Lella: “In campo do tutto per la maglia. A Verona la gente vive di calcio. Giocare al Bentegodi è fantastico”
Partiamo dalla fine: contro il Vicenza ti abbiamo visto lottare fino all’ultimo nonostante i crampi. Al di là dell’aspetto tecnico-tattico, è questo il carattere che ti rappresenta come giocatore? "Assolutamente sì. In campo do tutto per la maglia e cerco sempre di vincere. Sono molto competitivo anche nella vita, quindi quando gioco do tutto, anche allo sfinimento, cercando sempre di dare qualcosa in più".
Dal punto di vista tecnico-tattico, invece, che tipo di giocatore sei e in quale posizione ti trovi meglio? "Preferisco giocare da mezzala sinistra, anche se nel corso della mia carriera ho ricoperto altri ruoli. Ho giocato da mediano in un centrocampo a due e, più raramente, anche da quinto. Mi piace inserirmi, arrivare in area, ma anche palleggiare e aiutare i compagni in fase di costruzione".
Se torniamo all’inizio del tuo percorso, sei andato via da Bari a 17 anni per trasferirti in Sardegna. Cosa ha significato per te, da ragazzo, vivere per la prima volta lontano da casa? "Andare via di casa a 17 anni non è mai facile, soprattutto perché lasci gli amici e i genitori. Essere in Sardegna, poi, significava trovarsi su un’isola e quindi ancora più lontano da casa. All’inizio non è stato semplice, ma al Cagliari ho trovato persone fantastiche. Il Club e i miei compagni sono stati bravissimi a farmi sentire a casa".
Dopo la Primavera del Cagliari sono arrivate tre stagioni all’Olbia, con quasi cento presenze tra Serie C e Coppa Italia. Quanto è stata importante quella gavetta per la tua crescita? "Passare dalla Primavera alla Serie C e iniziare a giocare con i grandi non è semplice. In Primavera la vittoria conta, ma la priorità è la crescita del giocatore. Tra i professionisti, invece, ogni partita ha un peso diverso e portare a casa i tre punti diventa fondamentale. Quell’esperienza mi ha aiutato tantissimo e ancora oggi mi porto dietro quella mentalità: voler vincere e fare tutto il possibile per portare a casa il risultato".
Nel 2024 sei tornato a Bari. Che emozione è stata indossare la maglia della squadra della tua città? "È stata un’emozione grandissima, perché ho coronato un piccolo sogno: giocare al San Nicola davanti alla gente di Bari. Sono cresciuto lì e ho fatto tutto il Settore Giovanile, quindi trovarmi in campo è stato fantastico. All’esordio sono riuscito anche a segnare e a esultare sotto la Curva Nord, con tutti i miei amici e i miei parenti presenti. È stato qualcosa di indimenticabile".
Prima del Verona hai vissuto tante esperienze diverse. Ce n’è una che più delle altre ha contribuito a farti crescere? "Credo l’esperienza al Cagliari in Serie B, perché è stata la prima volta in una squadra importante. Il Cagliari arrivava dalla retrocessione dalla Serie A e non era un momento semplice. Nei primi sei mesi ho giocato poco con mister Liverani, poi mister Ranieri ha avuto fiducia in me e dato più spazio. Quella stagione, con una ventina di presenze, mi ha dato maggiore consapevolezza e un senso di responsabilità che ancora oggi sento molto".
Il Verona lo avevi già affrontato da avversario. Com’è stato ritrovare il Bentegodi come casa? "Il Bentegodi è fantastico, perché qui la gente vive di calcio. Io ho avuto la fortuna di trovare casa in centro e mi capita spesso di incontrare i tifosi. Sono persone fantastiche e si vede quanto tengano alla maglia. L’anno scorso ho giocato qui in Coppa Italia contro il Verona e ho anche segnato l'ultimo rigore per il Venezia. Ricordo i fischi quando ero sul dischetto: ammetto che in quel momento ho avuto un po’ di paura, ma poi sono riuscito a calciarlo bene. Giocare contro il Verona non è mai semplice".
Quando incontri i tifosi per strada, cosa ti chiedono? "Parliamo soprattutto di calcio, ma mi chiedono di metterci tanta voglia, perché è quello che vogliono vedere. Ed è giusto così. Noi dobbiamo dimostrare attaccamento alla maglia e dare tutto per questo Club".
