Serie BKT 2026/27, altri 2 punti di penalizzazione alla Juve Stabia
Il Tribunale Federale Nazionale ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione in classifica, da scontare nella corrente stagione sportiva, la SS Juve Stabia (Serie B) per non aver prodotto, in relazione alla cessione perfezionatasi il 17 aprile scorso, alla neocostituita Stabia Capital Srl, del 100% del capitale della società sportiva, la documentazione relativa ai requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, unitamente alla copia dell’atto dal quale è conseguita l’acquisizione del 17 aprile 2026. Fonte: figc.it
La Juve Stabia (totale punti penalizzazione -4) scivola all’ultimo posto in classifica, in coabitazione con la Carrarese.
Serie BKT 2026/27, i numeri delle prime cinque giornate
Il campionato di Serie BKT si conferma uno dei tornei più imprevedibili ed equilibrati (dalla 6° alla 20° ci sono sei punti di differenza). In questo inizio di stagione c'è qualcosa in più. Le prime cinque giornate della 2026/2027 dicono che si segna di più, si tira di più e, soprattutto, si gioca di più. I dati delle prime 50 partite ufficiali parlano chiaro e testimoniano una crescita costante in quasi tutti i principali indicatori statistici, confermando i numeri già pubblicati dei primi tre turni di campionato.
Pioggia di gol
Il primo dato che balza all'occhio è quello relativo alle reti segnate. Nelle prime 5 giornate sono stati messi a segno ben 132 gol totali, stabilendo una media di 2,64 gol a partita. Si tratta del dato più alto delle ultime cinque stagioni, superando i 129 gol dello scorso anno (media 2,58) e staccando nettamente la stagione 2023/2024, quando le reti erano state "solo" 111 (media 2,22).
Si calcia a rete senza paura
Dietro a questa impennata di gol c'è una mentalità decisamente più offensiva da parte degli allenatori. Le squadre non si nascondono e cercano la via della rete con maggiore insistenza: i tiri totali sono schizzati a 1.383 (con una media di 27,66 conclusioni a partita). Nelle quattro stagioni precedenti la media dei tiri non aveva mai superato la soglia dei 26 per match, toccando il punto più basso nel 2022/2023 con 24,8 conclusioni a partita.
Più tempo effettivo, meno interruzioni
Un'ottima notizia per lo spettacolo arriva dal cronometro. Il tempo effettivo di gioco ha subìto una sterzata: nelle prime 5 giornate si è giocato in media per 57 minuti e 7 secondi a partita. È il dato più alto del quinquennio analizzato, con un incremento netto di quasi sette minuti rispetto alla scorsa stagione (ferma a 50 minuti e 49 secondi) e al torneo 2022/2023 (50 minuti e 10 secondi). Meno proteste, meno perdite di tempo e più calcio giocato.
Il Rinascimento del gol italiano
Il trend più interessante per il nostro movimento calcistico riguarda l'efficacia dei calciatori italiani. Ben 91 gol portano la firma di giocatori azzurri. Il dato è il più alto delle ultime stagioni, superando i 90 gol del 2024/2025 e staccando nettamente i 76 gol dello scorso campionato. A guidare questa speciale classifica c'è Francesco Ruocco a quota 4 gol, primo degli italiani per gol e secondo nella classifica generale dietro a Christian Shpendi, attualmente in testa al Pablito con sei reti. Alle loro spalle spingono forte bomber come Raffaele Russo, Andrea Silipo, Antonio Di Nardo e Federico Bonazzoli, tutti già a quota 3. Fonte: legab.it
Mulattieri: “Hellas Verona squadra importante, con una tifoseria magnifica. È bellissimo giocare al Bentegodi”
Samuele, partiamo da Verona. Cosa ti ha convinto ad accettare questa nuova sfida e a scegliere l’Hellas? "Ho scelto Verona perché è una squadra importante, con una tifoseria magnifica. Sono molto contento di aver fatto questa scelta perché sono arrivato e ho trovato un gruppo fantastico. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni insieme".
Sei arrivato in estate dopo un’esperienza in Spagna al Deportivo. Che cosa cercavi da questa nuova sfida e che cosa hai trovato qui a Verona? "Cercavo una squadra con la quale poter dimostrare le mie qualità e cercare di aiutarla a raggiungere un obiettivo importante. L’importante sarà il lavoro giornaliero, che ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi".
