Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Amichevole Primavera, sabato Hellas Verona-Mantova
La squadra di Pavanel, domani alle ore 11 in via Sogare, sfiderà i virgiliani di Graziani, formazione che milita nel campionato Primavera 2.
Tutte le news
Hellas Verona-Inter, la probabile formazione dei gialloblù
(4-2-3–1) Montipò, Tchatchoua, Magnani, Dawidowicz, Bradaric; Belahyane, Serdar; Suslov, Harroui, Lazovic; Tengstedt.
Martelli per Hellas Live
Con grande gioia e soddisfazione, vogliamo finalmente dare un volto a @martelli e spiegarvi come tutto è nato, rendendovi partecipi degli importanti sviluppi riguardanti la nostra attività.
Siamo @Lorenzo e @Tommaso, due ragazzi che si conoscono da ben 25 anni e che hanno condiviso fraternamente moltissime esperienze. Una di queste è stata quella di realizzare delle opere artistiche, con lo scopo di regalare emozioni a chi riceve il nostro prodotto che ha la possibilità di immortalare un ricordo per lui significativo.
Le opere in foto sono state commissionate da @hellaslive, la prima applicazione al mondo dedicata solo alla squadra gialloblù. Siamo convinti che sarà una lunga e stimolante collaborazione con la testata giornalistica veronese. Ringraziamo l’editore e direttore responsabile @albertofabbri per la fiducia e l’apprezzamento che da subito ha posto nei nostri confronti per il lavoro che stiamo svolgendo.
I quadri e gli oggetti al suo interno sono stati realizzati e personalizzati tramite stampanti 3D da @Nicola di @sosynergy che utilizza materiali biodegradabili al 100%. Grazie anche a quest'ultima collaborazione, possiamo offrire al cliente un lavoro su misura a partire dalla scelta della bottiglia, il colore, la misura della cornice, il colore del pannello e l'inserimento di contenuti personalizzati.
Ci potete contattare nei DM della nostra pagina Instagram oppure all'indirizzo martelliart2024@gmail.com
Hellas Verona-Inter, prevendita chiusa a quota 26.500. Settore Ospiti: 3243
Per la sfida in programma domani alle ore 15 allo stadio Bentegodi, prevendita chiusa a quota 26.500. Settori esauriti: tutti i livelli di Curva Sud, Parterre, Poltrone Est e Tribuna Superiore Ovest. Settore ospiti chiuso a 3243. Fonte X Hellas Verona FC
Hellas Verona-Inter, i gialloblù convocati di Zanetti
Mister Paolo Zanetti ha convocato 28 calciatori per Hellas Verona-Inter, match valido per la 13ª giornata della Serie A Enilive 2024/25, in programma domani, sabato 23 novembre alle ore 15, allo stadio 'Bentegodi' di Verona.
#VERONAINTER - I CONVOCATI
1 Montipò
4 Daniliuc
5 Faraoni
6 Belahyane
7 Lambourde
8 Lazovic
9 Sarr
11 Tengstedt
12 Bradaric
14 Livramento
15 Okou
17 Sishuba
18 Harroui
20 Kastanos
21 Dani Silva
22 Berardi
23 Magnani
25 Serdar
27 Dawidowicz
29 Alidou
31 Suslov
34 Perilli
35 Mosquera
38 Tchatchoua
42 Coppola
80 Cisse
82 Corradi
87 Ghilardi. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona Foundation, all’asta le maglie gialloblù a sostegno di tutte le donne
Verona Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e, per quest'occasione, l'Hellas Verona FC ha deciso di scendere in campo per richiamare l'attenzione su questa importante tematica.
In occasione della sfida di Serie A Hellas Verona-Inter, di sabato 23 novembre, e di Serie B Femminile Hellas Verona Women-Brescia, di domenica 24 novembre, entrambe le squadre scenderanno in campo con la maglia Home.
Le maglie delle giocatrici e dei giocatori gialloblù saranno messe all'asta sul sito di Matchwornshirt, e HV Foundation si impegnerà a devolvere l'intero ricavato in favore del Centro Antiviolenza PETRA e dell'Associazione A.C.I.S.J.F. Protezione della Giovane. Oltre alle maglie dei gialloblù, sono state messe all'asta anche 2 maglie ufficiali Away firmate da tutta la rosa della Prima Squadra maschile.
