Info biglietti Inter-Hellas Verona. Vendita Settore Ospiti ai non residenti nella Provincia di Verona
FC Internazionale Milano ha comunicato le informazioni relative ai biglietti del Settore Ospiti per la gara Inter-Hellas Verona, 37ª giornata di Serie A Enilive 2025/26 (data e orario da definire), in programma allo stadio 'Giuseppe Meazza' di Milano.
INIZIO PREVENDITA
La prevendita relativa al Settore Ospiti sarà attiva dalle ore 17 di lunedì 11 maggio, e lo sarà fino alle ore 19 del giorno antecedente la gara.
DOVE ACQUISTARE
Online su Vivaticket
PREZZO
€50 + commissioni
RESTRIZIONI
I biglietti del Settore Ospiti potranno essere acquistati esclusivamente dai sottoscrittori del programma di fidelizzazione 'Non vi lasceremo mai' della società sportiva Hellas Verona FC, non residenti nella Provincia di Verona.
INFO UTILI
Per accedere al parcheggio riservato al Settore Ospiti (tariffa pari a €40 per le auto), è necessario effettuare l’acquisto anticipato. Si informano i tifosi ospiti che, anche qualora raggiungano lo stadio a piedi, dovranno transitare dal parcheggio ospiti situato in Via Federico Tesio (vicino Via Harar) prima di accedere all’impianto sportivo. Si invita pertanto a non recarsi direttamente all’ingresso 10 dedicato, poiché le operazioni di filtraggio e controllo verranno effettuate esclusivamente nell’area del parcheggio ospiti. Fonte: hellasverona.it
Puscasiu: “La retrocessione fa male: siamo delusi e responsabili. Abbiamo un solo obiettivo: tornare in Serie A il prima possibile”
L’intervista al Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione? "Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano".
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato? "I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico. Questo ha significato che gli infortuni - e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri - hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità. Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro. Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro".
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo".
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale? "Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione - e ce n’erano di concreti - sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club. Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo. Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni".
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine? "Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura.
Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine".
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu? "Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario. Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice 'la squadra non era abbastanza forte'. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali. C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la salvezza e la retrocessione. A questo si aggiunge un elemento di analisi più profondo: se si guardano le prestazioni espresse in campo nel corso della stagione, emerge uno scostamento significativo tra i punti che la squadra avrebbe meritato e quelli effettivamente ottenuti. Questo non cambia il risultato finale - che accettiamo - ma aiuta a comprenderne la natura. Non stiamo parlando di una squadra strutturalmente non competitiva, ma di una stagione in cui diversi fattori, anche statistici, si sono combinati in modo sfavorevole. Questo non è un alibi, ma un elemento di analisi. Significa che, in molte partite, la squadra è stata competitiva e all’altezza, ma non è riuscita a trasformare questa competitività in risultati. È un aspetto su cui dovremo lavorare con grande attenzione, perché riguarda concretezza, gestione dei momenti chiave e maturità complessiva del gruppo.
La retrocessione fa male. Non era ciò che volevamo. Ma posso dire con assoluta certezza che oggi il Club è strutturalmente più forte rispetto al momento del nostro arrivo. Le fondamenta che abbiamo costruito non scompaiono con una retrocessione. Ed è proprio questa base - profondità manageriale e investimenti infrastrutturali - che ci dà ogni motivo per credere che si tratti di una battuta d’arresto temporanea, non dell’inizio di un declino. Ma al di là dell’analisi sportiva, credo sia giusto aggiungere un messaggio diretto anche a chi lavora quotidianamente per questo Club e a chi lo sostiene a livello istituzionale e commerciale. Ai nostri dipendenti, ai collaboratori, agli sponsor e ai partner finanziari e ai nostri tifosi voglio dire chiaramente che comprendiamo la delusione che questo risultato porta con sé, e che riconosciamo pienamente il loro impegno e il loro contributo. Non è un messaggio formale, ma un riconoscimento concreto: senza il lavoro quotidiano di queste persone e senza la fiducia di chi supporta il Club, nulla di ciò che stiamo costruendo sarebbe possibile. Meritano di sapere che la responsabilità di questo risultato è nostra, come proprietà e come leadership sportiva".
