Hellas Verona, le dichiarazioni in conferenza stampa del direttore sportivo Sean Sogliano
"Sono abituato a metterci la faccia e continuo a farlo, ma non perché sono un eroe: fa parte del mio lavoro analizzare quello che sta succedendo. È un momento molto difficile dal punto di vista calcistico: la classifica è negativa, drammatica, impossibile; lascio a voi stabilire la definizione più appropriata. Da questo punto di vista, sono molto dispiaciuto, arrabbiato e deluso. Sono pienamente consapevole che svolgere questo lavoro implica anche accettare le critiche. Conosco bene il mondo del calcio, dove si vince in tanti e si perde in pochi, poiché esercito il ruolo di direttore sportivo da ventidue anni, non è quindi un incarico che ho intrapreso da poco. Conosco ciò che accade, ma sono anche in grado di riconoscere altri aspetti e altre realtà. Innanzitutto, desidero chiarire che qui non vi è alcuna mancanza di rispetto verso nessuno. Leggo dichiarazioni assurde e vergognose nei confronti di persone che per molti anni hanno lottato per i colori gialloblù, cercando sempre di ottenere il massimo e di raggiungere gli obiettivi prefissati. Affermare che tutti mancano di rispetto rappresenta, in realtà, una mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti del Verona e di tutte le persone che lavorano per la società, impegnandosi al massimo. Per quanto riguarda la mia posizione, avendo il ruolo più attaccabile, ed è giusto che sia così, ci tengo a sottolineare che sono legato al Verona da sette anni: questo è il mio settimo campionato. I dirigenti che stimo maggiormente e che hanno contribuito in maniera significativa al Club sono Emiliano Mascetti, che ha operato per nove anni, e Rino Foschi, che vi ha lavorato per sette anni. Successivamente sono passati numerosi dirigenti che hanno svolto il proprio lavoro e molti, appena ne hanno avuto l’opportunità, hanno scelto contesti più tranquilli. Io non ho agito in questo modo: negli ultimi tre anni in cui avrei potuto farlo, non l’ho fatto, proprio per il legame che ho con il Verona. Detto questo, accetto tutte le critiche, ma non posso accettare nessuna mancanza di rispetto. Proseguirò nel mio lavoro, rimanendo chiaro e trasparente nelle analisi, evitando confusione. In sei anni abbiamo raggiunto l’obiettivo massimo prefissato dalla società, sei anni su sette. Abbiamo vinto il campionato di Serie B, ottenuto cinque salvezze consecutive con quattro allenatori diversi e stabilito il record ancora presente di punti in Serie A. Quest’anno non sta andando come previsto: si tratta di un anno complesso, forse impossibile, per raggiungere la salvezza; vedremo come evolverà. Quanto realizzato da me, insieme alle persone che lavorano con me, è stato compiuto a testa alta. Ogni anno, non per scelta ma per necessità, abbiamo reso la società capace, con la proprietà precedente e con quella attuale, di iscriversi al campionato, di adempiere a tutti gli obblighi finanziari e di generare plusvalenze che hanno mantenuto la stabilità della società. Probabilmente ciò è stato possibile proprio grazie al mio legame con il Club, e anche perché non ho privilegiato interessi personali. Avrei forse voluto far giocare una squadra con qualche giocatore più forte, ma in questa realtà non è una questione di forza individuale: il problema è l’inserimento dei giocatori nella squadra. Abbiamo scelto, innanzitutto, di mantenere una società solida, e così ho fatto. Questo significa, lo ribadisco, che accetto le critiche senza problemi. Se desideriamo dimenticare quanto è stato fatto e parlare di altri temi, altri giocatori, e trascurare coloro che sono passati brevemente, scovati e venduti, possiamo farlo. Tuttavia, non posso accettare la mancanza di rispetto. Leggere o ascoltare certe dichiarazioni non lo ritengo corretto: lo considero molto sleale".
