Primavera Hellas Verona, domani all’Olivieri arriva il Monza
gialloblù, reduci dalla vittoriosa trasferta di Firenze, ospitano il Monza nella 3ª giornata del campionato Primavera 1 2026/27. Nella stessa settimana in cui è arrivato il primo successo, maturato in casa dei Campioni d'Italia della Fiorentina per 0 a 1, i ragazzi di Mister Pavanel vogliono dare seguito all'ottima prestazione del Viola Park.
Nell'ultimo incontro il Verona ha saputo sfruttare al meglio le occasioni avute nel primo quarto d'ora del secondo tempo, quando dall'insidioso calcio d'angolo battuto da Peci è arrivata la deviazione decisiva di Atzeni verso la propria porta. I gialloblù, già pericolosi con il palo colpito da De Rossi al 47', hanno resistito colpo su colpo all'avanzata dei toscani nel finale, dimostrando compattezza e grande spirito di squadra. Nella prossima partita l'Hellas non potrà fare affidamento su Cavazza, espulso nel finale della gara contro i viola e squalificato per una giornata, così come non potrà assistere i suoi ragazzi dalla panchina mister Pavanel, allontanato dal campo nei minuti finali del match. Al suo posto ci sarà quindi il vice Manuel Spinale. Oltre agli acquisti Musat e Kone, già presenti nell'ultima partita, si è riaggregato al gruppo anche Tommaso Casagrande, reduce dall'esperienza ai Giochi del Mediterraneo.
Allo stadio 'Olivieri' arriva domani, domenica 6 settembre (ore 15), il Monza, reduce dalla sconfitta interna contro il Genoa. Per i biancorossi non sono ancora arrivati punti nelle prime due uscite della stagione, complice anche la sconfitta all'esordio in casa della Roma.
La formazione brianzola, allenata da Mister Luciano Vulcano, ha concluso l'ultima stagione di Primavera 1 al 14° posto con 47 punti conquistati, uno solo in meno del Verona. I risultati ottenuti fino a questo momento non devono però ingannare i gialloblù: il Monza ha già affrontato due squadre di alto livello, entrambe a punteggio pieno, e non ha demeritato sia con la Roma sia con il Genoa.
Il commento di Mister Pavanel alla vigilia: "La gara di domenica ci deve servire anche per dare un senso alla prestazione di Firenze. Dobbiamo confermare quello che di buono abbiamo fatto e migliorare in situazioni specifiche in cui siamo mancati. Bisogna testare se a livello mentale siamo reattivi per poter indirizzare positivamente il nostro campionato. Le difficoltà e le insidie sono dietro l'angolo e noi dobbiamo essere umili e capire che non deve esserci differenza nell'incontrare la Fiorentina o qualsiasi altra squadra. Il Monza non è un avversario di facile lettura ma sicuramente è una squadra di grande dinamicità. Sanno difendersi molto bene e ripartire, aspetti che possono risultare letali quando ospiti tra le mura amiche una squadra del genere. Sono curioso di vedere se saremo in grado di fare un salto di qualità e affrontare il Monza nella maniera giusta. Stiamo recuperando dei giocatori che potranno essere armi in più per potercela giocare". Fonte: hellasverona.it
Serie B Femminile 2026/27. Hellas Verona, domani l’esordio in campionato contro il Lumezzane
Le gialloblù sono pronte a scendere in campo per la prima giornata di campionato. Dopo la sconfitta al debutto stagionale contro il Moncalieri in Coppa Italia Women, le ragazze di mister De Martino si preparano all'esordio in Serie B Femminile. Il primo avversario sarà il Lumezzane allenato da Nicoletta Mazza, con la partita in programma allo stadio ‘Tullio Saleri’ di Lumezzane domenica 6 settembre alle ore 15. Il match sarà visibile in diretta streaming su VivoAzzurro TV.
