La Nucía International Tournament, Italia-Inghilterra 1-3. Il gialloblù Cerbone in campo dal 57’
Non inizia nel migliore dei modi l’avventura della Nazionale Under 20 al La Nucía International Tournament. Gli Azzurrini, infatti, vengono sconfitti 2-1 dall’Inghilterra allo Stadio Olimpico ‘Camilo Cano’ nel match d’esordio.
Dopo un primo tempo chiuso sotto di una rete, firmata al 37’ dall’ala classe 2007 dello Sporting CP, in prestito dal Chelsea, Jesse Shaun Derry, l’Italia incassa il raddoppio inglese al 52’, realizzato dall’ala anglo-gallese classe 2007 del Colonia, in prestito dal Tottenham, Mikey Steven Danny Moore. Gli Azzurrini accorciano le distanze al 66’, grazie all’autorete del difensore anglo-lituano classe 2007 del West Ham, Airidas Golambeckis. Nel finale, però, gli inglesi ristabiliscono le distanze con il neo-entrato Shea Lacey, ala anglo-irlandese classe 2007 del Manchester United, che all’85’ firma la rete del definitivo 3-1.
La formazione del tecnico Carmine Nunziata tornerà martedì 29 settembre (ore 17.30), nuovamente a La Nucía, per affrontare la Germania, che oggi pomeriggio (ore 17.30) sfiderà la Francia, sempre allo Stadio Olimpico ‘Camilo Cano’.
PARTITA. L’Italia si presenta con il 4-3-1-2: Siviero tra i pali; Idele, Amey, Stabile e Pagnucco in difesa; il capitano Mannini, Rispoli e Mout a centrocampo; Rao e Lavelli in attacco, con De Pieri alle loro spalle.
L’Inghilterra risponde con il 4-2-3-1: Whatmuff in porta; linea difensiva composta da Sidibe, Golambeckis, Heaven e Amass; Rigg e Nyoni in mediana, con Derry, Armstrong e Mikey Moore sulla trequarti, alle spalle dell’unica punta Mukasa.
Gli inglesi partono forte e mettono subito alla prova gli Azzurrini, costringendo Siviero all’intervento sul primo palo per respingere il velenoso mancino di Amass al 5’. L’Inghilterra insiste e, al 9’, sfiora il vantaggio con Rigg, ma il sinistro dai 20 metri del numero 8 termina di un soffio alla destra, prima che, due minuti più tardi, ci provi Armstrong, su angolo di Derry, spedendo di testa il pallone sopra la traversa. L’Italia fatica a trovare spazi e ritmo, contenendo la pressione avversaria soprattutto nella sua metà campo. Dopo la pausa per la reidratazione, arrivata intorno al 25’, il match rimane in equilibrio fino al 37’, quando arriva la doccia fredda per i ragazzi di Nunziata: Derry scatta sul filo del fuorigioco, entra in area e, con un preciso destro in diagonale, infila l’estremo difensore azzurro nell’angolino al 37’. Gli Azzurrini, scossi dal gol subito, provano a reagire, ma non riescono a impensierire gli avversari. Al termine dei due minuti di recupero concessi dall’arbitro, le squadre rientrano negli spogliatoi sull’1-0 in favore dell’Inghilterra.
