Info biglietti Inter-Hellas Verona. Vendita Settore Ospiti ai non residenti nella Provincia di Verona
FC Internazionale Milano ha comunicato le informazioni relative ai biglietti del Settore Ospiti per la gara Inter-Hellas Verona, 37ª giornata di Serie A Enilive 2025/26 (data e orario da definire), in programma allo stadio 'Giuseppe Meazza' di Milano.
INIZIO PREVENDITA
La prevendita relativa al Settore Ospiti sarà attiva dalle ore 17 di lunedì 11 maggio, e lo sarà fino alle ore 19 del giorno antecedente la gara.
DOVE ACQUISTARE
Online su Vivaticket
PREZZO
€50 + commissioni
RESTRIZIONI
I biglietti del Settore Ospiti potranno essere acquistati esclusivamente dai sottoscrittori del programma di fidelizzazione 'Non vi lasceremo mai' della società sportiva Hellas Verona FC, non residenti nella Provincia di Verona.
INFO UTILI
Per accedere al parcheggio riservato al Settore Ospiti (tariffa pari a €40 per le auto), è necessario effettuare l’acquisto anticipato. Si informano i tifosi ospiti che, anche qualora raggiungano lo stadio a piedi, dovranno transitare dal parcheggio ospiti situato in Via Federico Tesio (vicino Via Harar) prima di accedere all’impianto sportivo. Si invita pertanto a non recarsi direttamente all’ingresso 10 dedicato, poiché le operazioni di filtraggio e controllo verranno effettuate esclusivamente nell’area del parcheggio ospiti. Fonte: hellasverona.it
Puscasiu: “La retrocessione fa male: siamo delusi e responsabili. Abbiamo un solo obiettivo: tornare in Serie A il prima possibile”
L’intervista al Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione? "Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano".
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato? "I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico. Questo ha significato che gli infortuni - e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri - hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità. Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro. Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro".
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo".
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale? "Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione - e ce n’erano di concreti - sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club. Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo. Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni".
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine? "Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura.
Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine".
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu? "Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario. Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice 'la squadra non era abbastanza forte'. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali. C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la salvezza e la retrocessione. A questo si aggiunge un elemento di analisi più profondo: se si guardano le prestazioni espresse in campo nel corso della stagione, emerge uno scostamento significativo tra i punti che la squadra avrebbe meritato e quelli effettivamente ottenuti. Questo non cambia il risultato finale - che accettiamo - ma aiuta a comprenderne la natura. Non stiamo parlando di una squadra strutturalmente non competitiva, ma di una stagione in cui diversi fattori, anche statistici, si sono combinati in modo sfavorevole. Questo non è un alibi, ma un elemento di analisi. Significa che, in molte partite, la squadra è stata competitiva e all’altezza, ma non è riuscita a trasformare questa competitività in risultati. È un aspetto su cui dovremo lavorare con grande attenzione, perché riguarda concretezza, gestione dei momenti chiave e maturità complessiva del gruppo.
La retrocessione fa male. Non era ciò che volevamo. Ma posso dire con assoluta certezza che oggi il Club è strutturalmente più forte rispetto al momento del nostro arrivo. Le fondamenta che abbiamo costruito non scompaiono con una retrocessione. Ed è proprio questa base - profondità manageriale e investimenti infrastrutturali - che ci dà ogni motivo per credere che si tratti di una battuta d’arresto temporanea, non dell’inizio di un declino. Ma al di là dell’analisi sportiva, credo sia giusto aggiungere un messaggio diretto anche a chi lavora quotidianamente per questo Club e a chi lo sostiene a livello istituzionale e commerciale. Ai nostri dipendenti, ai collaboratori, agli sponsor e ai partner finanziari e ai nostri tifosi voglio dire chiaramente che comprendiamo la delusione che questo risultato porta con sé, e che riconosciamo pienamente il loro impegno e il loro contributo. Non è un messaggio formale, ma un riconoscimento concreto: senza il lavoro quotidiano di queste persone e senza la fiducia di chi supporta il Club, nulla di ciò che stiamo costruendo sarebbe possibile. Meritano di sapere che la responsabilità di questo risultato è nostra, come proprietà e come leadership sportiva".
