Hellas Verona, il nuovo acquisto di Baroni: Suat Serdar
Questo pomeriggio alla ripresa degli allenamenti, il centrocampista tedesco ha lavorato coi compagni tornando così a completa disposizione dell’allenatore gialloblù. Il mediano classe 1997 lo scorso febbraio si era sottoposto alla ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro. Foto Hellas Verona FC
Hallfredsson: “Sono molto legato all’Hellas ed alla città di Verona. Orgoglioso di essere l’Ambassador della Foundation”
Emil, oggi il tuo percorso con il Verona si arricchisce di un capitolo nuovo: diventare Ambassador di Hellas Verona Foundation. Quando ti è stata fatta questa proposta? Cosa hai pensato? "Ero orgoglioso. Mi hanno contattato quest’estate, mentre stavo facendo il mio camp di calcio. Ogni anno porto tanti islandesi e ragazzi giovani a giocare a calcio qui a Verona. Mi hanno contattato perché volevano incontrarmi lì. Mi hanno spiegato cos’è l'Hellas Verona Foundation e, in un secondo, ho detto di sì. Mi piaceva il progetto e sono molto legato all’Hellas Verona e alla città di Verona".
I tifosi ti hanno dato tantissimo negli anni in cui giocavi. Quanto ha contato la voglia di restituire qualcosa alla comunità di Verona nella tua decisione di sposare questo progetto benefico? "Come detto prima, se riesco a dare una mano per beneficenza, lo faccio molto volentieri. Per me è un piacere, anche se adesso abito in Islanda. Mi hanno chiesto se riesco a venire due o tre volte all’anno in Italia per partecipare a qualche evento e per me non c’è problema. Lo faccio volentieri perché Verona mi ha dato tanto e adesso ho l’opportunità di restituire qualcosa alla città".
Nello sport hai sempre messo determinazione, spirito di squadra e generosità. Pensi che questi stessi valori possano essere la chiave per fare la differenza anche nelle iniziative benefiche e nel sociale? "Sì, penso che queste tre cose siano fondamentali in tutto. Come detto prima, voglio dare qualcosa a questa fondazione. Se riesco a fare anche un minimo per qualcuno, per me è importante".
Hellas Verona Foundation lavora ogni anno su tanti progetti concreti dedicati al territorio e a chi ne ha più bisogno. Quanto è importante, secondo te, che un Club e i suoi tifosi si uniscano per cause che vanno oltre i 90 minuti di gioco? "Secondo me è importantissimo, perché i 90 minuti della domenica non sono l’unica cosa che conta. I tifosi che seguono la squadra sono parte dell’Hellas. Il Verona non è fatto soltanto dagli undici giocatori che scendono in campo o dagli altri convocati: è un’intera città che sostiene la squadra e si riconosce in questi colori. Per questo credo sia importante dare attenzione a tutti, sia a chi sta bene sia a chi attraversa un momento di difficoltà”.
Nel 2016, lasciando Verona, in una lettera indirizzata ai tifosi non hai parlato di un addio definitivo, ma di un arrivederci. Oggi, tornando in un ruolo diverso come quello di Ambassador della Foundation, che sapore ha vedere che quella promessa si è realizzata?"Per me è una bellissima soddisfazione. Venire ancora qua, anche in sede, e vedere che c’è la mia maglia appesa mi dà orgoglio. Vuol dire che in passato ho fatto qualcosa di positivo per l’Hellas. Altrimenti non mi avrebbero chiamato".
Cosa può portare, secondo te, chi ha vissuto lo spogliatoio e la maglia gialloblù dall’interno quando si mette al servizio di progetti sociali?"Io sono a disposizione, come quando giocavo a calcio. Se mi chiedono di fare una cosa e riesco a farla, la faccio. Se dovevo fare il terzino sinistro, facevo il terzino sinistro; se dovevo fare l’attaccante, facevo l’attaccante. Meno male che l'attaccante non l’ho mai fatto! Però, per quello che serve, sono a disposizione e voglio dare qualcosa di positivo".