Hai già segnato tre gol con questa maglia, compreso quello decisivo a Cagliari che ha regalato al Verona il passaggio del turno in Coppa Italia e che ti è valso il premio di Man of the Match. Quanto ti hanno dato a livello di fiducia questi primi gol? "Fare gol è sempre importante, è sempre bello e ti dà molta fiducia. L’importante è non smettere e mantenere sempre alte le prestazioni. Conta la prestazione e che la squadra raggiunga l’obiettivo".
Che impressione ti ha fatto il primo impatto con il Bentegodi e con il pubblico gialloblù, soprattutto dopo aver vissuto un’emozione grande come la vittoria del derby? "Il Bentegodi è uno stadio incredibile e la tifoseria è veramente magnifica. È bellissimo giocarci, ed è stupenda l’emozione dopo aver vinto sia con l’Arezzo sia contro il Vicenza nel derby. Noi dobbiamo cercare di spingere sempre per dare ai tifosi quello che meritano".
Adesso riavvolgiamo un po’ il nastro e ripercorriamo insieme alcune tappe che ti hanno portato fin qui. Il tuo percorso parte dallo Spezia, vicino casa. Che ricordo hai di quel Samuele che iniziava a sognare di diventare calciatore? "Fino a 16-17 anni nella mia testa non lo vedevo come un lavoro, pensavo solo a divertirmi. Poi ho fatto bene un anno in Primavera, ho esordito in Prima squadra e da lì ho pensato che il calcio sarebbe potuto diventare più di una passione. Spezia è la città dove sono cresciuto, sono stati anni bellissimi in cui mi sono formato come uomo e come giocatore, quindi ho dei bellissimi ricordi".
Poi arriva l’Inter. Che cosa ha rappresentato per te, da ragazzo, entrare in un Settore Giovanile così importante e confrontarti con allenatori e giocatori di questo livello? "Ho fatto due anni in Primavera all’Inter, è stata anche lì un’esperienza molto bella. Ho avuto la possibilità di allenarmi qualche volta con la Prima squadra e di imparare da calciatori molto forti. Ero molto giovane, quindi è stata un’esperienza che ha contribuito a darmi tante cose che mi sono portato dietro".
A 19 anni hai scelto di andare in Olanda, al Volendam. Come ti ha cambiato quell’esperienza, come calciatore e come ragazzo? "È stato il primo anno da professionista che ho fatto nella mia carriera, dopo la Primavera. È stata una decisione importante: all’ultimo giorno di mercato ho deciso di andare lì. Mi aveva impressionato quando ho ricevuto il messaggio dal direttore e dal mister, Wim Jonk, con cui mi sono trovato molto bene. Lì ho imparato tante cose, come giocare da attaccante puro e parecchi movimenti. È una scelta che rifarei, è andata bene e sono contento di quell’esperienza".
Come dicevi, sei passato a giocare come attaccante puro, come prima punta. Come è nato questo cambio di ruolo? "La squadra giocava con il 4-3-3, quindi palla a terra e molto possesso. Il mister mi ha messo in quella posizione e da lì in poi ho iniziato a giocare sempre lì, anche negli anni in cui sono tornato in Italia".
Dopo l’esperienza in Olanda sei tornato in Italia e hai iniziato a confrontarti con il calcio professionistico, prima a Crotone, poi a Frosinone e Sassuolo, dove hai vissuto due vittorie del campionato di Serie B. Che cosa hai imparato nei due percorsi che ti hanno portato alla promozione in Serie A? "Ho iniziato a conoscere il campionato di Serie B, sia a Crotone sia a Frosinone. A Frosinone è stato un anno bellissimo, anche lì con compagni fantastici. Eravamo un grande gruppo e abbiamo raggiunto un grande risultato. Ho imparato parecchie cose".
Nella scorsa stagione hai giocato al Deportivo, ottenendo un’altra promozione, questa volta in Liga. Quali sono le differenze che ti hanno colpito di più vivendo quotidianamente il calcio spagnolo? "Il calcio spagnolo è diverso, ci sono alcune differenze anche rispetto alla Serie B italiana. Lì si gioca di più palla a terra, le squadre si chiudono meno e giocano di più con la palla. Penso che l’intensità sia leggermente più alta, ma comunque sono due campionati molto difficili e con grande intensità".