Lei aveva promesso di lottare fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno. Perché quest’anno non sta avvenendo?“Io non penso che non stiamo lottando. Penso che la squadra abbia dimostrato dei limiti, questo sì. Una stagione così, negli ultimi anni, non c’è mai stata. Parliamo di dati oggettivi, la squadra sta lottando con dieci giocatori non disponibili. Una rosa senza dieci giocatori cambia completamente valore. Fino alle prime partite, tutti – compreso l’ex allenatore – diceva che non aveva mai allenato una squadra così forte. Questo significa che, singolarmente, i giocatori sono quasi tutti all’altezza. Il problema è che quando nascono stagioni di questo tipo, succedono tante cose insieme. Abbiamo avuto infortuni importanti: Suslov e Serdar al crociato, Gagliardini alle costole, Akpa Akpro al perone, Belghali alla caviglia. Tutte le squadre hanno infortuni, ma quando ne hai cinque, sei o sette di lunga durata il livello cambia. Nelle prime dieci partite non abbiamo raccolto quanto meritavano le prestazioni, e la squadra ha perso fiducia. Alcuni giocatori non hanno reso come dovevano, alcuni caratteri non sono stati quelli che pensavo. Negli anni passati, anche dopo sconfitte pesanti, la squadra reagiva. È successo anche quest’anno: penso alla partita di Parma, dove abbiamo lottato in dieci contro undici per 90 minuti e abbiamo perso al 93’. Non sono felice, sono arrabbiato e deluso. Ma bisogna mantenere lucidità nell’analisi”.
Tutti questi infortuni sono stati gestiti bene? Ci sono responsabilità dello staff medico? “Il nostro medico è una persona seria, è con noi da quattro anni. Negli anni scorsi non abbiamo avuto tutti questi infortuni. Quest’anno molti sono stati traumatici, non muscolari, e quindi difficili da prevenire. Alcuni sono stati curati bene, altri purtroppo hanno avuto ricadute. Il caso di Belghali è stato delicato: si è fatto male in Coppa d’Africa, è tornato infortunato e abbiamo cercato di recuperarlo, ma ha avuto una ricaduta. Bisogna ricordare che quando abbiamo preso Belghali non aveva mai giocato con la Nazionale algerina, quindi la sua convocazione non era nelle previsioni”.
La società ha un progetto? Oppure è costretta a vendere continuamente per restare in piedi? “Il Verona è da sette anni consecutivi in Serie A. Negli ultimi quattro anni abbiamo sempre detto chiaramente che il Club è obbligato a fare plusvalenze e vendere per mantenere la categoria. Non lo abbiamo mai nascosto. La presidenza Setti ha fatto un grande lavoro in questo senso. Nelle difficoltà economiche siamo riusciti a restare in Serie A. Sui giovani: abbiamo avuto l’intuizione di prestare Cisse in Serie B quando nessuno ne parlava, abbiamo ricevuto offerte importanti da due grandi Club, e il giocatore non vedeva l’ora di andare. In questi casi una società come il Verona non può dire no. Agbonifo gioca in Serie C, ed era in scadenza di contratto, quindi lo abbiamo ceduto. Abbiamo sempre lanciato giovani del Settore Giovanile, fatto esordire ragazzi e blindato un talento del 2010, Fortune Egharevba, con un contratto da professionista, nonostante l’interesse di importanti Club europei. Questo dimostra che un’attenzione al futuro c’è. Capisco le critiche, ma non accetto mancanze di rispetto. Si può criticare il lavoro, ma non mettere in discussione l’impegno. Io ho sempre dato il 100% per questo Club. Se non fosse così, non sarei qui. Non dimentichiamo quello che è stato fatto negli anni precedenti solo perché questa stagione è negativa. Se resterò il Direttore sportivo del Verona lo decideremo io e la società, non altri”.
Cosa ritiene di aver sbagliato in questa stagione? “Già alla terza partita, contro la Cremonese, dovevamo vincere 3-0 ed è finita 0-0. Ho avuto subito sensazioni negative: dopo tre stagioni in cui episodi e meriti andavano nella stessa direzione, quest’anno, nonostante l’ottimismo giustificato dalle prestazioni della squadra, gli episodi sono stati sempre contrari. A me, che faccio calcio da tanti anni, questo preoccupava. Abbiamo venduto Giovane, ma rifiutato offerte per altri quattro giocatori. Questo significa che singolarmente ci sono calciatori di valore, che vanno d’accordo e non hanno problemi tra di loro, ma l’inserimento nel calcio italiano per alcuni non è riuscito. Le prestazioni e il carattere sono stati troppo altalenanti. Forse abbiamo perso quella capacità di giocare partite “sporche” per fare punti, che in passato avevamo. Il mercato è sempre più difficile per una società come la nostra. Paradossalmente, a gennaio abbiamo preso Edmundsson, un giocatore sconosciuto ai più, che secondo me si è inserito benissimo. Questo significa che dal punto di vista mentale era predisposto al tipo di situazione che stiamo vivendo. Altri giocatori, invece, non sono riusciti a fare lo stesso percorso. Lo stesso Bowie, che magari non sta ancora segnando, per atteggiamento e spirito di lotta è completamente dentro questa squadra. Col senno di poi, probabilmente alcuni profili non erano adatti a una lotta salvezza, al di là delle qualità tecniche”.