Ora parliamo un po’ della tua carriera da calciatore qui all'Hellas. Quando sei arrivato avevi già vissuto esperienze in Inghilterra, Svezia, Norvegia e in Serie A. Cosa hai trovato a Verona che ti ha permesso finalmente di fermarti e di costruire qualcosa di importante?“Quando sono venuto eravamo in Serie C. Per me era un passo difficile, sinceramente, ma allo stesso tempo è stato il più importante della mia carriera. Non conoscevo tantissimo Verona quando sono arrivato, però già dopo la prima partita ho visto che, anche se eravamo in Serie C, c’erano tanti tifosi. Vedevo una città dietro una squadra che voleva risalire e tornare in Serie A. C’era tanta attenzione e ho capito subito che non era una tipica piccola squadra di Serie C: era una squadra grande. Avevo capito di essere arrivato in una grande società, in una grande squadra".
L’Islanda è la tua terra d’origine, ma Verona è diventata subito una seconda casa. Cosa ha di speciale questa città e la sua gente per un ragazzo arrivato dal Nord Europa? "Verona è una bellissima città. Io e mia moglie abbiamo passato degli anni bellissimi e tutti e due i nostri figli sono nati qua, quindi per noi è veramente importante. Abbiamo vissuto periodi difficili, dalla Serie C alla Serie B e alla Serie A, con tanti alti e bassi, ma anche tante soddisfazioni. Anche nei momenti difficili ho visto una città sempre dietro alla squadra. Ho sempre avuto un feedback positivo dai tifosi. Quando andavamo in città non c’era quasi mai qualcuno che mi dicesse una brutta cosa. Quando perdevamo qualche partita qualcuno diceva qualcosa, però ho sempre ricevuto un feedback positivo. Secondo me l’unica cosa che i tifosi chiedono alla squadra è di dare tutto in campo e di lasciare tutto sul terreno di gioco. Penso di averlo fatto per Verona e per questo sono sempre stato apprezzato".
Quanto è stata importante Verona nella tua crescita, non solo come calciatore ma anche come persona? "Tantissimo. Sinceramente è stato il percorso più importante della mia vita. Abbiamo conosciuto la cultura italiana, il cibo, il calcio, tutto. Grazie anche a questa esperienza, adesso io e mia moglie abbiamo creato una società con cui importiamo cibo italiano in Islanda. Abbiamo aperto anche una pizzeria italiana in Islanda. Grazie all’esperienza in Italia, ho portato un po’ d’Italia nel mio Paese. Grazie a Verona".
C’è un momento preciso della tua esperienza a Verona a cui ti capita ancora di ripensare ogni tanto? "Sì, ma ce ne sono tanti. Quando abbiamo vinto a Salerno in Serie C, quando siamo saliti dalla Serie B alla Serie A… Per me quella promozione è stata una soddisfazione incredibile, perché lì ho pensato: ‘Sono riuscito a tornare in Serie A’. L’obiettivo era proprio quello, perché avevo già fatto due anni nella massima serie con la Reggina. Poi ci sono state tante vittorie, il Napoli in casa… Sinceramente non c’è un solo momento, sono tanti e faccio fatica a sceglierne uno".
L’hai accennato tu: due promozioni dalla Serie C alla Serie A, tante battaglie e tante vittorie. Cosa aveva quella squadra che la rendeva così speciale? "Secondo me eravamo una bella squadra. Avevamo un allenatore, Mandorlini, che aveva costruito un gruppo che sapeva cosa doveva fare in campo. Avevamo anche Sogliano come Direttore, che ci dava una grande spinta. Ci vogliono tante cose insieme per vincere e salire e noi, secondo me, avevamo quella piccola cosa in più: il gruppo. È stato questo, secondo me, a farci raggiungere l'obiettivo".
