Serie BKT 2026/27, altri 2 punti di penalizzazione alla Juve Stabia
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva, la SS Juve Stabia (Serie B) per non aver prodotto, in relazione alla cessione perfezionatasi il 17 aprile scorso, alla neocostituita Stabia Capital Srl, del 100% del capitale della società sportiva, la documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, unitamente alla copia dell’atto dal quale è conseguita l’acquisizione del 17 aprile 2026. Fonte: figc.it
La Juve Stabia (totale punti penalizzazione -4) scivola all’ultimo posto in classifica, in coabitazione con la Carrarese.
Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
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Primavera Hellas Verona, domenica i gialloblù ospitano l’Udinese
Si avvicina, per l'Hellas Verona, la quarta partita in casa della stagione, la 6ª del campionato Primavera 1 2024/25. I gialloblù ospitano allo stadio 'Olivieri' di via Sogare l'Udinese di Igor Bubnjic. Il match si gioca domenica 29 settembre con inizio alle ore 11.00. I ragazzi di mister Paolo Sammarco sono reduci dalla sconfitta toscana contro l'Empoli per 2-0 e vogliono tornare a fare punti dopo i successi ottenuti in casa contro Torino e Cagliari. In classifica i gialloblù sono a 7 punti, ottenuti grazie a due vittorie e al pareggio interno contro il Sassuolo alla prima di campionato. Nella sfida contro l'Empoli i gialloblù, per la prima volta da quando è iniziato il campionato, non sono riusciti a trovare la via del gol dopo averne realizzati 8 nelle prime 5 giornate. L'Udinese è ancora alla ricerca del primo punto in campionato, avendo ottenuto 5 sconfitte, di cui 3 in casa (Milan, Juventus e Atalanta) e 2 in esterna (Lecce e Sassuolo). L'ultima sconfitta, rimediata sul campo dell'Atalanta per 1-4, ha portato in ultima posizione in classifica i bianconeri, che all'attivo hanno 3 reti realizzate e25 subite. La neopromossa Udinese nella scorsa stagione ha vinto i playoff di Primavera 2superando il Venezia in finale per 0-2, concedendosi così, dopo un solo anno, il ritorno in massima serie.
Queste le parole di mister Paolo Sammarco nell'anti vigilia della partita: "Domenica affrontiamo l'Udinese in casa per una tappa importante del nostro cammino. Abbiamo voglia di riprendere la striscia positiva interrottasi ad Empoli, dove comunque abbiamo giocato un'ottima partita condizionata da alcune situazioni negative. Abbiamo intenzione di rimetterci in marcia e ci siamo allenati bene in settimana per questo obiettivo. Sarà una partita difficile, perché l'Udinese ha avuto qualche difficoltà nelle prime partite e avrà voglia di rivalsa. Noi dovremo essere bravi, sin da subito, ad alzare l'intensità della partita, cercando di dare tutto in campo". Fonte: hellasverona.it
Zanetti: “Duda e Suslov recuperati. A Como mi aspetto una reazione da parte della squadra. Ogni partita va giocata come fosse la più importante della nostra vita”
“Una certezza è che in queste prime partite, la squadra non ha mai sbagliato la prestazione, anche se in mezzo si sono riscontrati difetti e piccoli limiti. Sappiamo che c’è qualcosa da migliorare, questo è evidente, ma la mentalità e la voglia di combattere su tutti i palloni, da squadra, c’è sempre stata. Con voglia, coraggio e mentalità. Siamo all’inizio ma la base si sta creando. Il bilancio è buono e mi posso ritenere soddisfatto.
Dire rammarico è esagerato, ma potevamo fare anche meglio e forse avere una classifica anche migliore oggi.
Belahyane è imprescindibile in questo momento per quello che ha dimostrato. Solo un pazzo lo toglierebbe. Duda e Suslov sono recuperati, da mercoledì si allenano regolarmente quindi sono da tenere in considerazione per la gara di Como.
Domenica è una partita importante, come lo sono tutte. Siamo solo alla sesta, il cammino è lungo e ci sarà da combattere. Il campionato è molto equilibrato, non ci sono squadre materasso. Sino alla fine dobbiamo mantenere i nervi saldi e crescere di gara in gara. Domenica mi aspetto una reazione importante da parte della squadra, ho visto i ragazzi in settimana con la giusta rabbia.
Contro il Torino, la squadra è rimasta in partita sino all’ultimo, nonostante l’inferiorità numerica per 70’. Il Como è un avversario di grande qualità, ma noi dobbiamo vivere ogni partita come fosse la più importante della nostra vita” ha dichiarato in conferenza stampa l’allenatore gialloblù Paolo Zanetti.
