Hellas Verona, rifinitura per i gialloblù. Ore 15 conferenza Sammarco
Allenamento questa mattina, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, per la squadra capitanata da Serdar alla vigilia della sfida contro il Pisa, in programma allo stadio Bentegodi.
In sede prepartita con l’ex allenatore della Primavera scaligera, Paolo Sammarco, promosso ad interim in Prima squadra.
Hellas Verona, Zanzi: “Sono fiducioso. Non alzo bandiera bianca: lotteremo fino alla fine“
Presidente, lasciando perdere i demeriti e i meriti della parte sportiva, se la società non reinveste i soldi incassati nel mercato invernale ed estivo vuol dire che c’è qualche problema. Com’è la salute della società e perché Presidio non ha investito pesantemente per evitare la retrocessione che sembra imminente?
"Come prima cosa ringrazio tutti per essere qui. Non è vero che non abbiamo reinvestito, abbiamo speso 35 milioni di euro tra sessione estiva e invernale. Nel calcio, come sapete e come abbiamo dimostrato, non è sempre la cifra che si spende che dà il valore ad un giocatore. Oggi riconosciamo che abbiamo un problema di classifica ma non di progetto. Abbiamo sempre massima fiducia nel Direttore Sportivo e nel suo lavoro, così che possa prendere giocatori che possano rendere in campo, e Presidio sempre sosterrà il Club ed il Direttore. Ora la classifica è difficile ma nessuno alza bandiera bianca, la Serie B per noi non è sicura e questo è l’importante quando facciamo le nostre decisioni".
Con le vendite di Giovane, Tchatchoua e Cisse avete superato i 35 milioni che poi avete speso. Presidio ha rilevato una situazione complicata, ma voi non avete mai parlato di conti, anche se ora dovete fare i conti con la situazione della classifica e di campo. Perché i soldi incassati non sono stati reinvestiti adeguatamente?
“Ogni euro che noi incassiamo è stato reinvestito nella società e nel Club, non è uscito nessun euro. Noi abbiamo un progetto a lungo termine, e nel calcio c’è la tentazione di fare investimenti rischiosi e sbagliati. Noi vogliamo un Verona che abbia una lunga e buona vita, senza spendere cifre che potrebbero fare solo peggio alla società. Non c’è bisogno di andare in panico".
Sperando di arrivare alla salvezza, avete pensato cosa significherebbe una retrocessione? Presidio è pronta?
“Noi ora pensiamo a rimanere in Serie A. Ma se dovesse accadere altro, noi saremo pronti a lottare per tornare subito in Serie A. Presidio c’è, noi ci siamo. Nel calcio ci sono tante società che hanno speso tanti soldi e sono retrocesse. Noi non abbiamo detto che saremmo rimasti sicuramente in Serie A, ma che era un obiettivo. Oggi con 4 o 5 punti in più staremmo parlando di un’altra situazione. Il campo detta la sua legge e gli episodi contano. Noi restiamo fiduciosi per questa stagione e per il progetto a lungo termine".
Il cambio di allenatore è una mossa per cercare di restare in Serie A? Il futuro di Sammarco dipende dalla gara di venerdì o dalla ricerca di un altro mister?
“Non è stato facile fare la scelta. Noi auguriamo tutto il meglio a un bravo allenatore come Zanetti, ma nel calcio a volte servono dei cambiamenti. Seguiamo quotidianamente la squadra e il loro spirito e l’atteggiamento erano giusti. Quando è iniziato a mancare qualcosa, abbiamo condiviso con l’area sportiva la decisione di cambiare. Sammarco è la scelta giusta per noi. Noi dobbiamo vincere e lui è una persona del Club, conosce Verona, ha giocato in Serie A ed è già pronto, perché conosce l’ambiente e i giocatori. Non possiamo aspettare che arrivi qualcuno con poca voglia di venire qui perché dobbiamo lottare. La parte psicologica è importante, abbiamo sondato altri allenatori, ma noi dobbiamo vincere venerdì e questa è la scelta migliore".
Che errori pensa di aver commesso la società vista la situazione di classifica?
"Non credo esistano persone che non facciano errori. Noi abbiamo sempre dato tutto per il Club. A livello tecnico abbiamo avuto un po’ di sfortuna, tanti infortuni, ma non credo che abbiamo sbagliato a livello di progetto. Ora non guardiamo indietro a quelle scelte e a quello che sarebbe potuto essere, ma guardiamo avanti".