Quale compagno, considerando tutti gli anni passati al Verona, ti è rimasto particolarmente nel cuore e perché? "Sicuramente Juanito Gomez. Siamo ancora molto amici, così come le nostre mogli. Abbiamo giocato tanti anni insieme ed è una bravissima persona. Siamo sempre rimasti in contatto. In estate viene anche alla mia Academy e mi fa qualche grigliata argentina. È un amico e gli voglio tanto bene".
Se dovessi scegliere un gol con la maglia del Verona da far vedere a un bambino che non ti ha mai visto giocare, quale sceglieresti? "Forse quello contro il Napoli, dopo venti secondi. Era anche la prima partita dopo che avevo perso mio papà e lì c’erano tante emozioni. Mi sembrava strano aver segnato proprio nella prima partita che ho giocato dopo aver perso mio padre, perché ero tornato subito in squadra. Ho fatto gol dopo venti secondi e mi è sembrato un segnale da lassù".
Stessa domanda, ma questa volta scegli un assist che ancora oggi ricordi come particolarmente bello o decisivo. "Ho fatto tanti assist, più che gol, questo è sicuro. In particolare c’è stato un anno in cui avevamo anche Luca Toni in grande forma. Io sbagliavo qualche cross, ma lui comunque la metteva dentro. Ricordo un assist contro il Napoli: la palla sembrava fuori, ma sono riuscito a prenderla, ho fatto un coast to coast e poi ho servito un bell’assist per Luca, che ha segnato. Quella partita l’abbiamo anche vinta ed è stata una bella gara".
I tifosi dell’Hellas ti ricordano per tante cose, ma una su tutte è quel soprannome iconico, “Ghiaccio Bollente”. Quando giocavi, soprattutto al Bentegodi, cosa significava per te quella definizione? "Pensavo sempre: ‘Che strano questo Ghiaccio Bollente, non ha neanche senso!’. Ghiaccio Bollente, un ghiaccio che è bollente… Provavo sempre a trovare un senso. Però, allo stesso tempo, era simpatico. In città mi chiamano ancora così".
Negli ultimi anni ti sei dedicato all’organizzazione di camp estivi, portando giovani ragazzi dall’Islanda a svolgere stage e allenamenti proprio a Verona. Com’è nata l’idea di questo scambio e cosa provi nel vedere giovani ragazzi del tuo Paese calpestare i campi della città che ti ha adottato? “L’idea era proprio quella di far venire dei ragazzi qui in Italia, a Verona, e far vivere loro una bella esperienza. Io ho vissuto qualcosa di bellissimo qua e adesso voglio dare a loro la stessa possibilità. Durante tutta la settimana provo a trasmettere tante cose: calcio, cultura, mangiare e vivere insieme. Il mio obiettivo è che tornino in Islanda felicissimi e sta andando molto bene, perché dopo una settimana qua a Verona sono tutti molto contenti".
Se dovessi rivolgere un messaggio diretto ai tifosi gialloblù e alla città di Verona per invitarli a seguire e a sostenere la Foundation, cosa diresti loro con il cuore in mano? "Dateci una mano con l'Hellas Verona Foundation. Io sono orgoglioso di far parte di questa fondazione e spero di poter fare qualcosa per voi, ma non solo per voi: insieme a voi". Fonte: hellasverona.it
Emil Hallfredsson è il nuovo Ambassador dell’Hellas Verona Foundation
Hellas Verona Foundation è lieta di annunciare l’ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di nuovo Ambassador ufficiale.
Per anni punto di riferimento del centrocampo gialloblù – 196 presenze e 18 reti segnate in sei stagioni, dal 2010/11 al 2015/16 – e simbolo di determinazione e spirito di sacrificio, l'ex calciatore islandese torna a sposare i colori dell'Hellas per guidare e sostenere in prima persona le iniziative di solidarietà sul territorio promosse dal Club. Nelle stagioni vissute sul campo, Hallfredsson ha dimostrato cosa significhi lottare con il cuore per questa maglia. Oggi, quel medesimo impegno si trasferisce fuori dal terreno di gioco, con l’obiettivo di supportare attivamente le famiglie, i giovani e le realtà più fragili della comunità veronese.
