Info biglietti Inter-Hellas Verona. Vendita Settore Ospiti ai non residenti nella Provincia di Verona
FC Internazionale Milano ha comunicato le informazioni relative ai biglietti del Settore Ospiti per la gara Inter-Hellas Verona, 37ª giornata di Serie A Enilive 2025/26 (data e orario da definire), in programma allo stadio 'Giuseppe Meazza' di Milano.
INIZIO PREVENDITA
La prevendita relativa al Settore Ospiti sarà attiva dalle ore 17 di lunedì 11 maggio, e lo sarà fino alle ore 19 del giorno antecedente la gara.
DOVE ACQUISTARE
Online su Vivaticket
PREZZO
€50 + commissioni
RESTRIZIONI
I biglietti del Settore Ospiti potranno essere acquistati esclusivamente dai sottoscrittori del programma di fidelizzazione 'Non vi lasceremo mai' della società sportiva Hellas Verona FC, non residenti nella Provincia di Verona.
INFO UTILI
Per accedere al parcheggio riservato al Settore Ospiti (tariffa pari a €40 per le auto), è necessario effettuare l’acquisto anticipato. Si informano i tifosi ospiti che, anche qualora raggiungano lo stadio a piedi, dovranno transitare dal parcheggio ospiti situato in Via Federico Tesio (vicino Via Harar) prima di accedere all’impianto sportivo. Si invita pertanto a non recarsi direttamente all’ingresso 10 dedicato, poiché le operazioni di filtraggio e controllo verranno effettuate esclusivamente nell’area del parcheggio ospiti. Fonte: hellasverona.it
Puscasiu: “La retrocessione fa male: siamo delusi e responsabili. Abbiamo un solo obiettivo: tornare in Serie A il prima possibile”
L’intervista al Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione? "Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano".
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato? "I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico. Questo ha significato che gli infortuni - e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri - hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità. Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro. Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro".
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo".
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale? "Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione - e ce n’erano di concreti - sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club. Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo. Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni".
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine? "Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura.
Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine".
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu? "Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario. Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice 'la squadra non era abbastanza forte'. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali. C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la salvezza e la retrocessione. A questo si aggiunge un elemento di analisi più profondo: se si guardano le prestazioni espresse in campo nel corso della stagione, emerge uno scostamento significativo tra i punti che la squadra avrebbe meritato e quelli effettivamente ottenuti. Questo non cambia il risultato finale - che accettiamo - ma aiuta a comprenderne la natura. Non stiamo parlando di una squadra strutturalmente non competitiva, ma di una stagione in cui diversi fattori, anche statistici, si sono combinati in modo sfavorevole. Questo non è un alibi, ma un elemento di analisi. Significa che, in molte partite, la squadra è stata competitiva e all’altezza, ma non è riuscita a trasformare questa competitività in risultati. È un aspetto su cui dovremo lavorare con grande attenzione, perché riguarda concretezza, gestione dei momenti chiave e maturità complessiva del gruppo.
La retrocessione fa male. Non era ciò che volevamo. Ma posso dire con assoluta certezza che oggi il Club è strutturalmente più forte rispetto al momento del nostro arrivo. Le fondamenta che abbiamo costruito non scompaiono con una retrocessione. Ed è proprio questa base - profondità manageriale e investimenti infrastrutturali - che ci dà ogni motivo per credere che si tratti di una battuta d’arresto temporanea, non dell’inizio di un declino. Ma al di là dell’analisi sportiva, credo sia giusto aggiungere un messaggio diretto anche a chi lavora quotidianamente per questo Club e a chi lo sostiene a livello istituzionale e commerciale. Ai nostri dipendenti, ai collaboratori, agli sponsor e ai partner finanziari e ai nostri tifosi voglio dire chiaramente che comprendiamo la delusione che questo risultato porta con sé, e che riconosciamo pienamente il loro impegno e il loro contributo. Non è un messaggio formale, ma un riconoscimento concreto: senza il lavoro quotidiano di queste persone e senza la fiducia di chi supporta il Club, nulla di ciò che stiamo costruendo sarebbe possibile. Meritano di sapere che la responsabilità di questo risultato è nostra, come proprietà e come leadership sportiva".