Cosa ti ha convinto ad accettare il Verona? E cosa ti ha colpito maggiormente in questi primi mesi? "È difficile rifiutare un’offerta del Verona. È un Club importantissimo in Italia, con un grande blasone, quindi quando si presenta un’occasione del genere è difficile non accettare. Qui ho trovato anche un ambiente fantastico: tutte le persone che lavorano attorno al Club sono speciali, lavorano bene e ti fanno sentire subito a tuo agio. Per me è una cosa fondamentale".
Che gruppo hai trovato e cosa ti chiede Baroni? "Ho trovato un gruppo sano, formato da ragazzi divertenti e simpatici. Sono stati bravi a coinvolgermi fin da subito, perché all’inizio non è mai scontato riuscire a inserirsi, ma mi sono sentito immediatamente parte del gruppo. Il mister mi chiede di andare forte, attaccare gli spazi, aiutare nella costruzione e fare tutto quello che deve fare un centrocampista".
A Verona hai ritrovato anche alcuni compagni che conoscevi già, Gabriele Zappa. Hai qualche aneddoto da raccontarci? "Zappa è sicuramente un giocherellone, un ragazzo simpaticissimo. Adesso abbiamo anche creato un bel gruppetto che gioca a briscola in cinque tra noi italiani che siamo un po’ più esperti".
Chi è il più forte? "Siamo tutti bravi, dipende dalla carta. La carta gira, quindi non si può mai sapere".
Hai trascorso gran parte della tua carriera lontano dalla Puglia, ma il legame con Bari e Santeramo è rimasto molto forte. Cosa porti con te della tua terra? "Quando torno a Santeramo mi fanno sentire speciale. Mi salutano tutti, hanno voglia di vedermi e di sapere come sto e come mi trovo nelle varie città in cui gioco. Mi porto dietro soprattutto la semplicità. È una realtà dove si vive in modo semplice ma molto laborioso, e quella cultura del lavoro che mi hanno trasmesso i miei genitori e le persone che mi sono state vicino è qualcosa che porterò sempre con me".
Hai quasi cento presenze in Serie B e tre promozioni in Serie A. Quali sono, secondo te, gli ingredienti per affrontare al meglio questo campionato? "La Serie B è un campionato difficilissimo, perché può succedere davvero di tutto. Credo siano fondamentali una mentalità vincente, da costruire giorno dopo giorno in allenamento, e un grande affiatamento con i compagni. Bisogna creare un bello spogliatoio e aiutarsi a vicenda. Quando c’è sintonia in campo, ci si dà una mano e questo può fare davvero la differenza".
Nel corso di una stagione ci sono momenti in cui si gioca di più e altri in cui si parte dalla panchina. Come vivi queste situazioni? "Mi alleno forte e cerco di farmi trovare pronto quando il mister decide di chiamarmi in causa. Stare in panchina non è mai facile, ma può diventare anche un’opportunità per dimostrare, quando arriva il proprio momento, di esserci e di poter essere un giocatore affidabile".
Sei stato spesso descritto come un grande uomo spogliatoio. Cosa significa per te avere questo ruolo all’interno di una squadra? "Sono un ragazzo estroverso e mi piace creare legami con i miei compagni. Avere accanto una persona con cui hai un rapporto di amicizia fa la differenza, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando hai bisogno di una mano. Per questo per me è importante costruire rapporti veri. Essere considerato un uomo spogliatoio mi fa molto piacere e mi inorgoglisce, perché non è qualcosa di scontato".
Quali sono, secondo te, le caratteristiche che deve avere un uomo spogliatoio? "Deve essere estroverso, simpatico, ma anche serio in quello che fa. Bisogna essere di esempio sia nel lavoro che nello spogliatoio, comportarsi bene, essere puntuali e saper dire la parola giusta al momento giusto".
Nel tuo percorso c’è qualcuno che, anche lontano dai riflettori, ha avuto un ruolo particolarmente importante? "La mia famiglia, soprattutto i miei genitori. Santeramo dista circa cinquanta chilometri da Bari e, quando ero piccolo, ogni giorno mia madre, e a volte anche mio padre, mi accompagnavano agli allenamenti dopo la scuola. Finito l’allenamento, venivano a riprendermi e mi riportavano a casa. Mia madre ha fatto tantissimi sacrifici per me e la ringrazio. Loro lo sanno, perché cerco di dimostrarglielo ogni giorno".
