Serie BKT 2026/27, altri 2 punti di penalizzazione alla Juve Stabia
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva, la SS Juve Stabia (Serie B) per non aver prodotto, in relazione alla cessione perfezionatasi il 17 aprile scorso, alla neocostituita Stabia Capital Srl, del 100% del capitale della società sportiva, la documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, unitamente alla copia dell’atto dal quale è conseguita l’acquisizione del 17 aprile 2026. Fonte: figc.it
La Juve Stabia (totale punti penalizzazione -4) scivola all’ultimo posto in classifica, in coabitazione con la Carrarese.
Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Tutte le news
Lazio-Hellas Verona, domani 253 tifosi gialloblù allo stadio Olimpico
Per la sfida in programma lunedì 16 settembre alle ore 20:45, incontro valido per la 4ª giornata della Serie A Enilive 2024/25, sono stati venduti 253 biglietti del Settore Ospiti.
Lazio-Hellas Verona, indisponibili gli infortunati Duda, Frese, Serdar e Suslov
I calciatori Ondrej Duda e Tomas Suslov non saranno a disposizione per la partita Lazio-Hellas Verona in seguito a problemi muscolari riscontrati con la Nazionale slovacca.
Il calciatore Martin Frese non sarà a disposizione per la partita Lazio-Hellas Verona in seguito a un sovraccarico al ginocchio.
Il calciatore Suat Serdar non sarà a disposizione per la partita Lazio-Hellas Verona per continuare il suo programma fisioterapico di recupero. Fonte: hellasverona.it
Lazio-Hellas Verona, i gialloblù convocati di Zanetti
Mister Paolo Zanetti ha convocato 26 calciatori per Lazio-Hellas Verona, match valido per la 4ª giornata della Serie A Enilive 2024/25, in programma domani, lunedì 16 settembre alle ore 20.45, allo stadio 'Olimpico' di Roma.
#LAZIOVERONA - I CONVOCATI
1 Montipò
4 Daniliuc
5 Faraoni
6 Belahyane
7 Lambourde
8 Lazovic
9 Sarr
11 Tengstedt
12 Bradaric
14 Livramento
15 Okou
17 Sishuba
18 Harroui
20 Kastanos
21 Dani Silva
22 Berardi
23 Magnani
27 Dawidowicz
29 F. Alidou
34 Perilli
35 D. Mosquera
38 Tchatchoua
42 Coppola
72 Ajayi
80 Cisse
87 Ghilardi. Fonte: hellasverona.it
Numeri e curiosità di Lazio-Hellas Verona
In occasione del match di domani, lunedì 16 settembre, Lazio e Hellas Verona si sfideranno per la 55ª volta nella loro storia in Serie A.
L'ultima vittoria dei gialloblù allo stadio 'Olimpico' contro la Lazio risale alla stagione 2020/21. In quell'occasione, sblocca la partita la conclusione di Dimarco allo scadere del primo tempo. I biancocelesti pareggiano al 56' con Caicedo, ma a portare i gialloblù nuovamente avanti, per il definitivo 1-2, è Adrien Tameze, che al 67' recupera palla, dribbla Reina e realizza il suo primo gol in Serie A, regalando così i tre punti al Verona.
L’ultimo pareggio tra Lazio e Hellas Veronaarrivato allo stadio 'Olimpico' in Serie A risale al 21 maggio 2022: risultato di 3-3 grazie alle reti di Simeone, Lasagna e Hongla per i gialloblù, Cabral, Felipe Anderson e Pedro per i padroni di casa.
Nell'anno dello Scudetto, Lazio-Hellas Veronasi giocò allo stadio 'Olimpico' di Roma il 16 dicembre 1984. In
quell'occasione il match terminò con il risultato di 0-1 grazie alla rete di Galderisi per i gialloblù.
L’Hellas Verona ha ottenuto sei punti in queste prime tre gare stagionali in Serie A: solo nel 1984/85 (9) e nel 2014/15 (7), i gialloblù avevano ottenuto più punti dopo lo stesso numero di match nella competizione - considerando da sempre i tre punti a partita.