È corretto dire che tutte le operazioni di plusvalenza che il Club ha effettuato e continuerà a effettuare sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità finanziaria e preservare la stabilità nel lungo periodo? "Sì, è corretto dire che tutte le operazioni in uscita - come quelle relative a Coppola, Tchatchoua, Cisse, Ghilardi e Giovane, che in questa stagione hanno generato importanti plusvalenze - sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità del Club e assicurargli una posizione più forte per il futuro. Ogni euro derivante da queste operazioni - al netto di commissioni e obblighi verso i club precedenti - è stato reinvestito nel Club: nella rosa, nelle infrastrutture e nel futuro.
Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché credo sia importante per i tifosi: questa proprietà non sottrae valore al Club. Il modello basato sulle operazioni di mercato esiste per finanziare la crescita del Club, non per distribuire capitale agli azionisti. La proprietà è impegnata a reinvestire il 100% di ciò che riceve. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale spiegare perché questo modello sia necessario. La sostenibilità non è una rinuncia all’ambizione, ma la condizione che permette a un Club di rimanere competitivo nel tempo, senza mettere a rischio la propria stabilità. Vogliamo costruire un Hellas Verona che possa crescere, competere e durare, non uno che ottiene risultati nel breve periodo per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi".
Siete pienamente consapevoli del divario economico tra Serie B e Serie A, e come intendete affrontarlo? "Sì, naturalmente, ne siamo consapevoli. Conosciamo molto bene la differenza tra Serie A e Serie B. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva sul campo, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla stabilità economica e finanziaria del Club".
Alla luce di questa situazione e considerando gli sforzi di Presidio per il bene del Club, quanto sarà importante costruire una rosa in grado di puntare all’immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Spero che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E la useremo. Stiamo costruendo le basi giuste. Non ripeteremo gli errori che hanno contribuito a questa stagione. E andremo avanti con questi obiettivi: verso la Serie A, verso un nuovo stadio, verso un Hellas Verona costruito davvero per durare nel tempo. La nostra visione è chiara ed è di lungo periodo. Tutte le decisioni che stiamo prendendo - dagli investimenti infrastrutturali alla costruzione della squadra - vanno nella direzione di rafforzare il Club in modo stabile e duraturo. Non stiamo lavorando su un orizzonte di breve termine, ma su un progetto che abbia continuità e ambizione negli anni".
Più nello specifico, per raggiungere la promozione, la vostra idea è mantenere un nucleo di giocatori di questa stagione oppure effettuare una nuova rivoluzione tecnica? "È molto difficile rispondere a questa domanda. Quando si definisce la composizione di una squadra, ci sono molti fattori da considerare: la volontà del giocatore di restare, il tipo di offerta che potrebbe arrivare da un altro club per noi e soprattutto per il giocatore, oltre alle normali dinamiche del mercato dei trasferimenti, che conoscete tutti molto bene".
Senza fare nomi, una delle priorità potrebbe essere individuare il nuovo allenatore il prima possibile, così da pianificare meglio il futuro? "Senza fare alcun nome, posso confermare che questa è oggi la nostra priorità numero uno".
Dal vostro arrivo avete mostrato una forte volontà di ascoltare il sentimento dei tifosi. Come pensate di riconquistarli dopo una stagione così negativa e frustrante?"Essendo onesti, come ho cercato di essere oggi, e poi passando ai fatti. L’analisi è stata fatta. Abbiamo imparato dai nostri errori. Il lavoro ricomincia ora: costruire la squadra per la Serie B con l’obiettivo specifico di tornare in Serie A in una sola stagione, con maggiore chiarezza e fondamenta più solide rispetto a dodici mesi fa. È su questo che si concentra tutta la nostra attenzione. Analizzare il passato è necessario. Restarne bloccati, no".