È corretto dire che tutte le operazioni di plusvalenza che il Club ha effettuato e continuerà a effettuare sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità finanziaria e preservare la stabilità nel lungo periodo? "Sì, è corretto dire che tutte le operazioni in uscita - come quelle relative a Coppola, Tchatchoua, Cisse, Ghilardi e Giovane, che in questa stagione hanno generato importanti plusvalenze - sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità del Club e assicurargli una posizione più forte per il futuro. Ogni euro derivante da queste operazioni - al netto di commissioni e obblighi verso i club precedenti - è stato reinvestito nel Club: nella rosa, nelle infrastrutture e nel futuro.
Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché credo sia importante per i tifosi: questa proprietà non sottrae valore al Club. Il modello basato sulle operazioni di mercato esiste per finanziare la crescita del Club, non per distribuire capitale agli azionisti. La proprietà è impegnata a reinvestire il 100% di ciò che riceve. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale spiegare perché questo modello sia necessario. La sostenibilità non è una rinuncia all’ambizione, ma la condizione che permette a un Club di rimanere competitivo nel tempo, senza mettere a rischio la propria stabilità. Vogliamo costruire un Hellas Verona che possa crescere, competere e durare, non uno che ottiene risultati nel breve periodo per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi".
Siete pienamente consapevoli del divario economico tra Serie B e Serie A, e come intendete affrontarlo? "Sì, naturalmente, ne siamo consapevoli. Conosciamo molto bene la differenza tra Serie A e Serie B. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva sul campo, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla stabilità economica e finanziaria del Club".
Alla luce di questa situazione e considerando gli sforzi di Presidio per il bene del Club, quanto sarà importante costruire una rosa in grado di puntare all’immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Spero che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E la useremo. Stiamo costruendo le basi giuste. Non ripeteremo gli errori che hanno contribuito a questa stagione. E andremo avanti con questi obiettivi: verso la Serie A, verso un nuovo stadio, verso un Hellas Verona costruito davvero per durare nel tempo. La nostra visione è chiara ed è di lungo periodo. Tutte le decisioni che stiamo prendendo - dagli investimenti infrastrutturali alla costruzione della squadra - vanno nella direzione di rafforzare il Club in modo stabile e duraturo. Non stiamo lavorando su un orizzonte di breve termine, ma su un progetto che abbia continuità e ambizione negli anni".
Più nello specifico, per raggiungere la promozione, la vostra idea è mantenere un nucleo di giocatori di questa stagione oppure effettuare una nuova rivoluzione tecnica? "È molto difficile rispondere a questa domanda. Quando si definisce la composizione di una squadra, ci sono molti fattori da considerare: la volontà del giocatore di restare, il tipo di offerta che potrebbe arrivare da un altro club per noi e soprattutto per il giocatore, oltre alle normali dinamiche del mercato dei trasferimenti, che conoscete tutti molto bene".
Senza fare nomi, una delle priorità potrebbe essere individuare il nuovo allenatore il prima possibile, così da pianificare meglio il futuro? "Senza fare alcun nome, posso confermare che questa è oggi la nostra priorità numero uno".
Dal vostro arrivo avete mostrato una forte volontà di ascoltare il sentimento dei tifosi. Come pensate di riconquistarli dopo una stagione così negativa e frustrante?"Essendo onesti, come ho cercato di essere oggi, e poi passando ai fatti. L’analisi è stata fatta. Abbiamo imparato dai nostri errori. Il lavoro ricomincia ora: costruire la squadra per la Serie B con l’obiettivo specifico di tornare in Serie A in una sola stagione, con maggiore chiarezza e fondamenta più solide rispetto a dodici mesi fa. È su questo che si concentra tutta la nostra attenzione. Analizzare il passato è necessario. Restarne bloccati, no".
