“Spiace davvero tanto, per entrambe le tifoserie. È un peccato che i tifosi del Vicenza domenica non possano venire a Verona. Questa è la partita che per molti rappresenta la più importante della stagione e vietarla
UFFICIALE. Hellas Verona-Vicenza, vietata la vendita dei biglietti ai residenti della Provincia di Vicenza e Padovanon è giusto. C’è rivalità, com’è normale che sia nel calcio, ma tutti la vogliono vivere. Allo stadio. Ricordo i miei derby, il calore che c’era, l’attesa durante la settimana e l’emozione del giorno della partita. È davvero triste, non solo per chi domenica rimarrà a casa, ma anche per chi sarà presente allo stadio. Andare a vedere le partite, oggi, è diverso rispetto ai miei tempi. I pericoli che ho vissuto io, adesso non esistono più, anzi è anche bello portare i giovani in curva. Un tempo tutto questo era davvero molto più difficile. C’era paura ad andare allo stadio, adesso invece non è così.
Chi ci governa, è evidente che qualcosa sta sbagliando. Mi spiace davvero tanto.
Il derby è sempre il derby, ma senza tifosi perdono tutti -
ha dichiarato a Hellas Live il doppio di Hellas Verona-Vicenza, Aladino Valoti - Ho visto i gialloblù contro Ascoli e Arezzo, una squadra forte che sembrava di un’altra categoria nel primo tempo contro i marchigiani. Nella ripresa invece c’è stata un’inversione impressionante, quasi imbarazzante. Hanno smesso di giocare e visti i primi 45’, è stata davvero incredibile la sconfitta all’esordio in campionato. Con l’Arezzo invece l’espulsione ha sicuramente aiutato il Verona, ma l’Hellas ha dimostrato di avere valori nettamente diversi. Chi è subentrato poi ha fatto la differenza, dimostrando che la rosa a disposizione dell’amico Marco (Baroni, ndr) è davvero importante.
I gialloblù però devono ancora trovare il giusto equilibrio in questa categoria, un campionato molto difficile che si deciderà solo all’ultimo. Sorrido quando leggo i pronostici:
in Serie B tutto può accadere. Ed il Palermo n’è l’esempio. Due sono i posti per la promozione diretta, poi si passa dai playoff che diventano un nuovo campionato dove tutto si rimette in gioco - sottolinea l’ex mediano - Anche il Vicenza deve trovare il suo equilibrio. La squadra viene da una promozione impressionante, stravincendo il campionato, ma l’entusiasmo non basta. Deve trovare qualcosa in più per mantenere la categoria.
Mattia (ex Verona, primogenito di Aladino, ndr) dopo un’annata difficile è contento di essere approdato al
Vicenza. Era un po’ preoccupato di non trovare la squadra giusta, poi è arrivata la chiamata dei biancorossi ed è più che consapevole che deve rimboccarsi le maniche, mettendocela sempre tutta per aiutare la squadra a raggiungere l’obiettivo stagionale. È molto legato al Verona ed in questi giorni sta vivendo il suo primo vero derby - annota - Ne parlavo coi miei figli:
c’è davvero un legame speciale che lega la famiglia Valoti alla città di Verona ed all’Hellas. Io e Mattia ci abbiamo giocato ed entrambi abbiamo dei ricordi bellissimi di città e tifosi, oggi invece veste la maglia gialloblù l’altro mio figlio,
Alessandro, che gioca con la
Primavera. Si trova benissimo e gli auguro di togliersi anche lui, con la maglia scaligera, delle belle soddisfazioni - sottolinea Aladino Valoti - A
Marco Baroni auguro il meglio. Ha fatto una scelta importante tornando a Verona, in una categoria diversa rispetto a quella che lo ha visto protagonista negli ultimi anni. Un grande segnale di attaccamento a questa piazza. Una scelta arrivata penso anche grazie alla presenza del
direttore sportivo Sogliano con cui negli anni scorsi era riuscito a fare un’impresa. Marco è un ragazzo meraviglioso, una persona speciale e, come ha dimostrato, un ottimo allenatore. Ha bisogno solo di trovare il giusto equilibrio nella squadra. Lo
spogliatoio ed i
risultati sono la base per ottenere grandi traguardi.
Domenica sarò presente al Bentegodi. Sarà un derby particolare anche per me. Ho vissuto anni meravigliosi sia a Vicenza, con cui sono stato promosso dalla C alla B, che a Verona, con la bellissima promozione dalla B alla Serie A. Oggi invece sono fuori dal mondo del calcio. L’ultima esperienza è stata tre anni fa con l’Albinoleffe. Un po’ mi manca, ma ho trovato equilibrio e spazi diversi. Lavoro coi miei fratelli e mi sento più leggero, sereno. E poi sono diventato
nonno: da quattro mesi è arrivato
Tommaso e le giornate adesso grazie anche a lui, sono ancora più belle”.