24 febbraio 2026 13:11 | Alberto Fabbri

Hellas Verona, le dichiarazioni in conferenza stampa del direttore sportivo Sean Sogliano

"Sono abituato a metterci la faccia e continuo a farlo, ma non perché sono un eroe: fa parte del mio lavoro analizzare quello che sta succedendo. È un momento molto difficile dal punto di vista calcistico: la classifica è negativa, drammatica, impossibile; lascio a voi stabilire la definizione più appropriata. Da questo punto di vista, sono molto dispiaciuto, arrabbiato e deluso. Sono pienamente consapevole che svolgere questo lavoro implica anche accettare le critiche. Conosco bene il mondo del calcio, dove si vince in tanti e si perde in pochi, poiché esercito il ruolo di direttore sportivo da ventidue anni, non è quindi un incarico che ho intrapreso da poco. Conosco ciò che accade, ma sono anche in grado di riconoscere altri aspetti e altre realtà. Innanzitutto, desidero chiarire che qui non vi è alcuna mancanza di rispetto verso nessuno. Leggo dichiarazioni assurde e vergognose nei confronti di persone che per molti anni hanno lottato per i colori gialloblù, cercando sempre di ottenere il massimo e di raggiungere gli obiettivi prefissati. Affermare che tutti mancano di rispetto rappresenta, in realtà, una mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti del Verona e di tutte le persone che lavorano per la società, impegnandosi al massimo. Per quanto riguarda la mia posizione, avendo il ruolo più attaccabile, ed è giusto che sia così, ci tengo a sottolineare che sono legato al Verona da sette anni: questo è il mio settimo campionato. I dirigenti che stimo maggiormente e che hanno contribuito in maniera significativa al Club sono Emiliano Mascetti, che ha operato per nove anni, e Rino Foschi, che vi ha lavorato per sette anni. Successivamente sono passati numerosi dirigenti che hanno svolto il proprio lavoro e molti, appena ne hanno avuto l’opportunità, hanno scelto contesti più tranquilli. Io non ho agito in questo modo: negli ultimi tre anni in cui avrei potuto farlo, non l’ho fatto, proprio per il legame che ho con il Verona. Detto questo, accetto tutte le critiche, ma non posso accettare nessuna mancanza di rispetto. Proseguirò nel mio lavoro, rimanendo chiaro e trasparente nelle analisi, evitando confusione. In sei anni abbiamo raggiunto l’obiettivo massimo prefissato dalla società, sei anni su sette. Abbiamo vinto il campionato di Serie B, ottenuto cinque salvezze consecutive con quattro allenatori diversi e stabilito il record ancora presente di punti in Serie A. Quest’anno non sta andando come previsto: si tratta di un anno complesso, forse impossibile, per raggiungere la salvezza; vedremo come evolverà. Quanto realizzato da me, insieme alle persone che lavorano con me, è stato compiuto a testa alta. Ogni anno, non per scelta ma per necessità, abbiamo reso la società capace, con la proprietà precedente e con quella attuale, di iscriversi al campionato, di adempiere a tutti gli obblighi finanziari e di generare plusvalenze che hanno mantenuto la stabilità della società. Probabilmente ciò è stato possibile proprio grazie al mio legame con il Club, e anche perché non ho privilegiato interessi personali. Avrei forse voluto far giocare una squadra con qualche giocatore più forte, ma in questa realtà non è una questione di forza individuale: il problema è l’inserimento dei giocatori nella squadra. Abbiamo scelto, innanzitutto, di mantenere una società solida, e così ho fatto. Questo significa, lo ribadisco, che accetto le critiche senza problemi. Se desideriamo dimenticare quanto è stato fatto e parlare di altri temi, altri giocatori, e trascurare coloro che sono passati brevemente, scovati e venduti, possiamo farlo. Tuttavia, non posso accettare la mancanza di rispetto. Leggere o ascoltare certe dichiarazioni non lo ritengo corretto: lo considero molto sleale".