Questione stadio: a novembre è stata presentata al Comune la manifestazione di interesse. Potete spiegare la visione della proprietà riguardo alla costruzione di un nuovo stadio? "Il Bentegodi è stato costruito nel 1963. È uno degli stadi più grandi d’Italia, ma presenta reali limiti strutturali ed è di proprietà del Comune di Verona. Questo significa che siamo in affitto nella nostra stessa casa, con un controllo limitato su un asset fondamentale sia per l’esperienza dei tifosi che quella commerciale. Non è una situazione sostenibile per un Club con ambizioni di lungo periodo. Abbiamo preso un impegno serio per cambiare questa situazione. Abbiamo completato uno studio rigoroso di fattibilità economica e di mercato, valutato ogni scenario realistico di sviluppo e concluso che la strada migliore sia un nuovo stadio nell’attuale area del Bentegodi: preservando il luogo che i tifosi conoscono, ma creando al tempo stesso l’infrastruttura moderna di cui il Club ha bisogno. Abbiamo svolto una procedura competitiva per selezionare l’architetto e, nelle prossime ore, pubblicheremo un importante annuncio a riguardo. Ciò che significherebbe un nuovo stadio è estremamente rilevante: un sostanziale aumento dei ricavi da partite ed eventi, flussi di entrata indipendenti dalla categoria in cui giochiamo e una base finanziaria permanentemente più solida per il Club. Ridurrebbe la nostra dipendenza dal mercato dei giocatori per finanziare le operazioni. Ci permetterebbe di investire con maggiore continuità nella squadra. E offrirebbe ai tifosi un’esperienza all’altezza dell’orgoglio che provano per questo Club. Ma voglio essere chiaro su un punto: un progetto di questa portata non può essere realizzato soltanto con la volontà privata. Richiede un allineamento politico a livello locale, regionale e potenzialmente nazionale. Richiede che il Comune di Verona sia un vero partner, e stiamo costruendo questo rapporto in modo attivo e in buona fede. Probabilmente servirà una combinazione di investimenti privati e sostegno pubblico affinché il progetto diventi realtà. Nulla di tutto questo è insolito per grandi progetti di sviluppo di stadi in Italia o in Europa: molti degli impianti più importanti dell’ultimo decennio sono stati realizzati attraverso partnership pubblico-private. Ma ciò significa anche che le tempistiche non dipendono interamente da noi".
In città sono circolate voci riguardo a un possibile interesse per il Payanini Center che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cessare le proprie attività attuali alla fine di giugno. C’è qualcosa di vero oppure ritenete che il centro sportivo di Peschiera sia pienamente adeguato alle esigenze della Prima Squadra e della Primavera? "No, non c’è nulla di vero nelle voci riguardanti quel centro sportivo. La struttura di allenamento di Peschiera è stata significativamente migliorata dal nostro arrivo. Abbiamo investito nell’ambiente della Prima Squadra, nella Primavera, nella squadra femminile e nelle infrastrutture del Settore Giovanile che supportano alcune di queste aree, e riteniamo che queste strutture siano più che adeguate. Considerato l’elevato numero di squadre che abbiamo nei settori giovanili maschili e femminili, la nostra intenzione è continuare a migliorare le aree e le strutture di allenamento. Stiamo lavorando attivamente per arrivare a possedere un nostro centro sportivo invece di utilizzarne uno in affitto: una transizione che trasformerebbe un costo operativo annuale in un asset permanente del Club, garantendoci piena autonomia sull’ambiente di sviluppo e permettendoci di costruire un’accademia centralizzata capace di attrarre talenti da tutta la regione e oltre".
Molti tifosi si sono chiesti perché una delle vostre prime decisioni strutturali sia stata vendere il Bottagisio, che era stato acquisito dalla precedente proprietà e destinato a centralizzare tutte le attività del settore giovanile. Può spiegare il motivo di questa scelta? "La risposta è semplice: abbiamo ritenuto che le caratteristiche strutturali di quel centro di allenamento non fossero adatte alle nostre esigenze e ai nostri requisiti".
