Lella: “In campo do tutto per la maglia. A Verona la gente vive di calcio. Giocare al Bentegodi è fantastico”
Partiamo dalla fine: contro il Vicenza ti abbiamo visto lottare fino all’ultimo nonostante i crampi. Al di là dell’aspetto tecnico-tattico, è questo il carattere che ti rappresenta come giocatore? "Assolutamente sì. In campo do tutto per la maglia e cerco sempre di vincere. Sono molto competitivo anche nella vita, quindi quando gioco do tutto, anche allo sfinimento, cercando sempre di dare qualcosa in più".
Dal punto di vista tecnico-tattico, invece, che tipo di giocatore sei e in quale posizione ti trovi meglio? "Preferisco giocare da mezzala sinistra, anche se nel corso della mia carriera ho ricoperto altri ruoli. Ho giocato da mediano in un centrocampo a due e, più raramente, anche da quinto. Mi piace inserirmi, arrivare in area, ma anche palleggiare e aiutare i compagni in fase di costruzione".
Se torniamo all’inizio del tuo percorso, sei andato via da Bari a 17 anni per trasferirti in Sardegna. Cosa ha significato per te, da ragazzo, vivere per la prima volta lontano da casa? "Andare via di casa a 17 anni non è mai facile, soprattutto perché lasci gli amici e i genitori. Essere in Sardegna, poi, significava trovarsi su un’isola e quindi ancora più lontano da casa. All’inizio non è stato semplice, ma al Cagliari ho trovato persone fantastiche. Il Club e i miei compagni sono stati bravissimi a farmi sentire a casa".
Dopo la Primavera del Cagliari sono arrivate tre stagioni all’Olbia, con quasi cento presenze tra Serie C e Coppa Italia. Quanto è stata importante quella gavetta per la tua crescita? "Passare dalla Primavera alla Serie C e iniziare a giocare con i grandi non è semplice. In Primavera la vittoria conta, ma la priorità è la crescita del giocatore. Tra i professionisti, invece, ogni partita ha un peso diverso e portare a casa i tre punti diventa fondamentale. Quell’esperienza mi ha aiutato tantissimo e ancora oggi mi porto dietro quella mentalità: voler vincere e fare tutto il possibile per portare a casa il risultato".
Nel 2024 sei tornato a Bari. Che emozione è stata indossare la maglia della squadra della tua città? "È stata un’emozione grandissima, perché ho coronato un piccolo sogno: giocare al San Nicola davanti alla gente di Bari. Sono cresciuto lì e ho fatto tutto il Settore Giovanile, quindi trovarmi in campo è stato fantastico. All’esordio sono riuscito anche a segnare e a esultare sotto la Curva Nord, con tutti i miei amici e i miei parenti presenti. È stato qualcosa di indimenticabile".
Prima del Verona hai vissuto tante esperienze diverse. Ce n’è una che più delle altre ha contribuito a farti crescere? "Credo l’esperienza al Cagliari in Serie B, perché è stata la prima volta in una squadra importante. Il Cagliari arrivava dalla retrocessione dalla Serie A e non era un momento semplice. Nei primi sei mesi ho giocato poco con mister Liverani, poi mister Ranieri ha avuto fiducia in me e dato più spazio. Quella stagione, con una ventina di presenze, mi ha dato maggiore consapevolezza e un senso di responsabilità che ancora oggi sento molto".
Il Verona lo avevi già affrontato da avversario. Com’è stato ritrovare il Bentegodi come casa? "Il Bentegodi è fantastico, perché qui la gente vive di calcio. Io ho avuto la fortuna di trovare casa in centro e mi capita spesso di incontrare i tifosi. Sono persone fantastiche e si vede quanto tengano alla maglia. L’anno scorso ho giocato qui in Coppa Italia contro il Verona e ho anche segnato l'ultimo rigore per il Venezia. Ricordo i fischi quando ero sul dischetto: ammetto che in quel momento ho avuto un po’ di paura, ma poi sono riuscito a calciarlo bene. Giocare contro il Verona non è mai semplice".
Quando incontri i tifosi per strada, cosa ti chiedono? "Parliamo soprattutto di calcio, ma mi chiedono di metterci tanta voglia, perché è quello che vogliono vedere. Ed è giusto così. Noi dobbiamo dimostrare attaccamento alla maglia e dare tutto per questo Club".