La ripresa, che si apre con cinque sostituzioni da parte dell’Italia – Idele, Pagnucco, Mannini, Mout e De Pieri lasciano il posto a Mirra, Cama, Coletta, Di Nunzio e Mosconi –, registra il raddoppio degli inglesi in avvio, che trovano la via del gol al 52’ con il capitano Moore, bravo a trafiggere il numero 1 azzurro con un preciso destro a mezz’altezza, a incrociare, di prima intenzione, su assist del vicino Derry. Gli Azzurrini, visibilmente scossi dal 2-0 avversario, tentano di reagire, ma né il sinistro di Mosconi al 53’ né la conclusione di destro da fuori di Coletta al 59’ sortiscono l’effetto desiderato. Al 66’, però, la fortuna sorride ai ragazzi di Nunziata: Lavelli mette al centro dalla destra e Golambeckis, nel tentativo di anticipare Cerbone, devia il pallone nella propria porta, accendendo le speranze dell’Italia, che sfiora il 2-2 al 73’ con il solito Coletta, su suggerimento dalla sinistra di Cerbone, il cui destro al volo è miracolosamente deviato sopra la traversa dall’estremo difensore inglese. Il pericolo sveglia l’Inghilterra che, all’82’, chiude definitivamente i conti con il neo-entrato Lacey, il quale si invola lungo l’out di destra e, con il mancino, disegna una conclusione a giro che si spegne imparabilmente sotto il sette sul secondo palo. Dopo i tre minuti di recupero concessi dal direttore di gara, cala il sipario al ‘Camilo Cano’: gli Azzurrini cedono all’Inghilterra per 3-1 al debutto nel torneo. Fonte: figc.it
Serie BKT 2026/27, altri 2 punti di penalizzazione alla Juve Stabia
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva, la SS Juve Stabia (Serie B) per non aver prodotto, in relazione alla cessione perfezionatasi il 17 aprile scorso, alla neocostituita Stabia Capital Srl, del 100% del capitale della società sportiva, la documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, unitamente alla copia dell’atto dal quale è conseguita l’acquisizione del 17 aprile 2026. Fonte: figc.it
La Juve Stabia (totale punti penalizzazione -4) scivola all’ultimo posto in classifica, in coabitazione con la Carrarese.
Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
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Buon compleanno
Tanti auguri a… Lorenzo Sibilano. L’ex difensore dell’Hellas Verona compie 46 anni.
Zanetti: “Allenare il Verona è una grande responsabilità. Prendo questo incarico con voglia e fame. Avanti col 4-2-3-1”
“Questi sono i momenti di inizio stagione, una presentazione di rito e di benvenuto a mister Zanetti. Ci apprestiamo a iniziare un campionato nel quale dovremmo fare un lavoro importante, dimostrare ancora una volta che siamo delle persone e una società che si unisce alla gente di Verona per lottare e per far gioire i tifosi. Ciò che è stato importante nelle ultime due stagioni è stata la grande unione della squadra e della società con la tifoseria; la cosa più bella per un Presidente, per un Direttore e un allenatore. Siamo ancora qui sapendo che sarà un altro anno molto difficile: ogni anno il livello della competizione si alza sempre di più. Ci sono squadre e proprietà che si rinforzano sempre di più, quest'anno tre neopromosse come Parma, Como e Venezia sono proprietà straniere che hanno grandi possibilità economiche alle quali uniranno idee. Quest'anno dovremo fare un'altra impresa, e lo dico con la consapevolezza che ci contraddistingue, ma lotteremo partita dopo partita. Sono contento di presentarvi mister Zanetti: non è semplice per una società cambiare ancora allenatore, sarebbe più semplice dare continuità ai progetti, ma sono contento che abbia accettato la nostra proposta. Paolo ha grande motivazione, la trasmetterà, si è già reso conto di quanto sarà bello allenare il Verona anche nelle difficoltà. La nostra volontà è quella di arrivare alla fine con lacrime di gioia". (Sogliano)
Mister, come possiamo immaginare il suo Verona? "Prima di tutto voglio ringraziare chi mi ha dato fiducia e la possibilità di assumere un ruolo così affascinante. Sono partito dal basso, sono uno che si è costruito attraverso il lavoro e otto anni fa quando ho iniziato non avrei mai immaginato di poter allenare il Verona, è una grande responsabilità. La società è stata chiara, sarà un percorso difficile e duro ma che potrà dare grandi soddisfazioni. Dovremo avere una mentalità umile, fondata sul lavoro, sulle caratteristiche di questo Club. Dobbiamo parlare di calcio, di tattiche e moduli, ma la prima cosa deve essere la mentalità. Dobbiamo creare un gruppo unito. Ieri ho conosciuto i ragazzi: siamo un gruppo multiculturale, abbiamo molto margine a livello comunicativo tra tutti noi, ma il linguaggio comune sarà il campo. Dovremo essere aggressivi, avere spirito di sacrificio, essere umili e dimostrare la passione di fare questo lavoro. Siamo dei privilegiati e non dobbiamo dimenticarlo mai. I miei ragazzi in campo devono avere questa mentalità, dietro abbiamo i nostri tifosi, un esercito che ama questa squadra. Prendo questo incarico con grande voglia e fame, finalmente si comincia".