L’Hellas Verona non è solo la Prima Squadra. Secondo molti, queste sono state due stagioni positive per il Settore Giovanile maschile, da sempre una fonte preziosa di talento. Come intendete continuare a sviluppare quest’area? "La Primavera e il Settore Giovanile non sono semplicemente serbatoi per la Prima Squadra. Sono motori di produzione di valore tecnico ed economico. Coppola, che quest’estate è passato al Brighton per una cifra significativa, è cresciuto nel nostro vivaio. Cisse - che ha firmato con il Milan all’inizio di quest’anno - è entrato nel nostro Settore Giovanile a quattordici anni, ha segnato sedici gol in una singola stagione di Primavera, ha esordito in Serie A con noi, è andato in prestito al Catanzaro in Serie B ed è stato ceduto a diciannove anni a uno dei più grandi club italiani. Oggi è anche un nazionale Under 21. Questo è il quadro completo di ciò che un settore giovanile ben gestito può produrre. Lo abbiamo individuato, sviluppato e, quando il mercato ne ha riconosciuto il valore, lo abbiamo concretizzato nel momento giusto. Tutto questo è reso possibile dall’eccellente lavoro del nostro Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Margiotta, e dal grande e competente gruppo di lavoro che ogni giorno contribuisce alla crescita dei nostri giovani calciatori. La Primavera e il vivaio producono giocatori che arrivano a rappresentare l’Italia a livello giovanile. Questo legame con i giovani talenti del territorio è per noi importante per ragioni che vanno oltre il valore economico che può generare in futuro".
Questa stagione ha visto anche la crescita del settore femminile del Club, con molte nuove tesserate e la Prima Squadra che ha mantenuto la categoria. Sono basi solide per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women? "Questa stagione è stata positiva sotto molti aspetti. Abbiamo aumentato la visibilità del calcio femminile attraverso iniziative come il Double Header, lanciando un format che ha aperto gli stadi del calcio professionistico maschile anche ad altri club di Serie B, come Como 1907, Frosinone e Cesena. Dal punto di vista del Settore Giovanile, abbiamo ottenuto risultati importanti, tra cui il mantenimento della massima categoria con la squadra Primavera e il raggiungimento dei playoff nazionali con l’Under 17, insieme alla continua crescita delle categorie più giovani. Anche la Prima Squadra ha mantenuto la categoria, creando una base solida su cui costruire la prossima stagione sia dal punto di vista commerciale che della comunicazione. Allo stesso tempo, stiamo lavorando su diversi programmi internazionali per elevare ulteriormente il nostro livello sportivo ed espandere il brand all’estero, anche sulla base di esperienze come il nostro tour estivo in Germania. Nel complesso, si tratta di basi solide che ci danno fiducia e slancio per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women nelle prossime stagioni".
Pochi giorni fa, l’evento benefico della Hellas Verona Foundation ha riunito quasi 400 persone a sostegno delle sue iniziative. A suo avviso, quali sono i valori e la missione principali della Fondazione? "Collegare il Club alla comunità veronese. Lascio che sia il lavoro a parlare. Abbiamo finanziato la costruzione di una struttura residenziale affinché le famiglie dei bambini sottoposti a trapianto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica possano avere un alloggio vicino ai propri figli. Doniamo i pasti in eccedenza dopo ogni partita casalinga. Abbiamo realizzato programmi educativi su inclusione e fair play in oltre 130 scuole della provincia. I tifosi non vedenti possono seguire ogni partita casalinga grazie all’audiodescrizione. La collaborazione avviata con la cooperativa Ape ’N’ Down coinvolge giovani con disabilità intellettive nelle attività di hospitality: non come gesto simbolico, ma come membri dello staff. Il nostro progetto principale di questa stagione, ‘Casa Insieme a Voi’ insieme a Caritas Verona, è una struttura di co-housing per giovani donne in difficoltà abitativa, comprese vittime di violenza. Con grande orgoglio e soddisfazione sosteniamo un’iniziativa per noi particolarmente significativa: Hellas Verona 4 Special, una squadra di ragazze e ragazzi con disabilità intellettive che, grazie ai nostri allenatori, possono vivere il calcio in modo divertente ed educativo. Trovo tutto questo lavoro profondamente significativo. È uno degli aspetti di questo Club di cui sono più orgoglioso di far parte. Un Hellas Verona che sarà ancora qui tra cinquant’anni è un Club che si sarà guadagnato il proprio posto in questa città: non solo in classifica, ma nella comunità. L’Hellas Verona Foundation rappresenta al meglio il modo in cui lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo" ha dichiarato a hellasverona.it il Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La moviola de La Gazzetta dello Sport: Hellas Verona-Como 0-1. Arbitro Di Bello voto 5
Al 27’ Bowie in area viene toccato da dietro da Kempf, ma lo scozzese è in sospetto fuorigioco (non segnalato): in questo caso il Var non può intervenire e si lascia il (doppio) errore di campo. Al 31’ check per un contatto in area tra Suslov e Diego Carlos: ancata del brasiliano, troppo poco per un rigore. Al 37’, altro check per un possibile doppio mani di Diego Carlos, su testa di Valentini e in opposizione a Nelsson: dubbi.