Presidio le ha messo a disposizione un budget importante nell’ultima sessione di mercato. Forse è stato investito male? “A gennaio abbiamo preso Edmundsson e Bowie, due giocatori da Verona. L’attaccante è un classe 2002 e ha margini di crescita, mentre il difensore è un giocatore utile e sta dimostrando di avere l’atteggiamento e la mentalità giusta. Quest’estate è stato fatto un mercato diverso, sono arrivati giocatori in prestito e altri profili – penso a Belghali, Giovane o a Bella-Kotchap, e quest'ultimo lo abbiamo voluto riscattare sfruttando una condizione economica favorevole – che sono giocatori che hanno appeal e mercato. Detto ciò, non credo che il problema sia questo. La difficoltà è stata mettere insieme tanti giocatori nuovi in poco tempo, come successo anche in passato, ma quest’anno non siamo riusciti, attraverso episodi e punti, a migliorare la situazione e indirizzare il campionato in modo diverso. Questo è ciò che è successo. L’analisi di una stagione, in questo momento, può portare a tante interpretazioni. Sappiamo benissimo che, se avessimo vinto due partite, oggi avremmo avuto sei punti in più e staremmo parlando di un’altra classifica. Poi magari non ce l’avremmo fatta comunque, oppure sì, come accaduto negli altri anni. È giusto analizzare gli errori ma, senza essere fatalisti, bisogna anche avere l’onestà di dire che in alcune partite che avremmo meritato di vincere, non siamo riusciti a ottenere i tre punti. È una nostra responsabilità, però quegli episodi hanno cambiato le dinamiche della stagione”.
C’è confronto quotidiano con la nuova proprietà? “Sì. Mi confrontavo quotidianamente con Setti e mi confronto oggi con Zanzi e Presidio. Il mio modo di lavorare non è cambiato. È una proprietà nuova, al primo anno in Italia. Non è semplice entrare in questo contesto, lo hanno vissuto tutti i gruppi stranieri. Non vedo persone che non vogliono dare un futuro al Verona, con la loro mentalità e con le loro possibilità. Sicuramente quello che vedo e che mi dicono, è che vogliono un futuro per il Verona”.
In questa stagione c’è stato anche l’esonero di Zanetti. Come è nata questa decisione e la scelta di Sammarco? Cosa significa 'ad interim'? Avevate contattato altri allenatori? “Fa parte del mio modo di lavorare cercare di risolvere i problemi insieme all’allenatore. A Verona ho sempre cercato continuità: sono stato due anni con Mandorlini senza cambiare, con Bocchetti e Zaffaroni senza cambiare, con Baroni senza cambiare, con Zanetti l’anno scorso senza cambiare, anche quando tutti chiedevano l’esonero. Quest’anno invece ho cambiato, con grande dispiacere, perché per me cambiare allenatore è una sconfitta. Abbiamo deciso di esonerare Paolo Zanetti perché l’ho visto stanco, scoraggiato. È sempre stato un professionista serio, un ragazzo che voleva dare il massimo e che rispetto molto, ma ho percepito una difficoltà emotiva dopo un anno e mezzo complicato. Non credo alle bacchette magiche. Abbiamo contattato un allenatore che ritenevamo adatto, ma non si è sentito di venire. L’idea di Sammarco nasce dal fatto che è un tecnico giovane che conosce bene l’ambiente, lavora da tre anni con la Primavera e sa quanto sia difficile questa impresa. La definizione di 'ad interim' è legata al momento: non volevamo caricarlo di responsabilità eccessive in una situazione già molto complicata. Sappiamo tutti come funziona: vinci una partita e hai trovato l’allenatore giusto, perdi e non sei adatto. La verità è che serve equilibrio e penso che allenare il Verona in questo momento sia difficile. Ora l’allenatore del Verona è Sammarco e lo stiamo sostenendo e aiutando, finché ci sarà lui sarà così”.
