Coppa Italia Primavera 2026/27, trentaduesimi di finale: Hellas Verona-Pro Vercelli
La Lega Serie A ha ufficializzato il tabellone della Coppa Italia Primavera 2026/27.
I gialloblù entreranno in scena ai trentaduesimi di finale, in programma mercoledì 28 ottobre (data e orario non ancora definiti) contro la Pro Vercelli.
Chi passerà il turno, ai sedicesimi, sfiderà la vincente di Albinoleffe-Avellino. Agli ottavi ci sarà invece la Roma.
Hellas Verona, da Varali a Egharevba. I giovani veronesi diventati plusvalenze
Ci risiamo. Come l’anno scorso. Dopo il difensore veronese classe 2009 Ludovico Varali, venduto al Parma per circa 1 milione di euro, fresco campione d’Europa con l’Italia Under 19, la società scaligera ha deciso di privarsi di un altro prodotto del vivaio gialloblù, l’attaccante veronese classe 2010, Fortune Egharevba. Sul gong finale, è arrivata la sua cessione a titolo definitivo alla Fiorentina.
In quattro mesi, Fortune è passato quindi da talento blindato a plusvalenza. Così infatti parlava in conferenza stampa il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Sean Sogliano, lo scorso 24 febbraio.
“Abbiamo sempre lanciato giovani del Settore Giovanile, fatto esordire ragazzi e blindato un talento del 2010, Fortune Egharevba, con un contratto da professionista (sino al 30 giugno 2029, ndr) nonostante l’interesse di importanti Club europei. Questo dimostra che un’attenzione al futuro c’è”.
A parole, ma non certo coi fatti. Il copione è quindi sempre lo stesso.
Stadio, centro sportivo e giovani dovevano essere i capisaldi su cui si basava il nuovo Hellas Verona targato Presidio Investors. Meno male. Anzi. Per Fortune. Foto Instagram
Calciomercato Serie B, oggi l’apertura ufficiale
Per il campionato cadetto e quello di Serie C si apre oggi la sessione estiva del mercato. Chiusura il 1° settembre alle ore 20.
Fissate anche le date del mercato invernale, dal 2 gennaio al 1° febbraio 2027, sempre alle ore 20.
Tutte le news
Numeri e curiosità di Hellas Verona-Atalanta
La sfida di domani tra Hellas Verona e Atalanta sarà la numero 50 in Serie A.
L’1-1 è il punteggio più frequente nelle partite tra Hellas Verona e Atalanta in Serie A, risultato finale di 9 incontri. Le due formazioni, però, non pareggiano con questo punteggio dal luglio 2020 al 'Bentegodi': nell'occasione reti di Zapata per i nerazzurri e di Pessina per i gialloblù.
Proprio quella partita (18 luglio 2020) è stata l'unico precedente nel massimo campionato italiano in cui Hellas Verona e Atalanta si sono affrontate di sabato al 'Bentegodi'.
Nell'anno dello Scudetto la sfida contro l'Atalanta del 6 gennaio 1985, valida per la 14ª giornata, è terminata 1-1: alla rete gialloblù del 35esimo minuto siglata da Bruni rispose in quell'occasione Pacione, all'85', sancendo il pareggio finale.
L’Hellas Verona è la squadra che ha vinto più contrasti in questo campionato (264). In generale solamente l’Empoli (442) ne ha ingaggiati finora più dei gialloblù (419).
L’Atalanta è la squadra contro cui Darko Lazovic ha realizzato più reti in Serie A: tre.
Al debutto in Serie A contro il Monza, Cheikh Niasse ha vinto tre contrasti, meno solamente di Jackson Tchatchoua (5) nel successo contro i brianzoli. Il classe 2000 ha inoltre completato l’80% dei passaggi tentati nella trequarti avversaria.
L'altro neoacquisto dell’Hellas Verona, Antoine Bernede, in questa stagione è stato il giocatore del Losanna con la più alta percentuale di dribbling completati in campionato, tra quelli con almeno 25 dribbling tentati: 61%, 25 su 41. Fonte: hellasverona.it
Primavera Hellas Verona, maglia n.11 per Mogentale
Il centrocampista classe 2005, Tobia Mogentale, arrivato dal Vicenza come anticipato da Hellas Live con la formula del prestito con diritto di riscatto, ha scelto la maglia n.11. Foto Instagram
Zanetti: “Mercato in linea con le nostre possibilità. Atalanta squadra fantastica. Il nostro scudetto è la salvezza. Serdar out 5/6 settimane”
“Un giudizio sul mercato non lo so dare. L’unica cosa è che è finito e che io devo portare adesso il motore al massimo. I conti li faremo poi alla fine. Siamo in linea col nostro obiettivo, quindi non dobbiamo perdere fiducia e rimanere lucidi.
