Puscasiu: “La retrocessione fa male: siamo delusi e responsabili. Abbiamo un solo obiettivo: tornare in Serie A il prima possibile”
L’intervista al Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La stagione si è conclusa con la retrocessione del Club in Serie B, portando con sé tutta la delusione di una tifoseria e di un ambiente da sempre legati in modo speciale all’Hellas Verona. Qual è il primo messaggio che la proprietà desidera esprimere dopo questa profonda delusione? "Prima di tutto, voglio ringraziare i tifosi e la città di Verona. Siamo altrettanto delusi dai risultati di questa stagione. Alla fine, come proprietà, siamo responsabili di questi risultati. Eravamo convinti di aver costruito una squadra in grado di essere competitiva in Serie A. La realtà della stagione si è rivelata diversa e dobbiamo imparare da quanto accaduto per andare avanti insieme e ricostruire l’Hellas Verona, riportandolo al livello che questa città e i suoi sostenitori meritano".
Dal punto di vista dei risultati, delle prestazioni e del progetto sportivo complessivo, avete individuato cosa non ha funzionato? "I risultati parlano da soli: quando una stagione si conclude in questo modo, significa che diversi fattori non sono andati secondo i piani. Abbiamo deciso, nell’ambito del budget disponibile per la stagione, di investire in una squadra che ritenevamo potesse competere per mantenere la categoria in Serie A. Eravamo convinti che i giocatori messi a disposizione fossero in grado di raggiungere questo obiettivo, ma abbiamo anche compiuto una scelta consapevole: privilegiare la qualità del nucleo principale della rosa rispetto alla profondità complessiva dell’organico. Questo ha significato che gli infortuni - e ce ne sono stati molti, anche a giocatori chiave come Serdar, Suslov, Belghali, Bella-Kotchap e altri - hanno inciso sulla squadra e sui risultati più di quanto sperassimo. Abbiamo scelto la qualità dell’undici titolare, o comunque dei primi 14 giocatori della rosa, piuttosto che costruire un gruppo più ampio, magari composto da 22 giocatori di livello medio ma con maggiore profondità. Non è necessario ripercorrere tutti i risultati sportivi della stagione. Una combinazione di sfortuna, errori di valutazione ed episodi sfavorevoli ha portato a questa retrocessione. Ma questo è lo sport: un giorno il pallone può rimbalzare a tuo favore, il giorno dopo contro di te. Non vogliamo cercare alibi: il risultato delle nostre decisioni semplicemente non è stato sufficiente. Impareremo da queste scelte e lavoreremo per ottenere risultati migliori in futuro. Ci sono stati anche alcuni aspetti positivi dal punto di vista sportivo. L’area sportiva continua a individuare, acquisire e sviluppare giocatori di valore, capaci di competere ai massimi livelli del calcio italiano ed europeo. E continuiamo a reinvestire i profitti generati da questi giocatori in nuovi talenti, come nel caso della cessione di Giovane per acquisire Edmundsson e Bowie. Continueremo ad affidarci al nostro dipartimento sportivo anche in futuro".
C’è la volontà da parte della proprietà di costruire una squadra capace di puntare a un immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A il prima possibile, già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Mi auguro che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E noi la utilizzeremo".
Negli ultimi mesi si sono rincorse molte voci sulla situazione finanziaria del Club. Potete chiarire una volta per tutte quale sia la situazione attuale? "Dal punto di vista finanziario, il debito è stato significativamente ridotto. Gli obblighi fiscali e contrattuali ereditati dalla precedente gestione - e ce n’erano di concreti - sono stati identificati, gestiti e in parte risolti. Non esistono più impegni salariali improduttivi verso giocatori che non fanno più parte del Club. Siamo pienamente in regola sia dal punto di vista normativo sia da quello finanziario. Lo dico chiaramente perché, nel calcio italiano, non è qualcosa che si possa dare per scontato. Il Club poggia su basi economiche solide e ogni euro di plusvalenza viene reinvestito per migliorare il Club, sia sotto il profilo sportivo sia sotto quello operativo. Un altro tema che è stato spesso sollevato riguarda i costi legati agli agenti e alle commissioni. È importante chiarire che queste dinamiche sono parte strutturale del sistema calcistico moderno, soprattutto nei mercati internazionali e nelle operazioni multilivello. In molti casi si tratta di accordi complessi, legati a operazioni ereditate o a strutture contrattuali già esistenti al momento del nostro arrivo. Da parte nostra, l’approccio è sempre quello di valutare al meglio l’economicità generale delle operazioni".
