Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Amichevole Primavera, sabato Hellas Verona-Mantova
La squadra di Pavanel, domani alle ore 11 in via Sogare, sfiderà i virgiliani di Graziani, formazione che milita nel campionato Primavera 2.
Tutte le news
L’invito del Platys per Hellas Verona-Inter
Sabato 23 novembre alle ore 15, il Platys Center vi invita a vivere l’emozione della Serie A in un’atmosfera invernale. Sul maxi schermo del centro sarà proiettata la partita Hellas Verona-Inter, un’occasione imperdibile per tifare la vostra squadra del cuore insieme ad un aperitivo ed una community di appassionati.
Per tutti coloro che si presenteranno con il biglietto o l’abbonamento dell’Hellas Verona, il Platys offre un vantaggio esclusivo: uno sconto del 50% sulla pista di pattinaggio. Un modo perfetto per combinare sport e divertimento, godendosi una giornata all’insegna dello spirito natalizio.
L'evento si terrà presso il Platys Center, situato in Via Prima Traversa Spina 30, 37138 Verona. Per ulteriori informazioni o prenotazioni, potete contattare il numero +39 3761043584. Non mancate!
Mandorlini: “L’Inter è la squadra più forte del campionato, ma a Verona fare risultati non è mai semplice. Sogliano meriterebbe la chiamata di un top club”
“Domani purtroppo sarò all'estero, altrimenti mi sarebbe piaciuto andare a vederla. L'Inter è la squadra più forte del campionato e parte ovviamente favorita, ma fare risultato a Verona non è mai semplice. I gialloblù giocano bene e la spinta del Bentegodi si fa sentire.
Inzaghi lo paragonerei a Trapattoni per la predisposizione alla vittoria, la capacità di entrare nel cuore dei giocatori e creare un ambiente compatto al suo fianco, a partire dalla tifoseria. Giovanni ha vinto tutto e dappertutto, ma Simone sta facendo grandi cose ed è ancora molto giovane come tecnico. L’accostamento ci sta.
Belahyane? L’ho seguito con attenzione e mi piace molto. Belahyane sarebbe certamente un profilo giusto per l'Inter dietro Calha. È pronto per una big. D'altronde la miglior garanzia Sogliano: Sean difficilmente sbaglia ed è davvero bravo nello scoprire e lanciare talenti sconosciuti. È un talent scout straordinario, ma il calcio in Italia è strano. Ci sono situazioni che non capisci perché vadano in questa maniera. Indubbiamente Sogliano meriterebbe la chiamata di un top club per come ha lavorato, ma soprattutto per i tanti talenti comprati a pochi soldi e diventati poi plusvalenze straordinarie” ha dichiarato a Tuttosport l’ex allenatore dell’Hellas Verona e difensore dell’Inter, Andrea Mandorlini.
Hellas Verona, rifinitura per i gialloblù. Ore 11 conferenza Zanetti
Vigilia di campionato per la squadra scaligera. Questa mattina l’allenatore veronese incontrerà la stampa e nel primo pomeriggio, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, ultimo allenamento per Lazovic e compagni.
Hellas Verona-Inter: prenota e parcheggia con Garaging!
In occasione dell’attesissima sfida tra i gialloblù ed i nerazzurri, in programma sabato 23 Novembre ore 15 allo stadio Bentegodi, evita lo stress della ricerca di un parcheggio grazie a Garaging. Con 50 posti auto disponibili in zona stadio, prenotabili tramite l’APP Garaging, arrivare alla partita sarà semplice e veloce. Garaging offre una soluzione sicura e comoda per vivere al meglio il tuo evento sportivo. Non lasciare che il traffico rovini il tuo entusiasmo: scegli Garaging e concentrati solo sul tifo! Visita il sito garaging.it e se vuoi cominciare a guadagnare dal tuo parcheggio/spazio scrivi a info@garaging.it
Buon compleanno
Tanti auguri a… Walter Franzot. L’ex centrocampista dell’Hellas Verona compie 75 anni.