L'asta delle maglie della Prima Squadra Femminile partirà al fischio di inizio di Hellas Verona Women-Brescia, in programma domenica alle 14.30, mentre l'asta delle magliedella Prima Squadra maschile partirà al fischio d'inizio di Verona-Inter, che si giocherà domani alle 15. Entrambe le aste termineranno il giorno 1 dicembre alle 16. Fonte: hellasverona.it
Numeri e curiosità di Hellas Verona-Inter
Il match di domani pomeriggio sarà la 67ª sfida in Serie A tra Hellas Verona ed Inter nella loro storia. L’ultimo successo al Bentegodi dei gialloblù sull’Inter, in Serie A, risale al 9 febbraio 1992 (1-0, grazie ad un gol di Ezio Rossi al 23').
L'ultimo match giocato tra le due formazioni al Bentegodi è terminato 2-2: al 10' Arnautovic ha firmato l'iniziale vantaggio nerazzurro, a cui ha risposto, sei minuti più tardi, Noslin. A portare avanti nel parziale i gialloblù è stato Suslov, al 37', ma la doppietta dell'attaccante austriaco al 45+1' ha concluso la gara in parità.
Nell'anno dello scudetto, nella stagione 1984/85, dopo il pareggio per 0-0 a San Siro, il 17 febbraio 1985 andò in scena il ritorno in riva all'Adige: al gol di Altobelli al 39' per i nerazzurri, rispose per gli uomini di mister Bagnoli il difensore Briegel al 48', firmando l'1-1 finale.
Solo il Bologna (27% – 4/15) ha realizzato in percentuale più gol da fuori area rispetto all’Hellas Verona (24% – 4/17) in questa Serie A.
L’Hellas Verona è la squadra che ha effettuato più pressioni ad alta intensità in questa Serie A (3276).
Casper Tengstedt ha segnato 4 gol in questo campionato con appena 5 tiri nello specchio.
Reda Belahyane è uno degli unici due centrocampisti a vantare almeno 20 dribbling riusciti in questa Serie A: 21 per il classe 2004 gialloblù, meno solo dei 24 di Nico Paz.
Giangiacomo Magnani è il difensore che ha giocato più minuti in questo campionato senza subire alcun dribbling (661).
Zanetti: “L’unica cosa che conta è che il prossimo anno il Verona sia ancora in Serie A”
Mister, che Verona ritroviamo dopo la pausa? “Dobbiamo ritrovare sicuramente il miglior Verona. La squadra si è riunita al completo ieri, sappiamo che le soste ci tolgono delle forze importanti. Questa volta, purtroppo, ci mancherà Duda. Ora vedremo con l’ultimo allenamento e manderemo in campo chi sta meglio. Oltre a questo, però, siamo in casa nostra: vogliamo e dobbiamo fare una grande partita”.
L’anno scorso a San Siro c’è stato un grosso errore dell’arbitro. Come valuta la designazione di Colombo, direttore di gara giovane in una gara difficile? “Non ero il mister dell’Hellas, ma mi ricordo bene quell’episodio pesante. Ora fa parte del passato e non mi va di rimarcarlo. Per quanto riguarda la nostra posizione, non ci deve interessare l’età, la provenienza o l’esperienza dell’arbitro. Noi dobbiamo dare il massimo e sono sicuro che anche il direttore di gara farà lo stesso in una partita importante per entrambi. Non dobbiamo assolutamente fare retropensieri o altri discorsi: conta il campo e questo vale per tutti. Poi la partita ci dirà quello che succederà”.
A livello fisico, chi c’è e chi non c’è? Torna Dawidowicz tra i convocati? “Dawidowicz si candida per un posto, sarà della partita. Coppola ha avuto una distorsione alla caviglia e ieri non si è allenato; vedremo come starà oggi. Duda l’abbiamo perso per 3 settimane o un mese, ha subito una lesione di primo grado. Gli altri hanno giocato tanto: dobbiamo vedere come sta Suslov, che ha giocato due partite, e come stanno Tchatchoua e Livramento, che hanno viaggiato tanto oltre ad aver giocato. Sono giocatori che in pochi giorni fanno parecchi chilometri tra viaggi e spostamenti. Faccio fatica a dirti chi stia meglio, lo vedrò oggi pomeriggio. Chi è rimasto qui, però, ha lavorato tanto e bene. Sono tutte valutazioni che farò per mettere in campo chi starà meglio fisicamente”.