La proprietà ha dichiarato che, anche in caso di retrocessione, sarebbe pronta a puntare subito al ritorno in Serie A e in particolare di voler continuare a lungo con lei. Qual è la sua posizione sul suo futuro? “Quello che ho detto alla proprietà è che ci sono ancora dodici partite da giocare. Se ne mancassero tre o quattro sarebbe obbligatorio pensare già al futuro. In questo momento dobbiamo concentrarci sul presente. Negli ultimi quattro anni non abbiamo mai potuto programmare con largo anticipo, perché siamo sempre stati in lotta per la salvezza fino all’ultima giornata. Quest’anno non siamo in questa situazione, mancano ancora dodici partite. Oltre a pensare che può succedere di tutto, adesso bisogna salvare l’onore, entrare in campo per dare il massimo e giocarsi tutto. Io mi sono legato al Verona e sono rimasto qui proprio perché, anche se c’erano altre opportunità, non mi sono mai interessate. Poi, più avanti, parleremo del futuro con la proprietà”.
Ha inciso l’addio dello zoccolo duro? Col senno di poi sono stati sostituiti adeguatamente? “È un tema di cui abbiamo parlato molto e voglio fare chiarezza una volta per tutte. Quei giocatori hanno dato tanto al Club. Oggi trovare leader è difficilissimo, non solo per il Verona, probabilmente per noi di più perché siamo arrivati in un momento in cui il ciclo era alla fine. Negli ultimi anni c’è stato un leader, e non era italiano. Questo per farvi capire che io vorrei giocatori italiani, ma i leader non si decidono in base alla nazionalità. Duda era un leader vero, anche con i suoi difetti. Ha fatto una scelta personale e di vita. Abbiamo provato a trattenerlo, ma ha deciso diversamente. La vecchia guardia non c’è più, hanno dato tutto quello che avevano. Io ho avuto un bel rapporto con loro e li ho stimati, ma bisogna dire le cose come stanno. Dawidowicz voleva un contratto a cifre più alte. Abbiamo fatto un’offerta per farlo restare, ma cercava e voleva altro. Lazovic era in scadenza, gli abbiamo rinnovato un anno di contratto la scorsa stagione. Voleva ancora essere al centro del progetto dal punto di vista tecnico e di conseguenza, a 36 anni, ha fatto una scelta diversa insieme a noi. Gli abbiamo anche detto che, se la sua scelta è quella di vivere a Verona, può chiamarmi per capire quali prospettive avere per il dopo carriera da calciatore. Faraoni ha dato tanto, negli ultimi anni ha avuto dei problemi fisici e a dicembre è andato a giocare in un’altra categoria. Ha fatto questa scelta e se si è sentito di andare lì ha fatto bene”.
Con la nuova proprietà è cambiato qualcosa rispetto alla gestione precedente? Tu rimani un punto fermo del Verona, pronto a ricostruire dalla Serie B? “Sotto certi punti di vista non è cambiato tanto. Qualcuno può vederla in negativo o in positivo, ma quello che ho notato è che da parte della precedente gestione e di questa nuova, la volontà e la priorità sono quelle di avere situazioni economiche sotto controllo, di non fare il passo più lungo della gamba e di gestire sempre le dinamiche amministrative, che creano problemi a tante società. Qui c’è la voglia di far bene e di dare solidità al Club, tenendo presente che mantenere una società sana può permettere, speriamo quanto prima, e questa è la loro volontà, di poter investire anche su certi giocatori. Fino ad ora abbiamo fatto più cessioni che acquisti, o abbiamo preso giocatori sconosciuti. Voglio precisare: un conto è prendere e scoprire giocatori sconosciuti, cosa che probabilmente ci è riuscita, un altro conto è capire che per lottare per la salvezza e compiere queste imprese servono giocatori che non hanno già fatto tanto nella loro vita calcistica, ma che abbiano dentro qualcosa che permetta loro di fare una performance maggiore. Io lavoro tutto il giorno per il Verona, lo facevo tutti i giorni con Setti, lo faccio tutti i giorni con Presidio e con Zanzi. Ci sono momenti in cui devo fare delle scelte e momenti in cui le scelte vengono condivise. Per me, in questo momento, il futuro significa finire questo campionato e lottare in queste dodici partite. Nella mia vita professionale ho sempre dimostrato che non mi interessa la categoria, mi interessa legarmi a una società, costruire un rapporto vero. Qui l’ho fatto, l’ho dimostrato. Dal punto di vista del futuro, sicuramente con Presidio parleremo il prima possibile e poi prenderemo una decisione”. Fonte: hellasverona.it
Sogliano: “Cambiare allenatore è una sconfitta. Zanetti l’ho visto stanco. Finché ci sarà Sammarco, lo aiuteremo”
“Cercare di risolvere i problemi, insieme all’allenatore, è il mio modo di lavorare.