Gran Galà del Calcio AIC 2024, Ghilardi in lizza per il premio di miglior giovane della Serie B
L’esclusivo appuntamento organizzato dall’Associazione Italiana Calciatori in collaborazione con la DA – agenzia di sport marketing ed eventi di Demetrio Albertini – giunge quest’anno alla sua dodicesima edizione. La cerimonia di consegna dei premi si terrà al Superstudio Maxi di Milano lunedì 2 dicembre 2024 per una grande serata di sport, spettacolo e cucina stellata grazie al menù ideato dallo chef Davide Oldani. A condurre sarà la giornalista di Sky Sport Federica Masolin, accompagnata sul palco dal co-conduttore Fabio Caressa. Enel è title sponsor dell’evento mentre Sky e Rivista Undicisono i media partner.
Svelate in conferenza le shortlist dei premiati: tra questi nomi uscirà l’undici ideale della Serie A maschile e femminile; ruolo per ruolo, i più forti calciatori e calciatrici di un’ipotetica super squadra dell’anno, oltre al Calciatore e alla Calciatrice dell’Anno. A completare il quadro, come da tradizione e sempre con riferimento alla scorsa stagione 2023-2024, verrà assegnato il riconoscimento per l’Allenatore dell’Anno, l’Arbitro dell’Anno, la Società dell’Anno e il Miglior Giovane di Serie B.
“Questo riconoscimento – ha ricordato il Presidente AIC Umberto Calcagno – ha un valore particolare, perché da sempre lo differenzia il fatto che sono i calciatori e le calciatrici a votare i propri colleghi, compagni e compagne di spogliatoio o avversari e avversarie sul campo. È il calcio che premia il calcio, celebrato in una serata speciale che anche quest’anno metterà in primo piano la parte più bella del nostro mondo”.
“Siamo felici di supportare anche quest’anno l’AIC nell’organizzazione di un evento di grande prestigio come il Gran Galà del Calcio – le parole di Demetrio Albertini, Ceo della DA -.Insieme abbiamo lavorato per creare una vera e propria festa del calcio, capace di rappresentare tutte le anime di questo mondo: calciatori e calciatrici, allenatori, arbitri e dirigenti che si riuniscono condividendo la gioia di ricevere un premio così ambito”.
Queste le shortlist di questa edizione:
TOP 11 MASCHILE
PORTIERI: Di Gregorio, Maignan, Sommer
DIFENSORI: Bastoni, Bellanova, Bremer, Buongiorno, Calafiori, Dimarco, Dumfries, Theo Hernández
CENTROCAMPISTI: Barella, Çalhanoğlu, Dybala, Koopmeiners, Mkhitaryan, Rabiot
ATTACCANTI: Gudmundsson, Lautaro Martínez, Leão, Lookman, Thuram, Zirkzee
TOP 11 FEMMINILE
PORTIERI: Ceasar, Durand, Schroffenegger
DIFENSORI: Boattin, Cascarino, Di Guglielmo, Faerge, Lenzini, Linari, Minami, Oliviero
CENTROCAMPISTI: Boquete, Caruso, Catena, Giugliano, Greggi, Magull
ATTACCANTI: Beccari, Cambiaghi, Cantore, Giacinti, Haavi, Janogy, Viens
ALLENATORE: Gasperini, Inzaghi, Motta
ARBITRO: Di Bello, Guida, Orsato
SOCIETÀ: Atalanta, FC Internazionale, Juventus FC
GIOVANE DI SERIE B: Busio, F. Esposito, Ghilardi
Ancora aperte le votazioni di “Vota il Gol”, il sondaggio che decreterà il gol più bello della stagione 2023-24, sia al maschile che al femminile. Il riconoscimento sarà determinato dalle preferenze dei tifosi, chiamati a scegliere sul sito del Gran Galà del Calcio AIC tra una rosa di 10 gol del campionato maschile e 10 del campionato femminile, tutti selezionati dall’autorevole redazione sportiva della Rivista Undici. Con oltre 20 mila voti complessivi sin qui raccolti, i gol più votati delle due categorie sono quelli di Malinovskyi, Politano e Thuram al maschile; Cantore, Linari e Picchi al femminile. Le votazioni chiuderanno alle ore 23.59 di domenica 24 novembre 2024. Fonte: grangala.assocalciatori.it
Hellas Verona-Inter, superata quota 25.000
Mancano due giorni a Hellas Verona-Inter e abbiamo già superato quota 25.000. Fonte X Hellas Verona FC
Primavera Hellas Verona, Popovic: “Vogliamo mantenere la categoria e cercare di fare meglio del decimo posto dell’anno scorso”
Ottavo appuntamento con 'Visti da vicino' il format dell’Hellas Verona che ci accompagnerà per tutta la stagione 2024/25, in cui i protagonisti sono i giovani gialloblù della formazione Primavera allenata da mister Paolo Sammarco. Curiosità, aneddoti, vita personale e naturalmente tanto calcio sono i temi principali di queste interviste. Nell'episodio di questa settimana andremo a scoprire la vita, privata e sportiva, di uno dei pilastri difensivi della Primavera gialloblù: Andrej Popovic.
