Serie BKT 2026/27, altri 2 punti di penalizzazione alla Juve Stabia
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva, la SS Juve Stabia (Serie B) per non aver prodotto, in relazione alla cessione perfezionatasi il 17 aprile scorso, alla neocostituita Stabia Capital Srl, del 100% del capitale della società sportiva, la documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, unitamente alla copia dell’atto dal quale è conseguita l’acquisizione del 17 aprile 2026. Fonte: figc.it
La Juve Stabia (totale punti penalizzazione -4) scivola all’ultimo posto in classifica, in coabitazione con la Carrarese.
Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Tutte le news
Nazionali Hellas Verona, oggi in campo tre gialloblù
La Polonia di Pawel Dawidowicz, questa sera a Varsavia, sfiderà il Portogallo, mentre Kastanos con Cipro affronterà la Romania, incontri validi per la UEFA Nations League.
Qualificazione alla Coppa d’Africa 2025 invece per il Marocco di Reda Belahyane, a Oujda, contro la Repubblica Centro Africana.
Raducioiu: “Disastrosa l’esperienza al Verona. Ringrazio la Gialappa’s Band per la pubblicità e gli stimoli che mi diedero”
"Fu un disastro. La squadra retrocesse, io sbagliai tanti gol e divenni il capro espiatorio. Avevo 21 anni, mi ero innamorato di una fotomodella che mi stravolse la vita, giocai veramente male.
La Gialappa's Band all'inizio mi dava fastidio: “Cazzo, questi qui mi stanno distruggendo l'immagine”. Poi ho cambiato idea. In fondo in quella classifica ero in ottima compagnia: c'era il grande Gianluca Vialli, Klinsmann dell'Inter, perfino Batistuta. Ed è stato un modo per farmi conoscere dal grande pubblico: bene o male, basta che se ne parli. Qualche anno dopo ho ringraziato pubblicamente i ragazzi della Gialappa's per tutta quella pubblicità e perché mi hanno dato lo stimolo per migliorarmi" ha dichiarato a La Repubblica, l’ex attaccante dell’Hellas Verona Florin Raducioiu.
Hellas Verona, allenamento questa mattina
La squadra di Paolo Zanetti prosegue la preparazione, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida in programma lunedì 21 ottobre allo stadio Bentegodi contro il Monza.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Alessandro Beccia. L'ex centrocampista dell'Hellas Verona compie 39 anni. Foto tuttocalciatori.net
Slovacchia-Svezia 2-2, Suslov in campo 90’, Duda 75’
Pareggio a Bratislava tra la nazionale slovacca e quella svedese, incontro valido per la Nations League. Maglia da titolare per i gialloblù Duda (autore dell’assist del momentaneo 1-2, ndr) e Suslov, entrambi ammoniti. Il centrocampista ha lasciato il posto a Bero al 75’, novanta minuti in campo invece per il trequartista scaligero.
Camerun-Kenya 4-1, Tchatchoua titolare
Successo per la nazionale camerunese contro i kenioti, incontro valido per le qualificazioni alla Coppa d’Africa 2025. Maglia da titolare e 90’ in campo per il difensore dell’Hellas Verona, Jackson Tchatchoua.
Lazovic, Harroui e Tengstedt all’Hellas Store
Tanti i tifosi gialloblù presenti questa sera al negozio ufficiale del club gialloblù con protagonisti i tre calciatori scaligeri. Foto Instagram Hellas Verona FC
Hellas Verona, più di 25.000 spettatori di media allo stadio Bentegodi. L’abbonato più anziano è nato nel 1931, il più giovane è del 2023
Si contano oltre 100.000 spettatori nelle prime quattro sfide giocate nella Serie A Enilive 2024/25 davanti al pubblico amico.
Tra i tifosi gialloblù, la fascia d'età più rappresentata è quella che va dai 41 anni in su (59,53 percento. Nello specifico, il 1974 è l'anno di nascita con il maggior numero di abbonamenti staccati), con i minorenni che sono il 16,37 percento e chi ha dai 18 ai 40 anni è il 24,10 percento.