Arbitro Di Bello, voto 5: lascia correre su Kempf-Bowie mentre l’assistente non dà l’offiside: un pasticcio che mette “fuorigioco” il Var.
Tutte le news
Qatar 2022, Francia-Australia 4-1. Panchina per il gialloblù Hrustic
Poker all’esordio per i campioni del mondo in carica. Decidono la doppietta di Giroud e le reti di Raboot e Mbappe. Panchina per il trequartista australiano dell’Hellas Verona, Ajdin Hrustic. Foto Instagram
Bilancio Hellas Verona Football Club S.p.A. al 30 giugno 2022. L’analisi di Verona col Cuore
DIN DIN DIN… Campanelli d’allarme dalla lettura del bilancio dell’Hellas Verona
Il compenso di Setti ammonta nella stagione appena conclusa a oltre 2,7 milioni di Euro
La stagione sportiva 2021-2022 ha visto il raggiungimento in campo di buoni risultati con un nono posto in classifica ed una salvezza raggiunta ancora nei mesi invernali. Il bilancio d’esercizio approvato recentemente dell’Hellas Verona mostra invece alcuni preoccupanti campanelli d’allarme.
DIN DIN DIN
L’Hellas registra nel 2021-2022 una perdita di oltre Euro 5 milioni (Euro 5.057.437 per la precisione), oltre che un indebitamento netto finanziario di Euro 31.5 milioni (più che raddoppiato rispetto la scorsa stagione), debiti verso l’erario per IVA rateizzata per Euro 3,7 milioni e debiti per IRPEF per più di 12 milioni di Euro. Va dato atto che tali debiti tributari derivano anche dalle rateizzazioni messe a disposizione dalla normativa “Covid” e che pertanto il tutto rispetta la normativa tributaria e federale, senza la presenza di debiti scaduti.
Va inoltre evidenziato che a giugno si è perfezionata l’operazione di fusione della società HV Service Srl (l’ex Hellas Verona Marketing & Comunication) nell’Hellas Verona, che quindi torna ad avere tra i propri assets il marchio Hellas Verona, iscritto per oltre 21 milioni di Euro.
Ma andiamo con ordine… da dove deriva questo risultato così negativo?
Proviamo a sintetizzare, esaminando le principali voci di bilancio.
I ricavi complessivi ammontano ad Euro 84,6 milioni, di cui Euro 37,2 milioni per diritti televisivi, Euro 23,3 milioni da plusvalenze, Euro 9,1 milioni da sponsorizzazioni, Euro 4 milioni da gare e abbonamenti ed Euro 1,3 milioni dal negozio.
23,3 milioni di plusvalenze?? Certo!
Includono i 7 milioni di Euro per Zaccagni, 6,3 milioni di Euro per Lovato, 5,3 milioni di Euro per Cancellieri (a cui bisogna togliere quanto da riconoscere alla Roma pari a Euro 1,4 milioni), 2,4 milioni di Euro per Udogie, 2,2 milioni di Euro per Silvestri e 57 mila Euro per il buon Di Carmine.
A tali valori vanno sommati i premi ed altri ricavi che derivano dalla cessione di altri giocatori come ad esempio Rrhamani per Euro 700 mila ed Udogie per Euro 400 mila).
Francamente alcuni valori sembrano abbastanza bassi (Zaccagni su tutti), ma probabilmente i contratti di cessione prevedono dei bonus che si realizzeranno nel corso della presente stagione.
Passando ai costi, nell’ultima stagione costi per il personale per Euro 38.9 milioni di cui Euro 36,5 milioni per il personale tesserato. Aumenta significativamente il peso degli ammortamenti, connesso principalmente al costo di acquisto dei giocatori: ben 21,6 milioni di Euro di cui 17 milioni per i cartellini dei giocatori. Ma chi pesa in termini di ammortamento di più sul bilancio del Verona? Nella stagione 2021-2022 i maggiori ammortamenti sono relativi a Barak (Euro 2,2 milioni), Cetin (Euro 1,7 milioni), Diaby (Euro 1,25 milioni), Ilic (Euro 1,9 milioni), Lasagna (Euro 1,95 milioni), Magnani (Euro 1 milione), Tameze (Euro 1,03 milioni), Ceccherini (Euro 0,9 milioni), Cancellieri (Euro 0,83 milioni), Stepinski (Euro 0,79 milioni).
