Info biglietti Modena-Hellas Verona
Il Modena FC ha comunicato le informazioni relative ai biglietti del Settore Ospiti per la gara Modena-Hellas Verona, 6ª giornata di Serie BKT 2026/27, in programma domenica 11 ottobre (ore 19.30) allo stadio 'Alberto Braglia' di Modena.
INIZIO PREVENDITA
La prevendita relativa al Settore Ospiti sarà attiva dalle ore 15 di lunedì 5 ottobre fino alle ore 19 di sabato 10 ottobre.
DOVE ACQUISTARE
Online sul sito Vivaticket
Punti vendita Vivaticket
PREZZO
€20 + commissioni
RESTRIZIONI
La vendita dei tagliandi ai residenti nella Provincia di Verona sarà consentita esclusivamente per il Settore Ospiti e sarà riservata ai sottoscrittori del programma di fidelizzazione 'Non vi lasceremo mai' di Hellas Verona FC.
INFO UTILI
Le richieste di accesso al Settore Disabili dovranno essere inviate all’indirizzo email slo@modenacalcio.com. Fonte: hellasverona.it
Lella: “In campo do tutto per la maglia. A Verona la gente vive di calcio. Giocare al Bentegodi è fantastico”
Partiamo dalla fine: contro il Vicenza ti abbiamo visto lottare fino all’ultimo nonostante i crampi. Al di là dell’aspetto tecnico-tattico, è questo il carattere che ti rappresenta come giocatore? "Assolutamente sì. In campo do tutto per la maglia e cerco sempre di vincere. Sono molto competitivo anche nella vita, quindi quando gioco do tutto, anche allo sfinimento, cercando sempre di dare qualcosa in più".
Dal punto di vista tecnico-tattico, invece, che tipo di giocatore sei e in quale posizione ti trovi meglio? "Preferisco giocare da mezzala sinistra, anche se nel corso della mia carriera ho ricoperto altri ruoli. Ho giocato da mediano in un centrocampo a due e, più raramente, anche da quinto. Mi piace inserirmi, arrivare in area, ma anche palleggiare e aiutare i compagni in fase di costruzione".
Se torniamo all’inizio del tuo percorso, sei andato via da Bari a 17 anni per trasferirti in Sardegna. Cosa ha significato per te, da ragazzo, vivere per la prima volta lontano da casa? "Andare via di casa a 17 anni non è mai facile, soprattutto perché lasci gli amici e i genitori. Essere in Sardegna, poi, significava trovarsi su un’isola e quindi ancora più lontano da casa. All’inizio non è stato semplice, ma al Cagliari ho trovato persone fantastiche. Il Club e i miei compagni sono stati bravissimi a farmi sentire a casa".
Dopo la Primavera del Cagliari sono arrivate tre stagioni all’Olbia, con quasi cento presenze tra Serie C e Coppa Italia. Quanto è stata importante quella gavetta per la tua crescita? "Passare dalla Primavera alla Serie C e iniziare a giocare con i grandi non è semplice. In Primavera la vittoria conta, ma la priorità è la crescita del giocatore. Tra i professionisti, invece, ogni partita ha un peso diverso e portare a casa i tre punti diventa fondamentale. Quell’esperienza mi ha aiutato tantissimo e ancora oggi mi porto dietro quella mentalità: voler vincere e fare tutto il possibile per portare a casa il risultato".
Nel 2024 sei tornato a Bari. Che emozione è stata indossare la maglia della squadra della tua città? "È stata un’emozione grandissima, perché ho coronato un piccolo sogno: giocare al San Nicola davanti alla gente di Bari. Sono cresciuto lì e ho fatto tutto il Settore Giovanile, quindi trovarmi in campo è stato fantastico. All’esordio sono riuscito anche a segnare e a esultare sotto la Curva Nord, con tutti i miei amici e i miei parenti presenti. È stato qualcosa di indimenticabile".