L'abbonato più anziano è nato nel 1931, il più giovane nel 2023. L'età media è di 42 anni - si legge sul Corriere di Verona - Il 45,76 percento del totale è nato a Verona, il 43,62 percento in provincia di Verona, 1'8,88 percento fuori dalla provincia. Altro aspetto interessante: l'1,73 percento non è nato in Italia. Da evidenziare, comunque, che questa statistica non è basata sulla residenza, ma appunto, sul luogo di nascita.
L'83,21 percento degli abbonati è maschio, il 16,79 percento sono femmine.
Sono 16.152 gli abbonati della stagione 2024/25, terzo risultato di sempre per il club gialloblù.
Gli spettatori al Bentegodi nelle prime quattro giornate casalinghe:
H.Verona-Napoli 20.027
H.Verona-Juventus 29.575 (record stagionale)
H.Verona-Torino 24.801
H.Verona-Venezia 25.979.
Tengstedt: “I tifosi gialloblù sono eccezionali. In casa, li senti vicini dal primo all’ultimo minuto. Prima la salvezza, poi si parlerà del mio futuro”
“Nel ruolo di trequartista mi trovo bene. Mi coinvolge più nel gioco e inoltre io ho bisogno di avere vicino un attaccante di peso. Con Mosquera c'è una bella intesa, ci aiutiamo. Lui fa il lavoro sporco, si butta nei duelli e io posso essere più libero e incisivo fra le linee per servirlo.
I nostri tifosi sono eccezionali. Fin dal primo momento l'ho avvertito. Quando giochi in casa poi, li senti vicini dal primo all'ultimo minuto. La vittoria contro il Venezia è stata importantissima poiché è arrivata prima della sosta per le nazionali. Servivano i tre punti dopo tre sconfitte di fila. Bisogna anche dire che siamo stati anche un po' sfortunati finora, come nelle due espulsioni.
Mi piacciono le sfide e sono qui anche per diventare un attaccante migliore. Al Benfica stavo bene ma volevo misurarmi con un campionato ancora più duro. Quando sono stato contattato, il Verona mi ha fatto sentire che davvero mi voleva. C'è un diritto di riscatto ma non è tempo di pensare già al futuro. Prima bisogna fare più punti possibile e salvarci quanto prima” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, l’attaccante danese dell’Hellas Verona, Casper Tengstedt.
Primavera, Pavanati: “Da veronese e tifoso dell’Hellas, è un sogno vestire la maglia gialloblù. Mi ispiro a Suslov”
Terzo appuntamento con 'Visti da vicino' il nuovo format dell’Hellas Verona, in cui i protagonisti sono i giovani gialloblù della formazione Primavera allenata da mister Paolo Sammarco.
Curiosità, aneddoti, vita personale e naturalmente tanto calcio sono i temi principali di queste interviste. Nell'episodio di questa settimana andremo a scoprire la vita, privata e sportiva, di uno dei veterani della Primavera gialloblù: Alessandro Pavanati.
Alessandro, sei cresciuto nelle giovanili del Verona, e adesso sei parte integrante della Primavera. Come ti senti a rappresentare la squadra nella categoria maggiore del Settore Giovanile?
"Per me è una grande emozione, perché dal primo anno che sono arrivato qui al Verona questo è stato sempre un mio obiettivo. Ora che sono arrivato in Primavera 1 naturalmente il traguardo personale che vorrei raggiungere è quello di riuscire a fare lo step successivo ed essere convocato in Prima squadra".
Da quanti anni sei al Verona?
"Questa che vado ad affrontare è la mia dodicesima stagione. Mi ricordo che feci un camp estivo organizzato dall'Hellas e da lì mi selezionarono per far parte della squadra dei 2005, perché ancora non esisteva la formazione dei 2006, ovvero quelli della mia età. Da gennaio iniziai a giocare con i più grandi e dall'anno successivo iniziò il mio percorso con la squadra dei 2006".