Il format del campionato è il medesimo della scorsa stagione: un girone all'italiana con 14 squadre che si affronteranno in partite di andata e ritorno, per un totale di 26 giornate. Al termine del campionato, la prima classificata viene promossa in Serie A, mentre le ultime due retrocedono in Serie C. Quest'anno ci saranno Moncalieri e Catania, promosse dalla scorsa stagione. Non ci sarà il Como 1907, squadra vincitrice dello scorso campionato e promossa nella massima serie, da cui invece è retrocesso il Genoa. Nonostante la sconfitta per 2-0 subita nel preliminare di Coppa Italia Women, le gialloblù hanno creato diverse occasioni da gol senza riuscire a concretizzarle. L’obiettivo sarà iniziare al meglio il campionato, confermando le ottime sensazioni riscontrate sia in allenamento che nelle prime uscite stagionali, come il successo per 4-2 in amichevole sul Parma.
Il Lumezzane, reduce dal secondo posto conquistato nella scorsa stagione di Serie B Femminile, è ancora a secco di impegni ufficiali nel 2026/2027. Nel corso della preparazione ha disputato due amichevoli, contro Parma e Milan, subendo due sconfitte per 2-0 e 6-0.
Queste le dichiarazioni di mister Vincenzo De Martino alla vigilia della sfida: "Abbiamo lavorato bene, con grande attenzione e concentrazione. Ci siamo concentrati sui nostri princìpi di gioco, cercando di arrivare alla gara nelle migliori condizioni possibili, sia a livello fisico che mentale. Saranno importanti attenzione, intensità e capacità di rimanere in partita per 90 minuti. Mi aspetto un match intenso, combattuto, con pochi momenti in cui poter abbassare la concentrazione. Dobbiamo essere brave a imporre il nostro gioco e a leggere le diverse situazioni della gara. Vogliamo giocarcela con personalità e provare a portare a casa il risultato. Il Lumezzane è una squadra molto forte e aggressiva, merita rispetto, ma noi dobbiamo pensare a ciò che possiamo fare, consapevoli delle nostre qualità". Fonte: hellasverona.it
Serie BKT 2026/27, il calendario della terza giornata
Il terzo turno cadetto si apre alle ore 15 con Sudtirol-Catanzaro; ore 17:15 Ascoli-Benevento; ore 19:30 Carrarese-Empoli. Domenica ore 15 Cesena-Mantova, Virtus Entella-Vicenza, Juve Stabia-Pisa, Modena-Avellino; ore 17:15 Hellas Verona-Arezzo; ore 19:30 Cremonese-Padova. Lunedì ore 20:30 Palermo-Sampdoria.
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Tim Parks racconta la sua pazza fede per l’Hellas Verona
Un ragazzo di Manchester cresciuto a Londra, neppure trentenne, si trasferisce a Verona per lavoro. Fa il giornalista, lo scrittore, il professore universitario di Traduzione letteraria. Dopo qualche tempo, per curiosità e passione per il calcio, decide di andare a vedere allo stadio la squadra della città che sta diventando casa sua. E il resto è storia.
La passione per l'Hellas, i suoi colori e soprattutto la sua gente permea per sempre l'animo di Tim Parks, che a lungo diventerà uno spettatore fisso del Bentegodi, fino al 2000, quando decide che è arrivato il momento di fare una cosa mai fatta prima in Italia: seguire, rigorosamente con i tifosi, tutte le trentasei (spareggio compreso) partite del Verona in quella Serie A. Un lungo viaggio su e giù per lo Stivale, con i gol, le vittorie e le sconfitte che si mescolano alla vita di tutti i giorni, con Verona e i veronesi che sono i veri protagonisti della storia, ancora più delle sorti della squadra. Un libro unico su una stagione unica, conclusa con lo storico doppio spareggio vinto con la Reggina grazie ai gol di Laursen all'andata e Cossato al ritorno, che ha affascinato centinaia di migliaia di lettori tra Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Germania e non solo, rendendo Tim Parks una delle figure che più hanno contribuito all'affermazione dell'Hellas Verona nella cultura popolare che va ben oltre l'Italia. Queste le sue parole a Hellas Verona Channel.
Tim, com’è stato tornare in Curva Sud per Verona-Monza?
