Serie BKT 2026/27, altri 2 punti di penalizzazione alla Juve Stabia
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva, la SS Juve Stabia (Serie B) per non aver prodotto, in relazione alla cessione perfezionatasi il 17 aprile scorso, alla neocostituita Stabia Capital Srl, del 100% del capitale della società sportiva, la documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, unitamente alla copia dell’atto dal quale è conseguita l’acquisizione del 17 aprile 2026. Fonte: figc.it
La Juve Stabia (totale punti penalizzazione -4) scivola all’ultimo posto in classifica, in coabitazione con la Carrarese.
Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
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Hellas Verona-Venezia, i gialloblù convocati di Zanetti
Mister Paolo Zanetti ha convocato 26 calciatori per Hellas Verona-Venezia, match valido per la 7ª giornata della Serie A Enilive 2024/25, in programma domani, venerdì 4 ottobre alle ore 20.45, allo stadio 'Bentegodi'.
#VERONAVENEZIA - I CONVOCATI
1 Montipò
3 Frese
4 Daniliuc
5 Faraoni
6 Belahyane
7 Lambourde
8 Lazovic
9 Sarr
11 Tengstedt
12 Bradaric
14 Livramento
15 Okou
17 Sishuba
20 Kastanos
21 Dani Silva
22 Berardi
23 Magnani
33 Duda
34 Perilli
35 Mosquera
38 Tchatchoua
42 Coppola
72 Ajayi
80 Cisse
82 Corradi
87 Ghilardi. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona-Venezia, i convocati di Di Francesco
Sono 26 i giocatori convocati da mister Eusebio Di Francesco per il match valido per la giornata 7 del campionato di Serie A Enilive 2024/25, che vedrà il Venezia affrontare l’Hellas Verona, domani alle ore 20:45 presso lo Stadio Marcantonio Bentegodi.
Portieri: Bruno Bertinato, Matteo Grandi, Jesse Joronen, Filip Stankovic.
Difensori: Giorgio Altare, Antonio Candela, Franco Carboni, Ridgeciano Haps, Jay Idzes, Richie Sagrado, Marin Sverko, Joel Schingtienne, Michael Svoboda, Francesco Zampano.
Centrocampisti: Magnus Kofod Andersen, Gianluca Busio, Domen Crnigoj, Issa Doumbia, Mikael Ellertsson, Hans Nicolussi Caviglia.
Attaccanti: Saad El Haddad, Christian Gytkjaer, Gaetano Oristanio, Joel Pohjanpalo, Antonio Raimondo, John Yeboah. Fonte: veneziafc.it
Hellas Verona-Venezia, superata quota 25.000. Settore Ospiti: 1131
Per la sfida in programma domani alle ore 20:45 allo stadio Bentegodi, superata quota 25.000. Settore Ospiti chiuso a 1131. Esauriti i settori Poltrone Est, Parterre Est e tutti i livelli di Curva Sud.
Numeri e curiosità di Hellas Verona-Venezia
In occasione del match di domani, venerdì 4 ottobre, Hellas Verona e Venezia si sfideranno per la 7ª volta in Serie A. Il primo incontro nella massima serie tra Hellas Verona e Venezia risale alla stagione 1999/2000, più precisamente al 18 dicembre 1999. La sfida in questione terminò 1-0 in favore dei gialloblù grazie alla rete di Adailton siglata al 55’ su rigore.
L'ultima sfida in Serie A disputata al 'Bentegodi' tra Verona e Venezia risale al 27 febbraio 2022: in quell'occasione il match terminò con il risultato di 3-1 grazie alla tripletta di Simeone (54', 63' e 88') per i gialloblù. Per gli ospiti andò in rete Okereke all'81esimo.
Nell'anno dello Scudetto, Hellas Verona-Venezia non si giocò: il Venezia, durante quella stagione, militava in Serie C2.
L’Hellas Verona ha ricavato sette gol dal reparto offensivo - al pari di Atalanta, Como, Napoli, Parma e Udinese. Solamente la Lazio (8) ne conta di più finora.