Prima del Verona hai vissuto tante esperienze diverse. Ce n’è una che più delle altre ha contribuito a farti crescere? "Credo l’esperienza al Cagliari in Serie B, perché è stata la prima volta in una squadra importante. Il Cagliari arrivava dalla retrocessione dalla Serie A e non era un momento semplice. Nei primi sei mesi ho giocato poco con mister Liverani, poi mister Ranieri ha avuto fiducia in me e dato più spazio. Quella stagione, con una ventina di presenze, mi ha dato maggiore consapevolezza e un senso di responsabilità che ancora oggi sento molto".
Il Verona lo avevi già affrontato da avversario. Com’è stato ritrovare il Bentegodi come casa? "Il Bentegodi è fantastico, perché qui la gente vive di calcio. Io ho avuto la fortuna di trovare casa in centro e mi capita spesso di incontrare i tifosi. Sono persone fantastiche e si vede quanto tengano alla maglia. L’anno scorso ho giocato qui in Coppa Italia contro il Verona e ho anche segnato l'ultimo rigore per il Venezia. Ricordo i fischi quando ero sul dischetto: ammetto che in quel momento ho avuto un po’ di paura, ma poi sono riuscito a calciarlo bene. Giocare contro il Verona non è mai semplice".
Quando incontri i tifosi per strada, cosa ti chiedono? "Parliamo soprattutto di calcio, ma mi chiedono di metterci tanta voglia, perché è quello che vogliono vedere. Ed è giusto così. Noi dobbiamo dimostrare attaccamento alla maglia e dare tutto per questo Club".
Cosa ti ha convinto ad accettare il Verona? E cosa ti ha colpito maggiormente in questi primi mesi? "È difficile rifiutare un’offerta del Verona. È un Club importantissimo in Italia, con un grande blasone, quindi quando si presenta un’occasione del genere è difficile non accettare. Qui ho trovato anche un ambiente fantastico: tutte le persone che lavorano attorno al Club sono speciali, lavorano bene e ti fanno sentire subito a tuo agio. Per me è una cosa fondamentale".
Che gruppo hai trovato e cosa ti chiede Baroni? "Ho trovato un gruppo sano, formato da ragazzi divertenti e simpatici. Sono stati bravi a coinvolgermi fin da subito, perché all’inizio non è mai scontato riuscire a inserirsi, ma mi sono sentito immediatamente parte del gruppo. Il mister mi chiede di andare forte, attaccare gli spazi, aiutare nella costruzione e fare tutto quello che deve fare un centrocampista".
A Verona hai ritrovato anche alcuni compagni che conoscevi già, Gabriele Zappa. Hai qualche aneddoto da raccontarci? "Zappa è sicuramente un giocherellone, un ragazzo simpaticissimo. Adesso abbiamo anche creato un bel gruppetto che gioca a briscola in cinque tra noi italiani che siamo un po’ più esperti".
Chi è il più forte? "Siamo tutti bravi, dipende dalla carta. La carta gira, quindi non si può mai sapere".
Hai trascorso gran parte della tua carriera lontano dalla Puglia, ma il legame con Bari e Santeramo è rimasto molto forte. Cosa porti con te della tua terra? "Quando torno a Santeramo mi fanno sentire speciale. Mi salutano tutti, hanno voglia di vedermi e di sapere come sto e come mi trovo nelle varie città in cui gioco. Mi porto dietro soprattutto la semplicità. È una realtà dove si vive in modo semplice ma molto laborioso, e quella cultura del lavoro che mi hanno trasmesso i miei genitori e le persone che mi sono state vicino è qualcosa che porterò sempre con me".
Hai quasi cento presenze in Serie B e tre promozioni in Serie A. Quali sono, secondo te, gli ingredienti per affrontare al meglio questo campionato? "La Serie B è un campionato difficilissimo, perché può succedere davvero di tutto. Credo siano fondamentali una mentalità vincente, da costruire giorno dopo giorno in allenamento, e un grande affiatamento con i compagni. Bisogna creare un bello spogliatoio e aiutarsi a vicenda. Quando c’è sintonia in campo, ci si dà una mano e questo può fare davvero la differenza".
