Info biglietti Inter-Hellas Verona. Vendita Settore Ospiti ai non residenti nella Provincia di Verona
FC Internazionale Milano ha comunicato le informazioni relative ai biglietti del Settore Ospiti per la gara Inter-Hellas Verona, 37ª giornata di Serie A Enilive 2025/26 (data e orario da definire), in programma allo stadio 'Giuseppe Meazza' di Milano.
INIZIO PREVENDITA
La prevendita relativa al Settore Ospiti sarà attiva dalle ore 17 di lunedì 11 maggio, e lo sarà fino alle ore 19 del giorno antecedente la gara.
DOVE ACQUISTARE
Online su Vivaticket
PREZZO
€50 + commissioni
RESTRIZIONI
I biglietti del Settore Ospiti potranno essere acquistati esclusivamente dai sottoscrittori del programma di fidelizzazione 'Non vi lasceremo mai' della società sportiva Hellas Verona FC, non residenti nella Provincia di Verona.
INFO UTILI
Per accedere al parcheggio riservato al Settore Ospiti (tariffa pari a €40 per le auto), è necessario effettuare l’acquisto anticipato. Si informano i tifosi ospiti che, anche qualora raggiungano lo stadio a piedi, dovranno transitare dal parcheggio ospiti situato in Via Federico Tesio (vicino Via Harar) prima di accedere all’impianto sportivo. Si invita pertanto a non recarsi direttamente all’ingresso 10 dedicato, poiché le operazioni di filtraggio e controllo verranno effettuate esclusivamente nell’area del parcheggio ospiti. Fonte: hellasverona.it
Puscasiu: “La retrocessione fa male: siamo delusi e responsabili. Abbiamo un solo obiettivo: tornare in Serie A il prima possibile”
L’intervista al Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione? "Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano".
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato? "I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico. Questo ha significato che gli infortuni - e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri - hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità. Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro. Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro".
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo".
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale? "Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione - e ce n’erano di concreti - sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club. Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo. Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni".
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine? "Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura.
Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine".
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu? "Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario. Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice 'la squadra non era abbastanza forte'. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali. C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la salvezza e la retrocessione. A questo si aggiunge un elemento di analisi più profondo: se si guardano le prestazioni espresse in campo nel corso della stagione, emerge uno scostamento significativo tra i punti che la squadra avrebbe meritato e quelli effettivamente ottenuti. Questo non cambia il risultato finale - che accettiamo - ma aiuta a comprenderne la natura. Non stiamo parlando di una squadra strutturalmente non competitiva, ma di una stagione in cui diversi fattori, anche statistici, si sono combinati in modo sfavorevole. Questo non è un alibi, ma un elemento di analisi. Significa che, in molte partite, la squadra è stata competitiva e all’altezza, ma non è riuscita a trasformare questa competitività in risultati. È un aspetto su cui dovremo lavorare con grande attenzione, perché riguarda concretezza, gestione dei momenti chiave e maturità complessiva del gruppo.
La retrocessione fa male. Non era ciò che volevamo. Ma posso dire con assoluta certezza che oggi il Club è strutturalmente più forte rispetto al momento del nostro arrivo. Le fondamenta che abbiamo costruito non scompaiono con una retrocessione. Ed è proprio questa base - profondità manageriale e investimenti infrastrutturali - che ci dà ogni motivo per credere che si tratti di una battuta d’arresto temporanea, non dell’inizio di un declino. Ma al di là dell’analisi sportiva, credo sia giusto aggiungere un messaggio diretto anche a chi lavora quotidianamente per questo Club e a chi lo sostiene a livello istituzionale e commerciale. Ai nostri dipendenti, ai collaboratori, agli sponsor e ai partner finanziari e ai nostri tifosi voglio dire chiaramente che comprendiamo la delusione che questo risultato porta con sé, e che riconosciamo pienamente il loro impegno e il loro contributo. Non è un messaggio formale, ma un riconoscimento concreto: senza il lavoro quotidiano di queste persone e senza la fiducia di chi supporta il Club, nulla di ciò che stiamo costruendo sarebbe possibile. Meritano di sapere che la responsabilità di questo risultato è nostra, come proprietà e come leadership sportiva".