I gialloblù hanno segnato esattamente due gol in media a partita nelle sei sfide disputate contro il Venezia in Serie A.
Il Verona ha segnato quattro gol con giocatori subentrati a gara in corso: più di qualsiasi altra squadra nella Serie A in corso.
Mister Paolo Zanetti e Eusebio Di Francesco si sfideranno per la prima volta da allenatori in Serie A.
Nessuno degli ultimi cinque derby veneti in Serie A ha visto un pareggio, con quattro successi della squadra di casa. L’ultima sfida pareggiata tra due formazioni di questa regione è stata Chievo-Hellas Verona del 3 ottobre 2015, che terminò con il risultato di 1-1 grazie alle reti di Pisano e Castro.
Diego Coppola ha intercettato 13 palloni in questa Serie A: solamente Pablo Mari del Monza (14) ha fatto meglio del numero 42 gialloblù finora.
Con un gol e tre assist Darko Lazovic ha già partecipato a quattro reti in questo campionato, trovandosi a una sola partecipazione di distanza da quanto fatto in campionato nella scorsa stagione (tre gol e due assist). In particolare, nelle prime sette presenze stagionali nel massimo campionato aveva trovato al massimo due partecipazioni attive (nel 2015/16 e nel 2018/19, in entrambi i casi con il Genoa).
Sono cinque i giocatori stranieri che hanno segnato almeno un gol e fornito almeno un assist in ciascuna delle ultime quattro stagioni in Serie A (dal 2021/22), due di questi giocano attualmente nell’Hellas Verona: Darko Lazovic e Grigoris Kastanos, insieme a Lautaro Martinez dell'Inter e Rafael Leao e Theo Hernandez del Milan.
Nessun giocatore in questo campionato ha completato più dribbling di Reda Belahyane: 13, al pari di Rafael Leao del Milan e Florian Thauvin dell'Udinese. Fonte: hellasverona.it
Sogliano: “Ogni anno ripartire è difficile. Contro il Venezia, voglio vedere determinazione da parte della squadra”
"Vista l'assenza del mister, dovuta all'incidente in autostrada per cui non riesce a raggiungerci, oggi parlo io. Ci tengo a dire che domani ci aspetta una partita molto difficile. Siamo solo all'inizio, ma abbiamo vissuto gli ultimi due campionati conquistando il nostro obiettivo con grande fatica, lottando fino alla fine in ogni partita. In queste prime sei giornate delle cose sono andate bene e altre no. In questo momento dobbiamo mantenere concentrazione, lucidità, e affrontare partita per partita senza eccessive analisi, quelle le faremo in altri momenti. Domani viene qui a giocare una squadra che farà di tutto per portare a casa il risultato, sarà molto difficile. Come sempre avremo bisogno di un ambiente che ci aiuti. Anche domani i nostri tifosi ci daranno una mano per affrontare al meglio delle nostre possibilità questa sfida. Veniamo da un periodo di infortuni che hanno condizionato questo inizio di campionato. Quella di domani è una partita in cui può succedere di tutto. Da parte mia voglio vedere determinazione, perché dobbiamo pensare di star giocando la partita del campionato, non solamente la settima giornata. Vorrei che la squadra avesse questo atteggiamento, poi vedremo il risultato. Al di là di chi va in campo, delle scelte del mister, io dico sempre che sono tutti fondamentali, chi gioca cinque minuti come chi gioca di più. Per me tutti hanno la stessa importanza. Dobbiamo diventare squadra ma è normale dato che ogni anno ripartiamo da capo in questo senso. Lavoriamo in questa direzione, sempre più uniti giornata dopo giornata".
Direttore come sta Serdar? È lui il giocatore che potrà darvi più equilibrio? "Ha iniziato la parte atletica, sta correndo e sta lavorando per tornare ad avere la giusta condizione fisica che gli permetta di allenarsi a pieno regime. Ora c'è la sosta, affrettare il suo recupero per la partita di domani sarebbe stato solo un rischio. Credo che aumenterà la prossima settimana l'intensità per poi tornare ad essere in gruppo la settimana successiva, per cercare di essere a disposizione per il Monza. Gli infortuni capitano a tutte le squadre. Da noi è stato un po' particolare, perché ha caratterizzato giocatori dello stesso reparto. Quando è così gli infortuni si sentono di più, siamo stati un po' più penalizzati. Come siamo stati anche penalizzati, ma questo anche per colpa nostra, nel giocare in 10 nelle ultime due gare, questo un po' ha condizionato l'esito finale delle partite. Per tanti motivi domani dobbiamo sapere che è una partita in cui fare risultato".