Questione stadio: a novembre è stata presentata al Comune la manifestazione di interesse. Potete spiegare la visione della proprietà riguardo alla costruzione di un nuovo stadio? "Il Bentegodi è stato costruito nel 1963. È uno degli stadi più grandi d’Italia, ma presenta reali limiti strutturali ed è di proprietà del Comune di Verona. Questo significa che siamo in affitto nella nostra stessa casa, con un controllo limitato su un asset fondamentale sia per l’esperienza dei tifosi che quella commerciale. Non è una situazione sostenibile per un Club con ambizioni di lungo periodo. Abbiamo preso un impegno serio per cambiare questa situazione. Abbiamo completato uno studio rigoroso di fattibilità economica e di mercato, valutato ogni scenario realistico di sviluppo e concluso che la strada migliore sia un nuovo stadio nell’attuale area del Bentegodi: preservando il luogo che i tifosi conoscono, ma creando al tempo stesso l’infrastruttura moderna di cui il Club ha bisogno. Abbiamo svolto una procedura competitiva per selezionare l’architetto e, nelle prossime ore, pubblicheremo un importante annuncio a riguardo. Ciò che significherebbe un nuovo stadio è estremamente rilevante: un sostanziale aumento dei ricavi da partite ed eventi, flussi di entrata indipendenti dalla categoria in cui giochiamo e una base finanziaria permanentemente più solida per il Club. Ridurrebbe la nostra dipendenza dal mercato dei giocatori per finanziare le operazioni. Ci permetterebbe di investire con maggiore continuità nella squadra. E offrirebbe ai tifosi un’esperienza all’altezza dell’orgoglio che provano per questo Club. Ma voglio essere chiaro su un punto: un progetto di questa portata non può essere realizzato soltanto con la volontà privata. Richiede un allineamento politico a livello locale, regionale e potenzialmente nazionale. Richiede che il Comune di Verona sia un vero partner, e stiamo costruendo questo rapporto in modo attivo e in buona fede. Probabilmente servirà una combinazione di investimenti privati e sostegno pubblico affinché il progetto diventi realtà. Nulla di tutto questo è insolito per grandi progetti di sviluppo di stadi in Italia o in Europa: molti degli impianti più importanti dell’ultimo decennio sono stati realizzati attraverso partnership pubblico-private. Ma ciò significa anche che le tempistiche non dipendono interamente da noi".
In città sono circolate voci riguardo a un possibile interesse per il Payanini Center che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cessare le proprie attività attuali alla fine di giugno. C’è qualcosa di vero oppure ritenete che il centro sportivo di Peschiera sia pienamente adeguato alle esigenze della Prima Squadra e della Primavera? "No, non c’è nulla di vero nelle voci riguardanti quel centro sportivo. La struttura di allenamento di Peschiera è stata significativamente migliorata dal nostro arrivo. Abbiamo investito nell’ambiente della Prima Squadra, nella Primavera, nella squadra femminile e nelle infrastrutture del Settore Giovanile che supportano alcune di queste aree, e riteniamo che queste strutture siano più che adeguate. Considerato l’elevato numero di squadre che abbiamo nei settori giovanili maschili e femminili, la nostra intenzione è continuare a migliorare le aree e le strutture di allenamento. Stiamo lavorando attivamente per arrivare a possedere un nostro centro sportivo invece di utilizzarne uno in affitto: una transizione che trasformerebbe un costo operativo annuale in un asset permanente del Club, garantendoci piena autonomia sull’ambiente di sviluppo e permettendoci di costruire un’accademia centralizzata capace di attrarre talenti da tutta la regione e oltre".
Molti tifosi si sono chiesti perché una delle vostre prime decisioni strutturali sia stata vendere il Bottagisio, che era stato acquisito dalla precedente proprietà e destinato a centralizzare tutte le attività del settore giovanile. Può spiegare il motivo di questa scelta? "La risposta è semplice: abbiamo ritenuto che le caratteristiche strutturali di quel centro di allenamento non fossero adatte alle nostre esigenze e ai nostri requisiti".
