Hellas Verona, il nuovo acquisto di Baroni: Suat Serdar
Questo pomeriggio alla ripresa degli allenamenti, il centrocampista tedesco ha lavorato coi compagni tornando così a completa disposizione dell’allenatore gialloblù. Il mediano classe 1997 lo scorso febbraio si era sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro. Foto Hellas Verona FC
Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
Tutte le news
Hellas Verona, Lazovic ha fatto saltare la trattativa col Marsiglia
Era oramai fatta per il trasferimento del laterale serbo in Francia alla corte di Tudor, ma la volontà del calciatore alla fine ha prevalso. Al momento. Lazovic e la sua famiglia non vogliono lasciare Verona ed in più, lo staff tecnico, non era d’accordo sulla contropartita che offriva l’Olympique Marsiglia, ovvero l’ex centrocampista del Cagliari, Kevin Strootman.
Hellas Verona, Faraoni piace anche all’Atalanta
Non solo la Salernitana. Da quanto appreso da Hellas Live, ad uno dei giocatori simbolo della squadra gialloblù e colonna portante dello spogliatoio scaligero non mancano le offerte. L’esterno è stato proposto al club campano ma la trattativa si è subito arenata. Faraoni però piace anche all’Atalanta ed in Spagna. In base alle scelte in sede di mercato del ds Marroccu, l’entourage del calciatore deciderà il suo futuro. Il contratto di Faraoni con l’Hellas Verona scade il 30 giugno 2024.
Hellas Verona, ferma la trattativa col Milan per Maldini. Lo Spezia segue interessato
Il club gialloblù non ha alcuna fretta di definire coi rossoneri l’eventuale approdo di Daniel Maldini in riva all’Adige. Una trattativa in cui potrebbe alla fine inserirsi e chiuderla lo Spezia. Foto Instagram
Ex Verona, Abbruscato nuovo allenatore della Primavera del Mantova
Mantova 1911 comunica di aver affidato la guida tecnica della formazione Berretti per la stagione 2022/23 a mister Elvis Abbruscato. Dopo una lunga carriera da calciatore in cui ha indossato - tra le tante - le maglie di Reggiana, Triestina, Arezzo, Hellas Verona, Torino, Pescara e Cremonese, inizia il suo percorso da allenatore nel 2016, quando, dopo aver annunciato il suo ritiro dal calcio giocato, approda sulla panchina del
ViaEmilia. Sempre quell'anno, Abbruscato diventa allenatore della Berretti dell'Arezzo, dove nella stagione successiva assume il ruolo di vice in prima squadra. Nell'agosto 2018 mister Abbruscato ha ricoperto il ruolo di vice-allenatore della Nazionale Italiana Under 18, per poi passare, nel 2021 alla guida della Berretti della Reggiana, sua ultima esperienza prima di approdare a Mantova. Mantova 1911 augura a Mister Elvis Abbruscato un prosieguo di carriera in biancorosso ricco di soddisfazioni - personali e di squadra - in vista della prossima stagione.
Cioffi: “Contento della prestazione della squadra. Proseguiremo con un modulo diverso. Sono fiducioso”
Mister, un test probante sotto tutti i punti di vista, ma di cui si può essere soddisfatti? "Sì, sono contento della prestazione della squadra di questo pomeriggio. Abbiamo giocato quattro tempi da 30 minuti e dal punto di vista fisico questo non era affatto un test semplice. Sono soddisfatto dell'atteggiamento dei ragazzi che non si sono risparmiati e hanno dato il massimo. La sfida di oggi è stata importante perché ci ha permesso di provare diversi schemi e moduli: senza due giocatori come Cancellieri e Caprari dovremo proseguire con un modulo diverso, che possa far risaltare le caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione e sia funzionale alla squadra. In ogni caso, sono fiducioso che la società interverrà in maniera positiva sul mercato in modo tale da supportare lo 'zoccolo duro' di questa squadra, rappresentato dai senatori di questa rosa che hanno accolto in maniera positiva i nuovi arrivati".