Lei aveva promesso di lottare fino all’ultimo minuto dell’ultimo giorno. Perché quest’anno non sta avvenendo?“Io non penso che non stiamo lottando. Penso che la squadra abbia dimostrato dei limiti, questo sì. Una stagione così, negli ultimi anni, non c’è mai stata. Parliamo di dati oggettivi, la squadra sta lottando con dieci giocatori non disponibili. Una rosa senza dieci giocatori cambia completamente valore. Fino alle prime partite, tutti – compreso l’ex allenatore – diceva che non aveva mai allenato una squadra così forte. Questo significa che, singolarmente, i giocatori sono quasi tutti all’altezza. Il problema è che quando nascono stagioni di questo tipo, succedono tante cose insieme. Abbiamo avuto infortuni importanti: Suslov e Serdar al crociato, Gagliardini alle costole, Akpa Akpro al perone, Belghali alla caviglia. Tutte le squadre hanno infortuni, ma quando ne hai cinque, sei o sette di lunga durata il livello cambia. Nelle prime dieci partite non abbiamo raccolto quanto meritavano le prestazioni, e la squadra ha perso fiducia. Alcuni giocatori non hanno reso come dovevano, alcuni caratteri non sono stati quelli che pensavo. Negli anni passati, anche dopo sconfitte pesanti, la squadra reagiva. È successo anche quest’anno: penso alla partita di Parma, dove abbiamo lottato in dieci contro undici per 90 minuti e abbiamo perso al 93’. Non sono felice, sono arrabbiato e deluso. Ma bisogna mantenere lucidità nell’analisi”.

Tutti questi infortuni sono stati gestiti bene? Ci sono responsabilità dello staff medico? “Il nostro medico è una persona seria, è con noi da quattro anni. Negli anni scorsi non abbiamo avuto tutti questi infortuni. Quest’anno molti sono stati traumatici, non muscolari, e quindi difficili da prevenire. Alcuni sono stati curati bene, altri purtroppo hanno avuto ricadute. Il caso di Belghali è stato delicato: si è fatto male in Coppa d’Africa, è tornato infortunato e abbiamo cercato di recuperarlo, ma ha avuto una ricaduta. Bisogna ricordare che quando abbiamo preso Belghali non aveva mai giocato con la Nazionale algerina, quindi la sua convocazione non era nelle previsioni”.

La società ha un progetto? Oppure è costretta a vendere continuamente per restare in piedi? “Il Verona è da sette anni consecutivi in Serie A. Negli ultimi quattro anni abbiamo sempre detto chiaramente che il Club è obbligato a fare plusvalenze e vendere per mantenere la categoria. Non lo abbiamo mai nascosto. La presidenza Setti ha fatto un grande lavoro in questo senso. Nelle difficoltà economiche siamo riusciti a restare in Serie A. Sui giovani: abbiamo avuto l’intuizione di prestare Cisse in Serie B quando nessuno ne parlava, abbiamo ricevuto offerte importanti da due grandi Club, e il giocatore non vedeva l’ora di andare. In questi casi una società come il Verona non può dire no. Agbonifo gioca in Serie C, ed era in scadenza di contratto, quindi lo abbiamo ceduto. Abbiamo sempre lanciato giovani del Settore Giovanile, fatto esordire ragazzi e blindato un talento del 2010, Fortune Egharevba, con un contratto da professionista, nonostante l’interesse di importanti Club europei. Questo dimostra che un’attenzione al futuro c’è. Capisco le critiche, ma non accetto mancanze di rispetto. Si può criticare il lavoro, ma non mettere in discussione l’impegno. Io ho sempre dato il 100% per questo Club. Se non fosse così, non sarei qui. Non dimentichiamo quello che è stato fatto negli anni precedenti solo perché questa stagione è negativa. Se resterò il Direttore sportivo del Verona lo decideremo io e la società, non altri”.