Andrej, come ti sei avvicinato al mondo del calcio? “Ho iniziato a giocare a 7 anni nella mia città di origine, Šabac. Inizialmente giocavo con i miei amici nella squadra locale, ma a 9 anni sono stato selezionato dal Partizan Belgrado e da quel momento sono sempre rimasto lì. I primi tre anni ho continuato a vivere a casa, che dista circa un’ora da Belgrado. Poi, quando sono cresciuto, sono andato a vivere in città. Sono molti anni che vivo fuori casa”.
Che esperienza è stata crescere nel Settore Giovanile del Partizan? “È stata una grande esperienza. A loro devo tutto perché è grazie al Partizan se sono il giocatore che sono adesso. Mi hanno dato la possibilità e i mezzi per migliorare ogni giorno, con tanti staff e tanti compagni diversi. Abbiamo giocato anche molti tornei importanti in giro per l’Europa. Me ne ricordo uno in particolare di due anni fa, a Firenze, in cui abbiamo vinto e sono stato eletto miglior giocatore del torneo. Sono delle grandi opportunità per mettersi in mostra”.
Tu hai giocato anche nella UEFA Youth League. Che esperienza è stata? “Il sogno di ogni bambino che gioca a calcio è quello di arrivare in Champions League e la competizione giovanile ne è un assaggio. È una bella esperienza che ti fa sognare di arrivare un giorno alla competizione più grande”.
Fai parte delle giovanili della tua Nazionale. Com’è rappresentare il proprio Paese? “È veramente qualcosa di speciale, di diverso. Aspetto sempre con tanta voglia le pause per la Nazionale, perché so che andrò a rappresentare il mio Paese. Noi serbi viviamo per la Nazionale. Ora abbiamo le partite di qualificazione per l’Europeo Under 19 di quest’estate e spero proprio di arrivarci per poter sfidare anche Vermesan e Szimionas, che sono già qualificati visto che la Romania è il Paese ospitante”.
Com’è avvenuto il tuo passaggio al Verona?“Ero a scuola ed era l’ultimo giorno del mercato invernale. Avevo appena fatto un esame, quando mi ha chiamato mio papà. Mi ha detto: ‘Ti piacerebbe andare all’Hellas?’. Io gli ho risposto di non prendermi in giro, perché anche se fosse stato vero non ci sarebbe stato il tempo per fare il trasferimento. Mi ha risposto che dovevo subito prepararmi perché dovevamo andare a Belgrado a firmare il contratto, visto che non c’era il tempo per venire a Verona. Così non ci ho pensato un momento, sono uscito da scuola e sono andato a firmare il contratto. La mattina dopo ero già qui a Verona”.
Com’è stato il passaggio dalla Serbia all’Italia? “All’inizio è stato difficile, ma mi sono adattato molto velocemente e qui sto bene, sia come qualità della vita che a livello sportivo, con la squadra. Mi piace molto il cibo serbo, ma anche qui si mangia davvero bene e non ho avuto problemi a cambiare la mia dieta. Quando vado al ristorante scelgo sempre le lasagne, sono il mio piatto preferito”.
Come è stato il tuo adattamento al campionato di Primavera 1? “Sono molto contento di aver avuto la possibilità di giocare nel Verona, un grande Club che gioca in Serie A. Il campionato italiano è una delle leghe più competitive e famose al mondo ed è molto seguito in Serbia. Il mio adattamento con la squadra è stato facile, perché ho trovato tanti compagni che mi hanno aiutato e che parlano inglese, una squadra molto internazionale. Da subito mi sono trovato bene, anche con i miei compagni in difesa. Ho iniziato a giocare praticamente appena sono arrivato e abbiamo tenuto la porta inviolata per due partite consecutive, facendo delle belle prestazioni”.