C’era la necessità di operare prima in entrata nel mercato di gennaio? Si aspettava la vendita di Giovane per fare delle entrate?
"No. Non era prevista l’uscita di Giovane ma è arrivata un’offerta che chiunque avrebbe accettato. Il giocatore è un fantastico ragazzo che ha avuto una grande opportunità, ma la scelta non era prevista. Comprare a gennaio non è facile per tante ragioni: tutti aspettano a vendere perché stanno giocando, con tante pressioni, noi abbiamo provato a fare prima alcune operazioni, ma dall’altra parte non è semplice trovare apertura. Poi bisogna trovare giocatori motivati che vogliono essere qui, in uno degli ambienti migliori al mondo dove giocare a calcio. Adesso abbiamo bisogno di calciatori con la giusta mentalità e pronta per la lotta, non che cerchino un appoggio temporaneo per quattro mesi. Siamo fiduciosi di aver trovato questo tipo di giocatori, pronti a combattere”.
Lei è preoccupato in questo momento?
“Sono preoccupato della classifica, ma non del nostro progetto. Pensiamo alla partita di venerdì, a fare più punti possibili e cerchiamo di raggiungere la salvezza, ma se dovessimo retrocedere il nostro progetto continua".
Perché il Verona deve vendere tutti i migliori giocatori e i ragazzi prodotti nel Settore Giovanile, come Cisse? Che progetto è quello di dover creare continuamente plusvalenze, senza poter mai vedere una squadra che riesca a creare identità?
“Noi non dobbiamo vendere giocatori individualmente. Spesso è importante anche la volontà del calciatore, che deve voler restare qui. Quando arrivano offerte importanti non è solo la società a decidere, noi cerchiamo la crescita dei giocatori e questo spesso porta i calciatori a crescere e cogliere delle importanti opportunità, che poi aiutano gradualmente a far crescere la società. Vediamo tutto in maniera complessiva, non siamo costretti a vendere, ma la realtà è che i giocatori meritano di accettare certe opportunità. Abbiamo detto no a tante richieste che sono arrivate, anche in questa sessione di mercato, abbiamo rifiutato offerte per più di cinque giocatori".
Come società avete elargito un buon numero di milioni sul mercato, lei è ancora convinto che Sogliano sia il migliore Direttore sportivo?
“Assolutamente sì".
Avete preso un attaccante scozzese e un difensore faroese, quindi voi puntate su scommesse?
"Dipende da cosa si intende per scommessa. Per me è una scommessa anche puntare tanti soldi su un solo giocatore che si conosce ma che forse non farà meglio di altri. A volte non ha senso spendere tanto per giocatori dei quali non si è sicuri, o che non hanno la mentalità giusta per venire qui a lottare. Noi non cerchiamo giocatori che non valgono molto a livello di prezzo, ma giocatori che siano pronti a venire al Verona con la giusta mentalità. Se noi, o voi, non conosciamo un giocatore questo non vuol dire che non sia un buon calciatore”.
Ci spiega cosa è successo con Kouame?
“Kouame poteva essere un’opportunità per rinforzare la squadra e alla fine non si è potuto fare, non per colpa nostra. Abbiamo fatto tutto in modo regolare: è mancato qualche altro documento da altre parti, ma non lo vediamo come un fattore fondamentale nella lotta per la Serie A”.
Può darci delucidazioni sul comunicato pubblicato oggi dalla FIGC?
“È una cosa che sapevamo. La nostra società è sempre stata gestita in modo trasparente. La FIGC ci ha chiesto un’integrazione e gliel’abbiamo fornita. Abbiamo trovato questo accordo per chiudere velocemente questa situazione senza ammettere nessuna colpa e andare avanti, si tratta di una questione burocratica”.
Può dirci cosa è stato fatto a livello interno all’Hellas Verona dall’arrivo di Presidio?
“Quando siamo arrivati, la prima priorità era la situazione a Peschiera: le strutture per i giocatori, gli spogliatoi, l’area medica. In primis abbiamo sistemato questi aspetti, perché ogni giocatore deve avere il posto giusto per lavorare al meglio. Abbiamo cercato di fare tanto anche per i tifosi e per lo stadio, migliorando i punti vendita in tutti i settori. Abbiamo creato nuove aree di ospitalità, perché per far crescere una squadra di calcio serve anche una crescita nel mercato corporate, così da ampliare i ricavi. Non si può valutare una società di calcio solo da quello che succede in campo. Conta anche l’atteggiamento verso la città. Noi facciamo tutto il possibile per integrare l’Hellas con la città e penso che questo sia stato fatto in modo ottimo, attraverso l’Hellas Verona Foundation, i partner, gli sponsor, il settore femminile e tante altre attività. I tifosi giustamente guardano prima al campo, ma tutto è collegato: è un progetto a lungo termine”.