Rimaniamo concentrati su quello che è il nostro obiettivo. La squadra si sta comportando da squadra e questo è l’antidoto.
Adesso ci attende un ciclo di livello altissimo, ma dobbiamo ragionare gara per gara, con la convinzione che ce la possiamo giocare con tutti. Questo deve essere il nostro credo.
Serdar? Sarà fuori 5/6 settimane.
Niasse e Bernede domani dal 1’ insieme? È una possibilità anche perché siamo contati in mezzo. Niasse ci può dare una grossa mano, l’altro invece è da scoprire. Hanno comunque domani la possibilità di presentarsi subito.
Sono arrivati dei ragazzi interessanti, con del potenziale, ma devo integrarsi nel minor tempo possibile. In mezzo al campo abbiamo bisogno di giocatori bifase.
Niasse ha fisico, dà equilibrio e ha una buona esperienza. Bernede ha caratteristiche invece diverse.
Slotsager lo devo invece ancora scoprire. L’ho visto nei video, ma ora ha un piccolo problema muscolare.
Valentini invece è molto interessante. Non gioca dal 10 aprile e deve quindi fare un percorso. È un mancino che va a sopperire alla mancanza di Frese che non si sa quando recupera.
Oyegoke invece è un’alternativa a Tchatchoua e devo capire se può giocare anche a sinistra.
Bradaric? Sta facendo bene ed in questa fase voglio confermare chi sta facendo bene, come Daniliuc.
Livramento domani non ci sarà, ma non ha nulla di grave. Dalla prossima sarà a disposizione. Mosquera e Sarr stanno crescendo, le soluzioni le abbiamo, non ci lamentiamo e continuiamo quindi a lavorare.
Cisse è un ragazzo che gioca in Primavera, ma si allena con noi. Ha un grande talento ed il futuro è dalla sua parte. Credo in lui ed essendo corti numericamente, per i giovani è un vantaggio. In Primavera ci sono ragazzi interessanti, allenati molto bene e non ho quindi nessun problema ad attingere se ci sarà bisogno.
L’Atalanta è una squadra fantastica, che ha avuto il coraggio di andare a pareggiare a Barcellona. Dobbiamo continuare ad essere squadra, come invece non sia stati nella gara d’andata. È stata dura metterla via. Nel calcio, anche se non dovrebbe accadere, possono capitare giornate così. Nessun singolo domani potrà fare la differenza, ma solo la squadra in tutti i suoi elementi. Oggi siamo una squadra completamente diversa.
Più che miracolo preferisco rimanere sul termine impresa. Il mercato è in linea con le nostre possibilità. Non abbiamo nè tempo nè energie per lamentarci. Nessuno deve avere alibi. Io credo in loro.
Kastanos con Suslov alle spalle di Sarr? Può essere una possibilità. Kastanos è sempre nei miei pensieri, lo considero un giocatore forte e pur non partendo spesso titolare, non ha chiesto di andare via. Due punte pesanti ci hanno alzato il baricentro a Monza, ma la soluzione 1+2 non la scarto.
Col mercato ancora aperto in Turchia, c’è il rischio di perdere Tchatchoua? Nessuna avvisaglia a tal riguardo e spero di rimanere così. Svincolati? Non so, anche perché ci servono giocatori pronti.
Mi rattrista più aver perso giocatori per infortunio o squalifica che la cessione di Belahyane. Reda è andato in un grande club come la Lazio, per merito suo e di tutti noi. È stato al centro del mercato e sino all’ultimo ha giocato con grande professionalità, come nell’ultima partita a Monza” ha dichiarato in conferenza stampa, l’allenatore Paolo Zanetti alla vigilia di Hellas Verona-Atalanta.
Serie A Enilive 2024/25, il calendario completo della 24ª giornata
Il quinto turno del girone di ritorno del massimo campionato italiano si apre alle ore 20:45 con Como-Juventus. Domani ore 15 Hellas Verona-Atalanta, ore 18 Empoli-Milan, ore 20:45 Torino-Genoa. Domenica ore 12:30 Venezia-Roma; ore 15 Cagliari-Parma, Lazio-Monza; ore 18 Lecce-Bologna; ore 20:45 Napoli-Udinese. Lunedì ore 20:45 Inter-Fiorentina.