L'ingresso di Emil Hallfredsson nel ruolo di Ambassador nasce dalla volontà di allargare la squadra dell’Hellas Verona Foundation che vede già due illustri ex gialloblù: Luca Toni e Giampaolo Pazzini. L’obiettivo è dare sempre di più una voce forte e riconosciuta ai valori della Hellas Verona Foundation. Emil, come Toni e Pazzini, metterà la propria immagine e il proprio legame viscerale con la città al servizio dei progetti benefici del Club, affiancando la Foundation nei momenti chiave della stagione e negli appuntamenti ufficiali dedicati alla solidarietà.
Queste le parole di Emil Hallfredsson: "Tornare a fare parte della famiglia dell'Hellas Verona, per me, non è mai una scelta come le altre: è una questione di cuore. Verona è la mia seconda casa e la gente di questa città mi ha dato tantissimo durante gli anni in campo. Sentivo il bisogno di restituire almeno una parte di quel calore e di quell'affetto. Quando i responsabili di Hellas Verona Foundation mi hanno proposto di diventare Ambassador, non ho avuto il minimo dubbio. Conosco la serietà dei progetti sul territorio e la forza che questi colori riescono a generare quando si parla di solidarietà. Oggi cambiano i miei compagni di squadra, ma il mio impegno resta lo stesso di sempre. Sarà per me un piacere e un impegno contribuire a promuovere le attività della Foundation che portano un aiuto concreto a chi ne ha più bisogno. Saremo una squadra forte anche fuori dal campo".
Hellas Verona Foundation è felice di accogliere Emil, pronta a condividere con lui questo nuovo percorso fatto di vicinanza e supporto alla comunità veronese. Fonte: hellasverona.it
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Pagelle
Montipó 6.5, Coppola 6, Ceccherini 5 (Hien 6.5), Dawidowicz 6, Faraoni 5 (Terracciano 6), Ilic 6, Hongla 4.5 (Veloso 6.5), Tameze 5.5 (Doig 6.5), Lazovic 6.5, Lasagna 5 (Kallon 7), Henry 5.5. All: Cioffi 6
Empoli, Zanetti: “Del pareggio è più contento il Verona che noi”
“Abbiamo fatto di tutto per vincere e nei primi 60’ c’era solo una squadra in campo. Temevano molto il Verona, ma di questo pareggio sono più contenti loro. Della prestazione sono molto orgoglioso. Se ho pensato alla gara del Penzo dell’anno scorso? Quella partita un po’ di shock me l’ha lasciato. Ma con questa squadra io non ho mai paura, perché i miei ragazzi hanno un cuore enorme” ha dichiarato in conferenza stampa, l’allenatore dell’Empoli, Paolo Zanetti.
Cioffi: “Regalare un tempo in questa maniera non è accettabile. Le sostituzioni hanno cambiato la partita”
“Quando c’è un cambio speri sempre nel cambio di marcia. Dalla terza siamo andati alla quinta, quindi bene. La reazione me l’aspettavo. Chapeau a tutti e tre che hanno cambiato la partita. Nel primo tempo non abbiamo giocato, forse eravamo appagati dagli ottimi 60’ con l’Atalanta. Regalare un tempo in questa maniera non è accettabile. Gli attaccanti? Sono soddisfatto, ma vogliamo metterli in condizione di fare ancora meglio. Sta nascendo un nuovo Verona? Spetta sempre il campo a parlare. Ho una società e dirigenza saggia. L’unica cosa che conta è vincere le partite” ha dichiarato a DAZN, l’allenatore gialloblù Gabfiele Cioffi dopo Empoli-Hellas Verona 1-1.