Quest’anno ho deciso di cambiare la guida tecnica con grande dispiacere. Per me è una sconfitta. Zanetti l’ho visto in un determinato momento un po’ scoraggiato, era stanco e per questo ho deciso di contattare un altro allenatore (D’Aversa, ndr) ma ha deciso di non venire a Verona ed oggi è sulla panchina del Torino.
Ho deciso quindi di promuovere Sammarco perché conosce questa realtà, sa benissimo che è un’impresa molto difficile e si sta rendendo conto che è più difficile di quello che si può pensare.
Allenare in questo momento é difficile, lo stiamo aiutando e finché ci sarà lui faremo così” ha dichiarato il ds scaligero.
Sogliano: “Obbligati a fare plusvalenze. La squadra ha mostrato dei limiti: abbiamo raccolto poco, poi tanti infortuni e perdita di fiducia”
“La squadra ha dimostrato dei limiti. Una stagione così negli ultimi anni non c’è mai stata. Stiamo giocando con dieci calciatori indisponibili. Singolarmente ritengo siano quasi tutti all’altezza, ma ci sono stai tanti infortuni, 4/5 dei quali lungodegenti.
Il Verona è da sette anni di fila in Serie A. Siamo obbligati a fare plusvalenze per mantenere questa società in Serie A. Setti resta un mio amico. Non sono un imperatore, ma tutti hanno elogiato quello che siamo riusciti a fare, mantenendo per tanti anni l’Hellas Verona in Serie A.
Non abbiamo raccolto all’inizio quanto meritavamo e poi abbiamo perso fiducia.
Ogni sei mesi devi inserire nuovi giocatori e di tempo però non ne abbiamo.
CAPITOLO INFORTUNI
Il nostro dottore è una persona seria, quest’anno è stata un’annata difficile da analizzare. Per il dottore è stato difficile gestire i tanti infortuni, come i vari traumi.
Belghali è quello che ha dato più problemi” ha dichiarato in conferenza stampa il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Sean Sogliano.
Tutte le news
UEFA Nations League, Repubblica Ceca-Israele 1-0, panchina per Barak
Successo di misura per la nazionale ceca del Ct Silhavy. Panchina per il centrocampista Antonin Barak, impegnato mercoledì contro la Slovacchia prima del rientro a Verona.
Hellas Verona 2019/20, un bilancio da… leccarsi le dita
Setti, oltre 3 milioni di compenso. Distribuzione di riserve per circa 7 milioni
La stagione 2019 – 2020 ha regalato ricche soddisfazioni sia sul campo, sia negli uffici di via Olanda 11.
E’ da qualche giorno disponibile il bilancio al 30 giugno 2020 che chiude con un utile record: 8.275.111 Euro. Probabilmente il miglior bilancio della storia del Verona… plusvalenze, la serie A più ricca di sempre, un’ottima stagione sportiva… tutte le condizioni favorevoli e… e quindi finalmente si può fare il salto di qualità?
Non è proprio così e capiremo il perché.
Andiamo con ordine: è evidente che l’emergenza epidemiologica (a proposito, auguri di un pronto recupero all’Amministratore Unico Maurizio Setti) ha avuto un forte impatto sul bilancio in termini di maggiori costi di gestione, minori introiti da botteghino ad esempio, ma anche la possibilità di spostare costi e ricavi all’esercizio successivo, sulla base delle partite ancora da giocare per chiudere la stagione.