Splendido, veramente bello. Per tanti anni ho avuto l’abbonamento in Curva insieme a mio figlio e l’emozione che provo nel ritornarci è sempre la stessa. È sorprendente il senso di comunità nell’incontrare le persone nel tragitto verso lo stadio, il sentire di stare andando tutti verso un qualcosa di più grande di noi. Poi cammini nei corridoi affollati, incontri gli amici, e all’improvviso boom… ti ritrovi lo stadio, il sole che illumina il campo. Io sto benissimo quando vengo, è un’esperienza molto intensa. Forse anche troppo! Vent'anni dopo ‘Questa pazza fede’, continua ad appassionare lettori di tutto il mondo, attraverso quello che potrebbe sembrare, a prima vista, il semplice racconto di una stagione sportiva... L’affetto che il libro ha suscitato è stato un po’ inaspettato. In quel periodo volevo trovare un modo diverso per raccontare l’Italia e avevo l’abbonamento in curva dell’Hellas. Allora ho pensato a tutte le partite fuori casa, i viaggi, ma anche il senso di comunità dei tifosi. Non ero sicuro di ottenere materiale sufficiente per scrivere un libro, ma alla fine ho dovuto tagliare quasi metà di quello che che avevo raccolto. È il mio piccolo tributo a Verona, la meravigliosa città che mi ha ospitato per trent’anni.
Nonostante siano passate tante stagioni, è un libro ancora attuale? Cosa diresti ad un ragazzo che non ha vissuto quel campionato e non ha letto il tuo libro per convincerlo a farlo?
In realtà, il campionato che ho descritto io è molto simile a quello dello scorso anno, conclusosi con lo spareggio. Al giorno d’oggi tutti sono in competizione per qualcosa, ma sorprendentemente allo stadio questa cosa non avviene: si vince e si perde assieme, si vive in una comunità. Mio figlio ha frequentato lo stadio per diverso tempo, dai cinque ai dieci anni e per lui questa è stata senza dubbio un’esperienza importante per gestire le emozioni. Penso che questi momenti possano essere davvero utili e formativi per i più giovani.
È l’unico libro sul Verona che ha venduto così tanto all’estero, sicuramente aiutato dal fatto che tu sei inglese. Rendere omaggio non solo alla squadra, quanto anche alla comunità veronese è quello che sicuramente ha fatto la differenza nel rendere oggi tanti inglesi quantomeno curiosi sull’Hellas.
Io sono uno scrittore che ha sempre avuto un occhio antropologico: quello che più mi interessa è far emergere l’idea che l’individuo appartiene a un collettivo e ho sempre pensato che il calcio fosse lo strumento giusto per far trasparire tutto ciò. Analizzare i veronesi allo stadio è sicuramente molto interessante sotto questo punto di vista. Allo stadio viene meno quella riservatezza che, secondo me, caratterizza un po’ la città di Verona. Mi piace anche l’intensità del canto. Anche col Monza mi sono divertito a cantare tutti i cori. Il mio preferito è quello con l’armonia dell’Aida.
Rifaresti oggi l’esperienza di seguire tutto il campionato?
Seguire un intero campionato, senza mancare mai ad una partita, è un’impresa, è come un lavoro. Soprattutto se vuoi viaggiare fuori casa e con i tifosi. Io l’ho fatto per entusiasmo, non solamente per scrivere un libro. Bisogna avere un motivo molto forte per seguire tutte le partite. Al giorno d’oggi sarebbe difficile andare ad ogni match, lo farei sicuramente per qualche partita fuori casa.
Hai menzionato la scorsa stagione, che è sicuramente la più simile di sempre a quella che hai descritto tu nel libro. Campionato lungo, difficile, che si conclude con uno spareggio vinto. Tu come hai vissuto lo scorso campionato?
Ho seguito lo spareggio con lo Spezia in un bar di Milano, dove vivo, e ricordo che ero l’unico a guardare la partita. Negli ultimi venti minuti non credevo che saremmo riusciti a resistere e portare a casa la vittoria. È stato un momento glorioso.
Nel libro racconti una cosa tipica dei veronesi: inizialmente hai percepito diffidenza in loro, poi sei entrato nei loro cuori, ti hanno adottato.