Fuori dal campo, invece, chi è Nunzio? Come ti piace trascorrere il tempo libero? "Mi piace tantissimo andare al cinema. Mi piace uscire con la mia ragazza e con il mio cane, il mio bassottino Choco, passeggiare per la città e scoprire posti nuovi. Verona è bellissima e mi sono innamorato di questa città".
Hai un posto preferito a Verona? "Abito vicino a Piazza dei Signori, quindi sono praticamente in centro. Ma più che un posto specifico, è proprio la città che mi piace ed è fantastica".
Questa è la tua prima esperienza da giocatore in una città senza mare, dopo Bari, Cagliari e Olbia. Come vivi questa mancanza? "Vado al lago! Scherzi a parte, Verona è talmente bella che sopperisce a questa mancanza. Ho giocato quasi sempre in città sul mare, ma vengo da un paese dell’entroterra pugliese, quindi sono abituato anche a paesaggi di colline e montagne".
Cosa vorresti che i tifosi conoscessero di te in questa stagione, dentro e fuori dal campo? "In campo spero di riuscire a trasmettere la voglia che ho e tutto il mio attaccamento a questa maglia. Fuori dal campo, invece, possono tranquillamente fermarmi. Anche solo per scambiare due chiacchiere. Sono molto disponibile e, essendo un ragazzo estroverso, mi piace scherzare e parlare con i tifosi. Quindi, se mi vedete, fermatemi senza problemi".
Fai un saluto ai tifosi gialloblù. "Ciao ragazzi, vi mando un saluto. Mi raccomando, vi aspetto al Bentegodi: abbiamo bisogno di voi!". Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona, da domani testa al Modena
La squadra di Marco Baroni inizia martedì pomeriggio, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, la preparazione in vista della trasferta di Modena, in programma domenica 11 ottobre.
Nazionali Hellas Verona, oggi in campo Kastanos
A Nicosia, il centrocampista dell’Hellas Verona Grigoris Kastanos con Cipro ospita la Lettonia, incontro valido per la UEFA Nations League. Foto Instagram
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Iturbe: “Mi piacerebbe tornare in Europa”
Manuel Iturbe, attaccante del club messicano Pumas ed ex giocatore dell’Hellas Verona, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano sportivo Marca. Le parole del paraguaiano. Sette gol in tredici partite: avevi bisogno di un inizio così. “Quando è iniziata la stagione mi sono riproposto di lavorare ed essere positivo, di mettermi alle spalle infortuni e cattivi pensieri. Volevo prendermi il posto e dimostrare la mia forza perché ora sto bene, ed è la prima volta da quando sono qui. Questa per me è una grande motivazione e sta dando i suoi frutti. Mi sento supportato dai miei compagni, sanno quello che posso dare alla squadra e mi hanno dato molta fiducia." Sull'infortunio ai legamenti del ginocchio. “Dico sempre che è grazie a mia figlia che sono stato capace di superare velocemente l'infortunio. Inconsapevolmente mi ha aiutato molto, quando è successo lei aveva 4 mesi e ho potuto addirittura ‘ringraziare' quella situazione. Mi ha dato tanta forza ed è stato tutto molto meno difficile." Porto, Roma, Bournemouth e altre: guardando la tua parabola sembra che tu sia nel calcio da più di 15 anni ma non è così. Come spieghi la tua carriera? “Quando rivedo la mia carriera mi sento un privilegiato, quando cadi in verità è motivo d'orgoglio. È vero che probabilmente in alcune decisioni mi sono affrettato, ma in quello che ho