Volpati: “Il Verona mi ha fatto un’ottima impressione. Il Como sta diventando una realtà calcistica importante. Partita bella ma impegnativa domenica al Sinigaglia”
“Il Como sta diventando una realtà calcistica importante, supportata non solo da grandi capitali. La loro, come mi ha raccontato l’amico Silvano Fontolan, è una gestione oculata, una società composta da persone competenti. Gestiscono molto bene il club ed oggi stanno raccogliendo i frutti.
Domenica al Sinigaglia, l’Hellas affronterà un avversario di cui non si conosce ancora il vero valore. Sarà sicuramente una partita impegnativa, come del resto lo sono tutte, specie quando giochi lontano dalle mura amiche.
Il Verona sul piano del gioco e dell’impegno mi ha fatto un’ottima impressione. Non ha mai demeritato anche nelle sconfitte, una squadra che adesso ha bisogno anche di un po’ di fortuna. Mi sembra però, e questo è un aspetto molto importante, che abbia già trovato la quadratura, anche negli undici. Sarà sicuramente un bella partita, dove il Verona dovrà cercare il risultato. Il pareggio fuori casa, oggi, è una mezza sconfitta.
Tra i gialloblù, Lazovic rappresenta la continuità sia in campo che nella gestione dello spogliatoio. Un altro giocatore che ritengo molto importante per la squadra di Zanetti è Duda (rientra a Como, ndr) mentre del giovane Belahyane ne ho sentito parlare molto bene qui in Francia, dove mi trovo in vacanza. Una società come il Verona ha bisogno, per rimanere a certi livelli, di trovare giovani di valore che possano diventare in futuro, un bene per tutti” ha dichiarato a Hellas Live, il doppio ex di Como-Hellas Verona, Domenico Volpati.
Serie A Enilive 2024/25, il calendario completo della 6ª giornata
Il sesto turno del massimo campionato italiano si apre alle ore 20:45 con Milan-Lecce. Sabato ore 15 Udinese-Inter; ore 18 Genoa-Juventus; ore 20:45 Bologna-Atalanta. Domenica ore 12:30 Torino-Lazio; ore 15 Como-Verona, Roma-Venezia; ore 18 Empoli-Fiorentina; ore 20:45 Napoli-Monza. Lunedì ore 20:45 Parma-Cagliari.
Allenamento questa mattina. Ore 14 conferenza Zanetti
Antivigilia di campionato per l’Hellas Verona. I gialloblù capitanati da Lazovic si alleneranno a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della trasferta di Como. Nel primo pomeriggio è in programma in sede l’incontro con la stampa del tecnico veronese.
Cento candeline per Nonna Maria
Un secolo di vita, una vita di amore. Nonna Maria ha spento le 100 candeline, un traguardo straordinario raggiunto con grazia e serenità. La nostra amata Nonna ha vissuto un secolo ricco di emozioni, superando momenti difficili come una guerra mondiale e sfidando con coraggio la recente pandemia, dove ha vinto la sua personalissima battaglia. Nonostante le avversità, il suo spirito è rimasto indomito. Circondata dall'affetto dei suoi cari, Nonna Maria è stata al centro di una festa indimenticabile. Un secolo di vita è un dono prezioso, un viaggio ricco di esperienze e ricordi che l'hanno resa la donna straordinaria che è oggi. Con la sua saggezza e il suo cuore d'oro, è sempre stata il pilastro della nostra famiglia, un esempio di forza, amore e resilienza. Oggi celebriamo la sua vita, un percorso segnato da gioie e qualche inevitabile dolore, ma sempre illuminato dal suo sorriso.
Auguri di cuore, Nonna Maria! Anche da Nonno Giovanni che da lassù ti è vicino, come lo è stato per più di 60 anni su questa terra.
Tuo nipote Cristian, e i tuoi familiari.
Tanti auguri cara Nonna Maria anche da parte di Hellas Live.
Hellas Verona, Duda e Suslov disponibili contro il Como
Buone notizie in casa gialloblù. I due slovacchi si sono regolarmente allenati e domenica saranno a disposizione di Zanetti per la sfida in programma allo stadio Sinigaglia.
Serdar e Harroui continuano invece il programma personalizzato a seguito dei rispettivi infortuni.
Primavera Hellas Verona, De Battisti: “Obiettivo salvezza ed esordire in Prima squadra. Mi ispiro a Lazovic. In ritiro Perilli mi ha aiutato tanto”
Nasce 'Visti da vicino' il nuovo format dell’Hellas Verona, in cui i protagonisti saranno i giovani gialloblù della formazione Primavera allenata da mister Paolo Sammarco.