Nella Serie A 2024/25 solamente Juventus e Inter vantano finora una maggior percentuale realizzativa del Verona.
Abdou Harroui è il centrocampista che ha tentato finora più dribbling in questa Serie A (9). Al numero 18 gialloblù segue un altro giocatore del Verona: Reda Belahyane (8), accompagnato da Pulisic, Payero e De Ketelaere.
La Lazio è una delle squadre contro cui Darko Lazovic ha fornito più assist in carriera inSerie A (4). Solamente contro il Bologna il capitano gialloblù ne conta di più (5).
Ondrej Duda è il giocatore di movimento che ha recuperato finora il maggior numero di palloni nella Serie A Enilive 2024/25 (28). Fonte: hellasverona.it
Lazio, Baroni: “Verona in salute. Servirà una partita di altissimo livello”
"La squadra ha lavorato bene durante la sosta per gli impegni delle nazionali, hanno lavorato i ragazzi che sono rimasti e abbiamo messo del lavoro importante. Abbiamo reintegrato piano piano i nazionali, anche se qualcuno ha viaggiato molto ma è sempre gratificante andare in nazionale. Credo che l'entusiasmo di aver partecipato con la nazionale dà la possibilità di essere pronti come gli altri. La squadra si è ricompattata negli ultimi giorni ma ha fatto un buon lavoro.
Arriva un Verona in salute con grande condizione fisica e che ha ottenuto risultati importanti con grandi prestazioni. Sappiamo delle difficoltà della partita, ma la squadra è preparata. Conosco i ragazzi, per noi sarà una gara difficile. Parto dal presupposto che quando sai di aver dato tutto, forse anche qualcosa in più, ti rimane la bellezza dell'esperienza vissuta, ma nel calcio bisogna voltare pagina e dovremo fare una partita di altissimo livello.
La squadra deve fare la miglior partita possibile ed è quello che mi aspetto.
Abbiamo avuto una settimana e mezzo di lavoro e mi aspetto una prestazione di altissimo livello, dando continuità al secondo tempo contro il Milan. Dobbiamo ripartire da lì, per fare quello che vogliamo non ci devono essere battute d'arresto a livello di prestazione. Per far questo occorre la miglior partita possibile" ha dichiarato l’allenatore Marco Baroni alla vigilia di Lazio-Hellas Verona.
Primavera Hellas Verona, domani i gialloblù ospitano il Torino
Ritorna, dopo la sosta per gli impegni nazionali, il campionato Primavera 1 2024/25 e scendono in campo i ragazzi dell’Hellas Verona per affrontare la quarta sfida stagionale. I gialloblù sfidano, nel posticipo di giornata, il Torino di Felice Tufano lunedì 16 settembre, con inizio alle ore 15.30, tra le mura amiche dell’'Olivieri Stadium' in via Sogare a Verona. La formazione guidata da mister Paolo Sammarco è in cerca di continuità dopo la bella vittoria ottenuta in occasione della terza gara di campionato contro il Cagliari. Una sfida di grande sostanza, sbloccata al 16' grazie al gol di Ioan Vermesan, alla sua seconda marcatura stagionale, su assist di capitan Stefano Dalla Riva. I punti in classifica dei gialloblù sono 4, ottenuti grazie al pareggio interno contro il Sassuolo e la vittoria appunto contro il Cagliari, mentre la Fiorentina ha vinto il match giocato al Viola Park alla 2^ giornata di campionato. Il Torino è una squadra di livello, che lo scorso anno ha raggiunto l'ottavo posto in campionato. Quest'anno i granata hanno deciso di iniziare un nuovo percorso con l'allenatore Felice Tufano, che eredita la panchina lasciata da Giuseppe Scurto e che vanta una grande esperienza nel campionato Primavera con 200 panchine all'attivo in questa categoria. Dopo un avvio di campionato convincente grazie alla vittoria ottenuta contro la Sampdoria per 2-1, i piemontesi hanno subito due sconfitte consecutive contro il Milan, con il risultato 2-0, e contro la Fiorentina, in casa, per 0-1. La rosa è composta sia da giocatori giovani, sia da veterani del campionato Primavera 1, come l’attaccante Nicolò Franzoni, già presente nella rosa del Torino la scorsa stagione e autore anche di 2 gol realizzati nel campionato precedente. L’attaccante classe 2005, quest'anno, ha realizzato uno dei due gol nel match vinto contro la Sampdoria.