Questa sarà una stagione speciale per il Verona, si celebrano i 40 anni dallo Scudetto, in quella squadra c'è qualche figura che l'ha ispirata? "Non ho vissuto lo Scudetto di persona, avevo solamente due anni all'epoca, ma da grande appassionato di calcio conosco la storia. Era una squadra di grandi giocatori, ma in questo caso mi sento di nominare il mister, figura che ricopre il mio ruolo oggi. Dico quindi Osvaldo Bagnoli, che con una squadra di campioni ha portato a termine un'impresa storica. Quella era una squadra di giocatori fortissimi, ma forse non erano i favoriti per il titolo, e in questo rivedo un po' noi. Non so se noi saremo meglio dal punto di vista della qualità rispetto agli altri, ma non dovremo essere secondi a nessuno dal punto di vista del carattere e della mentalità".
Si arriva da due stagioni di grande lotta con grandi soddisfazioni finali, qual è il suo punto di partenza? "Credo che mister Baroni abbia fatto un qualcosa di straordinario insieme al grande lavoro del Direttore Sogliano, che ha dimostrato di saper portare dei giocatori che hanno fatto molto bene, anche meglio rispetto a chi era andato via. Vale la pena continuare su questa strada, ogni giocatore è al suo posto nel 4-2-3-1. Si costruirà la squadra su questo percorso già tracciato ma anche con delle modifiche, delle armi per cambiare i sistemi di gioco. Dovremo ragionare per principi di gioco e non per sistemi".
In questo Verona che nasce dalle basi dell'anno scorso qual è l'impronta? "I trequartisti sono importanti per qualsiasi squadra, il campo va coperto in tutte le sue zone. Ho dei principi importanti per me come il pressing, la conquista e la riconquista del pallone. Il possesso palla serve anche per spendere meno energia, compatibilmente con le qualità dei ragazzi e non deve essere fine a se stesso, a me piace un calcio verticale, dinamico, ma non voglio vedere giocatori che buttano via il pallone".
Se Cabal dovesse essere ceduto si potrebbe provare a giocare anche a tre in difesa? "In questo momento siamo in una fase primordiale dello sviluppo del nostro percorso. Il mercato incide con le opportunità che avremo in entrata. Io non ho fatto nomi, ho chiesto delle caratteristiche. Cercheremo di avere una certa flessibilità tattica. Arriverà Harroui, che può ricoprire più ruoli. Per i terzini cercheremo di prendere giocatori con caratteristiche diverse tra loro. Non sono attaccato a sistemi, solo a dei principi. Voglio avere un'identità ben chiara".
La strategia sarà quella dello scorso anno, con attenzione alle plusvalenze o occasioni irrinunciabili? "Le dinamiche sono sempre le stesse, quelle di una società che deve mantenere dei parametri, non possiamo permetterci ingaggi troppo elevati. Abbiamo cercato di prendere giocatori che vogliono venire a Verona, che vogliono farsi conoscere, mettersi in mostra. Questa è una società che deve fare plusvalenze per mantenere i conti in ordine. Non ci diverte, ma è un orgoglio per noi prendere giocatori poco conosciuti e poi poterne fare delle plusvalenze. Continueremo a lavorare così. I giocatori che devono vestire questa maglia devono avere fame e voglia di affermarsi, chi ha già dato non è adatto alla filosofia di questo Club". (Sogliano)
Come affronterà il ritiro sapendo che i giocatori che ha a disposizione poi potrebbero cambiare? "I ragazzi per me finché indossano questa maglia sono giocatori del Verona, calciatori che hanno la stessa filosofia del Club, la stessa mentalità. Non posso pensare al fatto che la squadra sarà diversa a campionato iniziato, non posso lavorare solo su quelli che ci saranno al 100%. La prima cosa è il rispetto della maglia, del Club in cui siamo e questo arriva solo con il lavoro fatto in un certo modo".
Quanta voglia di rivalsa ha? Cosa significa aver accettato la sfida di Verona? "Mi è successa una cosa che nel calcio capita, ma questo non è il luogo per addentrarsi nei dettagli. Mi resta una grande esperienza dopo l’Empoli, un carico di emozioni e spirito di rivalsa. Devo trasmettere queste sensazioni ai miei giocatori, voglio consolidarmi in questa categoria. Ho scelto una squadra che ha il mio stesso carattere, con una piazza così importante. Quando mi hanno chiamato mi è scattato qualcosa dentro e non vedo l’ora di dimostrarlo".