Il valore della produzione ammonta ad Euro 65,6 milioni (Euro 45,8 milioni nel 2018-2019 grazie anche al “paracadute”). Tra le principali voci: proventi TV per Euro 29,2 milioni, plusvalenze da cessione di giocatori per Euro 15 milioni e proventi da gestione calciatori per Euro 12 milioni (foto 3 e 4).
Le plusvalenze hanno riguardato il coreano Lee per Euro 950 migliaia, Rrahmani per Euro 5,7 milioni, Wesley per Euro 1,5 milioni e Amrabat per Euro 6,9 milioni. I proventi da gestione calciatori si riferiscono ai premi di rendimento e valorizzazione maturati nel corso della stagione 2019-2020. Non è indicato un dettaglio ma è presumibile che gli stessi si riferiscano anche a Rrahmani e Amrabat.
Tra i costi, ci preme evidenziare quanto legato a procuratori e consulenze sportive (Euro 1,5 milioni) e costi accessori campagna trasferimenti (voce di cui non vi è alcuna ulteriore spiegazione) per Euro 4 milioni.
Evidenziamo inoltre anche il considerevole aumento dei costi amministrativi che segnano un raddoppio da Euro 2,6 milioni a Euro 5,2 milioni. E ad aumentare è il compenso per l’Amministratore Unico pari a Euro 3,1 milioni (solo Euro 209 migliaia nella precedente stagione).
Il costo del personale ammonta complessivamente a Euro 27,4 milioni.
Tra gli altri costi vi sono minusvalenze derivanti dalla cessione di Bearzotti (Euro 36 migliaia) e della risoluzione del contratto di Matteo Franchetti (Euro 701 migliaia). Relativamente a quest’ultimo, lo promettiamo… non lo citeremo più.
Sul bilancio dell’esercizio pesano inoltre imposte di competenza per Euro 1,5 milioni.
L’Hellas Verona beneficia peraltro dello stralcio del saldo IRAP dovuto, come da Decreto Rilancio. Si stima un beneficio di oltre Euro 600 migliaia.
Dal punto di vista patrimoniale evidenziamo che il valore contabile della rosa al 30 giugno 2020 è pari ad Euro 8,9 milioni, di cui oltre la metà per i polacchi Stepinski (Euro 3,2 milioni, preso a titolo temporaneo nella prima parte della stagione e acquistato poi per 3,5 milioni di Euro nel mercato di gennaio 2020) e Dawidowicz (Euro 1,6 milioni).
Tra i crediti si evidenziano crediti verso l’HV Service (ex Hellas Verona Marketing e Communication) per Euro 8.659 migliaia, in riduzione rispetto lo scorso anno in quanto il credito residuo di Euro 10 milioni relativo alla cessione del marchio del 2013 è stato parzialmente incassato per Euro 1,3 milioni.
Vi sono poi altri crediti verso Lega per Euro 1,5 milioni e verso altre società di calcio per Euro 23,4 milioni. Tra questi:
- crediti verso il Napoli per la cessione di Rrahmani per Euro 10,1 milioni;
- crediti verso la Fiorentina per la cessione di Amrabat per Euro 9 milioni;
- crediti verso la Spal per la cessione di Viviani e Valoti per Euro 2,6 milioni.
Tra i debiti, segnaliamo tra le voci più consistenti i debiti verso agenti FIFA per Euro 4,6 milioni, debiti verso il personale per Euro 7,8 milioni (pagamenti indicati come regolari secondo la normativa federale), debiti verso l’erario per Euro 6,4 milioni (il Verona ha usufruito della proroga dei versamenti in scadenza entro il 30/6 come previsto dal Decreto Rilancio e successivamente dal Decreto Agosto).
Segnaliamo anche i debiti verso altre società di calcio per circa Euro 12 milioni per l’acquisto di calciatori, tra cui:
- Benfica (Dawidowicz), Euro 2 milioni
- Dinamo (Rrhamani), Euro 1,8 milioni
- Chievo (Stepinsky), Euro 4,7 milioni
- Perugia (Di Carmine), Euro 0,9 milioni
Curiosamente, risulta ancora iscritto un debito verso la Serie B di Euro 3 milioni (se non sbaglio il cd. Contributo di solidarietà a carico delle società retrocesse che godevano del paracadute).