Il Presidente Esecutivo Italo Zanzi lo ha ribadito più volte, ma per mettere definitivamente a tacere queste voci, può confermare anche lei che l’obiettivo di Presidio non è vendere il Club, ma proseguire con un progetto di medio-lungo termine? "Il nostro obiettivo non è cambiato: stiamo costruendo le fondamenta di un Club che dovrà essere ancora qui tra cinquant’anni. Abbiamo una visione di lungo periodo e gli investimenti che stiamo realizzando hanno una natura strutturale e duratura.
Nei prossimi giorni faremo un annuncio importante riguardo allo sviluppo del nuovo stadio. La nostra intenzione è portare avanti questi investimenti, non vendere il Club nel breve termine".
Dopo la prima stagione completa di Presidio alla guida dell’Hellas Verona, qual è la valutazione di Christian Puscasiu? "Siamo retrocessi perché non abbiamo raccolto abbastanza punti per salvarci. Come già espresso in modo chiaro, la classifica non mente e noi non siamo qui per sostenere il contrario. Quello che posso fare è spiegare, con la massima onestà possibile, quali riteniamo siano state le cause che hanno portato a questo risultato. Comprenderle è la condizione necessaria per non ripetere gli stessi errori. E credo che, osservando il quadro nella sua interezza, la situazione sia più articolata del semplice 'la squadra non era abbastanza forte'. Ci sono cause precise che, combinate tra loro, riteniamo siano state straordinarie e non strutturali. C’è anche un dato molto concreto che non va letto come scusante ma che racconta bene il margine con cui si è decisa questa retrocessione: abbiamo perso più di dieci punti subendo gol dopo il settantesimo minuto. Parliamo di partite che erano in equilibrio o sotto controllo e che, negli ultimi venti minuti, hanno preso una direzione diversa. In un campionato come la Serie A, questo rappresenta la differenza tra la salvezza e la retrocessione. A questo si aggiunge un elemento di analisi più profondo: se si guardano le prestazioni espresse in campo nel corso della stagione, emerge uno scostamento significativo tra i punti che la squadra avrebbe meritato e quelli effettivamente ottenuti. Questo non cambia il risultato finale - che accettiamo - ma aiuta a comprenderne la natura. Non stiamo parlando di una squadra strutturalmente non competitiva, ma di una stagione in cui diversi fattori, anche statistici, si sono combinati in modo sfavorevole. Questo non è un alibi, ma un elemento di analisi. Significa che, in molte partite, la squadra è stata competitiva e all’altezza, ma non è riuscita a trasformare questa competitività in risultati. È un aspetto su cui dovremo lavorare con grande attenzione, perché riguarda concretezza, gestione dei momenti chiave e maturità complessiva del gruppo.
La retrocessione fa male. Non era ciò che volevamo. Ma posso dire con assoluta certezza che oggi il Club è strutturalmente più forte rispetto al momento del nostro arrivo. Le fondamenta che abbiamo costruito non scompaiono con una retrocessione. Ed è proprio questa base - profondità manageriale e investimenti infrastrutturali - che ci dà ogni motivo per credere che si tratti di una battuta d’arresto temporanea, non dell’inizio di un declino. Ma al di là dell’analisi sportiva, credo sia giusto aggiungere un messaggio diretto anche a chi lavora quotidianamente per questo Club e a chi lo sostiene a livello istituzionale e commerciale. Ai nostri dipendenti, ai collaboratori, agli sponsor e ai partner finanziari e ai nostri tifosi voglio dire chiaramente che comprendiamo la delusione che questo risultato porta con sé, e che riconosciamo pienamente il loro impegno e il loro contributo. Non è un messaggio formale, ma un riconoscimento concreto: senza il lavoro quotidiano di queste persone e senza la fiducia di chi supporta il Club, nulla di ciò che stiamo costruendo sarebbe possibile. Meritano di sapere che la responsabilità di questo risultato è nostra, come proprietà e come leadership sportiva".