Arriva di nuovo la sosta per le Nazionali, Duda e Suslov ci torneranno subito? "La Nazionale è una cosa bella che porta poi però anche delle problematiche. Quest'anno il calendario è impegnativo da questo punto di vista. Il Club non ha voce in capitolo per determinare se accettare o meno una convocazione. I giocatori sono contenti di andare in Nazionale, e i Club non possono negare le convocazioni. Dobbiamo convivere con questo aspetto, c'è poco da valutare. Le convocazioni vanno accettate, speriamo questa volta di avere meno problematiche rispetto all'ultima sosta. Una sosta dovrebbe permettere di recuperare, di fare gruppo, mentre a settembre noi avevamo solo metà squadra qui a disposizione. Pensiamo comunque a domani che è più importante".
Che giocatore è Lambourde? "Noi prendiamo giocatori giovani, e abbiamo anche un allenatore che ha coraggio nel farli giocare, facciamo di necessità virtù, ma i giovani per giocare devono avere qualcosa. Vanno sicuramente aspettati, a volte costano qualche punto, ma i giovani oggi ci stanno dando tanto, in questi anni ci hanno dato tanto. A me piace chi ha fame, voglia di lottare, di farsi conoscere, le caratteristiche dei giocatori che preferisco sono queste. Lambourde ha delle grandi qualità, grazie al suo agente è arrivato qui a condizioni basse per il suo valore, e il suo ex Club si è tenuto una percentuale sulla rivendita. Lui ha quel qualcosa in più, anche se poi in Italia è difficile affermarsi. In ogni caso chi gioca è perché in allenamento dimostra qualcosa. Lui può fare bene, può crescere, ha già forza nelle gambe, ma ce ne sono altri oltre a lui. Noi ora dobbiamo ritrovare compattezza come squadra, tutti devono mettere il proprio mattoncino. Per fare risultato serve l'aiuto di tutti. Dobbiamo vivere dell'entusiasmo dei giovani, ma abbiamo bisogno di tutta la squadra compatta. Stiamo migliorando ma dobbiamo fare dei passi avanti".
Che campionato sarà? "Il livello di difficoltà ogni anno si alza, ma non lo scopro io. Le neopromosse di quest'anno sono società importanti, hanno fatto squadre che possono competere nelle parti medio-alte della classifica. Ogni anno ripartire è difficile. Arriviamo a fine stagione dopo aver speso tantissimo, ripartire subito non è facile. Chi non vuole ripartire non deve restare qui, a volte è meglio finire bene e andare via perché la cosa più difficile è la consapevolezza che qui c'è da sudare, da lottare, per ottenere il risultato. L'energia nervosa è fondamentale. A noi la danno i tifosi, il nostro stadio, la passione della città. I nostri sono ragazzi che vanno aiutati, che sono già sotto pressione perché come società facciamo capire subito quello che vogliamo. I tifosi ci danno sempre quel qualcosa in più che ci serve. Alla settima giornata sappiamo già che quella di domani è una partita importante vista la difficoltà del campionato".
Siete la squadra più ammonita della Serie A, siete davvero così cattivi? "Per me a volte lo siamo poco. Ci sono state partite in cui abbiamo avuto pochi ammoniti. Contro la Juventus non ne abbiamo avuto uno, una cosa per me assurda per come vedo io il calcio, ma questi sono solo dati. I dati sono importanti ma vanno analizzati bene. Anche a Como abbiamo avuto ammoniti, ma ogni fallo era un'ammonizione, perciò dico che i gialli vanno analizzati. Quello di oggi è un calcio in cui ci sono tanti contatti e dipende dal metro di giudizio dell'arbitro, da quello dipende come viene indirizzata la partita, come si valutano i contrasti. Dipende da chi arbitra".