Quali ritieni che siano i tuoi punti di forza e, invece, in cosa devi migliorare? “Penso di essere bravo con la palla tra i piedi, nei passaggi e nei lanci. Nella fase difensiva si può sempre migliorare e lavoro ogni giorno per farlo, rimanendo anche oltre l’orario di allenamento per perfezionare il lavoro a livello difensivo”.
Il campionato ha ormai superato la sua fase iniziale. Che impressioni hai avuto di queste prime partite? “Le prime gare le abbiamo affrontate molto bene; poi è arrivato un momento più negativo, ma ora stiamo aumentando il nostro livello. Penso che in tutte le partite abbiamo giocato bene, creandoci le opportunità per vincere, ma in alcune non siamo riusciti a concretizzarle. Siamo una buona squadra, dobbiamo lavorare ancora tanto e possiamo fare risultato contro tutti”.
L’obiettivo della squadra è raggiungere la salvezza. E invece qual è il tuo per quest’anno? “Come squadra vogliamo mantenere la categoria e magari cercare di fare meglio del decimo posto dell’anno scorso, ma prima dobbiamo salvarci. Personalmente, voglio migliorare sotto ogni aspetto perché solo così posso sperare di essere convocato in Prima squadra. Per riuscirci, devo dare tutto”.
Hai segnato il tuo primo gol nella gara di Coppa Italia contro il Vicenza. Che emozione è stata? “È stato particolare, perché partivo dalla panchina e ho segnato dopo pochi minuti dal mio ingresso in campo. Possiamo dire che ho avuto un impatto positivo su quella gara, che alla fine abbiamo vinto 4-2. È stato bello segnare il mio primo gol con la maglia del Verona e spero che non sarà l’ultimo”.
Quello contro il Vicenza era un derby e tu, avendo giocato molto tempo al Partizan Belgrado, sei abituato alle stracittadine. Cosa puoi dirci della tua esperienza in queste sfide così sentite? “Il derby contro il Vicenza mi è piaciuto molto, era il primo che giocavo. A Belgrado ho giocato tante volte questo genere di partite contro la Stella Rossa e non ho mai perso. Sono un ragazzo a cui piace giocare i match importanti, sono sfide in cui non c’è bisogno di motivazione extra perché è già tutto dentro nella partita”.
Che rapporto hai con il mister e il suo staff? Su cosa ti chiedono di lavorare maggiormente? “Con lo staff e il mister c’è un rapporto molto buono. Il mister parla sempre con noi, soprattutto con i difensori, perché dobbiamo sempre migliorare. Dopo le partite ci fermiamo sempre per capire cosa abbiamo fatto bene o cosa invece non ha funzionato”.
C’è qualche giocatore del Verona che hai come modello? “Sicuramente Lazovic. Lui è serbo come me, è il capitano ed è qui da tanti anni. È un esempio per tutti noi giovani giocatori, per come gioca e per come si allena, dando sempre il massimo. Quando parliamo mi dice di continuare sempre a lavorare e soprattutto di sfruttare ogni occasione che ho e di non mollare mai. Per la mia posizione in campo guardo molto Ghilardi, in cui mi rivedo perché è un difensore molto tecnico e bravo con i piedi, e penso che migliorerà ancora di più”.
Quanto è stata importante la tua famiglia nel tuo percorso di crescita? “La mia famiglia è stata importantissima. Mia madre, Dragana, mi ha aiutato tanto da piccolo: era lei che mi accompagnava agli allenamenti a Belgrado quando ancora non vivevo lì perché mio padre, Milomir, non poteva a causa del lavoro. Ho anche un fratello più piccolo di 12 anni, Marko, a cui piace tantissimo il calcio; sarebbe bello se un giorno venisse anche lui a giocare qui al Verona. Voglio ricordare anche mio nonno, Slobodan, che purtroppo oggi non c’è più, ma è grazie a lui se ho iniziato a giocare a calcio. Quando avevo le partite, veniva sempre a vedermi e non mi ha mai fatto mancare il suo supporto”.