Curiosità, aneddoti, vita personale e naturalmente tanto calcio saranno i temi principali di queste interviste. Per il primo episodio della serie andremo a scoprire la vita, privata e sportiva, di uno dei 'veterani' del Settore Giovanile gialloblù: Davide De Battisti.
Davide, è dalla categoria Esordienti che fai parte del Verona. L'anno scorso il salto in Primavera e questa stagione per te è già la seconda nel campionato di Primavera 1: possiamo dire che sei uno dei veterani di questa squadra?
"Gioco nell'Hellas da ormai 9 stagioni e qui mi sono sempre trovato molto bene, sia con i compagni che con la società, ormai conosco tutti nel Settore Giovanile. Possiamo dire di sì, che mi sento uno dei veterani di questa squadra".
Qual è il primo ricordo che ti viene in mente pensando al Verona?
"Il primo incontro che ho avuto con l'Hellas è stato 9 anni fa, quando con la squadra del mio paese, il Montagnana, abbiamo giocato contro il Verona in un torneo. Possiamo dire che giocai bene quella partita, e il team manager dell'Hellas mi notò e mi selezionò per fare dei provini. Da quel giorno, quando passo davanti a quel campo da calcio a Badia Polesine, il mio pensiero va sempre al Verona".
In una precedente intervista ci avevi detto che le tue qualità migliori sono l'attacco alla profondità e la capacità di servire assist, vuoi aggiungere qualcosa?
"Penso che queste due restino le mie qualità migliori, ma nell'ultimo anno ho lavorato molto sulla fase difensiva e sui cross, situazione sulla quale devo continuare a lavorare e migliorare".
Dopo le prime cinque partite, quali sono le tue prime impressioni di questa stagione che vi apprestate ad affrontare?
"Siamo una squadra tosta, che può giocarsela contro tutti. Abbiamo la salvezza come obiettivo e cercheremo di ottenerla facendo tutti i sacrifici necessari e usando tutte le armi che abbiamo a disposizione".
Come ti sembra questo gruppo nuovo, rispetto a quello della passata stagione?
"Siamo partiti con il piede giusto. Siamo una squadra forte e possiamo dire la nostra anche quest'anno".
Su cosa ti chiede di lavorare di più mister Sammarco e che rapporto hai con lui?
"Con il mister ho davvero un ottimo rapporto. Lui è uno che mi dà molti consigli, che io poi cerco di mettere in pratica sul campo, mi aiuta tanto a migliorare. Lui ha un ottimo rapporto anche con gli altri ragazzi. Aiuta e tratta tutti nello stesso modo, che tu sia qui da tanti anni o che tu sia appena arrivato, e questo è fondamentale per il gruppo".
Hai qualche giocatore a cui ti ispiri del Verona?
“Ti dico sicuramente Lazovic. Di lui mi piace davvero tutto. Il modo in cui si comporta con noi giovani, i consigli che ci dà e il suo modo di giocare, sempre a dare il 100% per la squadra".
Ti sei prefissato qualche obiettivo per questa stagione?
"Naturalmente il primo obiettivo è il raggiungere la salvezza con la squadra, quello è il più importante. Ma personalmente dico anche che mi piacerebbe essere convocato in Prima squadra e chissà magari avere anche la possibilità di esordire".
Passando a domande più personali, come ti chiamano i compagni nello spogliatoio?
"Mi chiamano tutti Deba, naturalmente per l’abbreviazione del mio cognome".
Hai qualche compagno con il quale hai legato maggiormente?
"Io vado davvero d'accordo con tutti, con i nuovi arrivati ma anche con i ragazzi dell'anno scorso. Se ti devo fare dei nomi però direi Dalla Riva, Pavanati e Agbonifo. Con loro ho fatto tutta la trafila delle giovanili, quindi è normale che ci sia un legame più stretto".
In una serata tipo con Agbonifo, Dalla Riva e Pavanati cosa fate?
"Nulla in particolare (ride, ndr). Ci piace andare a cena insieme".
L'anno scorso hai fatto l'esame di maturità, ora hai scelto qualche percorso di studio da intraprendere?
"Io ho scelto l'indirizzo di studio di biotecnologie sanitarie, e ho superato l'esame con 90. Ora voglio fare qualche corso di lingua per migliorare il mio inglese, e imparare anche una seconda lingua come spagnolo o francese. Al giorno d’oggi è molto importante, anche nel nostro spogliatoio ci sono tanti ragazzi stranieri che non conoscono l’italiano".
Hai qualche hobby in particolare?