È stato un match utile per preparare la squadra a quelli che saranno gli impegni ufficiali che inizieranno nelle prossime settimane… "Sì, sono d'accordo. Verona è una squadra che deve andare forte e ha bisogno di giocatori che vanno forte innanzitutto nell’atteggiamento. Dobbiamo sfruttare al massimo queste ultime settimane di preparazione per riuscire ad essere pronti per l'inizio della stagione. In campo oggi tutti hanno dato il cento per cento, dimostrando di avere il giusto atteggiamento. Dal punto di vista del risultato, siamo contenti della vittoria del primo blocco di gara e dispiaciuti per la sconfitta del secondo” ha dichiarato ai canali ufficiali del club gialloblù, l’allenatore Gabriele Cioffi dopo Hoffenheim-Hellas Verona 3-2.
Hellas Verona, domani mattina la ripresa degli allenamenti
La ripresa degli allenamenti è fissata per domani, domenica 24 luglio, con una seduta mattutina allo Sporting Center ‘Paradiso’ di Castelnuovo del Garda. Fonte Twitter Hellas Verona FC
Amichevole, finale, Hoffenheim-Hellas Verona 3-2
Primo test di valore e primo ko per i gialloblù di Gabriele Cioffi. Nella quarta amichevole pre-campionato, l’Hellas Verona si presenta alla Pre Zero Arena a Sinsheim, senza gli indisponibili Simeone, Doig e Boseggia. Contro l’Hoffenheim, l’allenatore si presenta col 3-4-2-1 con Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Hongla, Ilic, Lazovic; Lasagna, Tameze; Henry.
A distanza di tre anni, l’Hellas Verona torna a giocare in Europa, accompagnato da circa 120 tifosi, scaligeri accolti dagli amici del Kaiserslautern. A Sinsheim, si giocano quattro tempi da 30’
CRONACA
PRIMO TEMPO (30’)
4’ prima occasione per i padroni di casa, sinistro in diagonale debole che viene bloccato senza problemi da Montipó. Subito dopo, sinistro impreciso di Skov, a lato
12’ GOL 0-1 gran gol di Lasagna che vince un rimpallo e da posizione defilata dentro l’area dell’Hoffenheim fa partire un sinistro che si infila sotto la traversa, alla destra del portiere tedesco
17’ chiude Gunter in calcio d’angolo il tentativo dei padroni di casa
17’ ottima risposta di Montipó sulla conclusione di Brunn Larsen
18’ Hoffenheim ancora pericoloso, gialloblù che si salvano in corner con Ilic. Sugli sviluppi, colpo di testa chiuso dal portiere gialloblù
25’ bel numero di Lasagna in mezzo a due, l’attaccante gialloblù s’invola verso la porta avversaria, conclusione che viene però deviata in angolo
27’ cross di Hongla e colpo di testa a lato di Gunter
29’ GOL! 0-2 eurogol di Lasagna che realizza la sua doppietta personale con un pallonetto scoccato dalla trequarti di sinistra che beffa Baumann.
SECONDO TEMPO (30’)
(3-4-2-1) Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Hongla, Ilic, Lazovic; Lasagna, Tameze; Henry.
2’ Tameze in profondità per Lasagna che cerca Henry ma si deve accontentare del corner
5’ conclusione da fuori area di Henry deviata in calcio d’angolo
9’ Lazovic cerca sul secondo palo Faraoni che non riesce nell’acrobazia
10’ ammonito Lazovic
17’ ammoniti Faraoni e Baumgartner
28’ 1-2 accorcia le distanze l’Hoffenheim con Prömel che approfitta dell’errore di posizionamento della difesa gialloblù
TERZO TEMPO (30’)
(3-4-2–1) Berardi, Cetin, Magnani, Amione; Terracciano, Sulemana, Veloso, Retsos; Barak, Piccoli; Djuric.