Vogliamo inoltre evidenziare il debito verso il Comune di Verona pari ad Euro 3,1 milioni. Come indicato nella nota integrativa è “in corso di definizione un accordo che preveda la dilazione del pagamento in cinque anni del debito residuio”.
L’Hellas Verona ha inoltre distribuito ai soci (STAR BALL) riserve in conto capitale e altre riserve per un valore complessivo di Euro 7.137.255.
Da un punto di vista finanziario il Verona presenta al 30 giugno 2020 una posizione finanziaria netta positiva, con le disponibilità liquide (Euro 6,2 milioni) che superano i finanziamenti in essere (Euro 4,5 milioni).
Come possiamo concludere? Possiamo senz’altro dire che la A fa gran bene al Verona, salvarsi bene e con gran merito aiuta molto, soprattutto quando si riesce a valorizzare giocatori comprati bene e venduti molto meglio. Grazie questo al lavoro del Direttore sportivo e dello Staff tecnico.
Spiace però rilevare come molte risorse siano destinate ad altro (incremento del compenso dell’amministratore unico, distribuzione di riserve a STAR BALL), ed è qui che forse manca quel qualcosa per un consolidato salto di qualità, tanto sognato da noi tifosi.
Come sempre, forza Hellas Verona!
Fonte: Verona Col Cuore
R.I.P. Raffaele Castellini
Lutto nel mondo gialloblù. Questa notte è venuto a mancare l’ex centrocampista gialloblù, Raffaele Castellini. Classe 1945, era una delle colonne portanti dell’ASD ex Calciatori Hellas Verona. Condoglianze alla famiglia da parte di Hellas Live.
Per sempre voleremo in alto
R.I.P. Raffaele
Elkjaer Sindaco
È l’estate del 1984. Quella in cui la Serie A italiana diventa “il campionato più bello del mondo”, come lo chiamano per la presenza di una lista di straordinari giocatori. Al Verona arriva l’attaccante danese Preben Elkjaer. È l’inizio di una storia d’amore e di passione. Per quattro anni Elkjaer è un simbolo dell’Hellas, che alla prima stagione vince un incredibile scudetto. Farà vivere al popolo gialloblù sconfinati momenti magici a quei tifosi che inizieranno ad acclamarlo come Sindaco. Lui, Preben, che aveva scelto di usare il cognome della madre, Elkjaer, perché quello paterno, Larsen, era troppo comune, entra per sempre nel mito, campione irripetibile che ha tracciato il solco di un’epoca.
Quelle stagioni leggendarie le racconta l’amico e collega Matteo Fontana, giornalista del “Corriere del Veneto” e corrispondente de “La Gazzetta dello Sport”, nel suo ultimo libro, “Elkjaer Sindaco!”, pubblicato da Eclettica Edizioni (202 pagine, 18 euro). Un viaggio che unisce la cronaca ai sentimenti e che descrive l’età dell’oro dell’Hellas, intrecciata anche a quella della grande Danimarca, con il suo gioco esaltante di cui Elkjaer era uno dei principali interpreti. Al centro di tutto c’è, però, il Verona, quel Verona, capace di conquistare il tricolore e di ottenere risultati emozionanti in Europa.
Per gli appassionati di calcio e gli innamorati dei colori gialloblù si tratta di un’imperdibile immersione in un tempo meraviglioso e unico.
“Elkjaer Sindaco” si può acquistare attraverso il sito web di Eclettica, tramite i principali rivenditori online e, a Verona, alla libreria Gulliver di via Stella 16/B, all’Edicola Palladio allo Stadio, e negli spazi dei negozi Salions in via Sansovino 6 e, a Peschiera del Garda, in via Fontana.