È corretto dire che tutte le operazioni di plusvalenza che il Club ha effettuato e continuerà a effettuare sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità finanziaria e preservare la stabilità nel lungo periodo? "Sì, è corretto dire che tutte le operazioni in uscita - come quelle relative a Coppola, Tchatchoua, Cisse, Ghilardi e Giovane, che in questa stagione hanno generato importanti plusvalenze - sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità del Club e assicurargli una posizione più forte per il futuro. Ogni euro derivante da queste operazioni - al netto di commissioni e obblighi verso i club precedenti - è stato reinvestito nel Club: nella rosa, nelle infrastrutture e nel futuro.
Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché credo sia importante per i tifosi: questa proprietà non sottrae valore al Club. Il modello basato sulle operazioni di mercato esiste per finanziare la crescita del Club, non per distribuire capitale agli azionisti. La proprietà è impegnata a reinvestire il 100% di ciò che riceve. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale spiegare perché questo modello sia necessario. La sostenibilità non è una rinuncia all’ambizione, ma la condizione che permette a un Club di rimanere competitivo nel tempo, senza mettere a rischio la propria stabilità. Vogliamo costruire un Hellas Verona che possa crescere, competere e durare, non uno che ottiene risultati nel breve periodo per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi".
Siete pienamente consapevoli del divario economico tra Serie B e Serie A, e come intendete affrontarlo? "Sì, naturalmente, ne siamo consapevoli. Conosciamo molto bene la differenza tra Serie A e Serie B. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva sul campo, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla stabilità economica e finanziaria del Club".
Alla luce di questa situazione e considerando gli sforzi di Presidio per il bene del Club, quanto sarà importante costruire una rosa in grado di puntare all’immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Spero che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E la useremo. Stiamo costruendo le basi giuste. Non ripeteremo gli errori che hanno contribuito a questa stagione. E andremo avanti con questi obiettivi: verso la Serie A, verso un nuovo stadio, verso un Hellas Verona costruito davvero per durare nel tempo. La nostra visione è chiara ed è di lungo periodo. Tutte le decisioni che stiamo prendendo - dagli investimenti infrastrutturali alla costruzione della squadra - vanno nella direzione di rafforzare il Club in modo stabile e duraturo. Non stiamo lavorando su un orizzonte di breve termine, ma su un progetto che abbia continuità e ambizione negli anni".
Più nello specifico, per raggiungere la promozione, la vostra idea è mantenere un nucleo di giocatori di questa stagione oppure effettuare una nuova rivoluzione tecnica? "È molto difficile rispondere a questa domanda. Quando si definisce la composizione di una squadra, ci sono molti fattori da considerare: la volontà del giocatore di restare, il tipo di offerta che potrebbe arrivare da un altro club per noi e soprattutto per il giocatore, oltre alle normali dinamiche del mercato dei trasferimenti, che conoscete tutti molto bene".
Senza fare nomi, una delle priorità potrebbe essere individuare il nuovo allenatore il prima possibile, così da pianificare meglio il futuro? "Senza fare alcun nome, posso confermare che questa è oggi la nostra priorità numero uno".
Dal vostro arrivo avete mostrato una forte volontà di ascoltare il sentimento dei tifosi. Come pensate di riconquistarli dopo una stagione così negativa e frustrante?"Essendo onesti, come ho cercato di essere oggi, e poi passando ai fatti. L’analisi è stata fatta. Abbiamo imparato dai nostri errori. Il lavoro ricomincia ora: costruire la squadra per la Serie B con l’obiettivo specifico di tornare in Serie A in una sola stagione, con maggiore chiarezza e fondamenta più solide rispetto a dodici mesi fa. È su questo che si concentra tutta la nostra attenzione. Analizzare il passato è necessario. Restarne bloccati, no".