Oltre il calcio, che altre passioni hai? “Seguo tantissimo il basket e mi piace anche giocare quando posso, con i miei amici. Non guardo molto l’NBA, seguo di più l’Eurolega; sono un grande tifoso del Partizan. In Serbia il basket è molto seguito e giocato, ma direi che comunque il calcio rimane il primo sport, anche se i risultati, nel basket, sono migliori”.
Che tipo di musica ascolti? “Ascolto molta musica serba, di generi diversi, ma sempre del mio paese. Mi piace ascoltarla prima delle partite perché mi aiuta a calmarmi e a concentrarmi. Ho provato a farla sentire anche ai miei compagni, ma non gli piace molto, visto che non capiscono le parole. Per ora sono i ragazzi italiani a mettere la musica nello spogliatoio. Sono sincero, non mi piace tanto”.
Chi pensi sia il più tecnico nella squadra?“Non credo ci sia nessuno che spicchi maggiormente per qualità rispetto ad altri. Siamo un gruppo molto unito con poche individualità e tanto collettivo e questa deve essere la nostra forza”.
Ci sono persone che ti senti di ringraziare?“Ci tengo a ringraziare tutti gli staff che mi hanno seguito nel mio percorso al Partizan, e soprattutto lo staff del Verona che mi ha accolto lo scorso anno. Devo aggiungere anche il mio agente Ivica Pavlović e il suo team, che hanno creduto in me dal primo momento che ci siamo conosciuti”. Fonte: hellasverona.it
Verona col Cuore. Analisi bilancio Hellas Verona FC al 30 giugno 2024. Utile di 3.9 milioni di euro
Dopo il profondo rosso, l’Hellas torna all’utile: Adelante, Maurizio, con juicio, si puedes!
Torna il segno positivo sull’ultima riga del bilancio del nostro Hellas. Al 30 giugno 2024 (anno 12° dell’Era Setti) finalmente un utile di 3,9 milioni di euro come avevamo anticipato nei giorni scorsi. Un segno più che fa seguito al terribile bilancio del 2023, riapprovato nei primi mesi del 2024, che chiudeva con un profondo rosso di 19,9 milioni di Euro, appesantito anche dalla grana Gilardino (pesante eredità ancora dell’era Pastorello).
Ma torniamo al recente passato. La stagione 2023-2024 ha visto sul campo una salvezza sicuramente più tranquilla rispetto al precedente campionato, ma anche la consueta rivoluzione a gennaio per esigenze di bilancio, oltre che per esigenze tecniche. Fortuna vuole che con San Sean in regia, si sia riusciti a chiudere ottimamente alcune operazioni di mercato oltre a rafforzare la rosa. Ovviamente, la speranza di tutti è che il nostro Sean rimanga in stato di grazia per lunghi anni a venire.
Il patrimonio netto al 30 giugno 2024 resta comunque negativo per Euro 2,2 milioni, ma nella Relazione sulla Gestione si specifica che “durante la campagna trasferimenti di luglio e agosto 2024 la Società è intervenuta sul mercato con mirate acquisizioni e dismissioni di calciatori con l’obiettivo di rendere la rosa maggiormente compatta per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. (…) Si evidenzia che, successivamente alla chiusura dell’esercizio, le operazioni di mercato (…) hanno prodotto plusvalenze per Euro 9,5 milioni”. Da un punto di vista finanziario, si conferma che l’azionista (Star Ball SpA) ha ribadito “irrevocabilmente il proprio impegno a fornire all’Hellas Verona FC S.p.A. un adeguato sostegno finanziario secondo le richieste della società, garantendo così la continuità aziendale, prendendo a riferimento un periodo futuro di 12 mesi”… come sempre… speremo ben!
L’esercizio 2023-2024 vede ricavi complessivi pari a Euro 115 milioni (Euro 98 milioni l’anno precedente). La voce più rilevante è rappresentata dalle plusvalenze per Euro 45.4 milioni, a cui si aggiungono altri proventi dalla gestione di calciatori per Euro 5,9 milioni. Analizziamo le principali plusvalenze (differenza tra valore di vendita e valore netto contabile):
- Ngonge, plusvalenza di Euro 19,3 milioni
- Noslin, plusvalenza di Euro 5,7 milioni, a cui si aggiungono altri proventi per Euro 3,2 milioni
- Hien, plusvalenza di Euro 5,2 milioni
- Terraciano, plusvalenza di Euro 4,5 milioni
- Doig, plusvalenza di Euro 4,3 milioni
- Amione, plusvalenza di Euro 2,4 milioni, ecc.
