Amichevole Under 16, Italia-Belgio 6-0. Doppietta per il gialloblù Egharevba
Prestazione da incorniciare della Nazionale Under 16, che si impone con un netto 6-0 sul Belgio, nel secondo e ultimo confronto amichevole in programma, registrando la prima vittoria della storia delle Nazionali Giovanili azzurre al Riano Athletic Center.
L’Italia passa in vantaggio grazie alla doppietta dell’attaccante dell’Hellas Verona, Fortune Erhunmwun Egharevba, in gol al 35’ e al 53’, per poi portarsi sul 4-0 con le reti di Federico Croci al 77’ e Michele Elena all’80’, rispettivamente fantasisti di Fiorentina e Lazio. Chiude definitivamente i conti la doppietta del centravanti della Juventus, Giuseppe Pipitò, a segno all’84’ e all’88’.
Gli Azzurrini torneranno in campo il 27 e il 30 marzo, rispettivamente alle 18 (diretta su Vivo Azzurro TV) e alle 11, allo stadio comunale ‘Giovanni Chiggiato’ di Caorle, in provincia di Venezia, per un doppio confronto amichevole contro i pari età della Germania.
PARTITA. L’Italia conferma il 4-3-1-2 con cui ha pareggiato 1-1 due giorni fa, modificando l’intero undici iniziale: davanti spazio a Egharevba e Matera, con Dos Santos a supporto sulla trequarti. Il Belgio, che deve fare a meno degli indisponibili Ede Eriyo e Mujangi rispetto a martedì, risponde con il 4-3-3, lo stesso sistema di gioco utilizzato martedì, confermando il solo Cieslinski in difesa, che eredita i gradi di capitano per l’occasione.
Gli Azzurrini partono con il piede sull’acceleratore, cercando di mettere in difficoltà la retroguardia belga fin dai primi minuti di gioco. La prima chance per i ragazzi di Pasqual arriva al 7’, con Egharevba che, sugli sviluppi di un corner calciato da Bacuzzi, conclude debolmente tra le braccia di González Fernández. Gli ospiti rispondono dieci minuti più tardi, sempre sugli sviluppi di un angolo, con capitan Cieslinski, che grazie Vischi spedendo alto sopra la traversa da due passi. I belgi ci riprovano poco dopo, al 23’, con Diaz Rodríguez, ma il destro dai 20 metri del numero 19 non impensierisce l’estremo difensore azzurro. E, in quello che apparentemente sembra il miglior momento del Belgio, l’Italia colpisce: Dos Santos pennella dalla sinistra per Egharevba che, inseritosi sul secondo palo, non lascia scampo al numero 12 avversario, portando avanti gli Azzurrini al 35’. Poco prima dell’intervallo, la formazione di Pasqual, in pieno controllo del gioco, sfiora la rete del raddoppio con Matera, ma il colpo di testa del numero 19 finisce alto sopra la traversa.
La seconda frazione di gioco si apre con il gol del raddoppio azzurro: Egharevba approfitta di un’indecisione della retroguardia belga, si accentra e di destro supera González Fernández al 51’. Gli Azzurrini, galvanizzati dal 2-0, continuano ad attaccare e, dopo aver sfiorato il terzo gol con Dattilo prima e nuovamente con Egharevba poi, lo trovano al 77’ con il neoentrato Croci, che fulmina l’estremo difensore belga con il destro. Passano pochi minuti e, all’80’, è un altro subentrato, Elena, a iscrivere il proprio nome nel registro dei marcatori con una splendida conclusione dai 25 metri, che si infila sotto l’incrocio. Il forcing dei ragazzi di Pasqual prosegue e, prima del triplice fischio finale, c’è spazio anche per Pipitò, entrato al 64’ al posto di Matera, che firma la doppietta personale: prima di testa all’84’ su assist di Odje, poi di sinistro in mezza rovesciata all’88’ su suggerimento di Croci. Dopo i quattro minuti di recupero, concessi dall’arbitro Daniele Sisti, possono scattare i meritati festeggiamenti azzurri, per un trionfo netto, arrivato al termine di una prestazione impeccabile. Fonte: figc.it
Bordin: “Il Verona sta cercando maggiore praticità per chiudere il campionato con dignità”
"Quando fai la partita, devi allargare il gioco, aprire le maglie difensive e cercare imbucate, cross bassi, esterni che rientrano e palloni forti dentro l'area occupando gli spazi. Detto questo, non sono convinto che il Verona si difenderà sempre basso: ho visto gare in cui ha provato a giocare e spesso meritava di più. Stanno cercando una maggiore praticità per chiudere il campionato con dignità" ha dichiarato a radiotuttonapoli il doppio ex Roberto Bordin
Renica: “La situazione del Verona è drammatica”
"C'è da dire che il Verona ha tantissimi infortunati e anche due squalificati importanti. Ha il morale sotto i tacchi perché si pensa seriamente che la squadra abbia ormai un piede in Serie B. Nel calcio non c'è mai niente di facile, però il Napoli si prepara da una settimana a questa partita, in tutti i dettagli, ha giocatori di qualità e una rosa molto più forte di quella del Verona che è molto rimaneggiata. Credo che il Napoli arrivi anche con una situazione psicologica favorevole perché il Verona sta prendendo gol da tutti, viene dal 3-0 col Sassuolo e ha perso altre partite subendo tanti gol. La situazione del Verona è drammatica” ha dichiarato a radiotuttonapoli il doppio ex di Hellas Verona-Napoli, Alessandro Renica.