Sei sempre stato molto attento ai dettagli del tuo ruolo e hai raccontato anche di studiare i grandi attaccanti del calcio europeo. Come li studi e che benefici trai da questo lavoro? "Utilizzo parecchie piattaforme per vedere le mie azioni dopo la partita o anche quelle di altri giocatori. Mi piace vedere azioni nuove, anche di grandi attaccanti europei. Mi piace provare a vedere e tentare di replicare quello che fanno".
Per un attaccante quanto conta la memoria? Riesci a dimenticare velocemente un’occasione sbagliata oppure te la porti dietro? "Dipende. L’obiettivo è cercare di fare subito un reset di quello che succede. Se fai gol, devi resettare e provare a farne un altro. Se lo sbagli, devi resettare e cercare di fare il primo. È importante a livello mentale per un attaccante".
Il tuo gol più bello? "L’ultimo contro l’Arezzo, di testa, mi è piaciuto molto".
A Verona hai ritrovato Gabriele Zappa, tuo compagno ai tempi della Primavera dell'Inter. Quando vi siete rivisti, che effetto ti ha fatto ripensare a quegli anni e vedere il percorso che avete fatto entrambi? Cosa ci racconti del vostro rapporto? "Abbiamo fatto un anno insieme in Primavera, è stato un bel periodo. Mi sono trovato molto bene con lui, è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore. È stato bello rivederlo, non lo vedevo da tanto tempo e adesso speriamo di creare nuovi ricordi insieme".
A proposito dei compagni che hai ritrovato, invece, che cosa ci dici di Iannoni? "Lui è un po’ più recente, perché abbiamo giocato insieme a Sassuolo, quindi sono stato tanto tempo con lui. Anche con Edoardo mi trovo benissimo, è un grande calciatore. Ci sta dando una grande mano e penso che continuerà così. Sono contento che sia arrivato e di condividere con lui lo spogliatoio anche quest’anno".
Nel 2025 hai deciso insieme a tuo padre e a tuo fratello di rilevare l’Arcola Garibaldina, la squadra del tuo paese, che era stata presieduta da tuo nonno. Quanto significa per te essere riuscito a portare avanti una storia di famiglia e, allo stesso tempo, dare qualcosa alla comunità in cui sei nato? "È una bella cosa. È la squadra del mio paese, dove sono cresciuto, Arcola, era la squadra di mio nonno. È stato presidente parecchi anni fa e ci teneva molto, quindi io insieme alla mia famiglia abbiamo deciso di portare avanti questa cosa. Abbiamo coinvolto parecchi ragazzi del paese. È una bella cosa, dai, ci divertiamo. Seguo anche le partite dell’Arcola: abbiamo vinto il campionato l’anno scorso, quindi siamo saliti in Prima Categoria. Adesso cerchiamo di vincere anche quest'anno. Mi chiamano patron, però non ho nessun ruolo specifico all’interno della società. Fanno tutto mio padre, mia madre e mio fratello, che gioca lì".
Nel calcio si parla tanto di talento, tecnica e fisico. Tu coltivi anche passioni come il pianoforte e ti abbiamo visto giocare a scacchi, attività che richiedono pazienza, concentrazione e disciplina. Come sono nate queste passioni e quanto pensi che ti abbiano aiutato a costruire il ragazzo e il calciatore che sei oggi? "Ho fatto altre cose oltre al calcio. Gioco un po’ a scacchi e suono il pianoforte. Sono cose che mi aiutano a stare tranquillo e a essere più calmo, a ragionare di più, perché sono uno molto istintivo. Però anche negli scacchi e nel pianoforte sono istintivo, che non va bene! Cerco anche tramite quello di essere un po’ più riflessivo nelle cose, di ragionare di più". Fonte: hellasverona.it
Tutte le news
Hellas Verona, allenamento questa mattina
I gialloblù di Paolo Zanetti proseguono la preparazione, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida in programma lunedì sera al Bentegodi contro il Monza.
Buon compleanno
Tanti auguri a… Nico Penzo. L’ex attaccante dell’Hellas Verona compie 71 anni.