Che prime impressioni hai avuto di questa stagione?
"Mi sto trovando molto bene. Questo campionato è sicuramente più difficile dello scorso visto che ci saranno tre retrocessioni, e questo per noi è un motivo in più per non abbassare mai la guardia e lavorare sempre al massimo. Ora siamo solo all'inizio della stagione, ma dobbiamo continuare così, cercando di fare più punti possibili. Siamo un bel gruppo, con un grande staff che ci segue, possiamo fare bene".
Quali sono i tuoi punti di forza come giocatore e invece in quali aspetti devi migliorare?
"Penso di essere bravo palla al piede, quindi nella progressione con il pallone. Sicuramente devo migliorare nella concretezza, nella fase finale dell'azione, sulla conclusione e sull'ultimo passaggio".
Qual è il tuo ruolo preferito e su cosa ti chiede di lavorare principalmente mister Sammarco?
"In campo mi trovo molto bene come mezz'ala o trequartista, il ruolo che sto ricoprendo attualmente. Il mister mi chiede di essere più determinante, più decisivo, e su questo sto lavorando molto per migliorare".
Sei un veterano delle giovanili del Verona, c'è qualcuno che vorresti ringraziare che hai incontrato in tutti questi anni e che ti ha dato una mano?
"In primis devo ringraziare tutta la società e tutti quelli che lavorano al Verona. Mi sono sempre sentito bene qui, con tante persone che mi hanno aiutato nel mio percorso, dagli allenatori, ai dirigenti fino agli accompagnatori. Con alcuni di loro ho creato un bel legame e ci sentiamo spesso. Per fare qualche nome mi sento di dire Fabio Fattorelli, dirigente dell'Under 14 e Daniele Marchi, attualmente allenatore dell'Under 11, ma davvero devo ringraziare tutti gli staff con cui ho lavorato, perché se sono arrivato in Primavera, è solo grazie a loro".
C'è qualche giocatore dell'Hellas al quale ti ispiri?
"Direi sicuramente Suslov. Il suo controllo di palla, la sua progressione con il pallone tra i piedi e la sua capacità di dribbling sono caratteristiche che mi piacciono tantissimo e per questo lui rappresenta un modello per me. Ma anche la sua aggressività e forza che mette in campo quando gioca sono vere fonti d'ispirazione".
Sei mai stato convocato nella Nazionale italiana?
"Una volta per un torneo a gironi con l'Under 16. Non nego che mi piacerebbe molto ricevere una chiamata ora dall'Under 19, è uno dei miei obiettivi, ma so che devo lavorare ancora tanto per riuscirci".
Com'è avere la possibilità di allenarsi con la Prima squadra?
"Di sicuro è bello, ogni volta che ci dicono che dobbiamo allenarci con la Prima squadra siamo contenti. Poi naturalmente c'è un minimo di timore, un po' di soggezione, ma il difficile è proprio lì, perché bisogna restare tranquilli e giocare al meglio, come facciamo sempre. Perché se arrivi ad allenarti con loro vuol dire che lì in mezzo ci puoi stare e puoi dire la tua".
Tu sei di Verona e giochi nel Verona, che emozione è rappresentare la propria città nel campionato di Primavera 1?
"È bellissimo. È quello che ogni ragazzo sogna quando fin da bambino indossa questa maglia, quella della squadra della sua città, di cui io sono anche grande tifoso. Il mio obiettivo però è quello di arrivare al massimo livello, in Prima squadra, per poter rappresentare ancora di più l'Hellas".
Hai qualche ricordo in particolare di te al Bentegodi?