È corretto dire che tutte le operazioni di plusvalenza che il Club ha effettuato e continuerà a effettuare sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità finanziaria e preservare la stabilità nel lungo periodo? "Sì, è corretto dire che tutte le operazioni in uscita - come quelle relative a Coppola, Tchatchoua, Cisse, Ghilardi e Giovane, che in questa stagione hanno generato importanti plusvalenze - sono necessarie per garantire l’auto sostenibilità del Club e assicurargli una posizione più forte per il futuro. Ogni euro derivante da queste operazioni - al netto di commissioni e obblighi verso i club precedenti - è stato reinvestito nel Club: nella rosa, nelle infrastrutture e nel futuro.
Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché credo sia importante per i tifosi: questa proprietà non sottrae valore al Club. Il modello basato sulle operazioni di mercato esiste per finanziare la crescita del Club, non per distribuire capitale agli azionisti. La proprietà è impegnata a reinvestire il 100% di ciò che riceve. Allo stesso tempo, credo sia fondamentale spiegare perché questo modello sia necessario. La sostenibilità non è una rinuncia all’ambizione, ma la condizione che permette a un Club di rimanere competitivo nel tempo, senza mettere a rischio la propria stabilità. Vogliamo costruire un Hellas Verona che possa crescere, competere e durare, non uno che ottiene risultati nel breve periodo per poi pagarne le conseguenze negli anni successivi".
Siete pienamente consapevoli del divario economico tra Serie B e Serie A, e come intendete affrontarlo? "Sì, naturalmente, ne siamo consapevoli. Conosciamo molto bene la differenza tra Serie A e Serie B. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva sul campo, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla stabilità economica e finanziaria del Club".
Alla luce di questa situazione e considerando gli sforzi di Presidio per il bene del Club, quanto sarà importante costruire una rosa in grado di puntare all’immediato ritorno in Serie A già dalla prossima stagione? "La priorità immediata è chiara: affronteremo la Serie B con un solo obiettivo, tornare in Serie A già dalla prossima stagione. Abbiamo le risorse per perseguire questo obiettivo con serietà. Spero che, insieme all’area sportiva, riusciremo a costruire una delle squadre più forti del campionato. Credo sinceramente che una stagione dell’Hellas Verona in lotta per la promozione al Bentegodi - con tifosi che non desiderano altro che vedere questo Club tornare dove merita - possa diventare qualcosa di speciale. Quell’energia è una risorsa. E la useremo. Stiamo costruendo le basi giuste. Non ripeteremo gli errori che hanno contribuito a questa stagione. E andremo avanti con questi obiettivi: verso la Serie A, verso un nuovo stadio, verso un Hellas Verona costruito davvero per durare nel tempo. La nostra visione è chiara ed è di lungo periodo. Tutte le decisioni che stiamo prendendo - dagli investimenti infrastrutturali alla costruzione della squadra - vanno nella direzione di rafforzare il Club in modo stabile e duraturo. Non stiamo lavorando su un orizzonte di breve termine, ma su un progetto che abbia continuità e ambizione negli anni".
Più nello specifico, per raggiungere la promozione, la vostra idea è mantenere un nucleo di giocatori di questa stagione oppure effettuare una nuova rivoluzione tecnica? "È molto difficile rispondere a questa domanda. Quando si definisce la composizione di una squadra, ci sono molti fattori da considerare: la volontà del giocatore di restare, il tipo di offerta che potrebbe arrivare da un altro club per noi e soprattutto per il giocatore, oltre alle normali dinamiche del mercato dei trasferimenti, che conoscete tutti molto bene".