Hellas Verona, il report dei gialloblù impegnati in Nazionale
REDA BELAHYANE (Marocco)
Marocco-Repubblica Centro Africana: 5-0 | 12/10, Oujda (Marocco) - Qualificazioni Coppa d'Africa 2025. Minutaggio: non impiegato
Repubblica Centro Africana-Marocco: 0-4 | 15/10, Oujda (Marocco) - Qualificazioni Coppa d'Africa 2025. Minutaggio: dall'81'
FLAVIUS DANILIUC (Austria)
Austria-Kazakistan: 4-0 | 10/10, Linz (Austria) - UEFA Nations League. Minutaggio: non impiegato
Austria-Norvegia: 5-1 | 13/10, Linz (Austria) - UEFA Nations League. Minutaggio: non impiegato
PAWEL DAWIDOWICZ (Polonia)
Polonia-Portogallo: 1-3 | 12/10, Varsavia (Polonia) - UEFA Nations League. Minutaggio: 90'
Polonia-Croazia: 3-3 | 15/10, Varsavia (Polonia) - UEFA Nations League. Minutaggio: 38'
ONDREJ DUDA e TOMAS SUSLOV(Slovacchia)
Slovacchia-Svezia: 2-2 | 11/10, Bratislava (Slovacchia) - UEFA Nations League. Minutaggio: Duda 75', Suslov 90'
Azerbaijan-Slovacchia: 1-3 | 14/10, Baku (Azerbaijan) - UEFA Nations League. Minutaggio: Duda 90', Suslov 90'
DANIELE GHILARDI (Italia Under 21)
Italia-Livorno: 5-0 | 10/10, Tirrenia - Amichevole.
Italia-Irlanda: 1-1 | 15/10, Trieste - Qualificazioni EURO 2025 Under 21. Minutaggio: 90'
GRIGORIS KASTANOS (Cipro)
Cipro-Romania: 0-3 | 12/10, Larnaca (Cipro) - UEFA Nations League. Minutaggio: 75'
Kosovo-Cipro: 3-0 | 15/10, Pristina (Kosovo) - UEFA Nations League. Minutaggio: 72'
DAILON LIVRAMENTO (Capo Verde)
Capo Verde-Botswana: 0-1 | 10/10, Praia (Capo Verde) - Qualificazione Coppa d'Africa 2025. Minutaggio: dal 60'
Botswana-Capo Verde: 1-0 | 15/10, Francistown (Botswana) - Qualificazione Coppa d'Africa 2025. Minutaggio: 90'
JACKSON TCHATCHOUA (Camerun)
Camerun-Kenya: 4-1 | 11/10, Doula (Camerun) - Qualificazione Coppa d'Africa 2025. Minutaggio: 90'
Kenya-Camerun: 0-1 | 14/10, Kampala (Uganda) - Qualificazione Coppa d'Africa 2025. Minutaggio: 90'. Fonte: hellasverona.it
Primavera, Ravasio: “Mi ispiro a Montipó, Perilli e Berardi. Loro sono dove sogno di essere anch’io, in Serie A”
Quarto appuntamento con 'Visti da vicino' il format dell’Hellas Verona che ci accompagnerà, ogni settimana, per tutta la stagione 2024/25, in cui i protagonisti sono i giovani gialloblù della formazione Primavera allenata da mister Paolo Sammarco. Curiosità, aneddoti, vita personale e naturalmente tanto calcio sono i temi principali di queste interviste. Nell'episodio di questa settimana andremo a scoprire la vita, privata e sportiva, di uno dei portieri della Primavera gialloblù: Manuel Ravasio.
Manuel, sei arrivato all'Hellas Verona nella squadra Under 18 e ora fai parte della Primavera. Come vivi il tuo ruolo all'interno della squadra e come ti prepari per essere sempre pronto quando vieni chiamato in causa? "Il portiere ha sempre un ruolo particolare all'interno di una squadra, deve avere sempre più carisma e personalità per tenere la squadra attiva. Io anche in spogliatoio cerco di farmi sentire e di coinvolgere tutti, magari anche con gli stranieri che possono avare qualche difficoltà in più ad inserirsi. Naturalmente oltre a questo bisogna sempre dare il 100% in ogni allenamento, perché il livello di tutti è molto alto e bisogna esserne sempre all'altezza, tenendo alta l'intensità".