"Mi piace uscire con gli amici e giocare alla Playstation. Ma in particolare sono un grande appassionato di tennis e quando posso mi guardo tutte le partite. Ovviamente sono un tifoso di Sinner".
C'è qualcosa in particolare che ti piace del tennis?
"Sì, per esempio loro sono sempre molto concentrati perché essendo uno sport individuale devi sempre essere al massimo mentalmente, perché il risultato dipende solamente da te. Se non giochi bene, perdi".
Di Sinner cosa ti piace in particolare?
"Tutto. Come si allena, quello che fa fuori dal campo, come si pone davanti alle telecamere. Tutto".
C'è qualcosa che ti piace in particolare di Verona?
"Sarò scontato ma devo dire l'Arena, è troppo bella. Ci sono stato dentro nel 2019, quando abbiamo fatto la foto con tutti i giocatori, Prima squadra e Settore Giovanile, e la società del Verona. Da quel momento mi sono innamorato".
Hai qualche altro posto preferito?
"Mi piace tanto anche Piazza Erbe soprattutto durante il periodo natalizio, c'è davvero un bel clima con tutte le bancarelle e i mercatini".
Che rapporto hai con la tua famiglia?
"Ho un rapporto ottimo con tutta la mia famiglia, con i miei genitori Sara e Romeo e con i miei fratelli Riccardo e Veronica, che sono più grandi di me. In questi 9 anni che sono nell’Hellas mi hanno sempre aiutato con tutti i trasporti, i passaggi e tanti consigli e a loro devo molto di quello che sono diventato. In più la mia passione per il calcio la devo sicuramente a mio papà e mio fratello, loro sono davvero sfegatati di calcio. È mio padre che mi ha messo un pallone tra i piedi a 4 anni, quando lui faceva l'allenatore. Lui e mio fratello vanno spesso allo stadio a seguire il Verona. Mio padre mi ha cresciuto portandomi tutte le domeniche a vedere le squadre delle nostre zone come Montagnana e Merlara, sono cresciuto guardando il calcio dilettantistico e ancora oggi quando ho tempo mi piace andare a vedere le partite dove giocano i miei amici".
Cosa ha significato per te fare il ritiro con la Prima squadra?
"Il ritiro con la Prima squadra è stato bellissimo e importantissimo per me. È stato come un sogno che si avvera. Tutti i giocatori hanno sempre aiutato noi giovani, ed è bellissimo mettersi alla prova con dei giocatori professionisti come loro”.
Tu che rapporto hai avuto con i giocatori più grandi?
"Io sono un ragazzo timido, quindi tendo a stare principalmente sulle mie. Però quando avevo la possibilità scambiavo piacevolmente qualche parola con Magnani e Ceccherini che erano i miei vicini in spogliatoio. Ma a me, in particolare, ha aiutato tanto Perilli. Quando giocavamo nelle partite lui dalla porta mi ha dato sempre tanti consigli, spronandomi a dare il massimo. Ha fatto anche una videochiamata con mio papà”.
Parlando di qualche curiosità, nella vostra squadra chi è il più veloce?
"Agbonifo. Quando parte non si prende più. Poi quando è concentrato è veramente una forza della natura”.
Il più bravo con la palla tra i piedi?
"Pavanati. Ha una grande progressione di palla”.
Chi ascolta la musica peggiore?
"Difficile, ci sarebbero alcuni nomi da fare, ma dico Zouaghi. Ascolta della musica rap e trap che proprio non mi piace, io sono più da reggaeton".
Chi è il più bravo a crossare?
"Dico sempre Agbonifo, ha fatto anche un grande assist per Pavanati contro il Torino".
Lasciamoci con un tuo proposito, cosa diresti ai tuoi compagni oggi?
"Ai miei compagni oggi dico che se continuiamo così questa stagione potremo toglierci tante soddisfazioni e raggiungere il nostro obiettivo”.
Pre-partita Como-Hellas Verona, esibizione di Guè allo stadio Sinigaglia
Il godfather del rap italiano sbarca sul lago: per la prima volta in Italia un artista del calibro di Guè si esibirà live nel pre-match di una partita di Serie A. L'appuntamento è domenica 29 settembre alle 14 allo stadio G. Sinigaglia di Como. The Sound of the Lake, episodio 1: quest'anno la musica sarà protagonista in casa del Como. Fonte Instagram Rolling Stone Italia e Como Football.
Como-Hellas Verona, arbitra Giua
Per Como-Hellas Verona, incontro valido per la 6ª giornata della Serie A Enilive 2024/25 in programma domenica 29 settembre alle ore 15, è stato designato l’arbitro Antonio Giua della sezione AIA di Olbia. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Berti e Cortese, IV uomo Marini, AVAR Massa.