È corretto dire che tutte le operazioni di plusvalenza che il Club ha effettuato e continuerà a effettuare sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità finanziaria e preservare la stabilità nel lungo periodo? "Sì, è corretto dire che tutte le operazioni in uscita - come quelle relative a Coppola, Tchatchoua, Cisse, Ghilardi e Giovane, che in questa stagione hanno generato importanti plusvalenze - sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità del Club e assicurargli una posizione più forte per il futuro. Ogni euro derivante da queste operazioni - al netto di commissioni e obblighi verso i club precedenti - è stato reinvestito nel Club: nella rosa, nelle infrastrutture e nel futuro.
Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché credo sia importante per i tifosi: questa proprietà non sottrae valore al Club. Il modello basato sulle operazioni di mercato esiste per finanziare la crescita del Club, non per distribuire capitale agli azionisti. La proprietà è impegnata a reinvestire il 100% di ciò che riceve. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale spiegare perché questo modello sia necessario. La sostenibilità non è una rinuncia all’ambizione, ma la condizione che permette a un Club di rimanere competitivo nel tempo, senza mettere a rischio la propria stabilità. Vogliamo costruire un Hellas Verona che possa crescere, competere e durare, non uno che ottiene risultati nel breve periodo per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi".
Siete pienamente consapevoli del divario economico tra Serie B e Serie A, e come intendete affrontarlo? "Sì, naturalmente, ne siamo consapevoli. Conosciamo molto bene la differenza tra Serie A e Serie B. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva sul campo, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla stabilità economica e finanziaria del Club".
Alla luce di questa situazione e considerando gli sforzi di Presidio per il bene del Club, quanto sarà importante costruire una rosa in grado di puntare all’immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Spero che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E la useremo. Stiamo costruendo le basi giuste. Non ripeteremo gli errori che hanno contribuito a questa stagione. E andremo avanti con questi obiettivi: verso la Serie A, verso un nuovo stadio, verso un Hellas Verona costruito davvero per durare nel tempo. La nostra visione è chiara ed è di lungo periodo. Tutte le decisioni che stiamo prendendo - dagli investimenti infrastrutturali alla costruzione della squadra - vanno nella direzione di rafforzare il Club in modo stabile e duraturo. Non stiamo lavorando su un orizzonte di breve termine, ma su un progetto che abbia continuità e ambizione negli anni".
Più nello specifico, per raggiungere la promozione, la vostra idea è mantenere un nucleo di giocatori di questa stagione oppure effettuare una nuova rivoluzione tecnica? "È molto difficile rispondere a questa domanda. Quando si definisce la composizione di una squadra, ci sono molti fattori da considerare: la volontà del giocatore di restare, il tipo di offerta che potrebbe arrivare da un altro club per noi e soprattutto per il giocatore, oltre alle normali dinamiche del mercato dei trasferimenti, che conoscete tutti molto bene".
Senza fare nomi, una delle priorità potrebbe essere individuare il nuovo allenatore il prima possibile, così da pianificare meglio il futuro? "Senza fare alcun nome, posso confermare che questa è oggi la nostra priorità numero uno".
Dal vostro arrivo avete mostrato una forte volontà di ascoltare il sentimento dei tifosi. Come pensate di riconquistarli dopo una stagione così negativa e frustrante?"Essendo onesti, come ho cercato di essere oggi, e poi passando ai fatti. L’analisi è stata fatta. Abbiamo imparato dai nostri errori. Il lavoro ricomincia ora: costruire la squadra per la Serie B con l’obiettivo specifico di tornare in Serie A in una sola stagione, con maggiore chiarezza e fondamenta più solide rispetto a dodici mesi fa. È su questo che si concentra tutta la nostra attenzione. Analizzare il passato è necessario. Restarne bloccati, no".