Andrebbe riguardato il regolamento del VAR secondo lei? "Difficile dire. Penso che come il VAR possa intervenire per segnalare un rosso, dovrebbe poterlo fare anche quando un doppio giallo comporta un cartellino rosso, penso potrebbe intervenire, potrebbe esserci un cambiamento, credo che sarebbe praticabile e razionale. Come si interviene per sanzionare, penso che si potrebbe farlo anche per togliere delle sanzioni".
Come valuta il ritorno Cataldi? "Dopo lo spareggio di Reggio Emilia Massimo ha deciso di seguire Juric per intraprendere un'avventura nuova dopo tanti anni che era qui. Ho sempre detto che uno di noi per stare qui deve essere al 100%, voglio persone al 100% a livello emotivo. Lui è una persona seria. A volte ci sono momenti in cui si ha bisogno di cambiare. Quando sei legato a una maglia a volte si esauriscono le energie nervose. Lo scorso anno abbiamo promosso Matthias, suo allievo, che sta crescendo come professionista e ha fatto un buon lavoro, non abbiamo cercato alternative. Quella del ritorno di Cataldi è stata un'opportunità per il Verona. Lui ha desiderato tornare. Lavorerà con Matthias, potenziando un reparto dello staff tecnico. Il calcio è cambiato oggi, in Prima squadra ci sono quattro portieri più quelli della Primavera; per un solo preparatore è difficile per seguire la settimana di tutti. A maggior ragione avere una persona legata a questo ambiente, e che ha già lavorato con Matthias, penso possa essere solo una cosa che porta qualcosa di positivo al Verona. Anche Cataldi è molto legato al Club, sa chi siamo, penso sia un vantaggio per tutti, anche per il lavoro di mister Zanetti". Fonte: hellasverona.it
Nations League, Slovacchia, convocati i gialloblù Duda e Suslov
Il Ct slovacco Calzona ha diramato la lista dei convocati per le sfide contro Svezia ed Azerbaigian. Presenti i calciatori dell’Hellas Verona, Ondrej Duda e Tomas Suslov, insieme all’ex gialloblù Lubomir Tupta.
Sogliano: “Dobbiamo diventare più squadra e fare risultato col Venezia. I tifosi ci daranno una grande mano. Serdar lavora per esserci col Monza”
“Domani ci aspetta una partita molto difficile, anche se siamo all’inizio, alla settima giornata. In questi due ultimi campionati abbiamo conquistato l’obiettivo con grande fatica ed in questo avvio, alcune cose sono andate molto bene, mentre altre no. Dobbiamo mantenere la concentrazione e la lucidità, senza fare eccessive analisi.
Il Venezia domani farà di tutto per portare a casa il risultato. La nostra squadra ha bisogno di un ambiente che ci aiuti e sono sicuro che i tifosi domani ci daranno una grande mano.
Coi lagunari può succedere di tutto. Dobbiamo pensare solo alla partita di domani, poi vedremo alla fine se porterà punti o meno, al di là di chi andrà in campo e delle scelte dell’allenatore. Qui sono tutti fondamentale ed una delle cose in cui dobbiamo migliorare, è che dobbiamo diventare più squadra. Lavoriamo quotidianamente per essere sempre più uniti.
Serdar ha iniziato a fare la parte atletica e fisica, sta correndo per cercare la miglior condizione e per tornare il prima possibile in gruppo. La settimana prossima aumenterà i carichi e lavorerà per essere a disposizione col Monza. Abbiamo subito tanti infortuni tra i centrocampisti e questo ci ha un po’ penalizzati. Mettiamoci poi anche le due ultime gare giocate nel finale in inferiorità numerica.
Domani dobbiamo fare risultato.
I nazionali sono una soddisfazione per i calciatori ed il club, ma creano anche problemi. Le società però non hanno tante voci in capitolo. Dobbiamo conviverci, sperando di avere meno problematiche al loro rientro rispetto all’ultima volta.