L’Hellas Verona non è solo la Prima Squadra. Secondo molti, queste sono state due stagioni positive per il Settore Giovanile maschile, da sempre una fonte preziosa di talento. Come intendete continuare a sviluppare quest’area? "La Primavera e il Settore Giovanile non sono semplicemente serbatoi per la Prima Squadra. Sono motori di produzione di valore tecnico ed economico. Coppola, che quest’estate è passato al Brighton per una cifra significativa, è cresciuto nel nostro vivaio. Cisse - che ha firmato con il Milan all’inizio di quest’anno - è entrato nel nostro Settore Giovanile a quattordici anni, ha segnato sedici gol in una singola stagione di Primavera, ha esordito in Serie A con noi, è andato in prestito al Catanzaro in Serie B ed è stato ceduto a diciannove anni a uno dei più grandi club italiani. Oggi è anche un nazionale Under 21. Questo è il quadro completo di ciò che un settore giovanile ben gestito può produrre. Lo abbiamo individuato, sviluppato e, quando il mercato ne ha riconosciuto il valore, lo abbiamo concretizzato nel momento giusto. Tutto questo è reso possibile dall’eccellente lavoro del nostro Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Margiotta, e dal grande e competente gruppo di lavoro che ogni giorno contribuisce alla crescita dei nostri giovani calciatori. La Primavera e il vivaio producono giocatori che arrivano a rappresentare l’Italia a livello giovanile. Questo legame con i giovani talenti del territorio è per noi importante per ragioni che vanno oltre il valore economico che può generare in futuro".
Questa stagione ha visto anche la crescita del settore femminile del Club, con molte nuove tesserate e la Prima Squadra che ha mantenuto la categoria. Sono basi solide per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women? "Questa stagione è stata positiva sotto molti aspetti. Abbiamo aumentato la visibilità del calcio femminile attraverso iniziative come il Double Header, lanciando un format che ha aperto gli stadi del calcio professionistico maschile anche ad altri club di Serie B, come Como 1907, Frosinone e Cesena. Dal punto di vista del Settore Giovanile, abbiamo ottenuto risultati importanti, tra cui il mantenimento della massima categoria con la squadra Primavera e il raggiungimento dei playoff nazionali con l’Under 17, insieme alla continua crescita delle categorie più giovani. Anche la Prima Squadra ha mantenuto la categoria, creando una base solida su cui costruire la prossima stagione sia dal punto di vista commerciale che della comunicazione. Allo stesso tempo, stiamo lavorando su diversi programmi internazionali per elevare ulteriormente il nostro livello sportivo ed espandere il brand all’estero, anche sulla base di esperienze come il nostro tour estivo in Germania. Nel complesso, si tratta di basi solide che ci danno fiducia e slancio per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women nelle prossime stagioni".
Pochi giorni fa, l’evento benefico della Hellas Verona Foundation ha riunito quasi 400 persone a sostegno delle sue iniziative. A suo avviso, quali sono i valori e la missione principali della Fondazione? "Collegare il Club alla comunità veronese. Lascio che sia il lavoro a parlare. Abbiamo finanziato la costruzione di una struttura residenziale affinché le famiglie dei bambini sottoposti a trapianto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica possano avere un alloggio vicino ai propri figli. Doniamo i pasti in eccedenza dopo ogni partita casalinga. Abbiamo realizzato programmi educativi su inclusione e fair play in oltre 130 scuole della provincia. I tifosi non vedenti possono seguire ogni partita casalinga grazie all’audiodescrizione. La collaborazione avviata con la cooperativa Ape ’N’ Down coinvolge giovani con disabilità intellettive nelle attività di hospitality: non come gesto simbolico, ma come membri dello staff. Il nostro progetto principale di questa stagione, ‘Casa Insieme a Voi’ insieme a Caritas Verona, è una struttura di co-housing per giovani donne in difficoltà abitativa, comprese vittime di violenza. Con grande orgoglio e soddisfazione sosteniamo un’iniziativa per noi particolarmente significativa: Hellas Verona 4 Special, una squadra di ragazze e ragazzi con disabilità intellettive che, grazie ai nostri allenatori, possono vivere il calcio in modo divertente ed educativo. Trovo tutto questo lavoro profondamente significativo. È uno degli aspetti di questo Club di cui sono più orgoglioso di far parte. Un Hellas Verona che sarà ancora qui tra cinquant’anni è un Club che si sarà guadagnato il proprio posto in questa città: non solo in classifica, ma nella comunità. L’Hellas Verona Foundation rappresenta al meglio il modo in cui lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo" ha dichiarato a hellasverona.it il Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La moviola de La Gazzetta dello Sport: Hellas Verona-Como 0-1. Arbitro Di Bello voto 5
Al 27’ Bowie in area viene toccato da dietro da Kempf, ma lo scozzese è in sospetto fuorigioco (non segnalato): in questo caso il Var non può intervenire e si lascia il (doppio) errore di campo. Al 31’ check per un contatto in area tra Suslov e Diego Carlos: ancata del brasiliano, troppo poco per un rigore. Al 37’, altro check per un possibile doppio mani di Diego Carlos, su testa di Valentini e in opposizione a Nelsson: dubbi.