Questione stadio: a novembre è stata presentata al Comune la manifestazione di interesse. Potete spiegare la visione della proprietà riguardo alla costruzione di un nuovo stadio? "Il Bentegodi è stato costruito nel 1963. È uno degli stadi più grandi d’Italia, ma presenta reali limiti strutturali ed è di proprietà del Comune di Verona. Questo significa che siamo in affitto nella nostra stessa casa, con un controllo limitato su un asset fondamentale sia per l’esperienza dei tifosi che quella commerciale. Non è una situazione sostenibile per un Club con ambizioni di lungo periodo. Abbiamo preso un impegno serio per cambiare questa situazione. Abbiamo completato uno studio rigoroso di fattibilità economica e di mercato, valutato ogni scenario realistico di sviluppo e concluso che la strada migliore sia un nuovo stadio nell’attuale area del Bentegodi: preservando il luogo che i tifosi conoscono, ma creando al tempo stesso l’infrastruttura moderna di cui il Club ha bisogno. Abbiamo svolto una procedura competitiva per selezionare l’architetto e, nelle prossime ore, pubblicheremo un importante annuncio a riguardo. Ciò che significherebbe un nuovo stadio è estremamente rilevante: un sostanziale aumento dei ricavi da partite ed eventi, flussi di entrata indipendenti dalla categoria in cui giochiamo e una base finanziaria permanentemente più solida per il Club. Ridurrebbe la nostra dipendenza dal mercato dei giocatori per finanziare le operazioni. Ci permetterebbe di investire con maggiore continuità nella squadra. E offrirebbe ai tifosi un’esperienza all’altezza dell’orgoglio che provano per questo Club. Ma voglio essere chiaro su un punto: un progetto di questa portata non può essere realizzato soltanto con la volontà privata. Richiede un allineamento politico a livello locale, regionale e potenzialmente nazionale. Richiede che il Comune di Verona sia un vero partner, e stiamo costruendo questo rapporto in modo attivo e in buona fede. Probabilmente servirà una combinazione di investimenti privati e sostegno pubblico affinché il progetto diventi realtà. Nulla di tutto questo è insolito per grandi progetti di sviluppo di stadi in Italia o in Europa: molti degli impianti più importanti dell’ultimo decennio sono stati realizzati attraverso partnership pubblico-private. Ma ciò significa anche che le tempistiche non dipendono interamente da noi".
In città sono circolate voci riguardo a un possibile interesse per il Payanini Center che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cessare le proprie attività attuali alla fine di giugno. C’è qualcosa di vero oppure ritenete che il centro sportivo di Peschiera sia pienamente adeguato alle esigenze della Prima Squadra e della Primavera? "No, non c’è nulla di vero nelle voci riguardanti quel centro sportivo. La struttura di allenamento di Peschiera è stata significativamente migliorata dal nostro arrivo. Abbiamo investito nell’ambiente della Prima Squadra, nella Primavera, nella squadra femminile e nelle infrastrutture del Settore Giovanile che supportano alcune di queste aree, e riteniamo che queste strutture siano più che adeguate. Considerato l’elevato numero di squadre che abbiamo nei settori giovanili maschili e femminili, la nostra intenzione è continuare a migliorare le aree e le strutture di allenamento. Stiamo lavorando attivamente per arrivare a possedere un nostro centro sportivo invece di utilizzarne uno in affitto: una transizione che trasformerebbe un costo operativo annuale in un asset permanente del Club, garantendoci piena autonomia sull’ambiente di sviluppo e permettendoci di costruire un’accademia centralizzata capace di attrarre talenti da tutta la regione e oltre".
Molti tifosi si sono chiesti perché una delle vostre prime decisioni strutturali sia stata vendere il Bottagisio, che era stato acquisito dalla precedente proprietà e destinato a centralizzare tutte le attività del settore giovanile. Può spiegare il motivo di questa scelta? "La risposta è semplice: abbiamo ritenuto che le caratteristiche strutturali di quel centro di allenamento non fossero adatte alle nostre esigenze e ai nostri requisiti".
L’Hellas Verona non è solo la Prima Squadra. Secondo molti, queste sono state due stagioni positive per il Settore Giovanile maschile, da sempre una fonte preziosa di talento. Come intendete continuare a sviluppare quest’area? "La Primavera e il Settore Giovanile non sono semplicemente serbatoi per la Prima Squadra. Sono motori di produzione di valore tecnico ed economico. Coppola, che quest’estate è passato al Brighton per una cifra significativa, è cresciuto nel nostro vivaio. Cisse - che ha firmato con il Milan all’inizio di quest’anno - è entrato nel nostro Settore Giovanile a quattordici anni, ha segnato sedici gol in una singola stagione di Primavera, ha esordito in Serie A con noi, è andato in prestito al Catanzaro in Serie B ed è stato ceduto a diciannove anni a uno dei più grandi club italiani. Oggi è anche un nazionale Under 21. Questo è il quadro completo di ciò che un settore giovanile ben gestito può produrre. Lo abbiamo individuato, sviluppato e, quando il mercato ne ha riconosciuto il valore, lo abbiamo concretizzato nel momento giusto. Tutto questo è reso possibile dall’eccellente lavoro del nostro Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Margiotta, e dal grande e competente gruppo di lavoro che ogni giorno contribuisce alla crescita dei nostri giovani calciatori. La Primavera e il vivaio producono giocatori che arrivano a rappresentare l’Italia a livello giovanile. Questo legame con i giovani talenti del territorio è per noi importante per ragioni che vanno oltre il valore economico che può generare in futuro".