Cosa ritiene di aver sbagliato in questa stagione? “Già alla terza partita, contro la Cremonese, dovevamo vincere 3-0 ed è finita 0-0. Ho avuto subito sensazioni negative: dopo tre stagioni in cui episodi e meriti andavano nella stessa direzione, quest’anno, nonostante l’ottimismo giustificato dalle prestazioni della squadra, gli episodi sono stati sempre contrari. A me, che faccio calcio da tanti anni, questo preoccupava. Abbiamo venduto Giovane, ma rifiutato offerte per altri quattro giocatori. Questo significa che singolarmente ci sono calciatori di valore, che vanno d’accordo e non hanno problemi tra di loro, ma l’inserimento nel calcio italiano per alcuni non è riuscito. Le prestazioni e il carattere sono stati troppo altalenanti. Forse abbiamo perso quella capacità di giocare partite “sporche” per fare punti, che in passato avevamo. Il mercato è sempre più difficile per una società come la nostra. Paradossalmente, a gennaio abbiamo preso Edmundsson, un giocatore sconosciuto ai più, che secondo me si è inserito benissimo. Questo significa che dal punto di vista mentale era predisposto al tipo di situazione che stiamo vivendo. Altri giocatori, invece, non sono riusciti a fare lo stesso percorso. Lo stesso Bowie, che magari non sta ancora segnando, per atteggiamento e spirito di lotta è completamente dentro questa squadra. Col senno di poi, probabilmente alcuni profili non erano adatti a una lotta salvezza, al di là delle qualità tecniche”.

Presidio le ha messo a disposizione un budget importante nell’ultima sessione di mercato. Forse è stato investito male? “A gennaio abbiamo preso Edmundsson e Bowie, due giocatori da Verona. L’attaccante è un classe 2002 e ha margini di crescita, mentre il difensore è un giocatore utile e sta dimostrando di avere l’atteggiamento e la mentalità giusta. Quest’estate è stato fatto un mercato diverso, sono arrivati giocatori in prestito e altri profili – penso a Belghali, Giovane o a Bella-Kotchap, e quest'ultimo lo abbiamo voluto riscattare sfruttando una condizione economica favorevole – che sono giocatori che hanno appeal e mercato. Detto ciò, non credo che il problema sia questo. La difficoltà è stata mettere insieme tanti giocatori nuovi in poco tempo, come successo anche in passato, ma quest’anno non siamo riusciti, attraverso episodi e punti, a migliorare la situazione e indirizzare il campionato in modo diverso. Questo è ciò che è successo. L’analisi di una stagione, in questo momento, può portare a tante interpretazioni. Sappiamo benissimo che, se avessimo vinto due partite, oggi avremmo avuto sei punti in più e staremmo parlando di un’altra classifica. Poi magari non ce l’avremmo fatta comunque, oppure sì, come accaduto negli altri anni. È giusto analizzare gli errori ma, senza essere fatalisti, bisogna anche avere l’onestà di dire che in alcune partite che avremmo meritato di vincere, non siamo riusciti a ottenere i tre punti. È una nostra responsabilità, però quegli episodi hanno cambiato le dinamiche della stagione”.

C’è confronto quotidiano con la nuova proprietà? “Sì. Mi confrontavo quotidianamente con Setti e mi confronto oggi con Zanzi e Presidio. Il mio modo di lavorare non è cambiato. È una proprietà nuova, al primo anno in Italia. Non è semplice entrare in questo contesto, lo hanno vissuto tutti i gruppi stranieri. Non vedo persone che non vogliono dare un futuro al Verona, con la loro mentalità e con le loro possibilità. Sicuramente quello che vedo e che mi dicono, è che vogliono un futuro per il Verona”.

In questa stagione c’è stato anche l’esonero di Zanetti. Come è nata questa decisione e la scelta di Sammarco? Cosa significa 'ad interim'? Avevate contattato altri allenatori? “Fa parte del mio modo di lavorare cercare di risolvere i problemi insieme all’allenatore. A Verona ho sempre cercato continuità: sono stato due anni con Mandorlini senza cambiare, con Bocchetti e Zaffaroni senza cambiare, con Baroni senza cambiare, con Zanetti l’anno scorso senza cambiare, anche quando tutti chiedevano l’esonero. Quest’anno invece ho cambiato, con grande dispiacere, perché per me cambiare allenatore è una sconfitta. Abbiamo deciso di esonerare Paolo Zanetti perché l’ho visto stanco, scoraggiato. È sempre stato un professionista serio, un ragazzo che voleva dare il massimo e che rispetto molto, ma ho percepito una difficoltà emotiva dopo un anno e mezzo complicato. Non credo alle bacchette magiche. Abbiamo contattato un allenatore che ritenevamo adatto, ma non si è sentito di venire. L’idea di Sammarco nasce dal fatto che è un tecnico giovane che conosce bene l’ambiente, lavora da tre anni con la Primavera e sa quanto sia difficile questa impresa. La definizione di 'ad interim' è legata al momento: non volevamo caricarlo di responsabilità eccessive in una situazione già molto complicata. Sappiamo tutti come funziona: vinci una partita e hai trovato l’allenatore giusto, perdi e non sei adatto. La verità è che serve equilibrio e penso che allenare il Verona in questo momento sia difficile. Ora l’allenatore del Verona è Sammarco e lo stiamo sostenendo e aiutando, finché ci sarà lui sarà così”.