Kallon: “Grande gioia per il gol, il mio primo in Serie A. Lo dedico al nostro nutrizionista”
“La gioia è troppa per descriverla. Spero di fare più gol possibili per aiutare la squadra. Mi sentivo che potevo fare una grande partita ed è successo davvero. Voglio fare tanti gol ed assist per raggiungere il nostro obiettivo. Voglio confermarmi a questi livelli, per crescere e vincere tutti insieme. Il calcio è uno sport di gruppo. Dedico il gol al nostro nutrizionista” ha dichiarato a DAZN, Yayah Kallon.
Finale, Empoli-Hellas Verona 1-1
Un primo tempo da dimenticare, a lunghi tratti imbarazzante, una ripresa invece ricca di spunti, da cui bisogna ripartire. Nel primo turno infrasettimanale della Serie A 2022/23, allo stadio Castellani di Empoli, accompagnati da 259 tifosi scaligeri presenti nel Settore Ospiti, i gialloblù di Cioffi scendono in campo nello scontro salvezza col 3-5-2 con Montipó, Coppola, Ceccherini, Dawidowicz; Faraoni, Ilic, Hongla, Tameze, Lazovic; Lasagna, Henry.
Presenti in tribuna gli ex Aglietti, Dainelli e Donadel
CRONACA
- PRIMO TEMPO -
2’ Tameze mura il colpo di testa di Ismajli sugli sviluppi di un calcio di punizione procurato da Ceccherini
4’ Satriano mette in mezzo, spazza Ilic
5’ l’Empoli è partito decisamente meglio, nuovo calcio d’angolo per la squadra di Zanetti
9’ ammonito Faraoni per fallo su Parisi
Per i primi 10’ in campo solo l’Empoli
13’ iniziano il riscaldamento Doig e Terracciano, Cioffi non deve essere soddisfatto
15’ Faraoni chiude la diagonale e con un colpo di testa manda il pallone in corner dopo l’ennesima offensiva empolese
17’ sinistro di Lammers da posizione defilata indirizzata sul primo palo, blocca Montipó
18’ Cioffi manda anche Veloso e scaldarsi. Avvio di partita da dimenticare per i gialloblù
19’ cross di Lazovic, in uscita alta Vicario fa suo il pallone senza difficoltà
21’ conclusione da fuori area di Stojanovic deviata in angolo da Coppola
23’ sinistro di Baldanzi a lato di poco. L’Empoli fa quello che vuole
25’ 1-0 l’Empoli passa con merito in vantaggio grazie al diagonale di Baldanzi scoccato dal limite dell’area che si infila alla sinistra di Montipó
31’ calcio d’angolo di Ilic, colpo di testa di Dawidowicz che non trova però la porta
33’ ammonito Ceccherini per fallo su Baldanzi
35’ punizione per i padroni di casa e colpo di testa di Haas che impegna Montipó
37’ Tameze serve Lazovic ma a tu per tu con Vicario non riesce a controllare il pallone
39’ Ceccherini verticalizza per Lazovic, il serbo arriva al cross ma il pallone è preda facile del portiere di casa
45’ Lazovic trova Ceccherini, palla in mezzo ma il tentativo del difensore viene chiuso in corner
45’ sono 2’ di recupero
Il primo tempo si chiude con la squadra di Zanetti in vantaggio. Da dimenticare i primi 45’ dei gialloblù di Cioffi
- SECONDO TEMPO -
All’intervallo, nei primi 10’, tutti i gialloblù sono scesi nello spogliatoio, staff tecnico compreso
Triplo cambio per i gialloblù, Hien, Terracciano e Veloso, per Faraoni, Hongla e Ceccherini
47’ contropiede dei gialloblù, ma Lasagna non riesce ad approfittarne calciando in curva
49’ Lazovic per Lasagna, sinistro di prima intenzione dove Vicario si fa trovare pronto e chiude in angolo
49’ sinistro a giro alto di Veloso
56’ conclusione di Parisi deviata in corner
58’ colpo di tacco in area di Lammers murato da Hien
59’ Montipó si immola su Lammers, anticipando l’attaccante dentro l’area piccola
62’ cross di Lazovic, Vicario anticipa in uscita alta Hien
66’ ammonito Dawidowicz per una trattenuta
67’ ammonito Veloso
68’ doppio cambio per i gialloblù, Doig e Kallon per Tameze e Lasagna
69’ GOL 1–1 bastano 1’ a Kallon per trovare la prima rete in gialloblù ed il primo sigillo in Serie A. Il suo diagonale chirurgico scoccato dal limite dell’area si infila dove Vicario non può arrivare.