Vedere una persona inglese, di quarant’anni, che appare senza annunciarsi, non è semplice. Quando hanno visto che stavo lì per vedere la partita, hanno iniziato a volermi bene. Io stavo nell’anonimato, non ho mai preso nota di quello che succedeva. Solo verso la fine hanno capito che l’intento era quello di scrivere un libro. Qualcuno subito era un po’ diffidente, ma poi lo hanno letto e ne sono rimasti entusiasti. Anche col Monza molta gente mi ha salutato, nonostante siano passati tanti anni. Questo fa molto piacere.
Alcuni tifosi ti hanno soprannominato ‘il Parroco’. Ti piace?
È stato un fatto molto comico: un tifoso, Simone, un giorno ha visto la mia acconciatura (ero già un po’ calvo) e mi ha dato questo soprannome. La cosa bizzarra è che mio padre era un Pastore protestante e, di conseguenza, sono cresciuto in una famiglia molto religiosa. Quindi il soprannome era perfetto per me. Quando me l’ha detto per la prima volta sono scoppiato a ridere davanti a lui, poi ho spiegato la motivazione.
Stipendi Serie A 2023/24, terzultimo posto (15.4 milioni di euro) per l’Hellas Verona
MONTE STIPENDI SERIE A
Juventus 74,1 milioni di euro netti
Inter 71,7
Roma 68,6
Milan 60,2
Lazio 44,7
Napoli 44,4
Fiorentina 37,5
Atalanta 29,3
Torino 24,7
Genoa 21,9
Sassuolo 20,9
Udinese 19,6
Bologna 19,3
Cagliari 19,2
Salernitana 18,4
Monza 18,1
Empoli 16,8
Hellas Verona 15,4
Frosinone 11,5
Lecce 9,8. Fonte: tmw
Serie A 2023/24, gli stipendi degli allenatori. Hellas Verona, 1 milione di euro a Baroni
Sono i tecnici di Juventus, Roma e Inter quelli che percepiscono di più secondo la classifica stilata da tmw. Chiudono questa speciale graduatoria, gli allenatori di Genoa e Lecce.
Un milione di euro è lo stipendio annuo del tecnico dell’Hellas Verona, Marco Baroni.
GLI STIPENDI DEGLI ALLENATORI DI SERIE A
Allegri (Juventus) 7 milioni di euro netti a stagione
Mourinho (Roma) 7 milioni
S. Inzaghi (Inter) 5,5 milioni
Pioli (Milan) 4 milioni
Gasperini (Atalanta) 3 milioni
Sarri (Lazio) 3 milioni
Juric (Torino) 2 milioni
Motta (Bologna) 2 milioni
Italiano (Fiorentina) 1,7 milioni
Ranieri (Cagliari) 1,5 milioni
Mazzarri (Napoli) 1 milione
Baroni (Hellas) 1 milione
Dionisi (Sassuolo) 1 milione
Palladino (Monza) 1 milione
Cioffi (Udinese) 800mila
Di Francesco (Frosinone) 750mila
F. Inzaghi (Salernitana) 600mila
Gilardino (Genoa) 500mila
D'Aversa (Lecce) 500mila.
Allenamento questa mattina
L’Hellas Verona di Marco Baroni proseguirà la preparazione, a porte chiuse, al centro sportivo lacustre in vista della sfida in programma lunedì sera al Bentegodi contro il Lecce.
Crisi Hellas Verona, parola a Sean Sogliano. Tutte le dichiarazioni del direttore sportivo gialloblù
“Sapete che non è un momento molto positivo della squadra. Nelle ultime partite non abbiamo avuto un rendimento che ha portato punti, ma abbiamo voglia e bisogno di tornare a muovere la classifica, elementi questi che non devono mancare lunedì sera al Bentegodi contro il Lecce.
Quello che conta di più sono i risultati nel calcio. Abbiamo davanti ancora tante partite. L’aspetto caratteriale però non deve mai mancare. A volte c’è, in altre non pienamente ed è difficile capire il motivo. Contro il Lecce però sono convinto che questo aspetto non mancherà.