Cosa ti ha convinto ad accettare il Verona? E cosa ti ha colpito maggiormente in questi primi mesi? "È difficile rifiutare un’offerta del Verona. È un Club importantissimo in Italia, con un grande blasone, quindi quando si presenta un’occasione del genere è difficile non accettare. Qui ho trovato anche un ambiente fantastico: tutte le persone che lavorano attorno al Club sono speciali, lavorano bene e ti fanno sentire subito a tuo agio. Per me è una cosa fondamentale".
Che gruppo hai trovato e cosa ti chiede Baroni? "Ho trovato un gruppo sano, formato da ragazzi divertenti e simpatici. Sono stati bravi a coinvolgermi fin da subito, perché all’inizio non è mai scontato riuscire a inserirsi, ma mi sono sentito immediatamente parte del gruppo. Il mister mi chiede di andare forte, attaccare gli spazi, aiutare nella costruzione e fare tutto quello che deve fare un centrocampista".
A Verona hai ritrovato anche alcuni compagni che conoscevi già, Gabriele Zappa. Hai qualche aneddoto da raccontarci? "Zappa è sicuramente un giocherellone, un ragazzo simpaticissimo. Adesso abbiamo anche creato un bel gruppetto che gioca a briscola in cinque tra noi italiani che siamo un po’ più esperti".
Chi è il più forte? "Siamo tutti bravi, dipende dalla carta. La carta gira, quindi non si può mai sapere".
Hai trascorso gran parte della tua carriera lontano dalla Puglia, ma il legame con Bari e Santeramo è rimasto molto forte. Cosa porti con te della tua terra? "Quando torno a Santeramo mi fanno sentire speciale. Mi salutano tutti, hanno voglia di vedermi e di sapere come sto e come mi trovo nelle varie città in cui gioco. Mi porto dietro soprattutto la semplicità. È una realtà dove si vive in modo semplice ma molto laborioso, e quella cultura del lavoro che mi hanno trasmesso i miei genitori e le persone che mi sono state vicino è qualcosa che porterò sempre con me".
Hai quasi cento presenze in Serie B e tre promozioni in Serie A. Quali sono, secondo te, gli ingredienti per affrontare al meglio questo campionato? "La Serie B è un campionato difficilissimo, perché può succedere davvero di tutto. Credo siano fondamentali una mentalità vincente, da costruire giorno dopo giorno in allenamento, e un grande affiatamento con i compagni. Bisogna creare un bello spogliatoio e aiutarsi a vicenda. Quando c’è sintonia in campo, ci si dà una mano e questo può fare davvero la differenza".
Nel corso di una stagione ci sono momenti in cui si gioca di più e altri in cui si parte dalla panchina. Come vivi queste situazioni? "Mi alleno forte e cerco di farmi trovare pronto quando il mister decide di chiamarmi in causa. Stare in panchina non è mai facile, ma può diventare anche un’opportunità per dimostrare, quando arriva il proprio momento, di esserci e di poter essere un giocatore affidabile".
Sei stato spesso descritto come un grande uomo spogliatoio. Cosa significa per te avere questo ruolo all’interno di una squadra? "Sono un ragazzo estroverso e mi piace creare legami con i miei compagni. Avere accanto una persona con cui hai un rapporto di amicizia fa la differenza, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando hai bisogno di una mano. Per questo per me è importante costruire rapporti veri. Essere considerato un uomo spogliatoio mi fa molto piacere e mi inorgoglisce, perché non è qualcosa di scontato".
Quali sono, secondo te, le caratteristiche che deve avere un uomo spogliatoio? "Deve essere estroverso, simpatico, ma anche serio in quello che fa. Bisogna essere di esempio sia nel lavoro che nello spogliatoio, comportarsi bene, essere puntuali e saper dire la parola giusta al momento giusto".
Nel tuo percorso c’è qualcuno che, anche lontano dai riflettori, ha avuto un ruolo particolarmente importante? "La mia famiglia, soprattutto i miei genitori. Santeramo dista circa cinquanta chilometri da Bari e, quando ero piccolo, ogni giorno mia madre, e a volte anche mio padre, mi accompagnavano agli allenamenti dopo la scuola. Finito l’allenamento, venivano a riprendermi e mi riportavano a casa. Mia madre ha fatto tantissimi sacrifici per me e la ringrazio. Loro lo sanno, perché cerco di dimostrarglielo ogni giorno".