Questa stagione ha visto anche la crescita del settore femminile del Club, con molte nuove tesserate e la Prima Squadra che ha mantenuto la categoria. Sono basi solide per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women? "Questa stagione è stata positiva sotto molti aspetti. Abbiamo aumentato la visibilità del calcio femminile attraverso iniziative come il Double Header, lanciando un format che ha aperto gli stadi del calcio professionistico maschile anche ad altri club di Serie B, come Como 1907, Frosinone e Cesena. Dal punto di vista del Settore Giovanile, abbiamo ottenuto risultati importanti, tra cui il mantenimento della massima categoria con la squadra Primavera e il raggiungimento dei playoff nazionali con l’Under 17, insieme alla continua crescita delle categorie più giovani. Anche la Prima Squadra ha mantenuto la categoria, creando una base solida su cui costruire la prossima stagione sia dal punto di vista commerciale che della comunicazione. Allo stesso tempo, stiamo lavorando su diversi programmi internazionali per elevare ulteriormente il nostro livello sportivo ed espandere il brand all’estero, anche sulla base di esperienze come il nostro tour estivo in Germania. Nel complesso, si tratta di basi solide che ci danno fiducia e slancio per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women nelle prossime stagioni".
Pochi giorni fa, l’evento benefico della Hellas Verona Foundation ha riunito quasi 400 persone a sostegno delle sue iniziative. A suo avviso, quali sono i valori e la missione principali della Fondazione? "Collegare il Club alla comunità veronese. Lascio che sia il lavoro a parlare. Abbiamo finanziato la costruzione di una struttura residenziale affinché le famiglie dei bambini sottoposti a trapianto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica possano avere un alloggio vicino ai propri figli. Doniamo i pasti in eccedenza dopo ogni partita casalinga. Abbiamo realizzato programmi educativi su inclusione e fair play in oltre 130 scuole della provincia. I tifosi non vedenti possono seguire ogni partita casalinga grazie all’audiodescrizione. La collaborazione avviata con la cooperativa Ape ’N’ Down coinvolge giovani con disabilità intellettive nelle attività di hospitality: non come gesto simbolico, ma come membri dello staff. Il nostro progetto principale di questa stagione, ‘Casa Insieme a Voi’ insieme a Caritas Verona, è una struttura di co-housing per giovani donne in difficoltà abitativa, comprese vittime di violenza. Con grande orgoglio e soddisfazione sosteniamo un’iniziativa per noi particolarmente significativa: Hellas Verona 4 Special, una squadra di ragazze e ragazzi con disabilità intellettive che, grazie ai nostri allenatori, possono vivere il calcio in modo divertente ed educativo. Trovo tutto questo lavoro profondamente significativo. È uno degli aspetti di questo Club di cui sono più orgoglioso di far parte. Un Hellas Verona che sarà ancora qui tra cinquant’anni è un Club che si sarà guadagnato il proprio posto in questa città: non solo in classifica, ma nella comunità. L’Hellas Verona Foundation rappresenta al meglio il modo in cui lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo" ha dichiarato a hellasverona.it il Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La moviola de La Gazzetta dello Sport: Hellas Verona-Como 0-1. Arbitro Di Bello voto 5
Al 27’ Bowie in area viene toccato da dietro da Kempf, ma lo scozzese è in sospetto fuorigioco (non segnalato): in questo caso il Var non può intervenire e si lascia il (doppio) errore di campo. Al 31’ check per un contatto in area tra Suslov e Diego Carlos: ancata del brasiliano, troppo poco per un rigore. Al 37’, altro check per un possibile doppio mani di Diego Carlos, su testa di Valentini e in opposizione a Nelsson: dubbi.