Questione stadio: a novembre è stata presentata al Comune la manifestazione di interesse. Potete spiegare la visione della proprietà riguardo alla costruzione di un nuovo stadio? "Il Bentegodi è stato costruito nel 1963. È uno degli stadi più grandi d’Italia, ma presenta reali limiti strutturali ed è di proprietà del Comune di Verona. Questo significa che siamo in affitto nella nostra stessa casa, con un controllo limitato su un asset fondamentale sia per l’esperienza dei tifosi che quella commerciale. Non è una situazione sostenibile per un Club con ambizioni di lungo periodo. Abbiamo preso un impegno serio per cambiare questa situazione. Abbiamo completato uno studio rigoroso di fattibilità economica e di mercato, valutato ogni scenario realistico di sviluppo e concluso che la strada migliore sia un nuovo stadio nell’attuale area del Bentegodi: preservando il luogo che i tifosi conoscono, ma creando al tempo stesso l’infrastruttura moderna di cui il Club ha bisogno. Abbiamo svolto una procedura competitiva per selezionare l’architetto e, nelle prossime ore, pubblicheremo un importante annuncio a riguardo. Ciò che significherebbe un nuovo stadio è estremamente rilevante: un sostanziale aumento dei ricavi da partite ed eventi, flussi di entrata indipendenti dalla categoria in cui giochiamo e una base finanziaria permanentemente più solida per il Club. Ridurrebbe la nostra dipendenza dal mercato dei giocatori per finanziare le operazioni. Ci permetterebbe di investire con maggiore continuità nella squadra. E offrirebbe ai tifosi un’esperienza all’altezza dell’orgoglio che provano per questo Club. Ma voglio essere chiaro su un punto: un progetto di questa portata non può essere realizzato soltanto con la volontà privata. Richiede un allineamento politico a livello locale, regionale e potenzialmente nazionale. Richiede che il Comune di Verona sia un vero partner, e stiamo costruendo questo rapporto in modo attivo e in buona fede. Probabilmente servirà una combinazione di investimenti privati e sostegno pubblico affinché il progetto diventi realtà. Nulla di tutto questo è insolito per grandi progetti di sviluppo di stadi in Italia o in Europa: molti degli impianti più importanti dell’ultimo decennio sono stati realizzati attraverso partnership pubblico-private. Ma ciò significa anche che le tempistiche non dipendono interamente da noi".
In città sono circolate voci riguardo a un possibile interesse per il Payanini Center che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cessare le proprie attività attuali alla fine di giugno. C’è qualcosa di vero oppure ritenete che il centro sportivo di Peschiera sia pienamente adeguato alle esigenze della Prima Squadra e della Primavera? "No, non c’è nulla di vero nelle voci riguardanti quel centro sportivo. La struttura di allenamento di Peschiera è stata significativamente migliorata dal nostro arrivo. Abbiamo investito nell’ambiente della Prima Squadra, nella Primavera, nella squadra femminile e nelle infrastrutture del Settore Giovanile che supportano alcune di queste aree, e riteniamo che queste strutture siano più che adeguate. Considerato l’elevato numero di squadre che abbiamo nei settori giovanili maschili e femminili, la nostra intenzione è continuare a migliorare le aree e le strutture di allenamento. Stiamo lavorando attivamente per arrivare a possedere un nostro centro sportivo invece di utilizzarne uno in affitto: una transizione che trasformerebbe un costo operativo annuale in un asset permanente del Club, garantendoci piena autonomia sull’ambiente di sviluppo e permettendoci di costruire un’accademia centralizzata capace di attrarre talenti da tutta la regione e oltre".
Molti tifosi si sono chiesti perché una delle vostre prime decisioni strutturali sia stata vendere il Bottagisio, che era stato acquisito dalla precedente proprietà e destinato a centralizzare tutte le attività del settore giovanile. Può spiegare il motivo di questa scelta? "La risposta è semplice: abbiamo ritenuto che le caratteristiche strutturali di quel centro di allenamento non fossero adatte alle nostre esigenze e ai nostri requisiti".