Contro una squadra forte come l’Inter si può pensare a una difesa con tre centrali? Mentre in attacco la soluzione migliore potrà essere Tengstedt? “Se ragioniamo sull’Inter e sui suoi punti di forza, diventa difficile, perché sono completi in ogni zona del campo e rischia di diventare una partita troppo attendista. Io vorrei giocarmi la gara, anche contro una delle quattro squadre più forti d’Europa, com’è l’Inter. Noi siamo in casa nostra, al Bentegodi, dove abbiamo già fatto cose straordinarie. Anche per questo motivo possiamo tirare fuori qualcosa in più per cercare di colmare un divario evidente. Faremo delle considerazioni tattiche per cercare di fare una partita non da spettatori, ma mettendoli in difficoltà”.
La partita si affronterà con la voglia di osare prima ancora di quella di aspettare?“Bisognerà avere il giusto equilibrio, non scoprire il fianco a loro osando troppo, ma neanche pensare solo a difenderci. Dovremo avere tanta gamba e tanta corsa per fare entrambe le fasi. Dobbiamo essere aggressivi, mantenendo le giuste distanze, perché altrimenti loro ti puniscono. Cercheremo di fare una partita equilibrata. Abbiamo lavorato su alcuni concetti con chi è rimasto, soprattutto con i difensori centrali come Dawidowicz, Magnani e Daniliuc. Stiamo cercando di migliorare questa fase che va fatta di squadra, ma su alcuni dettagli bisogna alzare l’asticella. Quello che noi possiamo fare è lavorare, faticare sul campo per vedere i frutti poi in partita”.
Chi giocherà al posto dell’infortunato Duda?“Belahyane non ha giocato in Nazionale, quindi sicuramente sarà della partita. Non ho mai nascosto la mia stima verso questo giovane talento straordinario che ha ancora tanto margine e domani avrà la possibilità di confrontarsi con giocatori di altissimo livello. Mentre Serdar è un punto fermo per noi e abbiamo anche Dani Silva, che ha sempre fatto bene quando è stato chiamato in causa”.
Possiamo dire di essere usciti dalla crisi dopo le partite con Roma e Fiorentina?“Ogni partita è a sé. Avevamo fatto meglio nel primo tempo a Firenze pur prendendo gol dopo due minuti. Nella seconda parte della gara siamo calati anche mentalmente. Ora il nostro grande obiettivo è cercare la continuità di prestazioni, che è stata una nostra difficoltà in questa prima parte. È un obiettivo mio, perché alla fine avrà la meglio chi riuscirà ad avere più continuità. Per farlo bisogna creare un nucleo forte dentro la squadra, perché abbiamo dimostrato chi possiamo essere, oltre i risultati, con le prestazioni. La vittoria forse ci ha tolto un po’ di paura di essere all’ultima spiaggia. Noi con l’acqua alla gola rispondiamo sempre, ma non deve essere così. Dobbiamo dare sempre il 110%, non il 95%, altrimenti emergono i nostri limiti. Dobbiamo trovare in questo la continuità; questo è il lavoro quotidiano che ci aspetta. Nel lungo periodo questo farà la differenza. La squadra deve avere una grande mentalità e ancora stiamo ricercando quella che serve per arrivare in fondo, all’obiettivo”.
Come si affronta il problema dei 27 gol subiti? “Non è la prima volta che mi succede in carriera. A Empoli, l’anno dei 43 punti, non subivamo mai e avevamo il problema dell’attacco. I momenti nelle stagioni sono così. Io odio colpevolizzare i singoli: i gol vengono presi di squadra, l’unico a essere colpevolizzato deve essere l’allenatore. Si superano questi problemi con il lavoro di squadra, cambiando qualcosa, e anche per questo a volte effettuo dei cambi. A volte giocatori di grande livello, che stanno benissimo in Serie A, fanno 90 minuti buoni ma sbagliano una cosa, un singolo errore che può determinare la gara. Questi sono tutti dettagli che dobbiamo analizzare per capire anche la responsabilità che abbiamo indossando questa maglia. L’atteggiamento per noi è tutto, perché si può sbagliare, ma dimostrando di dare il 110%, non l’80%, altrimenti lì c’è un problema. Più singoli hanno fatto errori e questo dimostra che solo con il lavoro di squadra si migliora e si limitano queste situazioni”.
Quanto sarà importante l’approccio alla gara? “Sarà determinante, come la tenuta e il finale di gara. Con l’Inter è la partita in cui bisogna essere perfetti per portare a casa punti. Quando avremo la possibilità bisognerà sfruttarla e, soprattutto, crearsela con l’atteggiamento giusto e con equilibrio. Con la Fiorentina non mi è piaciuto il fatto che nel secondo tempo non siamo stati propositivi: abbiamo tirato poco in porta. Quindi dobbiamo creare anche le occasioni, perché quello è un nostro punto fermo. Con l’Inter va fatto questo: una fase difensiva perfetta, ma anche una fase offensiva convinta di poter segnare”.