Arbitro Di Bello, voto 5: lascia correre su Kempf-Bowie mentre l’assistente non dà l’offiside: un pasticcio che mette “fuorigioco” il Var.
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Italia Under 20, Torneo 8 Nazioni, convocato il gialloblù Terracciano
Dopo la doppia vittoria di settembre, in Portogallo nel Torneo 8 Nazioni e a Varese contro la Svizzera in amichevole, la Nazionale Under 20 torna in campo per un doppio impegno valido per il torneo di cui gli Azzurrini sono campioni in carica. L'Italia affronterà la Romania giovedì 17 novembre ad Arad alle ore 20 italiane (le 21 locali) e lunedì 21 allo stadio 'Enzo Ricci' di Sassuolo la Repubblica Ceca con calcio d'inizio alle 15 e diretta su RaiSport. Il tecnico Carmine Nunziata ha convocato 25 giocatori, di cui 23 classe 2003 e due classe 2004 (Faticanti e Ndour): gli Azzurrini si raduneranno nella serata di domenica 13 a Osio Sotto (Bergamo), per poi partire martedì 15 alla volta della Romania. Dopo la prima delle due partite, la Nazionale rientrerà in Italia e si allenerà a Sassuolo in vista della sfida contro la Repubblica Ceca.
L’Under 20 giocherà per la terza volta nella sua storia a Sassuolo, dove oltre al match di un anno fa con la Romania (vinto 7-0, terzo successo su quattro nei precedenti con i romeni) ha pareggiato 3-3 con la Germania nel novembre 2018. Negativo il bilancio dei confronti con la Repubblica Ceca: nei quattro precedenti disputati, Azzurrini sconfitti tre volte, con l’unica vittoria ottenuta nel settembre 2019 a Prestice.
L'elenco dei convocati
Portieri: Sebastiano Desplanches (Vicenza), Jacopo Sassi (Giugliano), Gioele Zacchi (Sassuolo);
Difensori: Filippo Fiumanò (Aquila Montevarchi), Alessandro Fontanarosa (Inter), Daniele Ghilardi (Mantova), Gabriele Mulazzi (Juventus), Luigi Palomba (Cagliari), Edoardo Pieragnolo (Sassuolo), Riccardo Turicchia (Juventus), Mattia Zanotti (Inter);
Centrocampisti: Tommaso Baldanzi (Empoli), Duccio Degli Innocenti (Empoli), Giovanni Fabbian (Reggina), Giacomo Faticanti (Roma), Jacopo Fazzini (Empoli), Samuel Giovane (Ascoli), Cher Ndour (Benfica), Filippo Terracciano (Verona), Luciano Valente (Groningen), Antonio Vergara (Pro Vercelli);
Attaccanti: Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo (Como), Tommaso De Nipoti (Atalanta), Daniele Montevago (Sampdoria), Marco Nasti (Cosenza). Tecnico: Carmine Nunziata. Fonte: figc.it
Hellas Verona, Veloso entra in diffida
Il capitano gialloblù, Miguel Veloso, contro la Juventus è stato ammonito per la quarta volta ed al prossimo cartellino giallo scatterà in automatico la squalifica. Tra i gialloblù diffidati anche Henry e Hongla.