L’Hellas Verona non è solo la Prima Squadra. Secondo molti, queste sono state due stagioni positive per il Settore Giovanile maschile, da sempre una fonte preziosa di talento. Come intendete continuare a sviluppare quest’area? "La Primavera e il Settore Giovanile non sono semplicemente serbatoi per la Prima Squadra. Sono motori di produzione di valore tecnico ed economico. Coppola, che quest’estate è passato al Brighton per una cifra significativa, è cresciuto nel nostro vivaio. Cisse - che ha firmato con il Milan all’inizio di quest’anno - è entrato nel nostro Settore Giovanile a quattordici anni, ha segnato sedici gol in una singola stagione di Primavera, ha esordito in Serie A con noi, è andato in prestito al Catanzaro in Serie B ed è stato ceduto a diciannove anni a uno dei più grandi club italiani. Oggi è anche un nazionale Under 21. Questo è il quadro completo di ciò che un settore giovanile ben gestito può produrre. Lo abbiamo individuato, sviluppato e, quando il mercato ne ha riconosciuto il valore, lo abbiamo concretizzato nel momento giusto. Tutto questo è reso possibile dall’eccellente lavoro del nostro Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Margiotta, e dal grande e competente gruppo di lavoro che ogni giorno contribuisce alla crescita dei nostri giovani calciatori. La Primavera e il vivaio producono giocatori che arrivano a rappresentare l’Italia a livello giovanile. Questo legame con i giovani talenti del territorio è per noi importante per ragioni che vanno oltre il valore economico che può generare in futuro".
Questa stagione ha visto anche la crescita del settore femminile del Club, con molte nuove tesserate e la Prima Squadra che ha mantenuto la categoria. Sono basi solide per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women? "Questa stagione è stata positiva sotto molti aspetti. Abbiamo aumentato la visibilità del calcio femminile attraverso iniziative come il Double Header, lanciando un format che ha aperto gli stadi del calcio professionistico maschile anche ad altri club di Serie B, come Como 1907, Frosinone e Cesena. Dal punto di vista del Settore Giovanile, abbiamo ottenuto risultati importanti, tra cui il mantenimento della massima categoria con la squadra Primavera e il raggiungimento dei playoff nazionali con l’Under 17, insieme alla continua crescita delle categorie più giovani. Anche la Prima Squadra ha mantenuto la categoria, creando una base solida su cui costruire la prossima stagione sia dal punto di vista commerciale che della comunicazione. Allo stesso tempo, stiamo lavorando su diversi programmi internazionali per elevare ulteriormente il nostro livello sportivo ed espandere il brand all’estero, anche sulla base di esperienze come il nostro tour estivo in Germania. Nel complesso, si tratta di basi solide che ci danno fiducia e slancio per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women nelle prossime stagioni".