Arbitro Di Bello, voto 5: lascia correre su Kempf-Bowie mentre l’assistente non dà l’offiside: un pasticcio che mette “fuorigioco” il Var.
Tutte le news
Hellas Verona-Spezia, i convocati di Bocchetti
Mister Salvatore Bocchetti ha convocato 26 calciatori per Hellas Verona-Spezia, match valido per la 15ª giornata della Serie A TIM 2022/23, in programma domani, domenica 13 novembre, alle ore 15, allo stadio 'Bentegodi'.
#VERONASPEZIA - I CONVOCATI
1 Montipò
3 Doig
4 Veloso
6 Hien
7 Verdi
8 Lazovic
9 Henry
10 Hrustic
11 Lasagna
14 Ilic
16 Chiesa
17 Ceccherini
18 Hongla
19 Djuric
21 Günter
22 Berardi
23 Magnani
24 Terracciano
27 Dawidowicz
28 Praszelik
29 Depaoli
30 Kallon
32 Cabal
34 Perilli
61 Tameze
77 Sulemana
Numeri e curiosità di Hellas Verona-Spezia
Il Verona è imbattuto contro lo Spezia in Serie A grazie a tre successi e un pareggio ottenuti nelle precedenti quattro sfide disputate nel massimo campionato contro i liguri. Il match di domani, infatti, sarà solamente il quinto confronto tra le due formazioni in Serie A.
L'Hellas ha realizzato almeno un gol in tutti e quattro i precedenti giocati in Serie A contro lo Spezia. I gialloblù, inoltre, non ne hanno mai subito più di uno a gara, ottenendo anche due clean sheet.
Il Verona ha vinto entrambe le partite disputate di domenica pomeriggio nel massimo campionato contro lo Spezia, mantenendo in entrambe le occasioni la porta inviolata: sono arrivati, infatti, un 1-0 fuori casa nel gennaio 2021 ed un 4-0 al 'Bentegodi' nell'ottobre dello stesso anno.
La sfida dello stadio 'Bentegodi' contro lo Spezia della scorsa stagione - 3 ottobre 2021 - coincide con l’ultima occasione in cui i gialloblù sono riusciti a realizzare tre reti nei primi 45' di gioco.
Simone Verdi ha realizzato la sua ultima doppietta in Serie A proprio contro lo Spezia, il 7 febbraio 2022 quando indossava la maglia della Salernitana. Solamente contro l'Udinese, il Chievo (3) e la Sampdoria (4) il numero 7 gialloblù ha realizzato più reti nella competizione (due contro i liguri).
Milan Djuric è il giocatore che in campionato vince in media più duelli aerei a partita tra i giocatori con almeno 4 presenze nel torneo in corso (4). In totale, l’attaccante del Verona ha vinto 40 duelli aerei: nessun altro attaccante del massimo campionato in corso ne ha vinti di più.
Solo il difensore Roger Ibañez della Roma (27) ha intercettato più palloni di Koray Günter (26) nella Serie A in corso. Fonte: hellasverona.it
Spezia, Gotti: “Momento peggiore per affrontare il Verona”
L'allenatore del Verona ha parlato di episodi negativi, che sono capitati anche allo Spezia. Che ne pensa? Se devo fare un'analisi da allenatore, dico che nella partita con la Cremonese, quando perdiamo 1-0, c'è un difensore loro che colpisce la palla con la mano mentre va fuori dall'area. È un episodio analogo a quanto successo l'altra sera tra Verona e Juventus. Non ci danno rigore e a fine partita la motivazione che ci viene addotta è diversa da quella che ho sentito rispetto al non-rigore per il Verona. Ad inizio anno con gli arbitri ci siamodetti che si sarebbe andati verso la direzione del calcio e il fatto che uno, in maniera involontaria, prenda la palla sulla mano mentre la palla non va verso la porta va interpretata in un certo modo. Questo è ciò che ci siamo detti ad inizio anno e penso che sia più rigore quello non dato su Caldara nel finale della partita con l'Udinese, dove la furbata di Pereyra mi sembra più penalizzante. Dragowski e Gyasi come stanno? Verde? Dragowski lo vedo oggi. Si sente meglio, poi la rifinitura ci darà informazioni in più. Gyasi si allena coi compagni da un paio di giorni, anche Verde può essere della partita. Se Caldara può partire dall'inizio? Ci può essere una possibilità di questo tipo. Che Verona mi aspetto? È il momento peggiore per affrontarlo. Ho visto tutte le partite con Bocchetti, come lo Spezia avrebbero meritato una classifica diversa. Sono due squadre vive, ed è evidente che l'allenatore del Verona abbia provato a preservare dal punto di vista fisico gran parte dei giocatori importanti che avrebbero potuto pagare i due giorni in meno di recupero, e abbia puntato decisamente sulla partita di domani" ha dichiarato l’allenatore Luca Gotti alla vigilia di Hellas Verona-Spezia.
