23 ottobre 2026 20:08 | Alberto Fabbri
Zanetti: “Hellas, è stata un’esperienza bellissima. Cisse venduto per esigenze societarie”
“Verona è una piazza particolare. Quella all'Hellas è stata un'esperienza bellissima e "devastante" dal punto di vista emotivo. Ti sa fare male, ma l'esperienza che si vive in quel club è qualcosa di straordinario. Il tifo che c'è lì è quello di una volta, c'è un calore incredibile. La vittoria alla prima di campionato contro il Napoli? Mi sono lasciato andare e sono contento di averlo fatto. È un'emozione che mi porto dentro.
La costruzione dei giovani calciatori è una soddisfazione straordinaria, ma il merito è più dei ragazzi che dell'allenatore. lo ho cercato di lavorare sulle loro lacune, ma giocatori come Giovane, Coppola, Ghilardi e Belahyane hanno dimostrato di avere talento e voglia di migliorarsi per arrivare in alto. Penso poi che il loro percorso non sia finito.
A Verona il leader dello spogliatoio era Gagliardini. Aveva esperienza ed era uno dei pochissimi italiani in una squadra di stranieri, quindi riuscivo a interfacciarmi meglio con lui e sapevo di poter contare su di lui.
Quando era nelle giovanili del Verona, Cisse aveva uno strapotere pazzesco e a livello tecnico era già un giocatore importante: ha una visione di gioco straordinaria e grandi capacità balistiche. Aveva però bisogno di farsi un po' le ossa: era abituato a essere la stella della squadra e quando era senza palla era un po' "pigro". Forse avrei potuto farlo giocare di più, ma in quel momento la situazione dell'Hellas era durissima e io avevo la sensazione che lui non fosse pronto a livello mentale. Non volevo rischiare di bruciarlo. L'anno dopo è poi stato deciso di mandarlo a Catanzaro a farsi le ossa, li è maturato e, fuori dalla sua zona di comfort, ha tirato fuori tutto il suo potenziale. L'obiettivo era quello di riportarlo a Verona, ma alla fine è stato venduto per esigenze societarie e quindi non ho potuto godermelo.
Belahyane in particolare sta facendo molto bene perché ha trovato un allenatore che crede in lui. Ricordo che la scorsa stagione doveva tornare a Verona, ma alla fine rifiutò perché andai via io. Mi scrisse che sarebbe tornato per me, invece io fui esonerato a fine mercato e lui quindi rimase alla Lazio. Giovane? Era stato bloccato un anno prima ed è stato dieci mesi fermo per prenderlo a parametro zero. Il suo acquisto è stato una grande intuizione di Sogliano. È un giocatore che ha tutto: cambio di passo, uno contro uno, un tiro pazzesco... E poi un ragazzo di una sensibilità incredibile e che un paio di volte mi ha pianto sulla spalla perché si staccava per la prima volta da casa e questo, con una bimba piccola appena nata, lo faceva sentire. Ho dovuto avere con lui un rapporto diverso con lui, me lo sono un po' "coccolato". Poi però anche lui è stato venduto: noi abbiamo perso il nostro giocatore più importante, ma il Verona ha guadagnato venti milioni e ha messo a posto i conti.
Suslov si è rotto il crociato al secondo giorno di ritiro della scorsa stagione. Era in rampa di lancio dopo un anno molto ben fatto e invece si è fatto male e noi abbiamo perso uno dei giocatori più importanti della squadra. Avevamo un bel rapporto e mi è dispiaciuto molto non averlo a disposizione. Ora chiaramente ha bisogno di tempo, ma è giovane, ha talento, personalità, aggressività, leadership e tutto il futuro davanti a sè.
Il mio obiettivo è rimanere in Serie A. A volte ho raggiunto buoni risultati, altre no, ma è una cosa abbastanza comune. Ci sono pochi allenatori che hanno un percorso lineare. Mi sto prendendo del tempo per valutare le situazioni migliori e studiare per migliorarmi. Non voglio fare errori dovuti alla fretta” ha dichiarato a Sky, l’ex allenatore dell’Hellas Verona, Paolo Zanetti.