Come è stato scelto mister Zanetti? "La scelta dell’allenatore è sempre difficilissima. Quando io e il Presidente dobbiamo fare una scelta, andiamo per obiettivi. Oggi se tu parli con gli allenatori, sono tutti preparati, molto professionali, tutti hanno uno staff completo. A volte vai per sensazioni, finché non lavori con una persona non conosci il suo operato. Nella sua penultima stagione Paolo ha fatto 43 punti, io firmerei oggi per arrivare a quel punto. La stagione successiva non ha speso a livello nervoso. Come sapete, le nostre stagioni hanno un grande dispendio in termini di energia. Questa è stata una caratteristica in più perché nell’ultima stagione non gli è stata data la possibilità di spendere ed esprimersi da questo punto di vista". (Sogliano)
Mister, quali sono gli errori che deve evitare di commettere? "Ci sono errori personali che ho fatto. Il nostro mestiere è anche quello di prendersi delle responsabilità. Quando fai un campionato in Serie A del genere, nel momento in cui rimani forse la categoria ti sembra stretta. Forse pretendevo qualcosa dai ragazzi che loro non riuscivano a darmi, probabilmente ho sbagliato in questo. L’errore dell’inizio è stato quello. Quando capisci dove hai sbagliato, significa essere una persona intelligente. Da qui si impara, mi sono focalizzato sulle mie colpe".
Che rapporto vorrebbe avere con il Direttore Sogliano? "Quello che ho ora, un rapporto schietto, diretto. Sono sicuro che questo non cambierà. È sicuramente una persona che sa dirti le cose in faccia, anche se la verità non è piacevole".
La sua opinione su Cisse e Corradi, impegnati nel raduno con l’Italia Under 19, pensa di integrarli con la Prima squadra?"L’idea c’è. Sono due ragazzi che conosco, molto interessanti. Ho già dimostrato nella mia carriera di essere in grado di lanciare giovani. Loro giocheranno se lo meriteranno. La carta d’identità non conta, ciò che conta è quello che si fa sul campo. Io sarò pronto a metterli in campo senza paura, ma li valuterò come faccio con tutti gli altri".
Henry è un giocatore 'fumantino', a gennaio sembrava potesse partire, ma al momento è tra i titolari... "Henry non è stato convocato, siamo in una trattativa con il Palermo, in una fase già avanzata. Non aveva senso convocarlo per prenderlo in giro, quando magari fra due giorni poi vai via". (Sogliano)
"Il discorso della mia discussione con Henry era stato risolto già quella sera stessa. Non va via perché sono arrivato io. Lo ritengo un buon giocatore, gli faccio un in bocca al lupo per la sua avventura se non sarà con noi". (Zanetti)
Inizia la sua avventura con il rinnovo di Lazovic, un giocatore importante per il Verona... "Darko è un ragazzo che ho chiesto al Direttore anche io di tenere. Per rimanere ha fatto anche delle rinunce e questa è una grande dimostrazione dell’amore che ha verso questa piazza. Penso che potrà aiutarmi a spiegare lo spirito di appartenenza ai più giovani, ai nuovi. Bisogna avere voglia di farsi trasportare dal Club in cui stai lavorando, abbracciare le caratteristiche di una società e di una città".
Un allenatore del passato voleva prendere alti gli avversari, ne aveva fatto una delle sue caratteristiche principali… "È uno dei miei punti fermi, fermo restando che non sempre è facile mettere in atto questo modo di fare calcio. L’idea è sempre quella di dare un’impronta aggressiva, anche con le squadre più forti di noi, non bisogna dare tempo di lasciarle ragionare".
Manca poco tempo al nuovo campionato, che avrà un avvio tosto per l'Hellas..."Indubbiamente. L'inizio sarà difficile, ma abbiamo l’obbligo di far vedere fin da subito chi siamo. Il campionato è lungo, ma noi dobbiamo cercare di fare un percorso dall’inizio alla fine. Siamo obbligati subito ad andare ai cento all’ora, per certi versi è il miglior inizio possibile".