Bocchetti: “Partita fondamentale contro lo Spezia. Per noi rappresenta un bivio”
“Mi aspettavo una grande reazione da parte dei ragazzi, e c’è stata, poi per una serie di eventi (decisioni arbitrali, ndr) ero un po’ caldo a fine gara contro la Juve. È inutile però ora sprecare ulteriori energie, dobbiamo pensare solo a fare un grande risultato domani pomeriggio. Credo nei ragazzi anche se sappiamo che il nostro percorso è difficile. I ragazzi si applicano sempre al massimo sia durante gli allenamenti che in partita. Voglio solo pensare a trasmettere la giusta carica ai ragazzi, dobbiamo solo pensare fare una grande gara domani. Ho avuto delle risposte molto positive contro i bianconeri da parte dei giovani e dopo la rifinitura farò le scelte migliori per mettere in campo la formazione. Per noi è una partita fondamentale contro lo Spezia, un bivio, anche se nessuna squadra è mai retrocessa a novembre. Dobbiamo dare tutto domani pomeriggio. Lo Spezia è una squadra forte, sarà uno scontro diretto sia per noi che per loro. Una partita che può rappresentare un punto di svolto ma al tempo stesso non bisogna caricarla troppo dal punto di vista mentale. La cosa certa è che daremo tutto. Ilic? Vediamo oggi, ha fatto solo qualche allenamento con la squadra. Hrustic? Sarà convocato per la sfida contro lo Spezia. La carica dei 2000? Hanno fatto bene e conto su tutti. Questo è un gruppo coeso, spetta ora a me fare le scelte migliori” ha dichiarato l’allenatore Salvatore Bocchetti alla vigilia di Hellas Verona-Spezia.
Svezia Under 18, prima chiamata per il gialloblù Nwanege
Prima chiamata in Nazionale per Karlson Nwanege. Il difensore dell'Under 18 dell’Hellas Verona si unirà alla selezione svedese di categoria per un Torneo internazionale che si terrà in Croazia dal 15 al 21 novembre. La Svezia sfiderà Irlanda, Giappone e
Portogallo. Congratulazioni, Karlson. Fonte e foto: HVGiovanili
Cuore Gialloblù, Sulemana il più votato contro la Juventus
Prima vittoria in assoluto per Ibrahim Sulemana, Cuore Gialloblù della 14esima tappa stagionale del sondaggio che da sei stagioni permette ai tifosi di eleggere, tramite i voti nelle Instagram Stories del Verona, il calciatore dell'Hellas che più si è distinto in ogni singola gara di campionato. Il centrocampista gialloblù è stato scelto dai tifosi come Cuore Gialloblù della sfida Hellas Verona-Juventus, match valido per la 14a giornata della Serie A TIM 2022/23. Sulemana, all'esordio da titolare nel massimo campionato italiano, si è distinto tra i suoi per le due occasioni create, i dieci duelli ingaggiati e i quattro palloni recuperati durante i suoi 65' di gioco. Il numero 77 gialloblù, inoltre, ha sfiorato anche il primo centro in Serie A quando - al 3' del primo tempo - ci ha provato con una conclusione dalla distanza che ha sfiorato il palo alla sinistra di Perin terminando sul fondo. Al secondo posto si piazza Filippo Terracciano, al secondo podio consecutivo in stagione. Il numero 24 gialloblù è stato autore di una prova in mezzo al campo, nella quale ha realizzato 26 passaggi positivi e tre cross, ha ingaggiato sei duelli e recuperato cinque palloni. Sull'ultimo gradino del podio sale, invece, Milan Djuric, che trova così il suo primo piazzamento stagionale. All'esordio da titolare in questa stagione, il numero 19 gialloblù si è distinto per una prestazione da 17 duelli ingaggiati - 15 aerei - di cui 11 vinti: nessun altro gialloblù ha fatto meglio. Appena fuori dalla zona punti, Martin Hongla e Josh Doig.