Raccontaci qualcosa sul tuo passaggio al Verona... "Un giorno stavo facendo allenamento con la mia vecchia squadra, il Villa Valle, arriva il nostro Direttore Sportivo e mi dice che l'Hellas Verona era interessato a me e che mi voleva per fare dei provini. Successivamente vengo a Verona per fare la prova e vengo aggregato a due allenamenti dell'Under 17, quindi con i ragazzi della mia età e il giorno dopo ho avuto l'opportunità di andare a fare allenamento con i preparatori dei portieri mister Cataldi e mister Castiglioni, insieme a Castagnini e Pandur. Inseguito a giugno è arrivata la chiamata dell'Hellas che ha scelto di aggregarmi al proprio settore giovanile".
In che modo lavori con gli altri portieri e con i preparatori? C'è un senso di collaborazione che si crea tra voi durante gli allenamenti? "Solitamente svolgiamo un lavoro molto specifico, differenziato in base alle giornate e più corposo nei giorni lontani dalla partita. L'impegno che mettiamo è sempre il 100% e mister Sammarco ci richiede sempre la massima attenzione a tutti i particolari, su ogni dettaglio, perché dobbiamo tenere un livello elevato di performance. Con gli altri portieri poi non si può mai abbassare il livello, perché essendo un gruppo di ragazzi, secondo me, molto validi, ci sproniamo sempre a vicenda per tenere alta la tensione".
Qual è stato il consiglio o l'insegnamento più importante che hai ricevuto dal tuo preparatore o dai tuoi compagni di reparto?"Soprattutto agli inizi ho trovato un grande cambiamento anche in termini di richiesta tra quello che mi veniva chiesto nella mia vecchia squadra e quello che mi richiedeva invece l'Hellas. Sono cambiati molto i ritmi, qui c'è sempre un'intensità molto alta. Quello che mi viene richiesto dal primo giorno è andare sempre al massimo, superare la fatica e superare i primi limiti, perché solo così si può migliorare sempre".
Tu hai esordito molto giovane in Serie D, cosa puoi dirci di quell'esperienza? "Io ho fatto tante esperienze prima dell'Hellas. Alcuni anni nel Tre Albe, la squadra del mio paese, poi sono passato per due anni all'Albinoleffe e infine al Villa Valle. Qui ho iniziato con l'Under 15 per poi essere subito aggregato alla Prima squadra, che militava in Serie D. Quell'anno, anche a causa della pandemia abbiamo giocato poco, ma dall'anno successivo sono praticamente sempre stato aggregato alla Prima squadra, e un giorno è arrivata la mia occasione. La mia prima partita è stata particolare perché ero convocato per giocare con la Rappresentativa, ma poi mi ha chiamato il mio preparatore per dirmi che non dovevo più andare con loro ma che sarei stato aggregato alla Prima squadra perché il portiere titolare aveva avuto un infortunio in allenamento. Il giorno della gara alla fine il primo portiere era stato convocato e si era anche riscaldato, ma a venti minuti dal fischio d'inizio ha dato forfait, così che mi sono dovuto preparare e scendere in campo per il mio esordio in Serie D. È stata una grande emozione, con il mister che prima della partita mi ha detto: 'Stai tranquillo, contiamo su di te perché sappiamo quanto vali'".
La stagione è ancora agli inizi. Come ti stai preparando per affrontarla e quali sono le tue aspettative, sia personali che della squadra? "Prima che iniziasse la stagione mi sono sempre tenuto in forma, con una scheda di preparazione che ci viene servita dalla squadra. Quando sono rientrato per la preparazione sapevo che sarebbe stata molto dura e infatti è stata così. Ho iniziato spingendo al massimo già da subito ed è andata molto bene, abbiamo fatto dei buoni allenamenti e una buona preparazione. Per ora non ho trovato molto spazio in campionato, anche se spero di trovarne di più successivamente, ma detto questo io arrivo sempre al campo d'allenamento con il sorriso, cercando di essere propositivo e dando il 100%, trasmettendo tutto l'apporto che posso alla squadra, perché noi sappiamo bene qual è il nostro obiettivo, ovvero la salvezza, e vogliamo raggiungerla a tutti i costi".
Quali pensi siano le tue caratteristiche principali come portiere? "Parlando anche con gli altri portieri mi dicono tutti che mi distinguo per la mia abilità con i piedi, perché ho un buon sinistro e sono bravo con i lanci verso i compagni".