Non considera importante costruire una base solida di giocatori? Ci sono molti prestiti o contratti in scadenza: questa situazione può influire?
“Questa è una parte importante della nostra strategia. Nel calcio un giocatore può funzionare o meno, e il prezzo può essere accessibile o no. Cerchiamo sempre l’equilibrio tra rinforzare la squadra attuale e garantire un futuro sostenibile con possibilità di crescita. Prendere solo giocatori a titolo definitivo comporta anche dei rischi: se qualcuno non funziona per infortuni, mentalità o altri motivi, può diventare un problema. A volte facciamo scelte strategiche prendendo giocatori in prestito e trovando compromessi economici”.
Quanto è cruciale la figura di Sogliano per i prossimi anni?
“Sogliano per noi è fondamentale. Lo stimo molto come Direttore Sportivo e come persona: parlo con lui più che con chiunque altro. Sono al suo fianco e gli dò tutto il sostegno possibile. Per noi è il numero uno e vogliamo costruire un percorso lungo con lui. Abbiamo creato le condizioni per permettergli di lavorare autonomamente, ma sempre con il supporto della società”.
Evitare la Serie B è cruciale perché i ricavi crollano e il valore dei giocatori diminuisce. Siete pronti a un’eventuale retrocessione? Il progetto continuerebbe?
“Non è qualcosa che vogliamo, né che oggi vogliamo affrontare, ma se dovesse succedere saremmo pronti. Presidio c’è, e siamo tutti al lavoro come ogni società, considerando anche lo scenario peggiore. Sarebbe brutto, ma l’obiettivo diventerebbe subito tornare in Serie A”.
Presidio ha già ricapitalizzato o è pronta a farlo in caso di difficoltà? È vero che a inizio dicembre c’era un’offerta per rilevare la maggioranza del Club?
“Presidio è disponibile a sostenere il Club. Finora abbiamo operato in modo positivo dal punto di vista economico e finanziario. Non ho alcuna conoscenza di offerte: la società non è in vendita”.
Un anno fa si parlava di Verona come parte di un grande tessuto economico, a livello provinciale e regionale. Ci sono stati sviluppi sul fronte investitori?
“Non siamo alla ricerca di investitori ogni giorno. Presidio ha una mentalità aperta: se c’è un’opportunità strategica non chiudiamo le porte, ma la proprietà è solida e non stiamo cercando nuovi investitori. A livello locale, però, abbiamo costruito molti ponti con imprenditori, aziende e sponsor che prima non esistevano”.
Sulle uscite: si è parlato molto di Cisse, come in estate di Agbonifo. Quando il Verona potrà trattenere i giovani talenti per lanciarli e valorizzarli anche a livello tecnico?
“Ci sono due aspetti da considerare. Tante offerte per i nostri giovani sono state rifiutate. Non sempre decide solo la società: ci sono dei termini contrattuali e la volontà dei giocatori. Abbiamo una base molto ampia di giovani di valore e anche i nuovi acquisti hanno potenziale ed esperienza. C’è sempre una strategia dietro queste scelte”.
Per lo stadio, che è uno dei punti cardine del vostro progetto, a che punto siete? Ci sono novità?
“Lavoriamo quotidianamente sul progetto stadio. Presidio sta investendo tempo e risorse. Abbiamo un’ottima relazione con il Comune, ma dobbiamo essere realistici: in Italia i tempi e la burocrazia sono un problema. La volontà c’è, l’armonia con le istituzioni anche, ma il processo è complesso e non riguarda solo il Verona. Il rischio più grande per il calcio italiano è non riuscire a concretizzare questi progetti: i tifosi e le società li meritano ed è fondamentale per competere a livello internazionale”.
Cosa si sente di dire ai tifosi, visto il clima teso?
“Ai tifosi voglio dire che capiamo la frustrazione per la classifica, che è anche la nostra. Apprezzo enormemente i sacrifici che fanno, soprattutto nelle trasferte. Anche nei momenti difficili non smettono mai di cantare e sostenere la squadra. Noi portiamo avanti il progetto sempre pensando a loro. Possiamo sbagliare qualche scelta tecnica, ma chiediamo ai giocatori grinta e spirito di sacrificio. Lavoriamo 7 giorni su 7, almeno 16 ore al giorno, quindi è una situazione che viviamo anche noi, che non siamo distanti dai tifosi: li sentiamo parte della società”.