Nel corso di una stagione ci sono momenti in cui si gioca di più e altri in cui si parte dalla panchina. Come vivi queste situazioni? "Mi alleno forte e cerco di farmi trovare pronto quando il mister decide di chiamarmi in causa. Stare in panchina non è mai facile, ma può diventare anche un’opportunità per dimostrare, quando arriva il proprio momento, di esserci e di poter essere un giocatore affidabile".
Sei stato spesso descritto come un grande uomo spogliatoio. Cosa significa per te avere questo ruolo all’interno di una squadra? "Sono un ragazzo estroverso e mi piace creare legami con i miei compagni. Avere accanto una persona con cui hai un rapporto di amicizia fa la differenza, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando hai bisogno di una mano. Per questo per me è importante costruire rapporti veri. Essere considerato un uomo spogliatoio mi fa molto piacere e mi inorgoglisce, perché non è qualcosa di scontato".
Quali sono, secondo te, le caratteristiche che deve avere un uomo spogliatoio? "Deve essere estroverso, simpatico, ma anche serio in quello che fa. Bisogna essere di esempio sia nel lavoro che nello spogliatoio, comportarsi bene, essere puntuali e saper dire la parola giusta al momento giusto".
Nel tuo percorso c’è qualcuno che, anche lontano dai riflettori, ha avuto un ruolo particolarmente importante? "La mia famiglia, soprattutto i miei genitori. Santeramo dista circa cinquanta chilometri da Bari e, quando ero piccolo, ogni giorno mia madre, e a volte anche mio padre, mi accompagnavano agli allenamenti dopo la scuola. Finito l’allenamento, venivano a riprendermi e mi riportavano a casa. Mia madre ha fatto tantissimi sacrifici per me e la ringrazio. Loro lo sanno, perché cerco di dimostrarglielo ogni giorno".
Fuori dal campo, invece, chi è Nunzio? Come ti piace trascorrere il tempo libero? "Mi piace tantissimo andare al cinema. Mi piace uscire con la mia ragazza e con il mio cane, il mio bassottino Choco, passeggiare per la città e scoprire posti nuovi. Verona è bellissima e mi sono innamorato di questa città".
Hai un posto preferito a Verona? "Abito vicino a Piazza dei Signori, quindi sono praticamente in centro. Ma più che un posto specifico, è proprio la città che mi piace ed è fantastica".
Questa è la tua prima esperienza da giocatore in una città senza mare, dopo Bari, Cagliari e Olbia. Come vivi questa mancanza? "Vado al lago! Scherzi a parte, Verona è talmente bella che sopperisce a questa mancanza. Ho giocato quasi sempre in città sul mare, ma vengo da un paese dell’entroterra pugliese, quindi sono abituato anche a paesaggi di colline e montagne".
Cosa vorresti che i tifosi conoscessero di te in questa stagione, dentro e fuori dal campo? "In campo spero di riuscire a trasmettere la voglia che ho e tutto il mio attaccamento a questa maglia. Fuori dal campo, invece, possono tranquillamente fermarmi. Anche solo per scambiare due chiacchiere. Sono molto disponibile e, essendo un ragazzo estroverso, mi piace scherzare e parlare con i tifosi. Quindi, se mi vedete, fermatemi senza problemi".
Fai un saluto ai tifosi gialloblù. "Ciao ragazzi, vi mando un saluto. Mi raccomando, vi aspetto al Bentegodi: abbiamo bisogno di voi!". Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona, da domani testa al Modena
La squadra di Marco Baroni inizia martedì pomeriggio, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, la preparazione in vista della trasferta di Modena, in programma domenica 11 ottobre.
Tutte le news
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Tanti auguri a... Ivan Loseto. L’ex difensore dell’Hellas Verona oggi festeggia 31 anni
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Pazzini: “Uno stadio che mi regala sempre grandi emozioni”
“Uno stadio che mi regala sempre grandi emozioni! Felice per il gol e per la vittoria!!!”. Questo il messaggio e la foto pubblicati sui social da Giampaolo Pazzini dopo la vittoria al Bentegodi contro la Salernitana.