Se potessi scegliere un portiere o un giocatore dell'Hellas come modello di crescita, chi sceglieresti e perché? "Mi viene naturale dire Montipò, perché lui è il titolare e da quando sono arrivato c'è sempre stato lui. Ma direi anche tutti gli altri: Perilli e Berardi, sono tutti delle bravissime persone, oltre che degli ottimi portieri, che ti aiutano in allenamento e cercano di farti sentire parte del gruppo anche se vieni dalla Primavera. Mi ispiro a loro perché sono dove sogno di essere anch'io, in Prima squadra in Serie A".
Sei stato anche convocato per una partita di Serie A, cosa puoi dirci di quell'esperienza? "Sì, sono stato convocato prima per un'amichevole contro il Bologna durante la pausa dei Mondiali 2022 e poi per una gara contro la Juventus a Torino, il 1° aprile 2023. È scontato dire che è stata un'esperienza bellissima, anche perché oltre essere la mia prima convocazione nella massima serie, era anche una partita importante. Vivere la trasferta come un giocatore di Serie A è stato bellissimo e mi ricordo benissimo l'entrata in campo all'Allianz Stadium: eravamo nel tunnel d'ingresso e c'era mister Cataldi dietro di me che diceva di fare quello che faccio sempre, di essere me stesso e stare tranquillo nel riscaldamento, mentre mi parlava siamo entrati in campo e non ho sentito più nulla vedendo quello stadio immenso per me, che sono abituato ad altri campi, e con tutta quella gente. È stata un'emozione talmente forte che quella notte non ho dormito, ripensando a quel momento".
C'è un obiettivo specifico che ti sei prefissato per quest'anno, anche legato al miglioramento personale in questo ruolo particolare? "Per me il primo obiettivo da quando ho iniziato giocare a calcio è quello di arrivare ai massimi livelli. Nel breve periodo devo pensare a migliorare giorno dopo giorno, cercando di giocare più partite possibili per far vedere quello che posso fare. Un'ambizione che ho sicuramente è quella di poter tornare a vestire la maglia della Nazionale, che ho avuto l'onore di indossare due anni fa".
A proposito della Nazionale, raccontaci di più su questa tua esperienza... "Sono stato convocato per lo stage dei portieri con l'Under 18 dell'Italia e ho fatto anche una partita ufficiale contro la Spagna, anche se non ho giocato in quell'occasione. Mi ricordo che era il mio primo anno all'Hellas ed è stata veramente un'emozione molto forte sapere che dovevo andare con la Nazionale a fare lo stage dei portieri. Poi successivamente un giorno ero in centro con Nwanege, che era mio compagno nell'Under 18 e lo è anche adesso in Primavera, e stavamo passeggiando dietro via Mazzini, in centro, quando stavamo uscendo da un negozio e mi è arrivato un messaggi sul telefono. Il primo a rendersene conto è stato proprio Karlson (Nwanege, ndr) che mi ha detto: 'È la Nazionale". Che grande emozione".
Tu sei uno dei ragazzi delle giovanili dell'Hellas che ha scelto di vivere nel convitto gestito dalla società, cosa puoi dirci su questa tua esperienza? "Mi sono sempre trovato molto bene in convitto da quando sono arrivato. Per me era un'esperienza totalmente nuova andare via da casa, cambiare amici e scuola, ma qui non sono mai stato da solo. Ci sono dei fantastici tutor che ci seguono: il più esperto è sicuramente Santo Cappellini che è sempre molto disponibile per ogni necessità, e per noi è praticamente un papà della situazione, poi ci sono Leonardo D'Onofrio e da quest'anno anche Matteo Bartoli, due ragazzi più giovani sempre molto disponibili che ci aiutano molto".
Essendo di un’altra città, come hai vissuto il passaggio all'Hellas Verona e cosa significa per te rappresentare questo club? "Il passaggio è stato molto bello quanto difficile, perché cambiare città e abitudini non è mai facile. Qui ho cambiato scuola, e sono andato prima alle 'Dante Alighieri' e poi ho completato l'ultimo anno online con la IES Dini, sempre frequentando l'indirizzo scientifico sportivo. Ora che ho finito la scuola sto per iscrivermi all'Università, nel corso di Sport and Football Management".