fatto ho avuto sempre la fortuna di scegliere dove giocare. In ogni club in cui sono stato sono arrivato a pensare che fosse la migliore decisione, sono state tutte esperienze che mi hanno lasciato molti insegnamenti. Chiaramente salvo la Roma, una grande squadra dove ho trascorso tre anni e, nonostante i bei momenti, ho lasciato in un momento in cui ho capito che avevo bisogno di cambiare aria. Ora sono in una squadra molto importante in Messico e voglio fare bene." Tornare in Europa è un tuo obiettivo? “La verità è che vorrei tornare in Europa un giorno, se ci sarà la possibilità la prenderei in considerazione. Anche se adesso sto bene al Pumas e questo fa parte del mio presente, dico sempre che devo vivere il presente. So anche che, se faccio bene al Pumas, ci saranno più possibilità di tornare." Sulla nazionale: ti hanno contattato? “Ad oggi non ho molti contatti, anche con il nuovo allenatore. Ovviamente vorrei far parte della nazionale e giocare la Copa America, dare il mio contributo anche considerando che il Paraguay sta vivendo un processo di rinnovamente. So che dipenderà principalmente da me, se farò bene ci sarà la possibilità." Torneresti al River Plate? “Al River ho vissuto il mio periodo migliore, è un grande club. Ho bei ricordi, sono andato via nel 2013, poco prima che arrivasse Gallardo. Giocare nel calcio argentino per me è difficile in tutti i sensi oggi, ma senza dubbio se ci sarà la possibilità in futuro mi piacerebbe. Ma come ho detto bisogna dare tutto per far sì che accada." Se dovessi scegliere di andare in un importante club europei e tornare al River, cosa diresti? “È una domanda molto, molto difficile a cui rispondere (ride, ndr). In questi casi mi appello al presente, la realtà è che mi sento ancora molto giovane e ho tanto da dare. Sono in un club che mi ha dato fiducia, ha scommesso su di me e ora è tempo di ripagare tutto sul campo."
Foggia, in arrivo gli stipendi di gennaio e febbraio
Buone notizie per il Foggia Calcio. I Satanelli stanno preparando la sfida contro il Cittadella ed il club rossonero sarebbe pronto a far fronte alle scadenze di lunedì prossimo con gli stipendi di gennaio e febbraio che saranno garantiti, grazie anche agli aiuti esterni che starebbero giungendo in queste ore, come conferma Telefoggia TV. Nei giorni scorsi il primo cittadino di Foggia aveva lanciato un appello al mondo associativo economico del territorio.
La Scaligera Basket convoca tutti i tifosi alla giornata gialloblù. Sconto del 30% agli abbonati
I veronesi e i loro colori, il giallo ed il blu, tutti uniti all’AGSM Forum per la #giornatagialloblù. Domenica 17 marzo, all’AGSM Forum la Tezenis Verona chiama a raccolta anche i tifosi delle maggiori realtà sportive veronesi, dell’Hellas Verona del Chievo Verona, della Calzedonia Verona e del Verona Rugby. Per l’occasione la Scaligera Basket offre agli abbonati delle quattro società la possibilità di acquistare fino a due biglietti interi ad un prezzo scontato del 30%. Per accedere alla particolare iniziativa, sarà sufficiente presentarsi presso gli uffici di Scaligera Basket in Via Cristofoli a Verona o ai botteghini dell’AGSM Forum il giorno della partita esibendo la tessera stagionale che darà diritto all’acquisto ai seguenti prezzi: Curva: 7 euro; Gradinata: 8 euro; Trib. Numerata est: 10 euro; Trib. Numerata ovest: 14 euro; Parterre: 25 euro.