4’ sponda di Djric per Piccoli, dal limite l’ex Atalanta prova la conclusione che viene però murata
9’ conclusione dentro l’area che termina in curva di Rudy
10’ ottimo spunto di Piccoli che ruba palla al diretto avversario, sinistro a botta sicura dentro l’area che viene però chiuso in corner
15’ l’Hoffenheim conquista calcio d’angolo sulla chiusura di Amione, azione sviluppata sulla corsia di sinistra
Si sentono solo i 120 Butei presenti sugli spalti della Pre Zero Arena
22’ gol 2-2 Amione viene superato sulla destra, Retsos marca Sulemana e Baumgartner riceve indisturbato in area gialloblù e supera di testa Berardi
28’ Barak per Piccoli
29’ gol 3-2 i tedeschi ribaltano il risultato con Promel che libero dentro l’area piccola sigla la sua doppietta personale. Difesa gialloblù da rivedere
QUARTO TEMPO (30’)
(3-4-2–1) Berardi, Retsos, Coppola, Magnani; Terracciano, Sulemana, Veloso, Amione; Barak, Piccoli; Djuric.
3’ destro dal limite di Dabbur a lato di poco
5’ Rutter dalla distanza, blocca Berardi
9’ ottima verticalizzazione di Veloso per Piccoli ma l’attaccante viene anticipato sulla trequarti da Philipp
I love you Verona, Hellas cantano i Butei
15’ conclusione dalla distanza dei tifosi, chiude in corner Berardi
18’ Praszelik per Piccoli
23’ clamoroso errore di Damar a tu per tu con Berardi
25’ innocuo il tentativo di Praszelik dalla distanza, blocca senza problemi il portiere tedesco
27’ ancora Praszelik protagonista quando ruba bene palla al diretto avversario ma la conclusione a giro si perde sul fondo
27’ Cortinovis per Barak
Cambieranno i giocatori, il presidente, l’allenatore, ma il Verona resterà per sempre nel mio cuor cantano i circa 120 tifosi gialloblù presenti in Germania
Amichevole, fine terzo tempo (30’), Hoffenheim-Hellas Verona 3-2
Alla Pre Zero Arena, quarto test match per i gialloblù di Cioffi. Senza gli indisponibili Simeone, Doig e Boseggia, l’allenatore dell’Hellas Verona si è presentato a Sinsheim col 3-4-2-1 con Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Hongla, Ilic, Lazovic; Lasagna, Tameze; Henry.
A distanza di tre anni, l’Hellas Verona torna a giocare in Europa, accompagnato da circa 120 tifosi, scaligeri accolti dagli amici del Kaiserslautern. A Sinsheim, si giocano quattro tempi da 30’
CRONACA
PRIMO TEMPO (30’)
4’ prima occasione per i padroni di casa, sinistro in diagonale debole che viene bloccato senza problemi da Montipó. Subito dopo, sinistro impreciso di Skov, a lato
12’ GOL 0-1 gran gol di Lasagna che vince un rimpallo e da posizione defilata dentro l’area dell’Hoffenheim fa partire un sinistro che si infila sotto la traversa, alla destra del portiere tedesco
17’ chiude Gunter in calcio d’angolo il tentativo dei padroni di casa
17’ ottima risposta di Montipó sulla conclusione di Brunn Larsen
18’ Hoffenheim ancora pericoloso, gialloblù che si salvano in corner con Ilic. Sugli sviluppi, colpo di testa chiuso dal portiere gialloblù
25’ bel numero di Lasagna in mezzo a due, l’attaccante gialloblù s’invola verso la porta avversaria, conclusione che viene però deviata in angolo
27’ cross di Hongla e colpo di testa a lato di Gunter
29’ GOL! 0-2 eurogol di Lasagna che realizza la sua doppietta personale con un pallonetto scoccato dalla trequarti di sinistra che beffa Baumann.
SECONDO TEMPO (30’)
(3-4-2-1) Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Hongla, Ilic, Lazovic; Lasagna, Tameze; Henry.