Pochi giorni fa, l’evento benefico della Hellas Verona Foundation ha riunito quasi 400 persone a sostegno delle sue iniziative. A suo avviso, quali sono i valori e la missione principali della Fondazione? "Collegare il Club alla comunità veronese. Lascio che sia il lavoro a parlare. Abbiamo finanziato la costruzione di una struttura residenziale affinché le famiglie dei bambini sottoposti a trapianto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica possano avere un alloggio vicino ai propri figli. Doniamo i pasti in eccedenza dopo ogni partita casalinga. Abbiamo realizzato programmi educativi su inclusione e fair play in oltre 130 scuole della provincia. I tifosi non vedenti possono seguire ogni partita casalinga grazie all’audiodescrizione. La collaborazione avviata con la cooperativa Ape ’N’ Down coinvolge giovani con disabilità intellettive nelle attività di hospitality: non come gesto simbolico, ma come membri dello staff. Il nostro progetto principale di questa stagione, ‘Casa Insieme a Voi’ insieme a Caritas Verona, è una struttura di co-housing per giovani donne in difficoltà abitativa, comprese vittime di violenza. Con grande orgoglio e soddisfazione sosteniamo un’iniziativa per noi particolarmente significativa: Hellas Verona 4 Special, una squadra di ragazze e ragazzi con disabilità intellettive che, grazie ai nostri allenatori, possono vivere il calcio in modo divertente ed educativo. Trovo tutto questo lavoro profondamente significativo. È uno degli aspetti di questo Club di cui sono più orgoglioso di far parte. Un Hellas Verona che sarà ancora qui tra cinquant’anni è un Club che si sarà guadagnato il proprio posto in questa città: non solo in classifica, ma nella comunità. L’Hellas Verona Foundation rappresenta al meglio il modo in cui lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo" ha dichiarato a hellasverona.it il Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La moviola de La Gazzetta dello Sport: Hellas Verona-Como 0-1. Arbitro Di Bello voto 5
Al 27’ Bowie in area viene toccato da dietro da Kempf, ma lo scozzese è in sospetto fuorigioco (non segnalato): in questo caso il Var non può intervenire e si lascia il (doppio) errore di campo. Al 31’ check per un contatto in area tra Suslov e Diego Carlos: ancata del brasiliano, troppo poco per un rigore. Al 37’, altro check per un possibile doppio mani di Diego Carlos, su testa di Valentini e in opposizione a Nelsson: dubbi.
Arbitro Di Bello, voto 5: lascia correre su Kempf-Bowie mentre l’assistente non dà l’offiside: un pasticcio che mette “fuorigioco” il Var.
Tutte le news
L’Hellas Verona non si vuole privare di Ceccherini
Le richieste non mancano per il difensore gialloblù Federico Ceccherini (Salernitana e Monza, ndr) ma da quanto appreso da Hellas Live, il club di Setti non ha intenzione di privarsi del centrale livornese classe 1992. Da valutare invece la posizione di Giangiacomo Magnani.
Settore Giovanile Hellas Verona, il programma del fine settimana
Proseguono gli appuntamenti del Settore Giovanile gialloblù in quest'ultimo fine settimana di novembre. In ordine di tempo, tra le prime formazioni impegnate ci sarà l'Under 16 guidata da mister Francesco Caldana, che nel pomeriggio di domani - sabato 26 novembre (ore 15.30) - ospiterà la SPAL sul sintetico del 'Sinergy Stadium' di via Sogare. La gara, valida per l'8a giornata di campionato, verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Hellas Verona Giovanili. L'Under 18 di mister Alessandro Montorio sarà invece impegnata nella trasferta di Cagliari in programma lunedì 28 novembre (ore 14.30) al centro sportivo 'Asseminello', in provincia di Cagliari, sfida valida per la 9a giornata di campionato. Sarà la Cremonese l'avversaria dell'Under 17 di mister Mauro Coppini, nel match valido per l'11a giornata in programma domenica 27 novembre (ore 15) all'Antistadio 'Tavellin'. Sullo stesso campo e nello stesso giorno, ma alle ore 11, l'Under 15 di mister Alessandro Viviani ospiterà la SPAL.