Sempre in termini di diritti dei cartellini dei giocatori, il saldo contabile degli stessi al 30 giugno 2022 ammonta ad Euro 64,09 milioni. Gli importi più rilevanti? Simeone con Euro 11,1 milioni, Ilic con Euro 8,5 milioni, Lasagna con Euro 7,3 milioni, Cetin con Euro 5,3 milioni, Barak con 4,3 milioni, Hongla con 4,3 milioni. Nella stagione 2021-2022 sono stati effettuati acquisti complessivamente per Euro 42,5 milioni.
Sul lato patrimoniale ci preme evidenziare che il Verona ha al 30 giugno 2022 crediti verso altre società per la cessione di giocatori per quasi Euro 42 milioni (ancora da incassare 17 milioni di Euro per Kumbulla), e debiti per l’acquisto di giocatori per Euro 60 milioni (tra i principali Euro 10,9 milioni per Simeone, Euro 8,9 milioni per Ilic e Euro 7 milioni per Kevin Lasagna).
Tra i debiti si ricorda l’esposizione verso banche per Euro 30,3 milioni, verso altri finanziatori per operazioni di factoring per Euro 13,2 milioni. In riduzione i debiti verso soci che passano da Euro 4,1 milioni a Euro 0,6 milioni, dopo i rimborsi dell’anno.
Come emerge dalla Relazione accompagnatoria al bilancio durante il calciomercato di luglio-agosto, l’Hellas Verona “è intervenuta sul mercato con mirate acquisizioni e dismissioni di calciatori con l’obiettivo di rendere la rosa maggiormente compatta per il raggiungimento degli obiettivi prefissati”.
Le operazioni di mercato di luglio e agosto 2022 hanno determinato minusvalenze per Euro 12 migliaia e plusvalenze per Euro 6.660 migliaia. Inoltre a fronte di nuovi crediti per Euro 9.870 sono stati contratti debiti per l’acquisizione di giocatori per oltre Euro 25 milioni.
Peccato che ad oggi, a questi grandi investimenti non corrispondano i risultati sul campo.
Ultima annotazione: il compenso dell’Amministratore Unico ammonta per il 2021-2022 ad Euro 2,7 milioni.
Veronacolcuore
PS. Come promesso… quest’anno non abbiamo parlato dello scambio dei giovani Franchetti / Andriuoli…
Monte ingaggi, terzultimo posto per l’Hellas Verona
È il Lecce la squadra che ha il monte ingaggi più basso della Serie A (20,8 lordi) seguito da Cremonese (22,5) e Hellas Verona (23,1). Al primo posto di questa speciale classifica troviamo la Juventus (160), poi ci sono Inter (135) e Roma (95) secondo salarysport.com
Ex Verona, Pesoli confermato alla guida della Viterbese
La US Viterbese 1908 ha deciso che Mister Emanuele Pesoli resterà definitivamente alla guida tecnica della prima squadra. Al mister, dopo gli ottimi risultati nella Primavera gialloblù, l’augurio di un buon lavoro da parte di tutta la società. In bocca al lupo all’ex gialloblù da parte di Hellas Live.
Hellas Verona, contratto sino al 2024 per Sogliano
Il nuovo direttore sportivo del club gialloblù, Sean Sogliano, ha sottoscritto un contratto biennale con la società di Maurizio Setti.
Qatar 2022, l’Australia di Hrustic questa sera sfida la Francia
Esordio per i campioni in carica alle ore 20 contro l’Australia. Il centrocampista Ajdin Hrustic potrebbe essere il primo calciatore dell’Hellas Verona a scendere in campo nella 22ª edizione del campionato del mondo.