Fuori dal campo, invece, chi è Nunzio? Come ti piace trascorrere il tempo libero? "Mi piace tantissimo andare al cinema. Mi piace uscire con la mia ragazza e con il mio cane, il mio bassottino Choco, passeggiare per la città e scoprire posti nuovi. Verona è bellissima e mi sono innamorato di questa città".
Hai un posto preferito a Verona? "Abito vicino a Piazza dei Signori, quindi sono praticamente in centro. Ma più che un posto specifico, è proprio la città che mi piace ed è fantastica".
Questa è la tua prima esperienza da giocatore in una città senza mare, dopo Bari, Cagliari e Olbia. Come vivi questa mancanza? "Vado al lago! Scherzi a parte, Verona è talmente bella che sopperisce a questa mancanza. Ho giocato quasi sempre in città sul mare, ma vengo da un paese dell’entroterra pugliese, quindi sono abituato anche a paesaggi di colline e montagne".
Cosa vorresti che i tifosi conoscessero di te in questa stagione, dentro e fuori dal campo? "In campo spero di riuscire a trasmettere la voglia che ho e tutto il mio attaccamento a questa maglia. Fuori dal campo, invece, possono tranquillamente fermarmi. Anche solo per scambiare due chiacchiere. Sono molto disponibile e, essendo un ragazzo estroverso, mi piace scherzare e parlare con i tifosi. Quindi, se mi vedete, fermatemi senza problemi".
Fai un saluto ai tifosi gialloblù. "Ciao ragazzi, vi mando un saluto. Mi raccomando, vi aspetto al Bentegodi: abbiamo bisogno di voi!". Fonte: hellasverona.it
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La squadra di Marco Baroni inizia martedì pomeriggio, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, la preparazione in vista della trasferta di Modena, in programma domenica 11 ottobre.
Nazionali Hellas Verona, oggi in campo Kastanos
A Nicosia, il centrocampista dell’Hellas Verona Grigoris Kastanos con Cipro ospita la Lettonia, incontro valido per la UEFA Nations League. Foto Instagram
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Serie BKT, Lecce-Ascoli 7-0. Quarto posto in classifica per l’Hellas Verona
La squadra di Liverani, nella prosecuzione della 22ª giornata del campionato cadetto, strapazza l’Ascoli di Vivarini. Il primo tempo si chiude sul 5-0 per i padroni di casa, finale 7-0. Il Lecce allunga in classifica a quota 48 punti, terzo posto e +2 sui gialloblù.
Albania, esonerato Panucci, al suo posto possibile l’arrivo di Reja
La federcalcio albanese ha interrotto il rapporto con l’allenatore Christian Panucci. Al suo posto possibile l’arrivo di Edy Reja, ex tecnico dell’Hellas Verona. Foto zimbio
Hellas Verona Women-Sassuolo 2-3
Si chiude con una sconfitta per 3-2, con il Verona che spinge fino alla fine ma non riesce a trovare il pari. La gara non inizia benissimo per l’Hellas che si ritrova sotto al 4′: Cambiaghi conclude con il sinistro e Forcinella, non perfetta in tuffo, vede il pallone insaccarsi alle sue spalle. Le gialloblù creano ma non riescono a concretizzare, specie dopo il secondo gol neroverde firmato da Iannella su calcio di punizione. Pasini e Rus non inquadrano lo specchio su due grandi chance e così il primo tempo si conclude 2-0 in favore del Sassuolo. Nella riprese l’Hellas alza i ritmi e trova la rete che riapre il match al 17′ della ripresa con Pasini, dopo una combinazione corale perfetta. Il Sassuolo risponde però pochi minuti più tardi, con Cambiaghi che sfrutta lo spazio lasciato libero a destra e trova la doppietta. La deviazione di testa di Manno la riapre per la seconda volta, con il tocco di Lenzini che sancisce il primo gol in gialloblù della numero 98. Nonostante la grande pressione degli ultimi minuti, non trova lo spunto per il pareggio finale. Fonte: hellasveronawomen.it
Pazzini: “Buon weekend a tutti!”