Presidente, lei oggi scommetterebbe un euro sulla salvezza del Verona?
“Sono fiducioso. Non alzo bandiera bianca: lotteremo fino alla fine. Questa è una situazione che il Club ha già vissuto in passato. Verona è una città che lotta e, nelle scelte di allenatore e giocatori, cerchiamo guerrieri. È un momento difficile, ma andiamo avanti insieme”. Fonte: hellasverona.it
Chiarimento sul mancato trasferimento di Kouame all’Hellas Verona. Il comunicato della Fiorentina
La Fiorentina desidera fare chiarezza sul mancato trasferimento del calciatore Christian Kouame all’Hellas Verona, visto che continuano ad essere diffuse versioni non attinenti con lo svolgimento dei fatti.
A seguito di un contatto telefonico tra le parti avvenuto alle 19:51 in cui l’Hellas Verona accettava le condizioni del trasferimento a titolo temporaneo con obbligo di acquisto a determinate condizioni, l’Hellas Verona inviava il plico completo di variazione di tesseramento, accordo in bollo, eventuali premi e obbligo e/o opzione di acquisto.
La documentazione ricevuta dal nostro Club, però, non rispettava quanto pattuito negli elementi essenziali in merito all’obbligo di acquisto.
La Fiorentina, dopo aver richiesto inizialmente all’Hellas Verona di ricevere la documentazione aggiornata, essendo consapevole della ristrettezza dei tempi, concordava un “gentleman agreement” verbale che rimandava la modifica della clausola da variare ad un momento successivo. Il nostro Club, pertanto, alle 19:59 inviava, per quanto di competenza, i documenti firmati alla controparte.
In seguito, l’Hellas Verona depositava l’intero fascicolo non firmato né dalla società Cessionaria, né dal Calciatore, né dalla società Cedente.
Per questo motivo l'Ufficio Tesseramenti della Lega Serie A, era costretto ad invalidare il trasferimento. Fonte: acffiorentina.com
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Tanti auguri
Buon compleanno a… Marquinho. L’ex centrocampista dell’Hellas Verona compie 36 anni. Festeggiano anche gli ex gialloblù Domenico Doardo e Thomas Heurtaux.
Contenzioso col Venezia da risolvere per Henry. L’attaccante vuole Verona, l’Hellas può acquistarlo a titolo definitivo
Henry vuole l’Hellas Verona ed il diesse Marroccu sta facendo di tutto per portarlo alla corte di Cioffi. Il francese classe 1994, da quanto appreso da Hellas Live, ha da tempo espresso il desiderio al Venezia di trasferirsi al Verona, attaccante che ha già visionato più case in terra scaligera. Prima però deve risolvere un contenzioso col club lagunare. Una trattativa che adesso potrebbe portare Henry a vestire la maglia gialloblù, non più con la formula del prestito con diritto di riscatto, ma a titolo definitivo. Il club scaligero infatti negli ultimi giorni sta lavorando per acquisire l’intero cartellino dell’attaccante transalpino. Foto Instagram
Hellas Verona, problemi burocratici per Chukwuani
Il centrocampista danese Tochi Chukwuani, da quanto appreso da Hellas Live, deve risolvere alcuni problemi burocratici. Per questo il danese classe 2003 non figura nella lista dei convocati di Cioffi per il ritiro in programma da domani al 17 luglio.
Retsos non rientra più nei piani dell’Hellas Verona
Da quanto appreso da Hellas Live, il difensore Panagiotis Retsos non prenderà parte al ritiro della squadra di Cioffi perché in uscita. Il club gialloblù sta cercando una nuova sistemazione per il greco classe 1998. Nella passata stagione, 5 presenze (55’) in Serie A per l’ex Bayer Leverkusen.
Hellas Verona, Dawidowicz è diventato papà!
Splendida notizia per il difensore polacco dell’Hellas Verona, Pawel Dawidowicz. La compagna Zuzanna ha dato alla luce Adas. Felicitazioni alla famiglia Dawidowicz da parte di Hellas Live. Foto Instagram
Primiero 2022, i gialloblù convocati di Cioffi
Hellas Verona FC comunica che mister Gabriele Cioffi ha diramato l'elenco dei calciatori convocati per il ritiro di #Primiero2022. La squadra si allenerà da domani, domenica 3, a domenica 17 luglio al Centro Sportivo Intercomunale di Mezzano, comune limitrofo a Primiero San Martino di Castrozza, in Trentino.