Hellas Verona, rifinitura per i gialloblù. Ore 11:30 conferenza Zanetti
Ultimo allenamento questo pomeriggio, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida contro l’Atalanta in programma domani alle ore 15 allo stadio Bentegodi. L’allenatore scaligero prima della seduta incontrerà la stampa.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Michael Folorunsho. L’ex centrocampista dell’Hellas Verona compie 27 anni.
Dalla Bona: “Il Verona deve andare a mille contro l’Atalanta. Il pubblico dell’Hellas è da Europa. Dalla nuova proprietà mi aspettavo subito qualche investimento”
“Seguo sempre il calcio, è stato la mia vita per tanti anni. Proposte ne ricevo ancora per tornare in questo mondo, ma adesso sto bene così. Mi guardo una o due partite la settimana, ma constato sempre più che non è come ai miei tempi. È cambiato tanto e non credo in meglio. Noi ce le davamo in campo, senza tante pantomime, poi dopo una stretta di mano con l’avversario si ripartiva. Senza fiatare. I calciatori oggi sono un po’ troppo “signorine”. Anche il VAR poi ha solo che aumentato le polemiche. Un colpo interviene, in altre occasioni no: così non aiuta certo e per di più stufa anche la gente.
Il Verona lo seguo spesso e dell’Hellas ne parlo anche coi miei amici. Paolo Zanetti lo conosco dai tempi dell’Italia Under 21, lo ricordo come un ragazzo semplice, grintoso in campo e tosto da affrontare. Aveva grande passione per il calcio e ci accomunava anche lo stesso procuratore (D’Amico, ndr). Anche se i gialloblù hanno subito tante sconfitte, hanno i mezzi per centrare l’obiettivo stagionale. In campo la squadra è tosta e rispecchia la grinta e carattere del suo allenatore.
Mi aspettavo, con l’avvento della nuova proprietà, investimenti diversi nell’ultima sessione di mercato. Ma così non è stato. L’Hellas Verona ha un pubblico da Europa: mi piacerebbe che potesse lottare per qualcosa di più ambizioso rispetto la salvezza.
Hellas Verona-Atalanta? La squadra di Gasperini è difficile da affrontare per tanti. I gialloblù sabato pomeriggio davanti al pubblico amico, dovranno andare a mille. I bergamaschi sono consolidati da tempo, una signora squadra davvero forte. Sarà quindi una partita molto dura e difficile, ma nel calcio non si sa mai. La spinta del Bentegodi sarà fondamentale per cercare l’impresa” ha dichiarato a Hellas Live il doppio ex Hellas Verona-Atalanta, Samuele Dalla Bona. Foto L’Eco di Bergamo.
Hellas Verona-Atalanta, arbitra Sozza
Per Hellas Verona-Atalanta, 24ª giornata della Serie A Enilive 2024/25 in programma sabato 8 febbraio alle ore 15 allo stadio Bentegodi, è stato designato l’arbitro Simone Sozza della sezione AIA di Seregno. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Passeri e Mondin, IV uomo Galipó, VAR Marini, AVAR Mariani. Foto AIA FIGC
Hellas Verona 2º per sostituzioni entro i 75’
La formazione che ha effettuato più cambi entro il settantacinquesimo minuto, è il Parma (92) seguito da Cagliari e Hellas Verona (77). Ultimo posto di questa speciale classifica per il Napoli, con 32.
Primavera Hellas Verona, Kurti: “Il mio connazionale Kumbulla è un punto di riferimento ed un esempio da seguire”
Undicesimo appuntamento con 'Visti da vicino' il format dell’Hellas Verona che ci accompagnerà per tutta la stagione 2024/25, in cui i protagonisti sono i giovani gialloblù della formazione Primavera allenata da mister Paolo Sammarco. Curiosità, aneddoti, vita personale e naturalmente tanto calcio sono i temi principali di queste interviste. Nell'episodio di questa settimana andremo a scoprire la vita, privata e sportiva, di uno dei pilastri della difesa gialloblù: Adi Kurti.
Adi, quando hai iniziato a giocare a calcio?“Sono nato in Albania, a Elbasan, un paese vicino alla capitale Tirana. Ho iniziato a giocare già da piccolo, a 5 anni, e ho sempre giocato nella squadra della mia città, l’AFC Pepa. All’inizio mi ha portato mio papà a giocare, anche perché ero un bambino un po’ sedentario, e il calcio è anche un ottimo mezzo per migliorare fisicamente e per fare nuove amicizie”.