Come vedete, in alcuni casi.. San Sean ha fatto miracoli.
A queste plusvalenze bisogna togliere Euro 11,5 milioni per contributi di solidarietà, premi su mandati di trasferimenti e indennizzi passivi a favore di altre società.
Continuando l’analisi dei ricavi, vediamo aumentati i diritti televisivi (Euro 38,4 milioni, +4,2 rispetto al precedente esercizio) e i proventi da sponsorizzazioni (Euro 11,3 milioni, +2,2 milioni). Aumentati anche i ricavi da gare, complessivamente pari a Euro 5,3 milioni, e quelli di merchandising, pari a Euro 1,7 milioni.
Sul fronte dei costi, segnaliamo la riduzione del costo del personale, che è passato da Euro 54 milioni a Euro 43,6 milioni, con una significativa riduzione della quota variabile ai tesserati (- Euro 9,3 milioni).
Segnaliamo inoltre una svalutazione del costo residuo di calciatori per Euro 2.9 milioni, di cui Euro 2,9 milioni, di cui Euro 1.8 milioni riferiti a Cetin (Sean può molto ma non tutto!), minusvalenze per Euro 0.9 milioni (prevalentemente Stepinski), costi per prestiti per Euro 1.1 milioni.
Rilevanti anche gli oneri finanziari, che ammontano complessivamente a Euro 5,1 milioni.
Sul fronte patrimoniale, soffermiamoci su alcuni dati. Il valore contabile della rosa al 30.06.2024 è pari a Euro 31,5 milioni, tra cui Serdar per Euro 5,6 milioni, Lasagna per Euro 3,7 milioni, Tchatchoua per Euro 3,2 milioni, Henry per Euro 2,7 milioni, Cabal per Euro 2,2 milioni, Duda per Euro 1,9 milioni. A titolo informativo, Belahyane ha un valore netto contabile di poco più di Euro 0,6 milioni.
Tra i crediti verso società di calcio (Euro 74 milioni) si evidenziano crediti per le cessioni di Ngonge (Euro 13 milioni), Ilic (Euro 10,5 milioni), Noslin (Euro 10 milioni), Simeone (Euro 8 milioni), Cancellieri (Euro 5,7 milioni), Hien (Euro 5,4 milioni), Caprari (Euro 5,3 milioni).
I debiti finanziari ammontano complessivamente a quasi 90 milioni, un dato che sicuramente preoccupa. A tale situazione si devono aggiungere debiti per imposte per Euro 15 milioni (in parte rateizzate) e verso il personale per Euro 5,7 milioni. I debiti verso altre società di calcio per la campagna trasferimenti ammontano complessivamente a Euro 23,5 milioni.
Ma struca struca… come sta il Verona?
In sintesi, l'Hellas Verona è riuscito a riportare il bilancio in zona utile dopo un anno difficile, ma la stabilità finanziaria è ancora una sfida. Nonostante i segni di miglioramento e il contributo fondamentale di operazioni di mercato ben orchestrate, il patrimonio netto rimane in rosso e il debito complessivo è significativo. L’elevato livello di debiti e impegni finanziari invita alla prudenza.
Insomma, avanti con cautela e sempre sperando in qualche altro “miracolo” di mercato firmato San Sean! Fonte: Verona col Cuore
Hellas Verona come Fiorentina, Lazio e Milan
Solo quattro squadre sono riuscite a mandare in rete ben 11 giocatori dopo dodici giornate: Hellas Verona, Fiorentina, Lazio e Milan.
CLASSIFICA MARCATORI HELLAS VERONA 2024/25 dopo dodici giornate
4 Casper Tengstedt
3 Daniel Mosquera
1 Dailon Rocha Livramento
1 Jackson Tchatchoua
1 Grigoris Kastanos
1 Darko Lazovic
1 Mathis Lambourde
1 Amin Sarr
1 Giangiacomo Magnani
1 Abdou Harroui
1 Suat Serdar
1 autorete (Joronen, Venezia).