La proprietà ha dichiarato che, anche in caso di retrocessione, sarebbe pronta a puntare subito al ritorno in Serie A e in particolare di voler continuare a lungo con lei. Qual è la sua posizione sul suo futuro? “Quello che ho detto alla proprietà è che ci sono ancora dodici partite da giocare. Se ne mancassero tre o quattro sarebbe obbligatorio pensare già al futuro. In questo momento dobbiamo concentrarci sul presente. Negli ultimi quattro anni non abbiamo mai potuto programmare con largo anticipo, perché siamo sempre stati in lotta per la salvezza fino all’ultima giornata. Quest’anno non siamo in questa situazione, mancano ancora dodici partite. Oltre a pensare che può succedere di tutto, adesso bisogna salvare l’onore, entrare in campo per dare il massimo e giocarsi tutto. Io mi sono legato al Verona e sono rimasto qui proprio perché, anche se c’erano altre opportunità, non mi sono mai interessate. Poi, più avanti, parleremo del futuro con la proprietà”.

Ha inciso l’addio dello zoccolo duro? Col senno di poi sono stati sostituiti adeguatamente? “È un tema di cui abbiamo parlato molto e voglio fare chiarezza una volta per tutte. Quei giocatori hanno dato tanto al Club. Oggi trovare leader è difficilissimo, non solo per il Verona, probabilmente per noi di più perché siamo arrivati in un momento in cui il ciclo era alla fine. Negli ultimi anni c’è stato un leader, e non era italiano. Questo per farvi capire che io vorrei giocatori italiani, ma i leader non si decidono in base alla nazionalità. Duda era un leader vero, anche con i suoi difetti. Ha fatto una scelta personale e di vita. Abbiamo provato a trattenerlo, ma ha deciso diversamente. La vecchia guardia non c’è più, hanno dato tutto quello che avevano. Io ho avuto un bel rapporto con loro e li ho stimati, ma bisogna dire le cose come stanno. Dawidowicz voleva un contratto a cifre più alte. Abbiamo fatto un’offerta per farlo restare, ma cercava e voleva altro. Lazovic era in scadenza, gli abbiamo rinnovato un anno di contratto la scorsa stagione. Voleva ancora essere al centro del progetto dal punto di vista tecnico e di conseguenza, a 36 anni, ha fatto una scelta diversa insieme a noi. Gli abbiamo anche detto che, se la sua scelta è quella di vivere a Verona, può chiamarmi per capire quali prospettive avere per il dopo carriera da calciatore. Faraoni ha dato tanto, negli ultimi anni ha avuto dei problemi fisici e a dicembre è andato a giocare in un’altra categoria. Ha fatto questa scelta e se si è sentito di andare lì ha fatto bene”.