La costruzione dei giovani calciatori è una soddisfazione straordinaria, ma il merito è più dei ragazzi che dell'allenatore. lo ho cercato di lavorare sulle loro lacune, ma giocatori come Giovane, Coppola, Ghilardi e Belahyane hanno dimostrato di avere talento e voglia di migliorarsi per arrivare in alto. Penso poi che il loro percorso non sia finito.
A Verona il leader dello spogliatoio era Gagliardini. Aveva esperienza ed era uno dei pochissimi italiani in una squadra di stranieri, quindi riuscivo a interfacciarmi meglio con lui e sapevo di poter contare su di lui.
Quando era nelle giovanili del Verona, Cisse aveva uno strapotere pazzesco e a livello tecnico era già un giocatore importante: ha una visione di gioco straordinaria e grandi capacità balistiche. Aveva però bisogno di farsi un po' le ossa: era abituato a essere la stella della squadra e quando era senza palla era un po' "pigro". Forse avrei potuto farlo giocare di più, ma in quel momento la situazione dell'Hellas era durissima e io avevo la sensazione che lui non fosse pronto a livello mentale. Non volevo rischiare di bruciarlo. L'anno dopo è poi stato deciso di mandarlo a Catanzaro a farsi le ossa, li è maturato e, fuori dalla sua zona di comfort, ha tirato fuori tutto il suo potenziale. L'obiettivo era quello di riportarlo a Verona, ma alla fine è stato venduto per esigenze societarie e quindi non ho potuto godermelo.
Belahyane in particolare sta facendo molto bene perché ha trovato un allenatore che crede in lui. Ricordo che la scorsa stagione doveva tornare a Verona, ma alla fine rifiutò perché andai via io. Mi scrisse che sarebbe tornato per me, invece io fui esonerato a fine mercato e lui quindi rimase alla Lazio. Giovane? Era stato bloccato un anno prima ed è stato dieci mesi fermo per prenderlo a parametro zero. Il suo acquisto è stato una grande intuizione di Sogliano. È un giocatore che ha tutto: cambio di passo, uno contro uno, un tiro pazzesco... E poi un ragazzo di una sensibilità incredibile e che un paio di volte mi ha pianto sulla spalla perché si staccava per la prima volta da casa e questo, con una bimba piccola appena nata, lo faceva sentire. Ho dovuto avere con lui un rapporto diverso con lui, me lo sono un po' "coccolato". Poi però anche lui è stato venduto: noi abbiamo perso il nostro giocatore più importante, ma il Verona ha guadagnato venti milioni e ha messo a posto i conti.
Suslov si è rotto il crociato al secondo giorno di ritiro della scorsa stagione. Era in rampa di lancio dopo un anno molto ben fatto e invece si è fatto male e noi abbiamo perso uno dei giocatori più importanti della squadra. Avevamo un bel rapporto e mi è dispiaciuto molto non averlo a disposizione. Ora chiaramente ha bisogno di tempo, ma è giovane, ha talento, personalità, aggressività, leadership e tutto il futuro davanti a sè.
Il mio obiettivo è rimanere in Serie A. A volte ho raggiunto buoni risultati, altre no, ma è una cosa abbastanza comune. Ci sono pochi allenatori che hanno un percorso lineare. Mi sto prendendo del tempo per valutare le situazioni migliori e studiare per migliorarmi. Non voglio fare errori dovuti alla fretta” ha dichiarato a Sky, l’ex allenatore dell’Hellas Verona, Paolo Zanetti.
Commenti
mat’66
Grande Mister ! tutto il mio rispetto. in bocca al lupo !
23/10/2026 20:26
BeppHellas
Penso che se ci fosse stata una situazione societaria migliore, avresti dato il meglio e il tuo attaccamento ai nostri colori ci avrebbe giocato. Tantissimi auguri Mister !!
23/10/2026 20:53
BeppHellas
"giovato" no giocato
23/10/2026 20:54
V.I.M.T.
grande! secondo me l' esonero è stato un grave errore e ha contribuito alla retrocessione...
23/10/2026 21:18
simone70
hahahahaaha grande mister
23/10/2026 21:21