Questi, invece, gli appuntamenti dell'Attività di base gialloblù:
Under 14: Venezia-Hellas Verona, domenica 27 novembre (ore 10.30), Centro Sportivo 'Taliercio', Mestre (VE)
Under 12-Esordienti 2011: Hellas Verona-Caselle, sabato 26 novembre (ore 15), Antistadio 'Tavellin', Verona
Under 11-Esordienti 2012: San Zeno-Hellas Verona, sabato 26 novembre (ore 16), Campo Sportivo di Via Basso Acquar, Verona
Under 10-Pulcini 2013: Hellas Verona-Nogara, sabato 26 novembre (ore 15), Centro Don Calabria, Verona
Under 9-Pulcini 2014: 'Torneo del Papero', domenica 27 novembre (ore 9.30), Stadio Comunale, Caldogno (VI)
Under 8-Primi Calci 2015: Pescantina-Hellas Verona, sabato 26 novembre (ore 10), Campo Sportivo di Via Monte Lessini, Pescantina (VR). Fonte e foto: hellasverona.it
Violenza sulle donne, Hellas Verona Women, patch speciale per la sfida contro il Napoli
Domenica 27 novembre, alle ore 12.30, Hellas Verona Women e Napoli Femminile scenderanno in campo unite per celebrare la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che come ogni anno cade oggi, venerdì 25 novembre. In occasione del match, valido per la 9a giornata del campionato di Serie B femminile, Verona e Napoli indosseranno sulle proprie maglie una patch dedicata raffigurante la scritta ‘Kick Off Respect’, slogan sposato da entrambe le squadre per lanciare un messaggio di uguaglianza e rispetto. La patch raffigurerà una scarpa col tacco, simbolo per antonomasia della 'Giornata', ed una da calcio legate insieme da un filo rosso, a simboleggiare l’unione tra le due realtà. Intorno a questo disegno ruoterà la scritta ‘Kick Off Respect’ che racchiuderà al suo interno i loghi ufficiali delle due squadre. L’ingresso al ‘Sinergy Stadium’ di via Sogare per la partita sarà gratuito, ma il pubblico potrà donare un contributo in beneficenza all’Associazione ‘Protezione della Giovane’, realtà veronese sostenuta da Hellas Verona Foundation, che si occupa di dare ospitalità e sostegno a donne e famiglie vittime di abusi e violenze. In beneficenza poi andrà anche il ricavato dell’asta che sarà effettuata con tutte le maglie indossate dalle calciatrici gialloblù in occasione del match tramite il sito MatchWornShirt. Nell'intervallo della partita, inoltre, ci sarà spazio anche per 60 piccole calciatrici tra bambine del Settore Giovanile gialloblù, delle nostre società affiliate - Rovigo Women, Cadore Women, Lovers Palazzolo, Polisportiva Negrar e Scaligera - e di altre società della provincia - Nogara e Ambrosiana - che si divertiranno disputando in campo delle mini partitelle. Fonte e foto: hellasveronawomen.it
Giornata contro la violenza sulle donne
Uniti, per l’eliminazione della violenza sulle donne. SEMPRE. Il messaggio e la foto pubblicati su Twitter dall’Hellas Verona. Testimoni il portiere gialloblù Alessandro Berardi e la moglie Carola.
Hellas Verona, Sartori vuole riprovarci per Doig: in cambio Vignato
Secondo La Gazzetta dello Sport, il direttore sportivo del club felsineo Giovanni Sartori vuole tentare lo scambio di prestiti con la società gialloblù tra Emanuele Vignato e Josh Doig.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Gianfranco Zigoni. L’ex attaccante dell’Hellas Verona festeggia 78 anni.
Qatar 2022, Brasile-Serbia 2-0. Ilic e Lazovic in campo nel secondo tempo
Esordio con sconfitta per la nazionale del Ct Stojkovic. Decide la doppietta di Richarlison. Il centrocampista dell’Hellas Verona, Ivan Ilic, è subentrato al 57’, in campo dal 66’ Darko Lazovic.
Qatar 2022, da Lusail forza Hellas Verona
Da uno degli stadi protagonisti del campionato del mondo, presente un grande tifoso gialloblù per assistere a Brasile-Serbia, in programma questa sera.