Queste le parole di mister Paolo Sammarco alla vigilia della partita: "Lunedì affronteremo il Torino, una squadra ostica con una lunga tradizione a livello di Settore Giovanile e che ha tra le sue fila sicuramente ottimi giocatori. Le ultime due sconfitte non sono veritiere, perché i granata avrebbero potuto segnare più gol e sicuramente ci aspetta una partita molto difficile. Lato nostro, il gruppo è al completo, alcuni giocatori sono ritornati dagli impegni con le rispettive Nazionali, mentre altri, nella settimana di pausa, si sono allenati con la Prima squadra. I ragazzi sono entusiasti e proveremo a portare a casa punti molto importanti". Fonte: hellasverona.it
Ciao Amigo. Nel ricordo di Dirceu
Il 15 settembre 1995, all'età di 43 anni, morì nel quartiere di Barra da Tijuca, nella periferia di Rio de Janeiro, in seguito ad un incidente stradale Dirceu José Guimarães.
Dirceu guidava la sua auto mentre era in compagnia di un amico italiano ed andò fuori strada oltre un cavalcavia nel tentativo di sfuggire a una collisione frontale contro un altro veicolo.
I tifosi dell’Hellas Verona, pur avendo giocato solo una stagione (1982/83, 29 presenze, 2 reti) lo ricordano sempre con affetto e lo considerano uno dei calciatori più forti ad aver indossato la gloriosa casacca scaligera.
Ciao Amigo. RIP
Rifinitura per i gialloblù
Vigilia di campionato per l’Hellas Verona di Paolo Zanetti. I gialloblù stamane si alleneranno, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, per poi partire per Roma dove domani sera saranno protagonisti allo stadio Olimpico contro la Lazio.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Darko Lazovic. Il capitano dell’Hellas Verona compie 34 anni. Festeggiano anche gli ex gialloblù Florian Myrtaj e Alessandro Renica.
Zanetti: “La squadra è carica e sta bene. Abbiamo margini di miglioramento e possiamo raggiungere l’obiettivo. Baroni ha fatto un ottimo lavoro a Verona. Lotteremo su tutti i palloni per fare punti in casa della Lazio”
Mister, che Verona ha ritrovato dopo queste due settimane con tanti ragazzi impegnati con le Nazionali?
"Mi fa piacere che i ragazzi andati in Nazionale siano stati tutti protagonisti, con ottime prestazioni. È normale che molti viaggi lascino qualche strascico, con partite ravvicinate, ma per noi è un motivo di vanto avere tanti giocatori che sono stati via. Adesso abbiamo questi pochi giorni con la squadra al completo per preparare la partita. Chi è rimasto si è allenato molto bene, mettendo dentro la giusta energia e continuando la preparazione, livellandoci a livello fisico. La partita che ci aspetta è difficile, ma noi stiamo bene, la squadra è carica, ha entusiasmo ma mantiene la giusta umiltà che è la cosa più importante".
Ci sarà Serdar? E dirà qualcosa in particolare a Baroni?
"Suat non sarà della partita e penso che non ci sarà neanche per la prossima. È in via di guarigione, ma l'infortunio è stato abbastanza serio, si parla di una lesione di secondo grado di infortunio muscolare, con un recupero stimato tra le 4 e le 6 settimane. A Baroni non ho niente da dire in più di quello che ci siamo già detti. Credo che lui qui abbia fatto un ottimo lavoro e penso che lui sia un allenatore di esperienza, che ha fatto gavetta e che merita di essere dov'è adesso, ovvero in una grande squadra".
La Lazio che avversario sarà?