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Faraoni: “Ricominciare esattamente da dove avevamo interrotto: obiettivo centrato”
Il commento sui social dell’esterno dell’Hellas Verona, Davide Faraoni, uno dei migliori in campo nel pareggio di ieri sera al Bentegodi contro la Roma.
Hellas Verona, per la difesa Tomovic supera Ceccherini e Bonifazi
Il club gialloblù per rafforzare il reparto arretrato, secondo La Gazzetta dello Sport, ha deciso di puntare sul difensore Nenad Tomovic, classe 1987, di proprietà della Spal. Foto sportal.it
Domenica di riposo per i gialloblù di Juric
L’Hellas Verona riprenderà gli allenamenti lunedì nel tardo pomeriggio, al centro sportivo lacustre in vista della sfida contro l’Udinese, in programma domenica 27 settembre, ore 15, allo stadio Bentegodi.
Rettore: “Con quale criterio si scelgono i mille che potranno entrare allo stadio? Io dico o tutti o nessuno”
“Sono spaventata. C’è solo attenzione, paura. Non ne posso più. La partita è partecipazione e quindi vederla con uno stadio vuote deprime. Mi manca lo stadio perché ti abbracci, litighi, ti emozioni, c’è il contatto fisico. E’ un caos totale. Con quale criterio si scelgono i mille che potranno entrare? Che fanno, in ordine alfabetico o privilegiano gli abbonati? Io dico o tutti o nessuno. Penso al mio Verona che ha 20 mila persone allo stadio” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, la grande tifosa dell’Hellas Verona, Donatella Rettore.
Checchin: “Ho deciso di appendere le scarpe al chiodo a causa dell’incompetenza, la superficialità e la malizia di diverso personale medico e calcistico”
Non sono mai stato un ragazzo molto social, non ho mai condiviso molto della mia vita privata, ma oggi mi sento di farlo. Una settimana fa ho deciso definitivamente di appendere le scarpe al chiodo. Una scelta alla quale ho riflettuto molto. negli ultimi tre anni ero provato sotto il punto di vista fisico ma soprattutto mentale, era un continua sofferenza ,ma ho sempre rimandato perché ero molto bravo in quello che facevo ed avevo l’ambizione di ritornare ad alti livelli. solo adesso ho la consapevolezza di fare la cosa giusta prendo questa decisione a causa delle condizione fisiche disastrose in cui versa il mio piede destro, che non solo non mi permettono più di essere competitivo ad alti livelli ma non mi lascia svolgere attività sportive amatoriali senza dolore.
Una brutta distorsione nel 2017 al termine di una buona stagione a 19 anni che mi stava rilanciando nel calcio in cui ho sempre amato giocare, a causa dell’incompetenza ,la superficialità e la malizia di diverso personale medico e calcistico, si è trasformato in un danno permanente. Un’odissea per cercare di tornare in campo, passavo le giornate tra ospedali studi fisioterapici invano, a nulla servivano gli esami, le punture, i ricoveri ecc.. Nessuno riusciva a capire lo stato del mio piede (tendine tibiale rotto, legamento calcaneo- navicolare rotto) e le cause dei miei dolori (dai 20 ai 22 anni facevo fatica a camminare) fino a quando sono stato messo in dubbio moralmente. Mi sono quindi trovato nelle condizioni di fare decine di iniezioni di cortisone per giocare, il risultato? Scendevo in campo in condizioni a dir poco proibitive con un piede piatto deformato che non controllavo più continuando a sentirmi dire dai medici e dagli ‘esperti’ che stavo bene, che tutto andava bene. Ero sempre nervoso e scontento perché da una parte volevo giocare, dall’altra ero sempre dolente ed incapace di una buona prestazione sportiva rispetto ciò che sapevo poter dare. Oggi in seguito a 3 interventi, senza più un tendine(tibiale posteriore) e la presenza di legamenti danneggiati irreversibilmente, con l’ausilio di un plantare riesco a camminare tranquillamente senza dolore, ma già la corsa mi è difficile, figuriamoci una carriera sportiva. Diversi sono i rimorsi che mi perseguitano, come quello di non essere riuscito ad esprimere il mio potenziale, ma al momento, il più grande è sicuramente quello di aver giocato e di essermi allenato in queste condizioni mostrandomi agli occhi di tutti coloro che non conoscevano i fatti (spettatori, tifosi, nuovi compagni) un giocatore che non ha nulla a che vedere con il Luca pre infortunio. Gioco a calcio da quando ho 4 anni, sono cresciuto con un pallone tra i piedi, sono cresciuto e diventato uomo con lui, da sport è diventato lavoro, ma non sono mai stato mosso dai soldi, chi mi conosce lo sa, bensì dalla passione ed ambizione; ho sacrificato tutto per il calcio, è una parte di me, per questo il fatto che mi venga sottratto in questo modo, mi fa male e non riesco ancora a digerirlo, ma con il tempo sono sicuro che passerà. Ci tengo inoltre a ringraziare tutte le persone (dirigenti, amici, terapisti, medici, allenatori e compagni) che mi hanno voluto bene, che mi sono state vicine nel bene e nel male durante il mio percorso vi penso spesso anche se non mi faccio sentire molto spesso.
