21 gennaio 2024 12:34 | Alberto Fabbri
Il Verona c’è e lotta insieme a noi
La squadra è viva. La sconfitta di sabato sera allo stadio Olimpico contro la Roma, ha dato comunque segnali importanti. Per taluni versi anche insperati. Nonostante lo smembramento della rosa (otto cessioni, zero acquisti, ndr) attuato da Setti e Sogliano in venti giorni di calciomercato, le numerose uscite pare non abbiano intaccato più di tanto lo spogliatoio. La squadra scaligera ha saputo reagire con coraggio alle numerose difficoltà. Con le unghie e con i denti ha tenuto testa ai mediocri capitolini.
Un Verona però da due facce quello che si è presentato davanti alla squadra di De Rossi: da dietro la lavagna nel primo tempo, dove ha subito due reti evitabilissime in soli 25’ che hanno poi indirizzato a favore dei giallorossi la partita. Decisamente meglio invece nella ripresa, col rigore sbagliato da Djuric che grida ancora vendetta e che ha condizionato il risultato finale, pesando come un macigno.
Ma nonostante la sconfitta, la dodicesima in ventuno giornate di campionato, la terza nelle ultime quattro partite, il quarto ko negli ultimi sei turni, si può, anzi si deve ben sperare per il prosieguo del campionato.
Il messaggio lanciato dalla squadra veronese è arrivato forte e chiaro. Non c’è stato alcun segno di resa. Chi si aspettava una squadra allo sfascio, tritata dalle numerose vicissitudini societarie, è rimasto invece fortemente deluso. La risposta invece è stata da uomini veri, una prova corale importante quella offerta dai ragazzi di Marco Baroni.
Gialloblù che ora sono chiamati a non sbagliare lo scontro salvezza contro il Frosinone, in programma domenica prossima allo stadio Bentegodi. Perché per salvarsi, bisogna riprendere subito il cammino. Il cuore c’è, ora però urgono punti.