Giudice Sportivo, 7.000 euro di multa all’Hellas Verona
Ammenda di 7.000 euro al club gialloblù “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, intonato cori insultanti nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; per avere inoltre, al termine della gara, intonato un coro offensivo nei confronti del Direttore di gara”.
Multa di 4.000 euro alla Juventus “per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato nel recinto di giuoco tre petardi e due bengala; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS”.
Ztl allo stadio, domenica 13 novembre attivo il bicipark e il bus navetta gratuito dalla fiera
Allo stadio si va in bicicletta. Per la partita Hellas Verona- Spezia di domenica prossima, l’Amministrazione mette a disposizione della cittadinanza un’area a pochi passi dal Bentegodi in cui lasciare le biciclette. Un’iniziativa a supporto della Ztl allo Stadio, il piano del traffico studiato ad hoc per dare una risposta ai residenti del quartiere e che di fatto vieta il transito di auto non autorizzate.
Il ‘bicipark’ sarà un vero e proprio parcheggio riservato ai veronesi che arrivano allo stadio in bici e sarà presenziata da Fiab. L’area individuata è il triangolo tra via Sogare, via Da Vinci e piazzale Azzurri d’Italia, dietro alla Curva Nord, che sarà appositamente transennata e riconoscibile grazie alle vele di Fiab. Qui i tifosi veronesi potranno lasciare il loro mezzo in ‘serenita’, senza il timore di non ritrovarlo a fine partita. Ciò grazie alla presenza di Fiab e dei suoi volontari, che non solo presenzieranno l’area ma effettueranno il già collaudato servizio di consegna del contrassegno numerato legato a ciascuna bici. Fiab sarà presente nell’area dalle 14 alle 18, un’ora prima del calcio d’inizio e finchè tutte le bici non saranno recuperate dai proprietari.
Attivo anche il bus navetta gratuito che ogni 15' porterà i tifosi dal Park 3 della Fiera allo stadio, con fermata intermedia in Stazione Porta Nuova. Il trasporto pubblico effettuerà il normale orario festivo.
“Siamo felici di poter contribuire al nuovo piano dell’Amministrazione che agevola la mobilità sostenibile in occasione delle partite di calcio – afferma il presidente di Fiab Verona Corrado Marastoni -. L’uso della bici è spesso frenato per la paura che venga rubata, soprattutto quando viene lasciata incustodita per più ore. In tale senso, la nostra presenza all’interno del bicipark rappresenta sicuramente un deterrente importante, ad ogni ciclista dare una contromarca numerata, un metodo ormai collaudato che usiamo in diverse manifestazioni”.
Tutte le informazioni sul sito del Comune di Verona.
Lavoro di recupero per i gialloblù di Bocchetti
Oggi, venerdì 11 novembre, allo Sporting Center 'Paradiso', i gialloblù hanno svolto le seguenti attività: lavoro di attivazione, esercitazioni tecniche e mini partite, mentre i giocatori impegnati nella sfida contro la Juventus hanno svolto lavoro di recupero. Domani, sabato 12 novembre, è in programma la rifinitura tecnica. Fonte: hellasverona.it
Mondiale Qatar 2022, Serbia, convocati i gialloblù Ilic e Lazovic
Il Ct della Serbia Dragan Stojkovic ha diramato l’elenco dei convocati per il Mondiale in programma in Qatar.
Portieri: Predrag Rajković, Vanja Milinković Savić, Marko Dmitrović;
Difensori: Nikola Milenković, Strahinja Pavlović, Miloš Veljković, Stefan Mitrović, Filip Mladenović, Srđan Babić, Strahinja Eraković.
Centrocampisti: Saša Lukić, Uroš Račić, Nemanja Maksimović, Nemanja Gudelj, Filip Kostić, Sergej Milinković Savić, Andrija Živković, Marko Grujić, Ivan Ilić, Darko Lazović.
Attaccanti: Aleksandar Mitrović, Dušan Vlahović, Luka Jović, Dušan Tadić, Filip Đuričić, Nemanja Radonjić.