Com’è stata la tua esperienza nelle giovanili di un Club albanese? “Ho tanti bei ricordi, sicuramente il migliore è stato quando abbiamo vinto il Campionato Under 17, dove giocavo da sotto età. L’Academy della mia squadra è organizzata molto bene, e oggi tanti miei compagni con i quali abbiamo vinto quel campionato giocano tra la Serie A albanese e la Serie C italiana. Credo che in Albania la Federazione stia facendo un buon lavoro per sviluppare il calcio nel paese e lo dimostrano anche i risultati della Nazionale maggiore. Ci tengo a ringraziare il Presidente Armand Duka per il lavoro che sta facendo”.
Quando hai capito che il calcio sarebbe potuto diventare la tua strada? “Direi quando mi ha chiamato per la prima volta la Nazionale albanese, a 15 anni. In quello stage che ho fatto a marzo, con mister Bulku, ho capito che avrei potuto davvero provarci. Due mesi dopo siamo andati in Croazia a fare un torneo e lì ho dimostrato a me stesso di avere le capacità giuste e ho preso tanta fiducia”.
Poi sei venuto in Italia nel 2022… “Sì, la prima squadra che mi ha voluto è stata la Sampdoria. Avevo 16 anni e mi ricordo benissimo quel giorno quando mi è arrivata la chiamata dall’Italia. Era l’11 luglio e l’emozione che ho provato è stata unica, di andare a giocare per un grande club italiano. Certo, non nego che avevo anche un po’ di timore e qualche dubbio, perché comunque a 16 anni non è facile andare via dal proprio Paese, dalla propria città, lasciando tutti gli affetti. Ma ero sicuro che questa fosse la scelta giusta da fare”.
Com’è stato il tuo adattamento iniziale in Italia? “Non parlavo italiano, visto che avevo vissuto sempre in Albania, e i primi mesi sono stati duri. Ma comunque fin dall’inizio sono sempre stato con altri ragazzi italiani e già in due mesi avevo migliorato molto la lingua. Sul campo da calcio invece è stato tutto più facile, perché alla fine il calcio è una lingua universale”.
Dopo la Sampdoria arrivi al Verona… “Dopo la stagione a Genova mi ha chiamato l’Hellas, così sono venuto qui ad allenarmi per 6 mesi. A Verona ho trovato da subito una seconda casa, sia a livello di vita che a livello professionale, quindi calcistico. A causa di alcune problematiche amministrative, però, non potevo giocare e così a gennaio sono passato all’Empoli. Lì non è stato facile l’adattamento, perché non conoscevo nessuno e mi sono infortunato. Dopo qualche mese, ho preso ritmo e la situazione è migliorata, ma non mi sentivo come qui a Verona, dove mi sento a mio agio, come se fossi a casa mia e dove conoscotutti. Così alla fine quest’estate sono tornato a Verona”.
Questa è la tua prima stagione in Primavera, come ti stai trovando? “Non ho iniziato nel migliore dei modi, perché mi sono subito infortunato e ci ho messo un po’ a trovare il ritmo partita. Ma nessuno mi ha mai lasciato dietro, anzi, tutti i compagni mi sono stati vicino e mi hanno aiutato, così come il mister Sammarco e il Direttore Margiotta, che mi hanno sempre dimostrato tanta fiducia. Ora stiamo facendo bene in campionato e vogliamo continuare così, cercando di fare più punti possibili”.
Hai detto che qui a Verona è come se fossi a casa tua. Perché secondo te? “Dalla prima volta che sono andato ad allenarmi con la Primavera, il mister mi ha accolto molto bene, parlando con me e chiedendomi come mi sentissi. Lo stesso ha fatto il Direttore, aiutandomi molto anche nei primi mesi in cui non potevo giocare. Questo per me è stato importantissimo, mi ha fatto sentire molto bene, proprio come a casa”.
Ormai sei un punto fisso della difesa di mister Sammarco, com’è misurarsi con questa responsabilità? “Mi sono molto responsabilizzato grazie al mister, perché comunque essendo il centrale dei tre difensori devo parlare molto, aiutare tutti i ragazzi e in particolar modo quelli che hanno meno esperienza. All’inizio non è stato facile, perché ancora dovevo conoscere bene i miei compagni, ma ora che abbiamo imparato a conoscerci è tutto più semplice. Cerco sempre di aiutare tutti i compagni, questo è il mio compito”.