Ognuno ha il proprio stile e questa società vuole dare fiducia all’allenatore. Le responsabilità ce le ha l’allenatore, la società ed i giocatori. Dobbiamo stare uniti per uscire insieme dalle difficoltà. Il popolo gialloblù è intelligente e sa soffrire. Quest’anno c’è da soffrire e lo sapevo. Bisogna ritrovare la voglia di fare imprese, di risalire la classifica e di ritrovare quello che in parte è scattato l’anno scorso. Vogliamo ribaltare i pronostici.
La possibile vendita della società? Non ho novità in merito. Dipende sempre se sono voci o meno. Tutti vogliamo il bene di questa squadra e società. In questo momento le mie preoccupazioni sono quelle sportive e di una squadra che deve ritrovare autostima e risultati positivi.
Cosa manca a questa squadra? È difficile dare una risposta esatta a questa osservazione. Quest’anno è stato un anno particolare, la salvezza allo spareggio è stato come vincere il campionato all’ultima giornata. Probabilmente per chi ha partecipato alla scorsa stagione, non è stato facile ripartire dal punto di vista nervoso. La squadra ha abbassato l’autostima, ma a volte sembra che gli manchi qualcosa anche a livello caratteriale. Questi ragazzi però penso che abbiano voglia di dimostrare che hanno carattere.
I continui cambi tattici? Hanno influito, diciamo il 50 e 50, specie quando si fa fatica a rimodellare una squadra ed un gruppo. Il mercato è stato difficile sotto più punti di vista ed è stato orientato ad abbassare il monte ingaggi. La squadra deve comunque dare sempre tutto, al di là della tattica. Dobbiamo pensare partita dopo partita.
Perché ho deciso di confermare Baroni? Quando non vengono i risultati, bisogna cercare di uscirne tutti insieme. La nostra posizione è sempre stata molto chiara. Vogliamo uscire da questo momento insieme a Baroni.
Noi lotteremo sino all’ultimo minuto dell’ultima partita. L’allenatore e la squadra lavorano bene durante la settimana ed il rammarico è anche questo visti gli ultimi risultati. La squadra ha limiti, difetti ed infortuni importanti, oltre che qualche episodio che ci è girato contro, ma questa squadra può tornare a fare punti. Durante i 90’ dobbiamo dare qualcosa di più, sapendo che i nostri tifosi, come sempre, ci daranno sicuramente una mano.
Le differenze tra l’anno scorso ed il momento attuale? Quando sono tornato a Verona il momento era drammatico, quest’anno invece la situazione è difficile. L’unica cosa che possiamo fare è lavorare durante la settimana e dare tutto nei 90’.
La scelta tattica, la scorsa estate, è stata condivisa con Baroni. La difesa sino ad ora ha fatto comunque discretamente, ma penso che l’allenatore al di là dell’eventuale cambio tattico (4-3-3, ndr) deve cercare di tirare fuori di più dai giocatori. Deve trasmettere quello che si sente dentro, sia dal punto di vista tattico che caratteriale. Nessuno ha mai detto a Baroni come giocare. La cosa importante è che trasmetta al 100% le sue idee.
Tra infortunati e nazionali gli allenamenti durante la sosta sono stati a ranghi un po’ ridotti. Stiamo valutando 3/4 posizioni e a breve capiremo su chi potremo puntare per la sfida contro il Lecce.
Ngonge lo vedo allenarsi tutti i giorni e lo ritengo un giocatore di qualità, un ragazzo che ci tiene peraltro molto a giocare nel Verona. Quest’anno è partito bene, poi ha avuto una flessione ma penso che possa fare ancora bene in gialloblù.
Il mercato degli svincolati? Si possono trovare buone situazioni, valutiamo tutto e tutti. Ma la cosa più importante è cercare di stare più in alto possibile e poi faremo le debite valutazioni”.
Questi tutti i temi toccati nella conferenza stampa di questo pomeriggio dal direttore sportivo dell’Hellas Verona, Sean Sogliano.
Come valuti le parole del ds scaligero? I tuoi commenti sull’app di #HellasLive, sul sito hellaslive.it o sulla pagina Facebook della prima applicazione al mondo dedicata solo alla squadra veronese.