Tricella: “Questo Verona diverte. Juric mi ricorda Veneranda. Zaccagni il giocatore che mi piace di più dell’Hellas”
“Lovato? Ha vent’anni e già la personalità di un giocatore navigato. L’ho visto disimpegnarsi senza problemi con la Juve. Pure con il Milan non ha tradito emozioni. La mia ricetta? Per essere grandi, devi confermarti ad alti livelli per più stagioni. Ora è presto. Ma Lovato ha grandissime qualità. Meglio di Kumbulla? Paragone difficilissimo. Due ragazzi di grande talento. Solo il tempo dirà la verità. Se mi ha stupito Juric? Una volta sola: quando ha accettato di restare a Verona nonostante i giocatori migliori fossero in partenza. Ma, a riconsiderarla adesso, ha fatto bene. Si sta ripetendo con i giocatori che gli sono stati consegnati, ha dato equilibrio e credibilità al nuovo Hellas. Bravo a lui. Brava anche la società. Juric mi ricorda il mio Veneranda. Più spregiudicato di quanto si possa pensare. Quando andavamo in trasferta ci diceva: prima o dopo un goal lo prendiamo… E quindi: attacchiamo sempre, non rinunciamo mai ad andare dall’altra parte della metà campo. Un po’ come Juric. Che non pensa a difendere. Ma attaccare in forze, mantenendo comunque sempre grande equilibrio. E questo Verona sa divertire. il Verona è ritmo, alto ritmo. Una virtù che rischia, però, di farti esaurire in fretta le energie. Si è visto con Juve Milan. Quando cali, esce il talento degli altri. Ma guardare il risultato in classifica, il rischio è calcolato. Zaccagni da Nazionale? A capito i tempi di gioco. La maturazione è recente e gli ha permesso di fare il salto di qualità. Secondo tenere o dare il pallone. Resta sempre in pieno controllo del suo stare in campo. Non spreca mai nulla. Oggi Zaccagni è il giocatore che mi piace di più di questo Verona. Mentre Barak può diventare un top. Kalinic? Non è una scommessa al buio. In questo Verona può diventare un riferimento. Ha le qualità tecniche e fisiche per farlo. Dove si colloca l’Hellas in questo campionato? Se naviga a metà classifica, visti i valori del torneo, lo considero un grande successo. Dentro le prime dieci è da considerarsi risultato lusinghiero“ ha dichiarato a L’Arena, lo storico capitano dell’Hellas Verona, Roberto Tricella.
XXIV anniversario Giuliano Giuliani
Il 14 Novembre 1996 all’età di 38 anni ci lasciava prematuramente l’ex portiere dell’Hellas Verona, Giuliano Giuliani, stroncato da un brutto male.
Dal 1985 al 1988, in gialloblù collezionò 86 presenze.
R.I.P.
Hellas Store Live Shopping
Scopri tutto il Verona che vuoi comodamente seduto a casa tua. Si chiama Hellas Verona Live Shopping la nuova iniziativa pensata per tutti i simpatizzanti dell’Hellas Verona, e non solo. Oggi muoversi è diventato complicato e anche nell’ottica di evitare scomode code e lunghe attese, il Verona ha pensato questo nuovo servizio.
A partire da lunedì 16 novembre, infatti, sarà possibile visitare lo store ufficiale di via Carlo Cattaneo in maniera virtuale, accompagnati dai commessi dell’Hellas Store Arena.
Come? È molto semplice: prenota subito la tua visita personalizzata sul sito hvstore.it e potrai visitare il nostro store per 30 minuti dal lunedì al giovedì a partire dalle 10 di mattina e fino alle 13. Tutti coloro i quali si prenoteranno e acquisteranno i nostri articoli, dopo il tour virtuale con il live shopping, riceveranno in omaggio uno scaldacollo ufficiale dell’Hellas Verona. L’offerta è valida sino al 19 novembre. Pochi minuti prima del giorno e dell’ora selezionata al momento della prenotazione, il cliente riceverà un link di accesso al servizio attraverso Google Meet. Attraverso il link ci si collegherà direttamente con il nostro venditore in store per la vendita assistita. Fonte: hellasverona.it
Domenica libera per i gialloblù
L’Hellas Verona di Juric riprenderà gli allenamenti martedì mattina, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, per preparare la sfida in programma domenica prossima al Bentegodi contro il Sassuolo.
Hellas Verona, infortunio anche per Colley in Nazionale
Il Ct del Gambia ha depennato dalla lista dei convocati l’attaccante gialloblù Ebrima Colley causa infortunio. Per verificare l’entità del problema si attende ora il ritorno del classe 2000 a Verona.
Lovato, lesione muscolo-fasciale di primo grado dell’adduttore lungo della coscia destra
Il difensore dell’Hellas Verona, Matteo Lovato, ha subito la lesione muscolo-fasciale di primo grado dell’adduttore lungo della coscia destra. Fonte: hellasverona.it