State seguendo altri profili di attaccanti centrali? "Difficile sapere qualcosa. Il nostro è un mercato nel quale noi analizziamo tanti giocatori, davanti faremo qualcosa ancora. Lo stesso Mosquera è un giocatore non conosciuto, su cui noi dobbiamo puntare, come abbiamo fatto in passato. Sicuramente è un reparto in cui dobbiamo ancora lavorare. Non è facile al momento, soprattutto per le condizioni attuali". (Sogliano). Fonte: hellasverona.it
Sogliano: “Sarà un altro campionato di sofferenza. Dobbiamo fare plusvalenze e stare dentro dei parametri. Vogliamo giocatori con fame e voglia di affermarsi”
"Sarà un altro campionato di sofferenza. Ma con la straordinaria compattezza del nostro ambiente speriamo di festeggiare ancora una volta. Non mi piace fare il casting degli allenatori e spiego perché: oggi gli allenatori sono tutti preparati, persino troppo, quindi vai a sensazioni. La valutazione è fatta in questo senso. Mercato? Le dinamiche sono sempre le stesse. Dobbiamo stare dentro dei parametri, non possiamo dare ingaggi alti. Dobbiamo fare plusvalenze per vivere e tenere i conti a posto. Noi lavoriamo in questo modo e continueremo a lavorare così. Vogliamo giocatori con fame e voglia di affermarsi. Questa è la nostra filosofia" fonte TMW.
Alla testata giornalistica Hellas Live di Alberto Fabbri persiste il divieto imposto dalla società scaligera di partecipare alla conferenza stampa. L’editore e direttore responsabile della prima applicazione al mondo dedicata solo alla squadra gialloblù auspica che presto possa terminare.
UFFICIALE. Harroui all’Hellas Verona. Contratto sino al 30 giugno 2028
Hellas Verona FC comunica di aver acquisito - a titolo definitivo - da Frosinone Calcio le prestazioni sportive del centrocampista Abdou Harroui, che ha firmato un contratto con il Club gialloblù fino al 30 giugno 2028. Nato il 13 gennaio 1998 a Leiden, nei Paesi Bassi, Harroui cresce nei settori giovanili di tre diverse squadre olandesi: UVS Leiden, Alphense Boys Legend e Sparta Rotterdam. Con la maglia dello Sparta Rotterdam - dove Harroui milita dalla stagione 2015/16 fino a quella 2020/21 - il centrocampista compie il proprio debutto tra i professionisti il 24 febbraio 2018, esordendo nel match di Eredivisie contro l'AZ Alkmaar.
Con i biancorossi Harroui disputa in totale 103 partite in Eredivisie, nelle quali realizza 18 gol e 13 assist, prima di trasferirsi nell'estate 2021 al Sassuolo. Con il club emiliano il centrocampista disputa due stagioni in Serie A, collezionando 48 presenze tra tutte le competizioni e realizzando tre gol. Nella scorsa stagione, 2023/24, Harroui gioca un'altra stagione nel massimo campionato italiano con la maglia del Frosinone, con la quale in 21 presenze mette a segno quattro reti e tre assist.
Hellas Verona FC rivolge un caloroso benvenuto a Abdou, augurandogli un futuro in maglia gialloblù ricco di soddisfazioni. Fonte: hellasverona.it
Europeo Under 19, Italia, convocato il gialloblù Corradi
L'Allenatore Federale della Nazionale Italiana Under 19 Bernardo Corradi ha convocato il difensore gialloblù Christian Corradi per la Fase Finale del Campionato Europeo Under 19 in programma a Belfast dal 12 al 28 luglio. Gli azzurri sono inseriti nel gruppo 'A' insieme a Irlanda del Nord, Norvegia e Ucraina. Nel gruppo 'B' ci sono Danimarca, Turchia, Francia e Spagna.
Questo il programma delle gare dell'Italia:
Lunedì 15/07 | Italia-Norvegia: ore 15.30, 'Seaview Stadium' - Belfast
Giovedì 18/07 | Irlanda del Nord-Italia: ore 19, 'Inver Park Larne Stadium' - Belfast
Domenica 21/07 | Ucraina-Italia: ore 19, 'Inver Park Larne Stadium' - Belfast
Corradi e compagni si raduneranno giovedì 11 luglio a Roma e partiranno per Belfast venerdì 12 luglio. A Christian e a tutti gli azzurri un grande in bocca al lupo dall'Hellas Verona. Fonte: hellasverona.it
Zanetti: “Se otto anni fa mi avessero detto che sarei diventato il mister dell’Hellas, avrei firmato con il sangue”
“Voglio ringraziare chi mi ha dato la fiducia per questo ruolo, super affascinante per un allenatore. Sono partito dal basso, se otto anni fa mi avessero detto che sarei diventato il mister dell’Hellas io avrei firmato con il sangue. È una grande responsabilità, che mi sono costruito con il lavoro e voglio portare questa mentalità. Il percorso è difficile e duro, ma che può dare tante soddisfazioni se si avranno umiltà e voglia di lavorare. Il mio Verona deve essere basato su questo, serve creare fin da subito un gruppo unito, ho conosciuto il gruppo, che è multiculturale”.