Sarà importante capire anche cosa succederà a gennaio con il mercato, potrebbe esserci l’ennesima rivoluzione…“Quando sono venuto qui al Verona il Presidente e il Direttore sono stati molto chiari con me spiegandomi tutte le necessità della società. Io so cosa potrebbe accadere, ma questa è una sfida che ho accettato con grande coraggio e se ci saranno delle difficoltà diverse io sarò sempre qui a combattere in questa sfida che ha un fascino incredibile. Quindi se Reda o altri andranno via, ne arriveranno altri, io allenerò sempre al massimo delle possibilità, perché l’unica cosa che conta è che il prossimo anno il Verona sia ancora in Serie A e questo è ciò che penso ogni mattina e che ripeto ogni giorno ai giocatori. Non mi interessa l’individualità, queste deve essere messa al servizio della squadra e della gente. Non mi sentirete mai lamentarmi su quello che potrà succedere in futuro”. Fonte: hellasverona.it
#UnRossoAllaViolenza
Tutte le squadre dell'Hellas Verona scendono in campo insieme a @SerieA e @WeWorldOnlus in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
Siamo tutti chiamati ad agire e a dare ogni giorno #UnRossoAllaViolenza. Fonte X Hellas Verona FC
Primavera Hellas Verona, domenica sfida in casa della Cremonese
Dopo la sosta per le Nazionali torna il campionato Primavera 1 per la 12a giornata e i gialloblù sono pronti ad affrontare una nuova importante sfida.
I ragazzi di mister Paolo Sammarco scendono in campo domenica 24 novembre alle ore 15 per la sfida in esterna contro la Cremonese del tecnico Elia Pavesi che si disputa al Campo Sportivo ‘Amadio Soldi’ di Cremona. Il Verona è reduce dalla bella vittoria casalinga contro il Monza giocata prima della sosta e terminata con il risultato di 4-0. Oltre al largo punteggio è da sottolineare l’ottima prova generale di tutta la squadra che grazie a questo risultato si porta al 13° posto a quota 12 punti, al pari proprio del prossimo avversario in campionato, la Cremonese. È tornato al gol l’attaccante Ioan Vermesan, autore della rete che ha aperto le marcature. Gli altri goleador di giornata sono stati Junior Ajayi, Richi Agbonifo (che si porta così a 5 reti in campionato) e Karlson Nwanege, al suo primo centro in stagione. La Cremonese è una formazione neo promossa che ha approcciato bene il campionato. Fino ad ora sono 3 le vittorie ottenute dalla formazione grigiorossa, contro Atalanta, Sampdoria e Milan. È una squadra giovane ma che ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà chiunque, come ad esempio il Bologna (4-4 il risultato finale) e la Roma (sconfitta di misura per 3-4). I numeri evidenziano che a livello difensivo è una formazione che può essere colpita (è infatti la seconda peggior difesa del campionato con 28 gol subiti), ma vanta uno degli attacchi più prolifici e non a caso il miglio marcatore del campionato gioca proprio nella Cremonese, ovvero Giacomo Gabbiani, autore di ben 14 reti realizzate. Queste le parole di mister Paolo Sammarco alla vigilia della partita: “Domenica andiamo a giocare contro una squadra difficile da affrontare, in un campo dove anche altre squadre hanno fatto molta fatica. É una squadra che segna tanto ma che subisce anche diversi gol, quindi dobbiamo stare attenti soprattutto in fase difensiva. Hanno il capocannoniere del campionato, Gabbiani, che è un ottimo giocatore e questo fa si che il reparto offensivo sia la loro arma in più. Mi aspetto di dare continuità a livello di prestazione dopo la bella partita contro il Monza anche se in mezzo c'è stata la pausa. Da giovedì sono rientrati tutti i ragazzi impegnati con le Nazionali e siamo riusciti a fare subito un ottimo lavoro con la squadra al completo. Abbiamo ancora qualche giorno per preparare nel migliore di modi la partita per farci poi trovare pronti sperando di portare a casa dei punti da questa trasferta”. Fonte: hellasverona.it
Zanetti: “Vogliamo e dobbiamo fare una grande partita contro l’Inter. Duda out un mese. Coppola e Suslov in dubbio, Dawidowicz recuperato”
“Domani dobbiamo ritrovare il miglior Verona. La squadra si è riunita ieri e questa sosta, la terza, ci ha tolto un giocatore importante come Duda. Oggi sarà l’allenamento più importante per capire come stanno i ragazzi ed in campo domani scenderà chi starà meglio. Vogliamo e dobbiamo fare una grande partita contro l’Inter.