"Non mi ricordo la prima volta che sono stato allo stadio perché mio padre, grande tifoso dell'Hellas, mi ha portato sempre da quando ero molto piccolo. Se devo dire una partita in particolare dico quella della finale playoff contro il Cittadella, vinta 3-0. Ho provato grandi emozioni anche quando ho avuto la possibilità di accompagnare i calciatori in campo. Mi ricordo bene la volta che sono entrato al Bentegodi con Hallfredsson. Che incredibile emozione vedere tutti quei tifosi dal campo!".
Quanto è stata importante la famiglia nel tuo percorso di crescita anche come calciatore?
"Tantissimo. Mio padre è stato quello che più di tutti probabilmente mi ha trasmesso la passione per l'Hellas. Mia mamma, Nelly, e mio padre, Andrea, mi hanno sempre accompagnato ovunque, tutti i weekend per ogni partita e tutti i pomeriggi per gli allenamenti. Quando non riescono per motivi di lavoro c'è mio nonno, Amedeo, che mi accompagna. Mio fratello Matteo invece è quello che probabilmente mi ha insegnato a giocare a calcio da piccolo, lui è più grande di qualche anno e giocavamo sempre insieme. A tutti loro devo dire grazie per l'aiuto che mi hanno dato e che ancora oggi mi danno tutti i giorni".
C’è qualche compagno di squadra con cui hai legato di più, magari anche fuori dal campo?
"Con tutti i compagni che ho avuto mi sono sempre trovato bene, poi naturalmente c'è chi ho conosciuto per poco tempo e chi invece lo conosco ormai da anni. Con Dalla Riva, De Battisti, Agbonifo e Devoti, solo per fare alcuni nomi, è normale che ci sia più rapporto visto che giochiamo insieme da tanti anni. L'importante comunque è fare gruppo, ed essere tutti uniti, anche quando arrivano giocatori nuovi, soprattutto dall'estero che magari hanno qualche difficoltà a comunicare perché non parlano l'italiano o parlano poco anche l'inglese, cerchiamo sempre di coinvolgerli al meglio".
Con gli studi invece come sta andando?
"Quest'anno ho l'esame di maturità. Frequento l'indirizzo scolastico di finanza e marketing, da remoto, visto che con gli allenamenti e gli impegni delle partite non sarebbe possibile andare tutte le mattine. Ma così ogni giorno posso seguire le video lezioni, e quest'anno andrò a Roma per fare l'esame di Stato".
C'è qualche posto in particolare che ti piace di Verona?
"Sicuramente piazza Bra, ma mi piace tanto anche la vista dall'alto da Castel San Pietro, soprattutto di sera. È fantastica".
Quali altre passioni hai oltre il calcio?
"Mi piace tanto guardare serie tv e film. La mia serie preferita è Teen Wolf, l'ho rivista più volte".
Alcuni dei tuoi compagni ti hanno indicato come il più tecnico della squadra, sei d'accordo con loro o vuoi fare qualche altro nome?
"Ringrazio i miei compagni per i complimenti, ma direi che con la palla tra i piedi sono molto bravi anche Devoti e Monticelli".
Chi è il più bravo nei colpi di testa e chi invece il più veloce?
"Il più forte di testa, per me, è Vermesan, mentre i più veloci sono Philippe e Agbonifo".
Chi ha il tiro migliore?
"Direi che se la giocano Scharner, Jablonski e Luna. Tutti e tre hanno davvero un gran tiro".
Musicalmente chi è il compagno che mette la musica peggiore nello spogliatoio?
"Zouaghi sicuramente".
Preferisci l'assist o il gol?
"Credo il gol, perché l'assist dà una bella sensazione, ma quello che si prova quando si segna è unico. Quest'anno ho fatto i miei primi gol in Primavera 1, nella partita contro il Torino, e mi sono sentito come mai mi era successo prima, e questo mi ha fatto venire ancor più voglia di fare gol, per provare quell'emozione e naturalmente per aiutare la squadra a vincere. Segnare e vincere la partita è l'emozione più bella e appagante che si possa provare". Fonte e foto: hellasverona.it