"Incontreremo una squadra che sta bene, che ha fatto vedere ottime cose nell'ultima partita e che ha le qualità tecniche per puntare ad arrivare in zona Champions. Per noi sarà la seconda trasferta consecutiva, in un altro campo difficile. Noi come sempre rispettiamo l'avversario ma conta la mentalità con la quale vogliamo andare a Roma. Noi vogliamo provare a fare punti su tutti i campi, questa è la nostra mentalità, e lotteremo su ogni pallone".
Lazovic ha detto che per la squadra è importante sentire la sua fiducia, quanto senti tuo questo pensiero?
"Sono pensieri che sento veramente. Io lo dicevo prima di questi risultati e con le prestazioni i ragazzi mi hanno dato ragione. Stanno facendo vedere quello che possono fare, e c'è ancora tanto margine di miglioramento, io ci credo. Siamo sulla strada giusta e non la dobbiamo perdere, perché ancora non c'è grande esperienza e non c'è l'unità completa che arriverà con il tempo, dopo queste prime giornate. Fermo restando che io sono l'allenatore e sono il primo a crederci, ma quello che vedo mi fa pensare che siamo sulla giusta strada. Ormai mi conoscete e io sono uno che dice quello che pensa, e penso che questa squadra possa raggiungere il suo obiettivo".
Com'è allenare una delle squadre più giovani della Serie A, un peso, una responsabilità o anche un piacere?
"Per me è un piacere, perché come dice la mia breve carriera, a me piace lanciare i giovani. Quando se lo meritano e sono giovani, mi gasa e mi dà piacere personale mandarli in campo, è una delle parti più belle del mio lavoro, quella di costruire dei ragazzi giovani e contribuire alla loro crescita. Questa è la mia idea. Poi esiste anche la gestione dei ragazzi più esperti, e io devo sempre mettere in campo la squadra migliore per fare risultato, ma se ci devono essere in campo 11 giovani io li metto tutti".
Tra i giovani che ancora non abbiamo visto, c'è un altro Belahyane?
"Sì, c'è. Secondo me più di uno. Non mi piace fare dei nomi perché non voglio creare troppe aspettative. Però, per esempio, Cisse alla lunga farà vedere quello che sa fare. È arrivato un ragazzo molto interessante come Lambourde e anche come Sishuba, anche se il primo lo vedo più pronto in questo momento . Poi c'è Ghilardi, titolare dell'Under 21 italiana e potrei farne una lunga lista. Io credo che il club e il direttore abbiamo costruito un'ottima squadra".
Con che modulo gioca il Verona?
"Posso dirti che noi difendiamo in un modo e impostiamo in un altro, perché la squadra si presta bene a questo tipo di soluzione. Non è un'idea che ho inventato io ma noi stiamo seguendo questo tipo di sistema, senza dover far ragionare troppo i ragazzi. Difendere in un certo modo per giocatori che vengono da altri campionati sarebbe stato difficile. Ma con la palla manteniamo l'idea iniziale".
Come lavori sulla testa di un ragazzo di vent'anni come Belahyane?
"Onestamente io tratto tutti nella stessa maniera, senza fare distinzioni. Credo che Reda abbia grande coraggio e personalità che gli permettono di entrare in tutti gli stadi ad esprimere se stesso. Credo che ce ne siano altri di ragazzi così, ma io guardo molto l'aspetto mentale dei giovani prima di metterli in campo. Lui è coraggioso e si diverte quando gioca, ha un margine infinito di crescita, ma deve restare umile, anche se non credo che perderà questa umiltà. Io poi i giovani li metto dentro, ma gli attori principali sono loro".
Cosa ci dici sugli ultimi arrivati dal mercato, potremmo vederli già in campo lunedì?
"Sarr e Alidou sono dei giocatori già formati che hanno delle qualità da mettere a disposizione della squadra ma prima devono essere performanti dal punto di vista fisico. Dovranno sfruttare le possibilità che avranno, ma le scelte finali sulla formazione le farò lunedì". Fonte: hellasverona.it