Munari: “Mancano 9 battaglie per vincere la guerra. Gli scontri diretti saranno decisivi. Solo combattendo tutti insieme possiamo raggiungere il nostro obiettivo”
“La settimana prossima dovrei tornare in gruppo, non vedo l’ora! Per fortuna il peggio è passato, ma che spavento... Ho pensato al peggio, anche di smettere, poi per fortuna gli esiti degli esami hanno escluso l’interesse dei legamenti e questo mi ha dato una grande carica, anche per tornare in campo il prima possibile. Mi è stata data quindi una seconda possibilità e voglio sfruttarla al massimo. Un’altra chance ce l’ha anche l’Hellas Verona, come i suoi splendidi tifosi. Dopo un momento di appannamento, dove sembrava che la stagione fosse del tutto compromessa, siamo riusciti tutti a compattarci e ad ottenere risultati importanti. Le quattro vittorie nelle ultime cinque giornate dimostrano la nostra crescita, sia dal punto di vista mentale che del gioco - ha dichiarato Gianni Munari a Hellas Live - Guai però adesso a rilassarci e ad abbassare la guardia, non abbiamo ancora fatto niente. Aprile sarà decisivo con tutti gli scontri diretti, mese in cui ci giocheremo il campionato. L’importante sarà non perdere, ma intanto pensiamo ad una gara alla volta, a partire dalla sfida di sabato sera al Bentegodi contro l’Ascoli, partita fondamentale che non possiamo sbagliare non solo per dar seguito agli ultimi risultati, ma soprattutto per rimanere agganciati alle dirette concorrenti. Entusiasmo porta entusiasmo, sappiamo di giocarci tutto e con la classifica così corta, ogni errore lo paghi a caro prezzo - racconta Munari alla prima applicazione al mondo dedicata solo all’Hellas Verona - Marzo e Aprile sono i mesi dove ti giochi la stagione. Pensate che l’anno scorso, a Parma, al 17 di Marzo eravamo ottavi, poi vincendo gli scontri diretti abbiamo risalito la classifica e festeggiato alla fine la Serie A. Tutti insieme possiamo raggiungere il nostro obiettivo, abbiamo le qualità per farlo. I tifosi ci daranno una grande mano, ne sono sicuro. Giocare in uno stadio come il Bentegodi con 10.000 persone a me dà una carica pazzesca, unica e non vedo l’ora di riabbracciarli. Come me, anche altri infortunati sono sulla via del recupero e per questo rush finale sarà importante l’apporto di tutti. A Perugia la squadra ha fatto una grande partita, specie nel primo tempo, forse il migliore della stagione - spiega Munari - In un campo difficile come lo stadio Curi e con tante defezioni, il gruppo ha reagito alla grande, mostrando buon calcio e portando a casa tre punti molto importanti. Solo lottando tutti insieme possiamo centrare l’obiettivo. E con questi tifosi la carica viene naturale. La quota per la promozione diretta? È difficile da dire con così tanti scontri diretti ancora da giocare. La cosa certa è che mancano solo nove partite, dobbiamo quindi dare tutto. Siamo l’Hellas Verona, sappiamo quello che vogliamo e soprattutto cosa vogliono i nostri grandi tifosi”.
Tutti in campo per ABEO, raccolti 18.500 euro
Villa Fantelli, la nuova sede ABEO che garantirà e sosterrà le attività studiate a misura dei bambini in cura presso il reparto di Onoematologia Pediatrica di Borgo Trento, ha fatto da cornice oggi alla chiusura dell'iniziativa 'Tutti in campo per Abeo'. Una campagna di raccolta fondi nata con l’obiettivo di sostenere economicamente ABEO attraverso Triboom, portale specializzato in crowdfunding per società e organizzazioni sportive e per progetti di social responsibility, con la partecipazione appunto dell'Hellas Verona e di Despar. La raccolta economica della campagna, che in totale è stata di 18.500 €, finanzierà nello specifico l’acquisto di un furgone per permettere gli spostamenti dei pazienti e delle loro famiglie. Queste le parole dei protagonisti: Pietro Battistoni, Presidente ABEO: “La cifra raccolta è un risultato eccellente: nessuno avrebbe immaginato che in un tempo così limitato si riuscisse a raggiungere un risultato così importante. Questa somma sarà finalizzata all'acquisto pullmino per i trasporti che effettuiamo con il servizio 'Ti accompagno io'. Il mio augurio è che questa collaborazione prosegua nel tempo perché avere un partner importante come Hellas Verona, che ci segue dai tempi dell'addio al calcio di Pietro Fanna, ma anche Despar, è per noi motivo di orgoglio”. Simone Cesaro, Primario reparto oncoematologia pediatrica Borgo Trento: “E' un piccolo grande sogno che sta prendendo forma. Villa Fantelli è una costruzione vicino all'ospedale ed è emblema della