CUORE GIALLOBLÙ - LA CLASSIFICA 2022/23
Doig 11
Montipò 8
Veloso 8
Terracciano 7
Henry 6
Lazovic 5
Verdi 5
Hien 4
Kallon 4
Ceccherini 3
Coppola 3
Depaoli 3
Günter 3
Hongla 3
Lasagna 3
Sulemana 3
Tameze 3
Faraoni 2
Djuric 1
Ilic 1
1° classificato: 3 punti; 2° classificato: 2 punti; 3° classificato: 1 punto.
VINCITORI DI GIORNATA
1a Hellas Verona-Napoli: Kevin Lasagna
2a Bologna-Hellas Verona: Thomas Henry
3a Hellas Verona-Atalanta: Darko Lazovic
4a Empoli-Hellas Verona: Yayah Kallon
5a Hellas Verona-Sampdoria: Josh Doig
6a Lazio-Hellas Verona: Lorenzo Montipò
7a Fiorentina-Hellas Verona: Lorenzo Montipò
8a Hellas Verona-Udinese: Josh Doig
9a Salernitana-Hellas Verona: Josh Doig
10a Hellas Verona-Milan: Simone Verdi
11a Sassuolo-Hellas Verona: Federico Ceccherini
12a Hellas Verona-Roma: Miguel Veloso
13a Monza-Hellas Verona: Filippo Terracciano
14a Hellas Verona-Juventus: Ibrahim Sulemana. Fonte: hellasverona.it
Serie A, il programma completo della 15ª giornata
Il quindicesimo turno si è aperto ieri con Empoli-Cremonese 2-0. Oggi alle ore 15 Udinese-Napoli, ore 18 Sampdoria-Lecce, ore 20:45 Bologna-Sassuolo. Domani ore 12:30 Atalanta-Inter, ore 15 Monza-Salernitana, Roma-Torino, Hellas Verona-Spezia; ore 18 Milan-Fiorentina; ore 20:45 Juventus-Lazio.
Rifinitura per i gialloblù
Ultimo allenamento questo pomeriggio per l’Hellas Verona di Bocchetti, alla vigilia della sfida in programma domani al Bentegodi contro lo Spezia. Alle ore 11:30 conferenza stampa dell’allenatore scaligero.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Thomas Berthold. L’ex difensore dell’Hellas Verona compie 58 anni. Festeggia anche l’ex gialloblù Paolo Fabbri.
Giuliano Giuliani, più solo di un portiere
Maggio 1989-aprile 1990: in dodici mesi il portiere Giuliano Giuliani alza la prima Coppa Uefa della storia del Napoli e celebra il secondo scudetto dell’era Maradona. È l’apice di una carriera che lo ha portato a competere con Zenga e Tacconi per il ruolo di miglior numero uno italiano. Ma Giuliani è taciturno, malinconico. Tra i pali e fuori dal campo è essenziale, affidabile, spesso decisivo, eppure concede poco allo spettacolo, che negli Ottanta sta già diventando parte integrante del mondo del calcio. E proprio nel momento in cui la favola della sua carriera sembra aver cancellato i brutti ricordi di una vicenda familiare drammatica, tutto va in frantumi: Giuliani diventa il primo (e finora unico) calciatore italiano sieropositivo. È possibile che il contagio sia avvenuto all’addio al celibato prima del matrimonio di Maradona, e di sicuro il portiere scende in campo malato per diverso tempo, con la maglia dell’Udinese. Questo libro è un viaggio nel profondo della vita di “Giulio”, una storia mai raccontata, che nasce dal ritrovamento di una lettera scritta nel novembre 1986 dall’autore Paolo Tomaselli a Giuliani, al “Portiere del Verona”, e arriva a gettare nuova luce sul perché Giuliani sia stato rimosso dal ricordo pubblico. Una storia viva, bruciante, ricca di voci, di emozioni, di interrogativi e anche di risposte. In libreria dal 4 novembre.