Hellas Verona, la prima scelta dello Spezia è Lasagna. Liguri anche su Djuric e Piccoli. Henry piace alla Cremonese
Secondo La Gazzetta dello Sport, il club allenato da Gotti è interessato all’attaccante dell’Hellas Verona, Kevin Lasagna. Ma non solo. Oltre all’ex Udinese, lo Spezia segue anche Djuric e Piccoli. Sempre secondo la rosea, anche la Cremonese ha attenzionato Lasagna, ma anche Thomas Henry, ex Venezia.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Walter Franzot. L’ex centrocampista dell’Hellas Verona festeggia 73 anni.
Setti: “Situazione difficile ma vogliamo salvarci”. Marroccu: “Lavoreremo in sintonia”. Sogliano: “I punti a disposizione sono tanti”
Alla conferenza stampa sono intervenuti sia il Presidente dell'Hellas Verona, Maurizio Setti, sia il neo Responsabile dell'Area Tecnica, Francesco Marroccu. "Come è noto, io e Sean Sogliano ci conosciamo da tempo: ci siamo sempre sentiti anche dopo la fine del suo contratto con l'Hellas e lo ritengo una delle persone con cui ho costruito il miglior rapporto umano in questi anni. La decisione che abbiamo preso tutti di comune accordo è stata quella di creare un gruppo di lavoro più ampio, scelta alla quale avevo già pensato anche in estate. Dal mio punto di vista, questo è il gradito ritorno di un uomo che stimo sia come persona sia come professionista, con dei valori compatibili ai miei e a quelli di Francesco Marroccu. Ad oggi la nostra necessità è quella di reagire alle difficoltà con i fatti, e credo che il carisma e il carattere di Sean serviranno. La situazione senza dubbio è difficile, ma la nostra volontà è quella di mantenere la categoria. Le decisioni sul budget per il mercato di gennaio e sull'allenatore verranno prese prossimamente, condivise con Sogliano e Marroccu. Se devo esprimere un giudizio sull'operato di Bocchetti in queste sue prime sei partite credo che Salvatore abbia avuto un po' sfortuna in alcuni episodi e abbia pagato alcune circostanze non favorevoli. Sono certo però che conosca a menadito la filosofia dell'Hellas Verona e che lavori ogni giorno con grande impegno".
Queste le dichiarazioni del Presidente del club gialloblù, che ha lasciato poi la parola a Francesco Marroccu: "Sono qui oggi per fare il mio in bocca al lupo a Sean Sogliano, nuovo Direttore Sportivo dell'Hellas Verona. Credo che questo nuovo ingresso servirà per ridare quell'impulso che questa squadra aveva perso nell'ultimo periodo. Negli ultimi mesi io e il Presidente Setti abbiamo condiviso alcuni momenti complessi che hanno consolidato il nostro legame: insieme abbiamo preso la decisione di contattare Sogliano e di coinvolgerlo in questo progetto. Lavoreremo in sintonia, io come Responsabile dell'Area Tecnica e lui come Direttore Sportivo, facendo sempre riferimento al Presidente, tutti e tre allineati sulla stessa lunghezza d'onda".
Direttore, quali sono le sue prime impressioni sul club che ritrova oggi dopo otto anni? "Sono senza dubbio emozionato di essere qui oggi, forse di più rispetto alla prima volta in cui arrivai a Verona. Quelli che ho vissuto in questo club sono stati tre anni molto belli, dei quali ho molti ricordi che mi porto dietro. Sono orgoglioso che il Presidente Setti mi abbia richiamato in questo momento complesso per il club, credo sia un attestato di stima nei miei confronti. Quella che dovremo costruire in questi mesi sarà un'impresa, ma essere stato scelto proprio per un compito del genere per me è motivo d'orgoglio. Dopo la fine del mio contratto con il Verona ho intrapreso delle scelte anche scomode come professionista andando sempre a lavorare dove si poteva aver bisogno di me. Il Presidente mi ha scelto perché mi conosce e sa come lavoro. Io in questo momento non vedo l’ora che la squadra torni per conoscere i ragazzi e per parlare con lo staff e con mister Bocchetti".
Che Presidente ha ritrovato? “In questi otto anni questa società è cresciuta tantissimo: quando sono arrivato non c'era nulla oltre la Prima Squadra, oggi intorno gravita una struttura organizzativa grande e complessa. Oggi l'Hellas Verona è una società consolidata e strutturata, dove si respira un’aria importante e con un Presidente che dopo dieci anni ha acquisito ancora più esperienza. Credo sappia fare il proprio lavoro lavoro meglio di prima, che l'esperienza accumulata in questi anni senza dubbio lo aiuti. Sono orgoglioso e felice che mi abbia riportato qui dopo così tanto tempo”.