Pagelle
Silvestri 6, Faraoni 6.5, Bianchetti 6, Dawidowicz 6, Vitale 5.5; Zaccagni 6.5, Colombatto 5.5 (Di Gaudio 6), Gustafson 6; Lee 6.5 (Empereur 5), Pazzini 7 (Tupta sv), Laribi 5.5. All: Grosso 6.5
Lee: “Contento per la vittoria ma penso già alla sfida di martedì a Lecce”
“Sono molto contento di questa vittoria ma penso già alla gara di martedì sera a Lecce. Tre punti fondamentali per noi e sono contento di aver dato il mio contributo alla squadra. Io scendo sempre in campo per vincere. Seguo sempre le indicazioni del mister e cerco sempre di dare il massimo, per il bene della squadra”. Il commento di Seung-Woo Lee dopo il successo al Bentegodi contro la Salernitana.
Grosso: “Guardiamo avanti con fiducia. I tifosi ci hanno dato una mano per portare a casa i tre punti”
“Abbiamo fatto la partita che volevamo. A tratti siamo riusciti a fare anche buone trame, ma la cosa più importante è la vittoria finale. Pazzini? Abbiamo tanti giocatori di qualità e lui, insieme ai suoi compagni, contribuirà a portare in alto i colori gialloblù. Ci manca però un pizzico di cattiveria e ci dobbiamo lavorare, ma ora guardiamo avanti con fiducia - ha dichiarato Fabio Grosso - Di Carmine? Samu lo vedo molto tranquillo e sono contento di lui. Questo gruppo vuole ottenere qualcosa di bello e col tempo ci riusciremo. Il mio rapporto con la tifoseria? La Curva questa sera ci ha spinto e ci ha dato una mano”.
Pazzini: “Abbiamo fatto troppi passi falsi, ora dobbiamo continuare così. I tifosi dell’Hellas Verona sono un punto di forza per noi”
“Non voleva entrare il pallone ma alla fine ci sono riuscito (ride, ndr). Sono molto contento per la vittoria e per il gol decisivo. Abbiamo buttato via troppi punti, facendo qualche passo falso di troppo e ora dobbiamo continuare così, come abbiamo fatto nelle ultime due gare - ha dichiarato Pazzini a DAZN - La tifoseria dell’Hellas Verona ti sostiene sempre, è un punto di forza troppo importante e dobbiamo cercare di sfruttare al meglio”.
Finale, Hellas Verona-Salernitana 1-0
Una vittoria fondamentale per le ambizioni dell’Hellas Verona. Tre punti che permettono ai gialloblù di rimanere ancorati alle dirette concorrenti. La squadra di Fabio Grosso si presenta al Bentegodi, nell’anticipo della sesta giornata del girone di ritorno del campionato cadetto, col 4-3-3 contro la Salernitana, undici gialloblù composto da Silvestri, Faraoni, Bianchetti, Dawidowicz, Vitale; Zaccagni, Colombatto, Gustfason; Lee, Pazzini, Laribi. Avvio di gara nervoso, con Lopez che mette le mani in faccia a Lee e viene ammonito al 6’. Tre minuti dopo Faraoni, da destra, mette in mezzo ma l’attaccante sudcoreano viene anticipato dalla difesa ospite che chiude in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner calciato da Laribi, Bianchetti vola in cielo ma il pallone termina alto sopra la traversa. Gialloblù ancora protagonisti al 12’ con Laribi che trova Pazzini ma il capitano, di prima intenzione, calcia male. La Salernitana si fa vedere al 26’ con Jallow ma la sua conclusione è debole e centrale. Due munti dopo ammonito Pazzini per fallo su Migliorini, due squadre che faticano troppo a costruire gioco, una partita quasi priva di emozioni, almeno sino al 40’ quando Pazzini serve Gustafson, ma il diagonale del match winner di La Spezia trova pronto Micai che si distende bene sulla sua destra. Al 44’ Di Tacchio, complice una deviazione, obbliga Silvestri a chiudere in calcio d’angolo dopo la