“Dopo 43 punti a Empoli mi sono trovato a casa dopo un mese. Mi resta un carico di esperienza ma anche rabbia e spirito di rivalsa da trasmettere ai ragazzi. Voglio consolidarmi in Serie A e ho scelto una piazza con caratteristiche ideali per il mio modo di essere. Il linguaggio comune è poi il campo: fondamentali nel mio calcio l’aggressività, il sacrificio e la passione di fare il miglior mestiere del mondo. In alcuni frangenti ho anche un brutto carattere per chi non segue questi concetti, che poi sono gli stessi del nostro pubblico. Abbiamo tante battaglie, ma dietro abbiamo un esercito che sono i nostri tifosi”.
“Nel calcio si parla tanto, ma non c’è una regola: in campo ci vanno i ragazzi e il mister deve cercare di non far danni. Serve consolidare il 4-2-3-1, Cabal è adattato in quel ruolo di terzino, ma non è detto che rimanga. Serve avere delle armi per cambiare anche i principi di gioco. Henry non è stato convocato per una trattativa avanzata con il Palermo. Non va via perchè arrivo io, lo ritengo un giocatore molto bravo. L’ho voluto a Empoli e gli faccio in bocca al lupo per il futuro“. Fonte: gianlucadimarzio.com, foto Twitter Hellas Verona FC
Alla testata giornalistica Hellas Live di Alberto Fabbri persiste il divieto imposto dalla società scaligera di partecipare alla conferenza stampa. L’editore e direttore responsabile della prima applicazione al mondo dedicata solo alla squadra gialloblù auspica che presto possa terminare.
Hellas Verona, Harroui ha svolto le visite mediche. Attesa l’ufficialità
Il club gialloblù nelle prossime ore ufficializzerà il nuovo centrocampista Abdou Harroui, ex Frosinone classe 1998. L’Hellas Verona pagherà al club ciociaro la clausola rescissoria di circa 1.5 milioni di euro. Foto Instagram
Lazio, Noslin: “Gli ultimi sei mesi sono stati come sulle montagne russe. Ritrovare Baroni per me è molto importante”
"Ciao sono Tijjani Noslin, vengo dall'Olanda. Ho 25 anni e sono contento di essere un giocatore della Lazio. Pensavo ci fossero poche possibilità di venire alla Lazio. Pensavo fosse davvero difficile arrivare a un livello del genere, ma fortunatamente sono un giocatore biancoceleste! Ritrovare Baroni è molto importante per me, è stato uno dei motivi per cui ho scelto questo meraviglioso club. Sono felice della sua fiducia e spero di conquistare con lui grandi successi per questo club. Ho grandi obiettivi con questa maglia, soprattutto a livello europeo. Spero di poter crescere molto e di giocare per traguardi importanti. Gli ultimi sei mesi sono stati veloci, per me è stato come andare sulle montagne russe, sono andato alla scoperta di un nuovo paese e i miei ex compagni di squadra e allenatori mi hanno aiutato a crescere. Sono felice di essere riuscito a ripagare la loro fiducia con il mio modo di giocare" ha dichiarato l’ex attaccante gialloblù Tijjani Noslin a Lazio Style Channel.
Hellas Verona, Henry al Palermo in prestito con obbligo di riscatto
L’attaccante francese riparte dalla Serie B. Come anticipato da Alfredo Pedullà, Thomas Henry si traferisce alla corte di Dionisi con la formula del prestito oneroso (250/300 mila euro) e obbligo di riscatto in caso di promozione in Serie A del Palermo.
Hellas Verona, risoluzione consensuale del contratto per Mert Cetin
Hellas Verona FC comunica la risoluzione consensuale del contratto che legava il difensore turco Mert Cetin alla società gialloblù. La società saluta e ringrazia Mert, augurandogli le migliori soddisfazioni per il prosieguo della sua carriera sportiva. Fonte: hellasverona.it