sinergia con quelli che a me piace definire i nostri amici, ovvero i partner che supportano Abeo, perché le cure non sono solamente sotto forma di medicine”. Francesco Barresi, Direttore Operativo Hellas Verona: “Siamo onorati di essere a fianco di questo progetto, ma allo stesso tempo consapevoli che il percorso sia ancora lungo: quello che abbiamo fatto è ancora pochissimo per questa realtà che si regge sul volontariato e sull'esperienza di grandi professionisti. Ma la soddisfazione di poter regalare anche solo un sorriso a questi bambini, quando ad esempio andiamo a trovarli in reparto ocn i nostri giocatori, è una cosa che ci riempie di gioia”. Alfonso Stefanelli, Founder Triboom: “Eravamo partiti in estate con una campagna a supporto di Melegatti, e quello è stato il trampolino che ci ha fattto abbracciare questa opportunità di campagna sponsorizzata. E' stata la prima con partner di queste dimensioni, comprovata proprio dalla disponibilità di Hellas e Despar. Triboom è nata quattro anni fa, abbiamo lavorato con le donazioni 'pure' per molto tempo rendendoci però conto che i supporter hanno bisogno di incentivi alla partecipazione. Da qui l'idea che il donatore supporti appunto il progetto ricevendo un controvalore equivalente in capacità di spesa”. Paola Bulbarella, Marketing Despar: “Per Despar è stata la prima esperienza di partecipazione attraverso dei buoni spesa, e possiamo dire che l'esperimento sia riuscito alla grande: è certamente un punto di partenza da cui costruire nuovi progetti”. Fonte: hellasverona.it
Vitale in parte del gruppo
Sono proseguiti questa mattina gli allenamenti in vista della gara di sabato contro l'Ascoli. La squadra, dopo il riscaldamento, ha svolto esercitazioni sul possesso palla, tattiche a reparti e sui tiri in porta e ha concluso con una partitella. Luigi Vitale ha svolto parte del lavoro con il gruppo. Domani è in programma una nuova seduta d'allenamento. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona-Ascoli, i convocati da Vivarini
Sono 24 i bianconeri convocati da Mister Vivarini al termine della seduta di lavoro che la squadra ha svolto stamane al Picchio Village: torna a disposizione il portiere Lanni, mentre non è ancora al top Ardemagni, comunque prossimo al rientro. Fra gli indisponibili anche Valentini, che non ha recuperato del tutto dal problema alla spalla. Squadra e staff partiranno subito dopo pranzo alla volta di Verona, dove domattina è in programma la seduta di rifinitura. PORTIERI: Bacci, Lanni, Milinkovic-Savic DIFENSORI: Andreoni, Brosco, D'Elia, Laverone, Padella, Quaranta, Rubin CENTROCAMPISTI: Addae, Baldini, Casarini, Cavion, Chajia, Coly, Frattesi, Iniguez, Troiano ATTACCANTI: Beretta, Ciciretti, Ngombo, Ninkovic, Rosseti Indisponibili: Ardemagni, Valentini. Squalificati: Ganz. Diffidati: Addae, Ardemagni, Brosco, Cavion, Ninkovic, Troiano.
Hellas Verona-Ascoli, arbitra Pillitteri
Per Hellas Verona-Ascoli, in programma sabato ore 18 allo stadio Bentegodi, incontro valido per la decima giornata del girone di ritorno del campionato cadetto, è stato designato l’arbitro Luigi Pillitteri della sezione AIA di Palermo. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Scarpa e Schirru, IV uomo Minelli.
Sacchetti: “Di Carmine e Pazzini sarebbero devastanti insieme. L’allenatore forse ci ha messo un po’ a capire certe cose. Sabato l’Hellas batterà l’Ascoli”
“A chi assomiglia oggi Sacchetti? Qualcosa ma poco ha quel ragazzo svedese, Gustafson, anche se lui fa il regista. Diciamo che a me piace come fa girar la squadra e come interpreta il ruolo da centrocampista. Poi conosco Di Carmine e Pazzini, due che avverrebbero giocato anche ai miei tempi - ha dichiarato Gigi Sacchetti a l’arena - Loro sarebbero devastanti insieme. Un peccato che abbiano, credo di non sbagliarmi, giocato soltanto a Brescia. Poi in Serie B fanno la differenza. Però sono felice che il Verona si sia ripreso e bene. Non importa chi gioca ma il bene della squadra. A gennaio il club ha operato bene e l’allenatore forse ci ha messo un po’ a capire certe cose. Nel calcio non bisogna mai mettere in discussione certi giocatori. Se il Verona andrà in Serie A? Può farcela. Sabato intanto batterà l’Ascoli. Può inserirsi tra Palermo e Brescia. E nel caso ci sono pure i playoff”.
Orfei riparte dal Mozzecane
L’ex capitano dell’Hellas Verona, Giovanni Orfei, è il nuovo allenatore del Mozzecane, club che milita nel campionato Promozione. In bocca al lupo a Orfei da parte di Hellas Live per la nuova avventura.