Con la nuova proprietà è cambiato qualcosa rispetto alla gestione precedente? Tu rimani un punto fermo del Verona, pronto a ricostruire dalla Serie B? “Sotto certi punti di vista non è cambiato tanto. Qualcuno può vederla in negativo o in positivo, ma quello che ho notato è che da parte della precedente gestione e di questa nuova, la volontà e la priorità sono quelle di avere situazioni economiche sotto controllo, di non fare il passo più lungo della gamba e di gestire sempre le dinamiche amministrative, che creano problemi a tante società. Qui c’è la voglia di far bene e di dare solidità al Club, tenendo presente che mantenere una società sana può permettere, speriamo quanto prima, e questa è la loro volontà, di poter investire anche su certi giocatori. Fino ad ora abbiamo fatto più cessioni che acquisti, o abbiamo preso giocatori sconosciuti. Voglio precisare: un conto è prendere e scoprire giocatori sconosciuti, cosa che probabilmente ci è riuscita, un altro conto è capire che per lottare per la salvezza e compiere queste imprese servono giocatori che non hanno già fatto tanto nella loro vita calcistica, ma che abbiano dentro qualcosa che permetta loro di fare una performance maggiore. Io lavoro tutto il giorno per il Verona, lo facevo tutti i giorni con Setti, lo faccio tutti i giorni con Presidio e con Zanzi. Ci sono momenti in cui devo fare delle scelte e momenti in cui le scelte vengono condivise. Per me, in questo momento, il futuro significa finire questo campionato e lottare in queste dodici partite. Nella mia vita professionale ho sempre dimostrato che non mi interessa la categoria, mi interessa legarmi a una società, costruire un rapporto vero. Qui l’ho fatto, l’ho dimostrato. Dal punto di vista del futuro, sicuramente con Presidio parleremo il prima possibile e poi prenderemo una decisione”. Fonte: hellasverona.it

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Commenti

Hellas san miguel

Hellas san miguel

Avemo capio che ghe vol rispetto..bon !dighe che comincia quei in campo

24/02/2026 13:16

Dama

Dama

Tanti discorsi che già sappiamo ma il tifoso del Verona gli interessa sapere quale è il programma dell'anno prossimo visto che la retrocessione è ormai certa ...

24/02/2026 13:30

Dama

Dama

Tanti discorsi che già sappiamo ma il tifoso del Verona gli interessa sapere quale è il programma dell'anno prossimo visto che la retrocessione è ormai certa ...

24/02/2026 13:30

Pietro

Pietro

Ha attaccato per non essere attaccato, sapendo egli che quanto fatto da lui e Presifio é risultato fallimentare. Mi sarei aspettato maggiore…intensitá da parte della stampa locale ma tant’è…

24/02/2026 13:38

berto trapola

berto trapola

scusate ma non ci arrivo: mi spiegate il senso di questa conferenza stampa? Niente di nuovo, tutte ovvietà, cose sapute trite e ritrite. Programmi e obiettivi futuri zero. Poteva risparmiarcela o voleva solo dimostrare che lui ci mette la faccia? A noi non interessa la faccia di nessuno ma il bene della Nostra, e sottolineo NOSTRA, Squadra e di bene ne vedo grqn poco...purtroppo!

24/02/2026 13:44

Hellas san miguel

Hellas san miguel

Esatto,conferenza stampa inutile e senza senso..se non per dire che ci vuole rispetto..mah

24/02/2026 13:47

tego

tego

40 euro per la curva sabato sera ultimi in classifica se Pol considerar na mancanza de rispetto? dc di un db

24/02/2026 13:57

Linus01

Linus01

Bla, bla bla, la verità è che se non hai un proiecto e vendi appena qualche altra squadra chiede, la te va ben un anno, magari 2 o 3, forse 4, ma poi el cul el finisse.

24/02/2026 13:58

mat’66

mat’66

SEAN GRAZIE SEMPRE COMUNQUE VADA !

24/02/2026 14:05

Peppe

Peppe

Quanti leoni da tastiera! Fatelo voi il DS senza soldi, visto che avete in mano tutto il sapere! La verità è che non c'è riconoscenza! È anni che sogliano lavora senza soldi, prima o poi ci scappa la stagione sbagliata! D'amico si che era bravo! Alla prima offerta è scappato e con un budget mostruoso quest anno ha cannato tutto! Allenatore, Champions e quasi non entra in Europa...ma state zitti piuttosto di scrivere boiate!!

24/02/2026 14:17

Gigio

Gigio

Sean parli di rispetto verso i tesserati della società .. ricordati che i tesserati sono dei professionisti e prendono fior fior di quattrini a differenza di noi tifosi che i quattrini li spendiamo x vedere il Verona .. quindi se un giocatore va in campo x camminare senza una goccia di sudore , il nostro Rispetto nn se lo meritano , scarsi fin che vuoi ma almeno cn un briciolo di dignità e qst loro inteso come giocatori nn ce l’hanno , se l’ avessero nn avrebbero fatto certe figuracce , per chiudere Rispetto chiama Rispetto … forza Verona