Hai qualche ricordo particolare o momento speciale che hai vissuto da quando sei arrivato all'Hellas, magari legato a una partita o a un episodio fuori dal campo? "Io quando ne parlo anche con i miei amici ricordo sempre che quando sono arrivato al Verona venivo da un'Under 17 Elite, e pochi mesi dopo sono stato convocato dalla Nazionale, cosa che non mi sarei mai aspettato prima, e sempre in quella stagione sono stato convocato in Serie A. Queste due sono stati emozioni fortissime che ho potuto vivere grazie all'Hellas. Come partita però mi ricordo bene una gara dell'Under 18 contro l'Atalanta, a Bergamo che è la mia città, e che abbiamo vinto 0-5. L'Atalanta è stata anche la squadra contro cui ho esordito in Primavera l'anno scorso, vincendo 1-2, sempre a Bergamo".
C’è qualche compagno con cui hai legato di più, magari anche fuori dal campo? "Come ho già accennato in precedenza sono molto amico con Nwanege, ma comunque mi sono sempre trovato molto bene con tutti e soprattutto quest'anno facciamo un bel gruppo. Poi potrei fare anche i nomi di Nwachukwu e Fagoni".
Fuori dal calcio, quali sono le tue passioni? Hai qualche hobby o interesse particolare?"Io sono un ragazzo molto tranquillo, che si trova bene anche senza fare nessun uscita particolare. Spesso nel tempo libero mi sento con mio cugino, con il quale sono molto legato, ma ho anche qualche interesse in particolare come il vestiario e anche i profumi. Con quest'ultima mia passione ho fatto appassionare un po' anche Karlson, che si è avvicinato molto al mondo dei profumi".
Come ti trovi a vivere a Verona? C’è qualcosa della città che ti piace particolarmente? "Mi trovo benissimo a Verona anche perché è una città che mi ricorda molto casa, non troppo grande ma neanche piccola. Qui c'è molto più turismo rispetto a Bergamo ma si sta bene, mi piace tanto andare sulle Torricelle a vedere la città dall'alto. Mi piace molto anche il cibo, soprattutto il risotto".
È vero che hai avuto modo di parlare con Buffon? "Sì, ho parlato con lui al telefono. Lui è naturalmente il mio idolo, come per tanti portieri della mia generazione è un vero punto di riferimento. Quando il nostro Team Manager Lorenzo Salvadori, che frequentava il corso da Direttore Sportivo a Coverciano con lui, me l'ha passato al telefono non ci credevo, è stata una grande emozione parlare con lui per due minuti, anche perché la prima partita che ho visto allo stadio era a Bergamo per Atalanta-Juventus, ed ero andato unicamente per vedere Buffon dal vivo. Ho anche i suoi guanti autografati a casa. Vorrei incontrarlo anche dal vivo, ma solo parlare con lui è stata una grande emozione".
Quanto è stata importante la famiglia nella tua crescita? "Molto. Mia mamma Pierangela è stata quella un po' più sentimentale quando me ne sono andato, così come il mio fratellino Cristian, ma anche per me è stato difficile andare via all'inizio e sono molto contento quando li rivedo. Poi c'è mio cugino Mattia con il quale sono sempre molto legato da sempre ed è il mio miglior amico, anche lui gioca a calcio e quando saremo più grandi, magari a fine carriera ci siamo promessi di giocare insieme. E naturalmente devo ringraziare anche mio padre Marco, che è stato fondamentale. Da piccolo giocavo a basket ma poi ho capito, grazie anche a loro, che il calcio era la mia passione".
Chi tra i tuoi compagni difensori ti dà più sicurezza davanti alla porta? "Sono tutti dei grandissimi giocatori, con cui mi trovo molto bene e nel quale ripongo la completa fiducia, pronti a tutto per difendere la porta".
Chi pensi sia il giocatore più tecnico della squadra? E chi invece ti ha sorpreso per la sua velocità? "A me piacciono molto Pavanati, Monticelli e Devoti per come trattano il pallone, mentre sulla velocità dico Agbonifo e Philippe".
C'è qualcuno in squadra che ha gusti musicali "particolari"? Chi mette la musica nello spogliatoio e tu che musica ascolti di solito? "Sui gusti particolari non saprei però spesso siamo io e Zouaghi a mettere la musica nello spogliatoio, possiamo dire di essere i Dj della squadra. Per il resto io ascolto praticamente ogni tipo di musica, dal rap fino alla musica anni '80/'90".