Di seguito i 29 convocati
PORTIERI
Berardi, Boseggia, Chiesa, Montipò
DIFENSORI
Amione, Casale, Ceccherini, Cetin, Coppola*, Dawidowicz, Faraoni, Günter, Magnani, Terracciano
CENTROCAMPISTI
Barak, Hongla, Ilic*, Sulemana, Lazovic*, Veloso, Praszelik, Rüegg, Tameze
ATTACCANTI
Bragantini, Caprari*, Djuric, Lasagna, Piccoli, Simeone
*Dal 5 luglio: Caprari, Coppola, Ilic, Lazovic
Dal 4 luglio: Casale. Fonte: hellasverona.it
Cioffi: “Verona è la piazza giusta per me: vera, pesante ma molto stimolante. È una grande sfida”
“Ringrazio il presidente Setti ed il direttore Marroccu. Mi sono sentito scelto e fortemente voluto. A Verona mi hanno permesso di portare uno staff che mi permetterà di fare un buon lavoro. Gli obiettivi sono chiari: la salvezza e per raggiungerla ci vogliono idee chiare e grande umiltà. Credo che non mi discosterò molto dalle linee guida portate da Juric. I principi saranno gli stessi: una squadra aggressiva, che scenderà sempre in campo per vincere. Ho scelto Verona perché è una piazza vera, pesante, ma molto stimolante. Una sfida vera. Cercherò di eguagliare tutto ciò che di buono è stato fatto sia con Juric che con Tudor. Questa è una piazza morbosa nei confronti della squadra: Verona è la piazza giusta per me. Se sarà un Verona fisico? Sarà una squadra intensa, di sacrifico, volontà, ed intelligente nel modo di giocare. Voglio una squadra che vende cara la pelle. La sosta per il Mondiale? Dipenderà anche da noi perché abbiamo avuto tutto il tempo per programmare. Penso che inciderà più per le grandi. Sarà sicuramente un campionato atipico. Lavoreremo per partire subito forte. A me piace un calcio propositivo, con equilibrio. Ma non sono una persona all in. Io, come i ragazzi, non dobbiamo avere alibi. La cessione di Cancellieri? È un giocatore che a me piaceva molto, ma per la sostenibilità della società è stato ceduto. Arriverà qualcun altro al suo posto e sono sicuro che farà ancora meglio. Come ho ritrovato Setti? Il presidente è carico, ha voglia di fare. Vuole, come tutti, vincere le partite. Visto gli anni che ha fatto in Serie A, è un presidente con la P maiuscola. Ora è più completo e sicuro. Il mercato degli attaccanti? Al momento ci sarà grande competizione sul fronte d’attacco. Giocatori imprescindibili in squadra? Non ce ne sono. L’egoismo di questo gruppo inimitabile. Il gruppo è la medicina vincente. Credo fortemente nel gruppo, nella fame. Reparto portieri già al completo? È una gran cosa, molto importante. Guarderò con molta attenzione anche i nostri giovani, ce ne sono di molti importanti. In questi anni la società ha fatto ottime plusvalenze ed in gruppo abbiamo giovani molto interessanti come Coppola, Terracciano ed il rientrante Amione” ha dichiarato l’allenatore dell’Hellas Verona, Gabriele Cioffi.
Marroccu: “Cioffi è l’uomo giusto per iniziare un percorso insieme”
“Siamo arrivati oggi al 2 luglio a presentare il nostro allenatore, Gabriele Cioffi. È sempre stato l’unico, da subito, che ha risposto a tutte le esigenze mie e del presidente. È un allenatore giovane, predestinato per fare una grande carriera. Ha il fuoco dentro. Cioffi è l’uomo giusto per iniziare un percorso insieme. Spero di vivere con lui grandi emozioni” ha dichiarato il direttore sportivo dell’Hellas Verona, Francesco Marroccu.
Hellas Verona, per Djuric contratto triennale da 600.000 euro a stagione
L’attaccante Milan Djuric ieri mattina ha svolto le visite mediche prima di sottoscrivere il contratto sino al 2025 con l’Hellas Verona. Da quanto appreso da Hellas Live, percepirà 600.000 euro a stagione il classe 1990 bosniaco.
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