori con il Comune sullo stadio per adeguarlo? "I lavori che vedete allo stadio li abbiamo fatti in autonomia, a partire dai pitch box. Il Sindaco Tommasi da questo punto di vista si sta dando da fare. Non so se qualcosa verrà fatto o come sarà fatto. Lo stadio non vive un giorno a settimana, dovrebbe avere una funzione sette su sette. Se questo non si può realizzare il progetto resta nel cassetto. Da parte nostra facciamo quello che possiamo, da parte del comune c'è grande interesse per farlo. Non so se gli europei o altro sboccheranno i lavori, noi siamo aperti a tutto. Sono discorsi non semplici da sbrigare. L'Hellas è sempre stato disponibile a dare la sua partecipazione a collaborare, a fare tutto a co-partecipare, vedremo gli sviluppi".
Ha detto che si sente solo, pensa che il tessuto imprenditoriale veronese la ostacoli in qualche modo? "Ho sempre detto e cercato di tirare dentro imprenditori veronesi, che ce ne sono. Ma ho sempre trovato un ostacolo davanti alla nomea del Verona. Ho sempre cercato di dire che ho visto un grandissimo miglioramento da questo punto di vista. I nostri tifosi non sono peggio di altri, anzi, ho sempre provato a scalfire quest'idea. Non sono uno che va in giro a cercare soldi. Ribadisco l'invito a chiunque volesse partecipare allo sviluppo del nostro progetto, ne sarei orgoglioso e ben lieto".
Dopo nove anni cos'è scattato nella questione Volpi quest'anno? "Ho le mie idee ma non so la verità. Il mio pensiero è che questa cosa non portava benefici a nessuno, nove anni di avvocati, pensieri, questioni. Il Club non ha mai avuto problemi, solo io a livello personale, ma ho le spalle larghe. Il tempo ha fatto maturare anche in loro la volontà di avvicinarsi".
Se trovasse un finanziatore, come si immagina il Verona? "Invece di vendere quattro giocatori potresti venderne solo due. Quando arriva un Club che ti fa una richiesta folle non si può rifiutare, come per Hojlund lo scorso anno dall'Atalanta al Manchester United. Il sogno sarebbe poter mettere delle basi, per poi aggiungere qualcosa. Il calcio è cambiato, non ci sono più giocatori simbolo. L'allenatore che sta in un Club tanto tempo è perché ha un'età e un'esperienza precedente lunga. Se prendi un giocatore o un allenatore giovane va via, un giocatore come Toni a fine carriera che vuole dimostrare chiude la carriera in un Club, come è successo qui".
Dopo due anni con dei cambi, quest'anno Baroni ha potuto lavorare un anno intero, è mai stato davvero in bilico? "Penso che in bilico non lo sia mai stato. Ci siamo confrontati, nel confronto mi ricordo mi disse a Genova che a prescindere avrebbe voluto cambiare modulo. Non chiedo mai chi gioca, io spero che giochino sempre i giovani, sperando che vengano rivalutati. La frenesia di cambiare allenatore non l'ho mai avuta. Con Marco ho sempre avuto un rapporto cordiale e sincero, ci vediamo al campo. Il confronto è con una persona che al campo sa lavorare bene, abbiamo un confronto leale. Ha lo stile giusto di fare calcio, la società viene prima di tutto. Qua c'è sempre la caratteristica di dire sì, ma, oggi siamo 13esimi, quello che conta è dove sei alla fine. Penso che siamo bravi nel gestire la società nella filiera corta, cerco di sfruttare le mie caratteristiche per il bene del Club". Fonte: hellasverona.it