Tra te, Zouaghi, Magro, Castagnini e Troselj, chi è più bravo sui calci di rigore? "Credo che tutti ce la caviamo e possiamo dire la nostra. Se devo fare un nome direi Zouaghi perché l'ho visto parare alcuni rigori molto bene, ma è anche una situazione particolare che per ogni partita viene studiata appositamente".
Da portiere, preferisci effettuare una grande parata o assistere a un gol della tua squadra? "Direi che dipende da che momento è della partita, se serve una grande parata o se serve un gol".
Per concludere, c'è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare? "Devo assolutamente ringraziare tutti i preparatori e gli staff che ho avuto. In particolare mister Castiglioni, mister Filippi e mister Cataldi che era il preparatore della Prima squadra quando sono arrivato. Castiglioni mi ha aiutato molto dal punto di vista mentale e tecnico, spronandomi sempre a dare il massimo, mentre Cataldi mi ha accolto molto bene dal primo momento che sono arrivato, accogliendomi anche in Prima squadra. Mi ritengo fortunato a lavorare con loro, sono dei grandi professionisti". Fonte: hellasverona.it
Sarr: “Hellas ottimo step. Da svedese, Ibrahimovic per me ha significato tanto. L’obiettivo di tutti noi è la salvezza”
“L'Hellas è una buona squadra dove arrivare, un ottimo step da fare. Un club molto familiare, tutti ti sono vicini. Si deve conquistare ogni punto e per farlo bisogna restare uniti, crescere e sviluppare le qualità individuali. Penso che tanti giocatori sono migliorati molto venendo al Verona.
Ibrahimovic per me ha significato tanto. Sono cresciuto a dieci minuti a piedi da dove vive lui. Tutti a Malmö lo amano, è un eroe per la città, è un tipo di giocatore che tutti vorrebbero essere quando crescono. L'impatto che ha avuto in Italia è stato incredibile.
L'obiettivo di ognuno di noi è la salvezza. Per i nostri tifosi è fondamentale che noi diamo tutto in campo per provare a conquistare più punti possibili ed essere anche il prossimo anno in Serie A” ha dichiarato al Corriere di Verona, l’attaccante svedese Amin Sarr.
Hellas Verona, lesione cartilaginea per Frese. Oggi l’intervento di artroscopia al ginocchio destro
Hellas Verona FC comunica che il calciatore Martin Frese, in seguito a una lesione cartilaginea, sarà sottoposto nella giornata odierna a un intervento di artroscopia al ginocchio destro. I tempi di guarigione saranno quantificabili in base all’evoluzione del quadro clinico. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona-Monza, arbitra Dionisi
Per Hellas Verona-Monza, 8ª giornata della Serie A Enilive 2024/25 in programma allo stadio Bentegodi lunedì 21 ottobre alle ore 20:45, è stato designato l’arbitro Federico Dionisi della sezione AIA de L’Aquila. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Lo Cicero e Cecconi, IV uomo Perenzoni, VAR Mazzoleni, AVAR Camplone.
Sala: “Verona città fantastica, con tifosi stupendi”
“I tre anni alla Sampdoria con Marco Giampaolo sono stati, per me, indimenticabili. Dove ho scoperto una tifoseria pazzesca e vissuto le emozioni del derby di Genova. Anche a Verona, però, devo dire di aver scoperto una città fantastica, a misura d'uomo, dove si vive davvero bene e con dei tifosi stupendi" ha dichiarato a TMW l’ex gialloblù, oggi al Rimini, Jacopo Sala.
Luca Toni, serata in compagnia di Roberto Baggio e Pep Guardiola
Il vice sindaco di Verona insieme ai suoi due ex compagni di squadra ai tempi del Brescia, il Divin Codino e l’allenatore del Manchester City. Foto Instagram
Il Ct della Polonia annuncia l’infortunio di Dawidowicz: “La situazione di Pawel non è bella”
“La situazione di Pawel non è bella. Ha avuto una recidiva ad una ferita che aveva guarito di recente” ha dichiarato in conferenza stampa il commissario tecnico polacco Probierz dopo Polonia-Croazia 3-3. L’infortunio subito dal difensore gialloblù, sostituto al 38’ sul risultato di 1-3 a favore dei croati, sarà valutato nelle prossime ore dallo staff sanitario scaligero. A questo punto pare scontato il forfait del polacco lunedì sera al Bentegodi contro il Monza.