Che idea si è fatto di questa squadra? “Ho seguito le ultime partite dell'Hellas e ho potuto vedere delle prestazioni valide di questa squadra, come contro Milan, Roma e Juventus. Quella che ho visto in campo è una squadra tutt'altro che morta. Credo che la principale differenza rispetto allo scorso anno sia nella fase offensiva: la scorsa stagione il Verona riusciva spesso a fare un gol in più degli avversari, aspetto che finora sta mancando. Negli altri reparti invece gli uomini sono pressoché gli stessi. In ogni caso attendo di valutare tutti i giocatori e di confrontarmi con loro nelle prossime settimane".
Come saranno divisi i compiti tra lei e Marroccu? “Io penso che al di là dei ruoli, la cosa più importante è che ognuno sia se stesso. Nella situazione in cui siamo penso che non possiamo concederci il lusso di pensare ognuno al proprio orticello: dobbiamo costruire un'impresa e per farlo è necessaria la collaborazione tra tutti, che sono sicuro non mancherà. Le decisioni che prenderò saranno sempre condivise con Marroccu e il Presidente".
Ha già in mente cosa fare sul mercato di gennaio? "Credo che la situazione che stiamo vivendo sia anomala: molti Direttori Sportivi in questo momento sono in Qatar per i Mondiali, è un periodo difficile per il mercato da questo punto di vista. La nostra decisione è quella di parlare con mister Bocchetti, con lo staff e con i giocatori, di confrontarci e capire cosa possiamo migliorare. Ho le mie idee su questa rosa: il Verona è una squadra corre e che quindi si allena duramente. A volte succede che alcuni giocatori non rendano allo stesso modo per due anni consecutivi, non sempre si ha la forza mentale di reggere certi ritmi. Dovremo provare alcune soluzione, ascoltare le sensazioni che ci darà il campo".
Qual è la sua valutazione di mister Bocchetti per il futuro del Verona? "Bocchetti conosce il calcio dei suoi predecessori - Tudor e Juric - e lo applica. Credo che alcuni siano già in grado di interpretarlo, mentre altri non ancora. Il mio pensiero è che questo tipo di calcio se fatto, va eseguito dando il 100%, magari essendo un po' più scaltri in alcune situazioni e dinamiche. In ogni caso, in questo momento non ho parlato e non parlerò con nessun altro mister finché non avremo preso una decisione definitiva. Mancano 23 partite e dobbiamo pensare sfida dopo sfida: il nostro focus deve essere la partita di Torino, alla quale mancano 40 giorni. Non penso che ci siano partite specifiche che decretino la salvezza o la retrocessione: i punti a disposizione sono tanti, iniziamo a portarne a casa un po' e poi vedremo cosa accadrà".
Il suo ritorno è stato apprezzato dai tifosi: loro rappresentano una motivazione in più? “Il loro affetto senza dubbio mi dà molta gioia, ho sempre avuto un forte rapporto con la tifoseria. Non sono un grande comunicatore perché non amo parlare troppo, ma mi piace vedere i tifosi orgogliosi. Il pubblico conosce il momento di difficoltà che stiamo attraversando e sa cosa può fare per aiutarci. La squadra ha bisogno di loro, del dodicesimo uomo in campo". Fonte: hellasverona.it
Torneo 8 Nazioni, Italia-Repubblica Ceca 2-1. Il gialloblù Terracciano in campo tutta la partita
Durante la sosta per il campionato del mondo, straordinari per il centrocampista dell’Hellas Verona, Filippo Terracciano. Dopo l’esordio nello scorso fine settimana con l’Italia Under 21, alla prima chiamata con gli Azzurrini, questo pomeriggio allo stadio Ricci di Sassuolo, il veronese classe 2003 è sceso in campo con l’Italia Under 20 del Ct Nunziata. Maglia da titolare e 90’ per Terracciano nella sfida vinta di misura dall’Italia contro la Repubblica Ceca, incontro valido per la quarta giornata del Torneo 8 Nazioni.