La famiglia Pazzini augura sui social un buon fine settimana a tutti. Foto Instagram
Munari in gruppo. Lunedì la ripresa degli allenamenti
Proseguono gli allenamenti dell'Hellas Verona in vista della trasferta di Cremona. Nella seduta odierna la squadra, dopo il riscaldamento, ha svolto lavoro tecnico e fisico. Gianni Munari ha svolto l'intero allenamento con i compagni. Lunedì riprenderanno le sedute. Fonte: hellasverona.it
Under 17, Italia-Romania 3-0. Azzurrini qualificati agli Europei. Il gialloblù Udogie in campo dal 60’
In Turchia, nella sfida valevole per la seconda giornata della Fase Elite delle qualificazioni agli europei di categoria, è terminata con il risultato di tre a zero in favore dell’Italia contro i pari età della Romania. Partita a senso unico quella giocata allo stadio Arslan Zeki Demirci Spor Kompleksi 2. Di Cudrig, Esposito e Tongya le reti dell’Italia. Il difensore dell’Hellas Verona, Iyenoma Destiny Udogie, è subentrato al 60’. Grazie a questo successo, che bissa quello ottenuto mercoledì con la Turchia, la nazionale italiana si qualifica matematicamente ai campionati europei che si terranno in Irlanda dal 3 maggio prossimo. L’Italia affronterà martedì prossimo la nazionale austriaca, a conclusione della Fase Elite, ma con il pass già in tasca. Complimenti agli Azzurrini! Foto Instagram
Il ritorno di Vincenzo Esposito all’Hellas Verona
Da difensore/centrocampista ad autista. L’ex calciatore Vincenzo Esposito, all’Hellas Verona dal 1993 al 1995 (43 presenze in due stagioni, ndr), da qualche mese è tornato a vestire i colori gialloblù ma con ben altro compito. Il classe 1971 si occupa oggi del trasporto dei ragazzi del settore giovanile scaligero.
Tutti allo stadio Olivieri a tifare Hellas Verona Women!
“Affrontare il Sassuolo con più determinazione? All’andata avevamo fatto una buona gara per i primi 40′, poi purtroppo due episodi causati da nostri errori ci hanno penalizzate. Dobbiamo comunque affrontare una partita molto difficile per noi, contro un avversario molto forte. Ci prendiamo un buon insegnamento dalla trasferta con la Fiorentina: bene in fase difensiva ma poco in fase propositiva. Dovremo ripartire, giocare rapidamente e cercare di fare male. Sapere di giocarsi la salvezza blocca le gambe o dà stimoli? Dovrebbe dare tanti stimoli in più, nel senso che potremmo già chiudere il nostro campionato in queste ultime due gare - ha dichiarato l’allenatore Sara Di Filipppo al sito del club gialloblù - Spero che le ragazze più esperte, quelle che sanno gestire maggiormente questa pressione psicologica, possano dare una mano e confido che quella linea sottile tra paura e gioventù possa diventare un’arma per noi. Non bisogna dimenticare il grande inizio di campionato delle neroverdi? Il Sassuolo aveva fatto un grande inizio di stagione, poi come capita un po’ per tutti ci sono stati degli alti e bassi ma nelle ultime due partite ha racimolato 4 punti. Ricordo bene l’andata e so che sarà difficile: dovremo dare il massimo e anche qualcosa in più. Su cosa dovrà far leva il Verona? Cercheremo di sfruttare le nostre qualità, dalla spensieratezza alla ripartenza. Io mi auguro che le ragazze vivano questi giorni con lo spirito giusto, che è quello di pensare di chiudere subito il campionato”. Alle ore 15 il fischio d'inizio di Hellas Verona Women-Sassuolo.
Under 21, Slovacchia-Grecia 4-3, Tupta titolare
Sette le reti nell’amichevole giocata a Zilina dall’Under 21 della Slovacchia contro i pari età della Grecia. Successo della squadra di Tupta per 4-3. L’attaccante dell’Hellas Verona è partito titolare ed è stato sostituito all’83’. La Slovacchia tornerà in campo contro la Norvegia martedì 26 marzo a Dunajska Streda.
Allenamento questa mattina
L’Hellas Verona di Fabio Grosso proseguirà la preparazione questa mattina a Peschiera. La seduta è in programma alle ore 11