Sogliano: “Dobbiamo cercare di stare più in alto possibile. In sede di mercato faremo poi le debite valutazioni”
“Ngonge lo vedo allenarsi tutti i giorni e lo ritengo un giocatore di qualità, un ragazzo che ci tiene peraltro molto a giocare nel Verona. Quest’anno è partito bene, poi ha avuto una flessione ma penso che possa fare ancora bene in gialloblù.
Il mercato degli svincolati? Si possono trovare buone situazioni, valutiamo tutto e tutti. Ma la cosa più importante è cercare di stare più in alto possibile e poi faremo le debite valutazioni” ha dichiarato in conferenza stampa, il ds gialloblù.
Sogliano: “A Baroni nessuno ha mai detto come deve giocare la squadra. L’allenatore deve tirare fuori di più dai giocatori”
“Le differenze tra l’anno scorso ed il momento attuale? Quando sono tornato a Verona il momento era drammatico, quest’anno invece la situazione è difficile. L’unica cosa che possiamo fare è lavorare durante la settimana e dare tutto nei 90’.
La scelta tattica, la scorsa estate, è stata condivisa con Baroni. La difesa sino ad ora ha fatto comunque discretamente, ma penso che l’allenatore al di là dell’eventuale cambio tattico (4-3-3, ndr) deve cercare di tirare fuori di più dai giocatori. Deve trasmettere quello che si sente dentro, sia dal punto di vista tattico che caratteriale. Nessuno ha mai detto a Baroni come giocare. La cosa importante è che trasmetta al 100% le sue idee.
Tra infortunati e nazionali gli allenamenti durante la sosta sono stati a ranghi un po’ ridotti. Stiamo valutando 3/4 posizioni e a breve capiremo su chi potremo puntare per la sfida contro il Lecce” ha dichiarato Sean Sogliano.
Sogliano: “Durante i 90’ dobbiamo dare qualcosa di più”
“Perché ho deciso di confermare Baroni? La nostra posizione è sempre stata molto chiara. Quando non vengono i risultati, bisogna cercare di uscirne tutti insieme e noi vogliamo farlo insieme a Baroni.
L’Hellas Verona lotterà sino all’ultimo minuto dell’ultima partita. L’allenatore e la squadra lavorano bene durante la settimana ed il rammarico è anche questo visti gli ultimi risultati. La squadra ha limiti, difetti ed infortuni importanti, oltre che qualche episodio che ci è girato contro, ma questa squadra può tornare a fare punti. Durante i 90’ dobbiamo dare qualcosa di più, sapendo che i nostri tifosi, come sempre, ci daranno sicuramente una mano” ha dichiarato il direttore sportivo scaligero.
Sogliano: “Fiducia a Baroni. Sulle voci della possibile vendita della società non ho novità”
“Ognuno ha il proprio stile e questa società vuole dare fiducia all’allenatore. Le responsabilità ce le ha l’allenatore, la società ed i giocatori. Dobbiamo stare uniti per uscire insieme dalle difficoltà. Il popolo gialloblù è intelligente e sa soffrire. Quest’anno c’è da soffrire e lo sapevo. Voglia di fare imprese, risalire la classifica e ritrovare quello che in parte è scattato l’anno scorso. Vogliamo ribaltare i pronostici.
Futuro e possibile vendita della società? Non ho novità in merito. Dipende sempre se sono voci o meno. Tutti vogliamo il bene di questa squadra e società. In questo momento le mie preoccupazioni sono quelle sportive e di una squadra che deve ritrovare autostima e risultati positivi” ha dichiarato il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Sean Sogliano.
Sogliano: “Abbiamo voglia e bisogno di punti”
“Sapete che non è un momento molto positivo della squadra. Non abbiamo avuto un rendimento nelle ultime partite che ha portato punti. Abbiamo bisogno di punti e questa voglia non deve mancare lunedì.
Quello che conta di più sono i risultati nel calcio. Abbiamo davanti ancora tante partite. L’aspetto caratteriale non deve mancare. A volte c’è, in altre non pienamente ed è difficile capire il motivo. Lunedì sono convinto che questo aspetto non mancherà” ha dichiarato il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Sean Sogliano.