75’ destro di Bandinelli a lato
79’ colpo di testa di Dawidowicz, blocca Vicario
85’ sinistro al volo di Ilic che termina sull’esterno della rete, sugli sviluppi del corner di Veloso
90’ sono 3’ di recupero
Al Castellani termina 1-1. Secondo punto stagionale per i gialloblù. Appuntamento domenica al Bentegodi quando si giocherà la terza partita in otto giorni, contro la Sampdoria.
1-1 Kallon
Passa appena 1’ dal suo ingresso in campo e l’Hellas Verona trova al 69’ il pareggio grazie al diagonale dell’ex Genoa che batte Vicario.
Primavera, Hellas Verona-Bologna 1-1
Nel primo match interno della stagione i gialloblù hanno fermato il Bologna sull’1-1 al termine di una grande prestazione di gruppo, conquistando il secondo punto della stagione. I ragazzi di mister Salvatore Bocchetti hanno affrontato un avversario tosto come il Bologna, che si presentava all’Antistadio ‘Tavellin’ a punteggio pieno dopo aver battuto Inter e Roma. Decisivo per il Verona è stato Cazzadori, al primo gol in Primavera, il quale ha risposto all’iniziale vantaggio firmato da Raimondo. Venendo alla cronaca: la prima occasione da gol è del Bologna, che al 15’ si rende pericoloso su calcio d’angolo con Mercier. La risposta del Verona è però immediata: Bragantini si lancia in contropiede, ma viene chiuso sul più bello dalla difesa ospite. Due minuti dopo, al 17’, il Bologna passa in vantaggio con Raimondo, che riceve palla in area, si coordina e calcia sul palo più lontano superando Boseggia. Il Verona non molla, cerca con insistenza il pareggio e al 25’ trova due limpide occasioni da gol ravvicinate. Cazzadori approfitta infatti di un’uscita a vuoto di Bagnolini per colpiredi testa, ma Wallius scongiura il gol deviando la sfera in angolo. Proprio sugli sviluppi del corner, la palla arriva al limite dell’area per Cisse, che con un tiro di collo pieno sfiora l’incrocio dei pali. Nella ripresa è un Verona ancor più propositivo, che cerca - e con convinzione - trova meritatamente il pareggio. Al 68’ arriva infatti l’1-1: Patanè riceve il pallone sulla sinistra, e una volta giunto sul fondo serve un cross teso in area sul quale Cazzadori è più veloce di tutti ad avventarsi e depositare in rete, riportando il risultato in parità. I gialloblù non si accontentano e cercano il vantaggio. Pochi minuti dopo, al 72’, Bragantini ribalta il fronte e imbuca un pallone in area per Gomez, che a tu per tu con Bagnolini sfiora il palo. Quattro minuti dop, al 76’, è Patanè ad avvicinarsi al possibile 2-1, quando scatta sulla sinistra e arriva alla conclusione mettendo la palla sull’esterno della rete. Termina così in parità un match che fornisce indicazioni positive e importanti a mister Bocchetti, in vista del prosieguo della stagione.
I gialloblù torneranno in campo sabato 3 settembre, alle ore 13, in trasferta contro l’Inter, nel match valido per la 4ª giornata del campionato Primavera 1 TIM 2022/23.