2’ Tameze in profondità per Lasagna che cerca Henry ma si deve accontentare del corner
5’ conclusione da fuori area di Henry deviata in calcio d’angolo
9’ Lazovic cerca sul secondo palo Faraoni che non riesce nell’acrobazia
10’ ammonito Lazovic
17’ ammoniti Faraoni e Baumgartner
28’ 1-2 accorcia le distanze l’Hoffenheim con Prömel che approfitta dell’errore di posizionamento della difesa gialloblù
TERZO TEMPO (30’)
(3-4-2–1) Berardi, Cetin, Magnani, Amione; Terracciano, Sulemana, Veloso, Retsos; Barak, Piccoli; Djuric.
4’ sponda di Djric per Piccoli, dal limite l’ex Atalanta prova la conclusione che viene però murata
9’ conclusione dentro l’area che termina in curva di Rudy
10’ ottimo spunto di Piccoli che ruba palla al diretto avversario, sinistro a botta sicura dentro l’area che viene però chiuso in corner
15’ l’Hoffenheim conquista calcio d’angolo sulla chiusura di Amione, azione sviluppata sulla corsia di sinistra
Si sentono solo i 120 Butei presenti sugli spalti della Pre Zero Arena
22’ gol 2-2 Amione viene superato sulla destra, Retsos marca Sulemana e Baumgartner riceve indisturbato in area gialloblù e supera di testa Berardi
28’ Barak per Piccoli
29’ gol 3-2 i tedeschi ribaltano il risultato con Promel che libero dentro l’area piccola sigla la sua doppietta personale. Difesa gialloblù da rivedere
Hoffenheim-Hellas Verona, i tifosi gialloblù presenti in Germania
Sono circa 120 i tifosi scaligeri a seguito dell’amato Verona in terra tedesca per l’amichevole in programma questo pomeriggio a Sinsheim.
Amichevole, fine secondo tempo (30’), Hoffenheim-Hellas Verona 1-2
Alla Pre Zero Arena, quarto test match per i gialloblù di Cioffi. Senza gli indisponibili Simeone, Doig e Boseggia, l’allenatore dell’Hellas Verona si è presentato a Sinsheim col 3-4-2-1 con Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Hongla, Ilic, Lazovic; Lasagna, Tameze; Henry.
A distanza di tre anni, l’Hellas Verona torna a giocare in Europa, accompagnato da circa 120 tifosi, scaligeri accolti dagli amici del Kaiserslautern. A Sinsheim, si giocano quattro tempi da 30’
CRONACA
PRIMO TEMPO (30’)
4’ prima occasione per i padroni di casa, sinistro in diagonale debole che viene bloccato senza problemi da Montipó. Subito dopo, sinistro impreciso di Skov, a lato
12’ GOL 0-1 gran gol di Lasagna che vince un rimpallo e da posizione defilata dentro l’area dell’Hoffenheim fa partire un sinistro che si infila sotto la traversa, alla destra del portiere tedesco
17’ chiude Gunter in calcio d’angolo il tentativo dei padroni di casa
17’ ottima risposta di Montipó sulla conclusione di Brunn Larsen
18’ Hoffenheim ancora pericoloso, gialloblù che si salvano in corner con Ilic. Sugli sviluppi, colpo di testa chiuso dal portiere gialloblù
25’ bel numero di Lasagna in mezzo a due, l’attaccante gialloblù s’invola verso la porta avversaria, conclusione che viene però deviata in angolo
27’ cross di Hongla e colpo di testa a lato di Gunter
29’ GOL! 0-2 eurogol di Lasagna che realizza la sua doppietta personale con un pallonetto scoccato dalla trequarti di sinistra che beffa Baumann.
SECONDO TEMPO (30’)
Montipó, Dawidowicz, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Hongla, Ilic, Lazovic; Lasagna, Tameze; Henry.
2’ Tameze in profondità per Lasagna che cerca Henry ma si deve accontentare del corner
5’ conclusione da fuori area di Henry deviata in calcio d’angolo
9’ Lazovic cerca sul secondo palo Faraoni che non riesce nell’acrobazia
10’ ammonito Lazovic
17’ ammoniti Faraoni e Baumgartner
28’ gol 1-2 accorcia le distanze l’Hoffenheim con Prömel che approfitta dell’errore di posizionamento della difesa gialloblù