Marangon: “C’è ancora tempo per risalire, ma si sta rischiando”
“È nel dna di squadre così, ha sempre fatto anni buoni, poi è retrocesso, poi è tornato in alto. Il fatto che gli ultimi due allenatori importanti abbiano fatto molto bene e se ne sono andati vuol dire che la politica della società è quella di valorizzare giocatori, piazzarli al meglio sul mercato e prenderne altri sperando che vadano e facciano bene come i precedenti. A volte può funzionare, a volte no. Stavolta non ha funzionato. Non c'è stato dialogo tra società e allenatore per costruire una squadra adatta al suo tecnico. Il salto di qualità lo fai se non tocchi le pedine importanti. Ci ho parlato col presidente, nn è una società che punta a migliorare ma spera di rimanere li, di salvarsi e valorizzare qualche giocatore e venderlo bene. Gli è andata bene per qualche anno, quest'anno no. C'è ancora tempo per risalire, ma si sta rischiando. Ilic pronto per il salto di qualità? È un giocatore che può far bene anche in altri ambienti. Credo che Sogliano sia stato preso per il mercato in entrata e uscita e prepararsi già per la retrocessione. Sento voci che il presidente voglia vendere il club e se realmente vuole farlo, sta cercando di tirare il più possibile. Sogliano è stato preso per fare una A dignitosa e magari preparare il terreno per una buona Serie B. Spero che sia sbagliato il mio pensiero ma la sensazione è che la strada sia questa” ha dichiarato a tmw radio, l’ex gialloblù Luciano Marangon.
Serie A, niente rinvio tasse? Sampdoria e Hellas Verona le società più in difficoltà
“Nessuna rateizzazione, solo un differimento tecnico dal 16 al 22 dicembre”. Le parole del ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, hanno fatto scattare nuovamente l’allarme tra i club di Serie A. La scadenza per gli adempimenti fiscali è slittata di una sola settimana finora, un differimento tecnico come spiegato dal ministro, fino al 22 dicembre: troppo poco per risolvere il problema di una mannaia da oltre 500 milioni (ma c’è chi dice la cifra sia salita fino a oltre 800 milioni) che può mettere seriamente in crisi tanti club di Serie A e non solo.
Nei mesi scorsi, infatti, il Governo aveva concesso infatti a federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche italiane il rinvio dei versamenti per quanto riguarda ritenute alla fonte, contributi previdenziali, contributi assistenziali, Iva e Irpef.
La scadenza per versare quanto dovuto “senza applicazione di sanzioni o interessi” è stata a poco a poco spostata più avanti fino al 22 dicembre prossimo. Data in cui però il Governo, stando alle parole di Abodi, ora si aspetta però che tutti i club paghino quanto dovuto.
Le parole del ministro non hanno sorpreso i club e la Lega Serie A, che restano sulla posizione espressa ieri dal presidente Casini. “Questa misura di sospensione è stata presentata anche come la principale forma di ristoro e sollievo per un settore che non ha avuto contributi a fondo perduto. Che ora ci si attenda la possibilità di pagare a rate non sembra una richiesta irragionevole – ha spiegato ieri Casini – . È una richiesta che parte dalla pandemia, con pochissime forme di ristoro, qualche rimborso sui tamponi e poco altro, ma cifre minime rispetto ai bilanci delle società e le perdite. La rateizzazione è già prevista dalla legge dello Stato, qui il tema è se pagare o no una sanzione oltre la rateizzazione. Qui ci si può chiedere se sia giusto sanzionare dei soggetti che hanno avuto una sospensione dei pagamenti riconosciuta dallo Stato, non perché hanno scelto di non pagare. Alcuni club hanno maggiore facilità ad adempiere, altri invece hanno più difficoltà”.
Chi sono quindi questi club più in difficoltà? Secondo quanto appreso da Calcio e Finanza, in particolare sarebbero due le società che rischiano maggiormente: si tratta cioè di Sampdoria (alle prese con la complicata situazione legata alla cessione del club e alla vicenda Ferrero) e Hellas Verona. Una posizione al momento complicata sarebbe anche quella di Empoli, Lecce, Torino, Lazio e Udinese, che tuttavia avrebbero gli strumenti per rientrare nei paletti senza difficoltà. Il tutto in attesa di buone nuove dalle interlocuzioni che la Lega Serie A avrà con la politica, così come sta facendo anche il neosenatore Claudio Lotito che si sarebbe già mosso al Senato per provare a far passare la necessità dell’intervento da parte del Governo nelle scorse settimane. Fonte: calcioefinanza.it.