24/02/2026 14:28

rp

rp

Non pol essar Scion a parlar de projeto, ma i merjcani. I è lori che ha deciso de comprar l'Hellas, Scion el deciderà se restar o no in base al projetto che o ghe i ghe presenterà. Se dovesse andar via Scion significa che o mericano i è intensionadi a ripetar i prossimi anni all'insegna del sacrificio e della sopravvivenza. Non credo el sia disppsto a ripetere annate come qust'ultima. Al contrario se dovesse restar allora credo e spero, che ghe sia veramente un projetto valido. Tempo 2 mesi e savaremo tutto

24/02/2026 14:35

questo è forte

questo è forte

bisogna cantar

24/02/2026 14:37

berto trapola

berto trapola

Peppe non ho assolutamente criticato il DS e il suo operato ma solamente la sua conferenza stampa. Leggi bene la prossima volta!

24/02/2026 14:54

Gigo

Gigo

Grazie Direttore per tutto quello che fa ! Bastava pero' essere chiari ( in particolare la proprieta') nel dire che l'obiettivo principale era il risanamento , invece la Presidenza ha speso parole che non hanno avuto un seguito , parlare di progetto con giocatori che cambiano maglia dopo appena 3 mesi non è molto consolante , non parliamo poi dei giocatori del vivaio venduti anche ragazzi del 2009....Io ho investito sempre per abbonamenti , amichevoli , trasferte ....Non altrettanto la proprieta' Verona merita altre sorti

24/02/2026 14:55

Maggio2025?

Maggio2025?

caos totale....fallimento dietro l'angolo. non serviva questa conferenza per offendere noi tifosi dell'hellas . Ero presente a Reggio Emilia caro Sogliano ma ormai il tuo ciclo a Verona si e' chiuso . FORZA HELLAS VERONA

24/02/2026 15:17

Ale

Ale

Quante cagate Sogliano... Hai fatto scelte sbagliate fin da inizio anno. Dovevi prendere dei leader con esperienza. E hai preso giovani scommesse straniere. Dovevi esonerare Zanetti finché si poteva e prendere D'aversa. Dovevi sostituire Giovane e poi eventualmente venderlo. Non ne hai presa una quest'anno

24/02/2026 15:18

Ste_71

Ste_71

Vivere di plusvalenze non significa smembrare ogni anno tutto, vendere ogni stagione metá squadra a gennaio, cercare solo in mercati esteri invece che nelle nostre B e C, e soprattutto avere sempre 15 giocatori diversi ogni anno. Il gruppo non si fará mai, il senso di appartenenza non si formerá mai. La fascia di capitano la si dá a uno a caso. Chi viene qua sa che resterá massimo sette mesi. NON ESISTE PROGRAMMAZIONE!!! Nessuna società in A e in B si comporta come la nostra. Sogliano anche tu…. basta balle!

24/02/2026 15:28

Peppe

Peppe

Berto, non ce l avevo con te, anzi tra i commenti che ho letto il tuo è stato uno dei più onesti, me la prendo con chi insulta a prescindere: sogliano vattene, sogliano quest'anno hai sbagliato tutto, sogliano sei tu che non ha rispetto per noi tifosi...come se questa situazione fosse colpa sua!!! Se avessimo avuto il budget del Como e stessimo in queste condizioni allora si che sarebbe stata colpa sua!!! Ma fare ogni anno la squadra con ZERO euro non credo neanche il duo Galliani/Braida dei tempi migliori sarebbero mai riusciti...questa ovviamente è la mia opinione, poi se vi sentite meglio a sparare su tutto e tutti fate pure...a mio avviso la copla è SOLO di una società senza soldi che sperava di replicare i risultati di $etti....anche Napoleone lo diceva: meglio avere dei Generali fortunati più che bravi!!!

24/02/2026 15:51

Cefis Tropical

Cefis Tropical

Col senno di poi è facile parlare, la verità è che per 3 anni consecutivi ci ha salvato il culo, e che purtroppo quest’anno non ci riuscirà. Sicuramente ha sbagliato acquisti, e Comunque il budget del Verona lo sappiamo che non è alto. Poi concordo che la squadra gioca in maniera indegna, come se avesse già mollato.

24/02/2026 16:01

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