Lambourde? Dobbiamo prendere giocatori giovani, con fame e voglia di mettersi in mostra. Anche se in Francia dicono che sia stato pagato 3 milioni di euro, non è così. Non abbiamo queste possibilità - sorride - Grazie anche al suo agente, siamo riusciti a portarlo a Verona, lasciando una percentuale alla squadra di provenienza. I giovani ci stanno dando tanto. A me piacciono i giocatori che hanno fame e che hanno voglia di farsi conoscere, lottando. La continuità poi devono avercela loro.
Adesso dobbiamo ritrovare una compattezza di squadra e per fare risultato serve l’aiuto di tutti. Stiamo migliorando, ma dobbiamo ancora fare dei passi in avanti.
Ogni anno il livello si alza, basta vedere le neopromosse. Ripartire è sempre la cosa più difficile, e chi non vuole fare questo, è meglio che non stia qui.
Questi ragazzi vanno aiutati, la pressione ce l’hanno già internamente, poi questi tifosi danno sempre quel qualcosa in più. Questo è un campionato davvero difficile e per questo già alla settima dobbiamo pensare a fare risultato.
L’espulsione di Suslov è avvenuta per un doppio giallo e per questo la VAR non è potuta intervenire, ma senza alcuna polemica, penso che sia da rivedere questa regola.
Il ritorno di Cataldi? Dopo lo spareggio, Massimo ha deciso di seguire Juric a Torino. Io ho sempre detto che uno per stare qui deve essere al 100%. Lui è un professionista serio e l’anno scorso abbiamo deciso di promuovere un suo allievo, Castiglioni, che sta crescendo. Il ritorno di Cataldi è stata un’opportunità per Verona. Massimo ha desiderato tornare qui e così abbiamo potenziato un reparto dello staff tecnico. Il suo ritorno rappresenta qualcosa di positivo per il Verona, è molto legato al club e penso sia anche un vantaggio per il mister” ha dichiarato in conferenza stampa il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Sean Sogliano.
Hellas Verona, niente conferenza per Zanetti. Al suo posto Sogliano
L’allenatore gialloblù, causa incidente in autostrada di un autoarticolato, è impossibilitato a raggiungere la sede ed al suo posto parlerà alla vigilia della sfida contro il Venezia, il ds scaligero.
Venezia, Di Francesco: “Conosco Verona ed i suoi tifosi: ambiente ostile e difficile”
“È una settimana particolare, breve. Abbiamo fatto tante valutazioni rispetto alle tante cose positive viste e quelle da migliorare. Abbiamo lavorato sugli aspetti di crescita. Che ci saranno sempre. Per gli infortunati, penso che recupereremo Altare e Yeboah, vediamo nella rifinitura.
Mi aspetto un Verona aggressivo, di gamba, in un ambiente ostile e difficile. Conosco Verona e i suoi tifosi, sono stati in partita contro il Torino anche in 10.
Dopo Roma a caldo avevo rabbia, a freddo e ragionando ho visto tante cose positive. La forza ora è dare continuità a fare quello che stiamo facendo, anche se non è facile. Ho visto una squadra che ha creato tante difficoltà alla Roma, siamo stati fastidiosi. Ci vuole del tempo per arrivare dove voglio, cerco di mettere i ragazzi nelle condizioni di dare il meglio.
L'atteggiamento è la base di tutto, lo stare dentro ad una gara in tutti i momenti. Lo ribadisco sempre, serve capire e gestire i momenti della gara, è dove abbiamo peccato in tante partite e ci stiamo lavorando tanto. Dobbiamo essere più bravi a leggere certe situazioni” ha dichiarato l’allenatore Eusebio Di Francesco alla vigilia di Hellas Verona-Venezia. Fonte tmw
Marocco, Belahyane: “Un sogno che si avvera”
Un orgoglio, la prima parte di un sogno che si avvera. Non vedo l'ora di indossare la nostra bellissima maglia. Il commento e la foto pubblicati su Instagram dal centrocampista dell’Hellas Verona classe 2004 dopo la prima chiamata del Marocco.