L’episodio dell’anno scorso a Milano contro i nerazzurri, anche se non ero io l’allenatore, lo ricordo molto bene ma fa parte del passato. La designazione arbitrale non ci deve interessare, noi dobbiamo cercare di fare il massimo. Sarà sicuramente una partita importante sia per noi che l’Inter.
Dawidowicz è recuperato, sarà della partita e si candida per un posto. Coppola invece ha subito una distorsione alla caviglia, ieri non si è allenato e resta quindi in dubbio. Duda? Non sarà a disposizione per tre settimane, un mese.
Suslov invece ha giocato due partite e ieri non si è allenato. Lo devo valutare. Tchatchoua sta bene anche se ha viaggiato tanto, come Livramento. Il camerunese però ha un altro motore.
Chi è rimasto a Verona, ha lavorato tanto e bene. In campo contro l’Inter scenderà chi sta meglio fisicamente.
Se si ragiona solo su di loro, i nerazzurri hanno punti forti in tutte le zone del campo e si rischia di fare una partita troppo attendista. Io invece voglio fare la mia partita. Noi siamo in casa nostra ed al Bentegodi abbiamo fatto cose straordinarie. Cercheremo con tutte le nostre forze di colmare il gap che evidentemente c’è. Non vogliamo essere spettatori della gara, ma mettere in difficoltà una grande squadra come l’Inter. Occorrerà il giusto equilibrio, ma non dovremo solo pensare a difenderci. Bisognerà correre tanto ed essere aggressivi. Una squadra come l’Inter ti punisce al primo errore.
Belahyane è stato in Nazionale, ma non ha giocato e domani sarà sicuramente della partita. Questo ragazzino è straordinario e ha ancora grande margine di miglioramento. Reda arriverà in una grande squadra e spero che domani lo dimostri in campo. Serdar invece è una conferma per noi, mentre Dani Silva è un altro giocatore su cui contare.
Questa squadra ha saputo fare cose straordinarie ed altre non buone. Contro la Roma abbiamo dimostrato a tutti chi possiamo essere. Al di là del risultato, conta sempre la prestazione. E noi dobbiamo cercare maggiore continuità.
All’ultima spiaggia abbiamo sempre risposto e la continuità di prestazione alla lunga ti fa fare il campionato. Mi interessa che la squadra abbia una grande mentalità e noi siamo alla ricerca della mentalità che occorre per arrivare in fondo.
Abbiamo tutti una grande responsabilità nell’indossare questa maglia.
Quanto sarà importante l’approccio alla partita? È determinante, come la tenuta ed il finale di gara. Contro l’Inter bisogna essere perfetti e quando hai la possibilità, devi saper fare male.
Quando ho parlato per venire a Verona col presidente ed il direttore sportivo, mi hanno spiegato bene in che società sono e di cosa c’è bisogno. So cosa potrebbe accadere a breve (mercato, ndr) una sfida che accetto con grande coraggio. Ma io sarò sempre qui, a combattere. Una sfida che ha un fascino incredibile e sono onorato di essere qui. Chi andrà via, verrà sostituito con altri giocatori i quali saranno allenati al massimo. L’unica cosa che conta è che l’anno prossimo, l’Hellas Verona deve essere ancora in Serie A. Vedremo poi quello che accadrà in sede di mercato, la cosa certa è che non mi sentirete mai lamentarmi.
L’esonero di Gilardino? Ognuno ha le sue vicissitudini interne. Non possiamo sapere i suoi rapporti con società e giocatori. Non mi sento di commentare, ma posso solo dire che il nostro mestiere è legato ai risultati. Fa parte del gioco. Alberto lo conosco, è un ragazzo eccezionale ed un bravo allenatore. La progettualità però in questo mondo, non c’è.
Le scelte in attacco? Le farò in base a tanti fattori. Devo capire chi può reggere un urto importante contro una squadra forte come l’Inter. Oggi, ripeto, è l’allenamento più importante dove prepareremo l’assetto tattico e quello mentale” ha dichiarato l’allenatore Paolo Zanetti alla vigilia di Hellas Verona-Inter.