conclusione da fuori area. Gialloblù che nell’azione seguente ci provano con Zaccagni che viene però anticipato da Casasola. Primo tempo che si chiude a reti inviolate — La ripresa si apre con la triangolazione al 3’ dei gialloblù, conclusione di Gustafson che termina però a lato. Brividi al 9’ quando Casasola, indisturbato in area scaligera, manda di testa il pallone a lato. Clamoroso un minuto dopo l’errore di Gustafson, imbeccato ottimamente da Lee, quando a tu per tu con Micai non inquadra lo specchio della porta. Primo cambio per i gialloblù al 13’, con Di Gaudio al posto di Colombatto. Cambia lo schieramento dei gialloblù, centrocampo ora composto da Laribi, Gustafson, Zaccagni, con Di Gaudio, Pazzini e Lee a formare il tridente offensivo. L’ex di turno Vitale ci prova, senza fortuna, con un’azione personale, gialloblù che al 25’ sbloccano il risultato grazie alla nona rete in campionato di Giampaolo Pazzini, attaccante gialloblù che è il più lesto in area ospite nel gonfiare la rete della porta di Micai. Il Bentegodi esplode di gioia e spinge i gialloblù al decimo successo in campionato. La Salernitana prova a tornare in partita ma l’Hellas Verona tiene. Secondo e terzo cambio per i gialloblù al 38’ ed al 43’, con Empereur al posto di Lee e Tupta per Pazzini, scaligeri che riescono a gestire il vantaggio ed al triplice fischio finale possono così aggiungere altri tre punti in classifica. Sfida al Bentegodi che si chiude con le espulsioni di Empereur e Casasola per reciproche scorrettezze. Gialloblù che non hanno nemmeno il tempo di festeggiare perché martedì si tornerà subito in campo, Hellas Verona che sarà protagonista allo stadio Via del Mare di Lecce.
1-0 Pazzini
Al 25’ della ripresa, si sblocca il risultato allo stadio Bentegodi grazie alla nona rete in campionato di Giampaolo Pazzini, attaccante gialloblù che è il più lesto in area ospite nel gonfiate la rete della porta di Micai
Fine primo tempo, Hellas Verona-Salernitana 0-0
Vincere per non perdere ulteriore terreno dalle dirette concorrenti. L’Hellas Verona si presenta al Bentegodi, nell’anticipo della sesta giornata del girone di ritorno del campionato cadetto, col 4-3-3 contro la Salernitana, undici gialloblù composto da Silvestri, Faraoni, Bianchetti, Dawidowicz, Vitale; Zaccagni, Colombatto, Gustfason; Lee, Pazzini, Laribi. Avvio di gara nervoso, con Lopez che mette le mani in faccia a Lee e viene ammonito al 6’. Tre minuti dopo Faraoni, da destra, mette in mezzo ma l’attaccante sudcoreano viene anticipato dalla difesa ospite che chiude in calcio d’angolo. Sugli sviluppi del corner calciato da Laribi, Bianchetti vola in cielo ma il pallone termina alto sopra la traversa. Gialloblù ancora protagonisti al 12’ con Laribi che trova Pazzini ma il capitano, di prima intenzione, calcia male. La Salernitana si fa vedere al 26’ con Jallow ma la sua conclusione è debole e centrale. Due munti dopo ammonito Pazzini per fallo su Migliorini, due squadre che faticano troppo a costruire gioco, una partita quasi priva di emozioni, almeno sino al 40’ quando Pazzini serve Gustafson, ma il diagonale del match winner di La Spezia trova pronto Micai che si distende bene sulla sua destra. Al 44’ Di Tacchio, complice una deviazione, obbliga Silvestri a chiudere in calcio d’angolo dopo la conclusione da fuori area. Gialloblù che nell’azione seguente ci provano con Zaccagni che viene però anticipato da Casasola. Primo tempo che si chiude a reti inviolate.