Checco
Il messaggio pubblicato sui social dall’ex centrocampista dell’Hellas Verona, Luca Checchin, costretto a ritirarsi a soli 23 anni a causa della negligenza di personale medico e calcistico. Un grosso in bocca al lupo, caro Checco, da parte di Hellas Live.
Lovato: “Una prestazione di cuore, da Hellas!”
”Una prestazione di cuore, da Hellas! Avanti così, sempre pronti a lottare” il commento di Matteo Lovato dopo Hellas Verona-Roma 0-0
Dimarco: “Ho deciso di restare a Verona e continuare il lavoro cominciato nei primi sei mesi”
“Non ho mai visto un tiro che prende traversa e palo interno, quindi che devo dire. Diciamo che ci riproverò alla prossima. Le tante occasioni? Per come giochiamo mi porta ad avere più opportunità di fare gol e assist. Quindi è merito anche della squadra. La scelta dell'Hellas? Non avevo mai avuto continuità in una squadra, quindi quest'anno ho deciso di restare a Verona e continuare il lavoro cominciato nei primi sei mesi" ha dichiarato a DAZN, Federico Dimarco.
Lunedì la ripresa degli allenamenti
La squadra gialloblu, dopo la grande prestazione contro la Roma, tornerà ad allenarsi lunedì, 21 settembre, con una seduta nel tardo pomeriggio allo Sporting Center ‘Paradiso’ di Peschiera. Fonte Twitter Hellas Verona FC
Veloso: “Punto prezioso”
“È sempre importante partire con un buon risultato e oggi abbiamo ottenuto un punto prezioso. Continuiamo a lottare da squadra, uniti e compatti fino all’ultimo secondo!” il commento sui social del capitano dell’Hellas Verona, Miguel Veloso, dopo il pareggio contro la Roma.
Paro: “Grande partita contro una formazione più rodata di noi. Mercato? Per avere una squadra competitiva servono giocatori”
“Abbiamo affrontato una squadra molto forte tecnicamente e credo che all'inizio lo abbiamo sofferto. Noi abbiamo provato ad accorciarla ma con le combinazioni ci mettevano in difficoltà. Poi abbiamo preso le misure e la squadra è cresciuta, creando diverse occasioni. Abbiamo fatto una grande partita contro una squadra molto più rodata di noi. Cos’è cambiato tra primo e secondo tempo? La pressione era sempre la stessa, solo che quando hai giocatori come quelli della Roma se gli lasci due metri non te la fanno mai vedere. Quindi abbiamo aumentato il ritmo così da fargli giocare più palloni sporchi. Sapevamo che i duelli e le palle vaganti sarebbero state fondamentali. Cosa serve dal mercato? Credo che la società lo sappia. Abbiamo perso giocatori fondamentali e per tenere il livello dell'anno scorso abbiamo bisogno di giocatori importanti. La società sta lavorando. Sappiamo che è una stagione particolare e che c'è poco tempo, ma per avere una squadra competitiva c'è bisogno di giocatori. Il mio percorso? Ho lavorato con Gasperini e con Juric, hanno lo stesso modo di vedere il calcio con i dovuti distinguo. Credo siano due allenatori preparati che stanno dimostrando tanto. La preparazione fisica? Per aggredire in avanti ed essere forti nell'uno contro uno c'è bisogno di una preparazione fisica importante. Niente di particolare: i ragazzi si abituano, solo che a volte all'inizio è un po' traumatico. Il nostro è solo un modo diverso di fare calcio” ha dichiarato a DAZN, il vice allenatore dell’Hellas Verona, Matteo Paro.