Che consigli ti ha dato il mister per migliorare? “Mi dice che devo sempre essere pronto per aiutare la squadra ed essere sempre positivo con i compagni, trasmettendo loro fiducia, perché è una cosa che dà tanta spinta a te stesso e soprattutto agli altri”.
Quali sono i tuoi punti di forza? E in cosa invece devi migliorare? “Penso di essere un buon leader in campo e faccio del fisico la mia forza e infatti nei duelli fisici, negli 1vs1, è difficile superarmi. Devo migliorare nei primi passi dello scatto, nella velocità e nel mio piede debole, il sinistro”.
Hai segnato anche un gol in questa stagione, nella partita vinta in trasferta a Roma, cos’hai provato segnando questo primo gol? “È stata una partita bellissima, tosta e difficile, che è arrivata anche in un periodo di festività. Abbiamo corso tanto, loro sono molto forti, ma abbiamo avuto qualcosa in più. Il gol è stato bellissimo, il mio primo in Primavera. Mi sono messo a piangere quando tutti i compagni sono venuti ad abbracciarmi, ripensando a tutti i sacrifici fatti fino a quel momento e al mio percorso”.
C’è un difensore che consideri come un modello? “Qui al Verona un mio riferimento è stato sicuramente Kumbulla. Lui è un giovane albanese che, come me, è passato dalla Primavera fino alla Prima squadra e per me è sicuramente un esempio da seguire. Della squadra attuale mi piace Coppola, un difensore fisico, giovane, nel quale mi rivedo come caratteristiche”.
Cosa puoi dirci della tua esperienza con la Nazionale albanese? “Giocare con la maglia del proprio Paese è sempre un’emozione indescrivibile che non si riesce a spiegare. Quando torno in Albania per giocare, vengono sempre tutti a vedermi, dalla famiglia agli amici, ed è una spinta in più. Quando si è in campo per il proprio Paese, dove sei nato e cresciuto, puoi solo dare tutto quello che hai. Essere capitano da 3 anni è un fattore in più, bisogna aiutare tutti, anche i ragazzi che magari parlano poco albanese. A volte è come essere un secondo mister perché, dovesse l'allenatore prendersela in particolare con qualcuno, tu devi essere quello che invece lo tira su di morale”.
La tua famiglia riesce a venire a vederti giocare e quanto è importante per te? “Sì, quando possono vengono. Soprattutto mio papà Ilir, che è quello a cui piace di più il calcio. Mia mamma Vojsava e mio fratello minore Dionis vengono meno, ma non mi fanno mai mancare il loro supporto. Mio papà dopo ogni partita mi chiama, mi dice: ‘ricorda sempre che dagli sbagli e dagli errori si impara e si migliora’”.
Come ti stai trovando qui a Verona e nel convitto? “Benissimo. Con i ragazzi facciamo qualche uscita in città e c’è proprio un bellissimo ambiente, ottimo per crescere”.
Hai legato in particolare con qualcuno? “Sì, sicuramente con Davide Casagrande, che ora è andato via, e con Angelo Vapore. Siamo un bel trio, usciamo sempre insieme e siamo buoni amici”.
Oltre il calcio, cosa ti piace fare nel tuo tempo libero? “Mi piace molto uscire con gli amici, magari andare a fare shopping, in giro per la città. Anche quando sono in Albania e ho molto tempo libero, però, mi piace andare a vedere i miei amici giocare a calcio o magari uscire con loro, anche a cena o a pranzo”.
Chi pensi sia il giocatore più tecnico della squadra? “Quando scende dalla Prima squadra a giocare con noi, sicuramente Cisse, ma se penso a qualcuno dei miei compagni dico Pavanati”.
Chi ti mette più in difficoltà, anche in allenamento, con i dribbling e la velocità?“Agbonifo”.
Chi è, secondo te, il migliore nei duelli aerei? “Vermesan. Lui ti mette sempre in difficoltà nei colpi di testa perché ha un ottimo posizionamento e una grande capacità di attaccare la palla”.
C’è qualcuno che vuoi ringraziare in particolare? “Oltre alla mia famiglia, c’è anche la mia ragazza, Sigi, che vive in Albania ma mi sta sempre molto vicina e mi capisce molto bene, anche perché lei gioca a pallavolo e sa cosa si prova a praticare uno sport di squadra. Poi voglio ringraziare il mio procuratore e infine ci tengo a citare ancora una volta sia il Direttore Margiotta che mister Sammarco. Voglio ringraziare anche i fisioterapisti Davide e Ema e anche Giorgio Rossi, che ci aiuta tanto ed è davvero una brava persona”. Fonte: hellasverona.it