Hellas Verona-Spezia, arbitra Maresca
Per Hellas Verona-Spezia, incontro valido per la 15ª giornata della Serie A TIM 2022/23 in programma domenica 13 novembre alle ore 15 allo stadio Bentegodi, è stato designato l’arbitro Fabio Maresca della sezione AIA di Napoli. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Rossi L. e Trinchieri, IV uomo Prontera, VAR Fourneau, AVAR La Penna.
Settore Giovanile Hellas Verona, il programma del fine settimana
La Primavera di mister Paolo Sammarco chiuderà la prima parte di stagione ospitando il Frosinone nel posticipo della 12a giornata di campionato. I gialloblù giocheranno lunedì 14 novembre, alle ore 15, al 'Sinergy Stadium' di via Sogare. In campo, al 'Sinergy Stadium, anche l'Under 18 di mister Paolo Sammarco, che affronterà il Parma domenica 13 novembre, alle ore 14.30. A riposo dagli impegni ufficiali l'Under 17, mentre l'Under 16 e l'Under 15 giocheranno domenica, in trasferta, al campo 'Sant'Andrea 2 di Tombolo, in provincia di Padova, contro il Cittadella. Il match dei più grandi, allenati da mister Francesco Caldana, è fissato alle ore 15, mentre i più piccoli - guidati da mister Alessandro Viviani - saranno impegnati alle ore 12.
Questi, invece, gli appuntamenti dell'Attività di base gialloblù:
Under 14: Hellas Verona-Südtirol, sabato 12 novembre (ore 18), Antistadio 'Tavellin', Verona
Under 13: Hellas Verona-Pordenone, sabato 12 novembre (ore 15), 'Sinergy Stadium', Verona
Under 12-Esordienti 2011: Hellas Verona-Casteldazzano, sabato 12 novembre (ore 14.30), Antistadio 'Tavellin', Verona
Under 11-Esordienti 2012: Concordia-Hellas Verona, sabato 12 novembre (ore 14.30), campo sportivo di via Zorzi 7, Verona
Under 10-Pulcini 2013: Bovolone-Hellas Verona, sabato 12 novembre (ore 15), campo comunale di viale Olimpia, Bovolone (VR)
Under 9-Pulcini 2014: Cadore-Hellas Verona, sabato 12 novembre (ore 14.30), campo comunale di via Santini 72
Under 8-Primi Calci 2015: Povegliano-Hellas Verona, sabato 12 novembre (ore 16.30), campo comunale di via Monte Grappa 50, Povegliano Veronese (VR). Fonte: hellasverona.it
Domenica al Bentegodi il Verona può e deve riaprire la lotta salvezza
Rabbia, delusione ma non certo rassegnazione. All’indomani della nona sconfitta consecutiva, resta l’amaro in bocca per una prestazione corale di livello, una delle migliori se non la migliore della stagione. Pur rivoluzionando in buona parte l’undici iniziale, la squadra ha saputo dare risposte importanti a Bocchetti contro una Juventus che è parsa tutt’altro che una grande del campionato. Complice un regolamento ed una direzione di gara dubbiosa, l’Hellas Verona ha comunque dimostrato di essere vivo e di saper lottare. L’inverso di quanto visto a Monza. Per mantenere vive le speranze salvezza, domenica al Bentegodi nell’ultimo impegno del 2022, c’è solo un risultato a disposizione dei gialloblù. Contro lo Spezia di Gotti, in classifica a più cinque da Veloso e compagni, gli scaligeri devono assolutamente tornare alla vittoria, successo in casa gialloblù che manca dallo scorso 4 settembre. Tre punti di vitale importanza per tenere vive le speranze salvezza.
Nel ricordo di Gabriele Sandri
Era l’11 Novembre 2007 quando il poliziotto Luigi Spaccarotella uccise il tifoso della Lazio, Gabriele Sandri, 28 anni, a seguito di un accenno di rissa, poco dopo le ore 9, tra juventini e laziali all’autogrill di Badia al Pino, lungo l’autostrada A1. Sandri venne colpito da un proiettile al collo mentre si trovava all’interno della sua auto. Una morte assurda, una tragedia che ha scosso l’Italia. Per non dimenticare. Mai. RIP Gabriele.