HELLAS VERONA-BOLOGNA 1-1
Reti: 17' Raimondo, 68' Cazzadori
HELLAS VERONA: Boseggia, Signorini, Calabrese, Schirone (dal 90' Furini), Bernardi, Riahi (dal 79' Camara), Gomez, Cazzadori, Ebenguè (dal 61' El Wafi), Bragantini, Cisse (dal 61' Patanè). A disposizione: Ravasio, Marchetti, Piantedosi, Scalco, Matyjewicz, Zejnullahu, Eke, Diao. Allenatore: Salvatore Bocchetti
BOLOGNA: Bagnolini, Walius, Mercier (dal 61' Diop), Amey, Maltoni, Pyyhtia, Raimondo (dal 82' Anatriello), Mmaee (dal 61' Paananen, Bynoe (dal 79' Rosetti), Stivanello, Schiavoni (dal 45' Karlsson). A disposizione: Raffaelli, Gasperini, Mazzia, Corazza, Corsi, Busato, Ebone, Crociati, Menegazzo. Allenatore: Luca Vigiani. Fonte: hellasverona.it
Fine primo tempo, Empoli-Hellas Verona 1-0
Primo turno infrasettimanale della Serie A 2022/23. Allo stadio Castellani di Empoli, accompagnati da 259 tifosi scaligeri presenti nel Settore Ospiti, scontro salvezza per i gialloblù di Cioffi che scendono in campo col 3-5-2 con Montipó, Coppola, Ceccherini, Dawidowicz; Faraoni, Ilic, Hongla, Tameze, Lazovic; Lasagna, Henry.
Presenti in tribuna gli ex Aglietti, Dainelli e Donadel
CRONACA
- PRIMO TEMPO -
2’ Tameze mura il colpo di testa di Ismajli sugli sviluppi di un calcio di punizione procurato da Ceccherini
4’ Satriano mette in mezzo, spazza Ilic
5’ l’Empoli è partito decisamente meglio, nuovo calcio d’angolo per la squadra di Zanetti
9’ ammonito Faraoni per fallo su Parisi
Per i primi 10’ in campo solo l’Empoli
13’ iniziano il riscaldamento Doig e Terracciano, Cioffi non deve essere soddisfatto
15’ Faraoni chiude la diagonale e con un colpo di testa manda il pallone in corner dopo l’ennesima offensiva empolese
17’ sinistro di Lammers da posizione defilata indirizzata sul primo palo, blocca Montipó
18’ Cioffi manda anche Veloso e scaldarsi. Avvio di partita da dimenticare per i gialloblù
19’ cross di Lazovic, in uscita alta Vicario fa suo il pallone senza difficoltà
21’ conclusione da fuori area di Stojanovic deviata in angolo da Coppola
23’ sinistro di Baldanzi a lato di poco. L’Empoli fa quello che vuole
25’ 1-0 l’Empoli passa con merito in vantaggio grazie al diagonale di Baldanzi scoccato dal limite dell’area che si infila alla sinistra di Montipó
31’ calcio d’angolo di Ilic, colpo di testa di Dawidowicz che non trova però la porta
33’ ammonito Ceccherini per fallo su Baldanzi
35’ punizione per i padroni di casa e colpo di testa di Haas che impegna Montipó
37’ Tameze serve Lazovic ma a tu per tu con Vicario non riesce a controllare il pallone
39’ Ceccherini verticalizza per Lazovic, il serbo arriva al cross ma il pallone è preda facile del portiere di casa
45’ Lazovic trova Ceccherini, palla in mezzo ma il tentativo del difensore viene chiuso in corner
45’ sono 2’ di recupero
Il primo tempo si chiude con la squadra di Zanetti in vantaggio. Da dimenticare i primi 45’ dei gialloblù di Cioffi.
1-0 Baldanzi
Al 26’ l’Empoli passa con merito in vantaggio grazie al diagonale di Baldanzi che si infila alla sinistra di Montipó.
Empoli-Hellas Verona, Aglietti presente in tribuna
Se oggi siamo in Serie A, il merito è anche suo! Grazie mister Aglietti