Senza fare nomi, una delle priorità potrebbe essere individuare il nuovo allenatore il prima possibile, così da pianificare meglio il futuro? "Senza fare alcun nome, posso confermare che questa è oggi la nostra priorità numero uno".
Dal vostro arrivo avete mostrato una forte volontà di ascoltare il sentimento dei tifosi. Come pensate di riconquistarli dopo una stagione così negativa e frustrante?"Essendo onesti, come ho cercato di essere oggi, e poi passando ai fatti. L’analisi è stata fatta. Abbiamo imparato dai nostri errori. Il lavoro ricomincia ora: costruire la squadra per la Serie B con l’obiettivo specifico di tornare in Serie A in una sola stagione, con maggiore chiarezza e fondamenta più solide rispetto a dodici mesi fa. È su questo che si concentra tutta la nostra attenzione. Analizzare il passato è necessario. Restarne bloccati, no".
Questione stadio: a novembre è stata presentata al Comune la manifestazione di interesse. Potete spiegare la visione della proprietà riguardo alla costruzione di un nuovo stadio? "Il Bentegodi è stato costruito nel 1963. È uno degli stadi più grandi d’Italia, ma presenta reali limiti strutturali ed è di proprietà del Comune di Verona. Questo significa che siamo in affitto nella nostra stessa casa, con un controllo limitato su un asset fondamentale sia per l’esperienza dei tifosi che quella commerciale. Non è una situazione sostenibile per un Club con ambizioni di lungo periodo. Abbiamo preso un impegno serio per cambiare questa situazione. Abbiamo completato uno studio rigoroso di fattibilità economica e di mercato, valutato ogni scenario realistico di sviluppo e concluso che la strada migliore sia un nuovo stadio nell’attuale area del Bentegodi: preservando il luogo che i tifosi conoscono, ma creando al tempo stesso l’infrastruttura moderna di cui il Club ha bisogno. Abbiamo svolto una procedura competitiva per selezionare l’architetto e, nelle prossime ore, pubblicheremo un importante annuncio a riguardo. Ciò che significherebbe un nuovo stadio è estremamente rilevante: un sostanziale aumento dei ricavi da partite ed eventi, flussi di entrata indipendenti dalla categoria in cui giochiamo e una base finanziaria permanentemente più solida per il Club. Ridurrebbe la nostra dipendenza dal mercato dei giocatori per finanziare le operazioni. Ci permetterebbe di investire con maggiore continuità nella squadra. E offrirebbe ai tifosi un’esperienza all’altezza dell’orgoglio che provano per questo Club. Ma voglio essere chiaro su un punto: un progetto di questa portata non può essere realizzato soltanto con la volontà privata. Richiede un allineamento politico a livello locale, regionale e potenzialmente nazionale. Richiede che il Comune di Verona sia un vero partner, e stiamo costruendo questo rapporto in modo attivo e in buona fede. Probabilmente servirà una combinazione di investimenti privati e sostegno pubblico affinché il progetto diventi realtà. Nulla di tutto questo è insolito per grandi progetti di sviluppo di stadi in Italia o in Europa: molti degli impianti più importanti dell’ultimo decennio sono stati realizzati attraverso partnership pubblico-private. Ma ciò significa anche che le tempistiche non dipendono interamente da noi".
In città sono circolate voci riguardo a un possibile interesse per il Payanini Center che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe cessare le proprie attività attuali alla fine di giugno. C’è qualcosa di vero oppure ritenete che il centro sportivo di Peschiera sia pienamente adeguato alle esigenze della Prima Squadra e della Primavera? "No, non c’è nulla di vero nelle voci riguardanti quel centro sportivo. La struttura di allenamento di Peschiera è stata significativamente migliorata dal nostro arrivo. Abbiamo investito nell’ambiente della Prima Squadra, nella Primavera, nella squadra femminile e nelle infrastrutture del Settore Giovanile che supportano alcune di queste aree, e riteniamo che queste strutture siano più che adeguate. Considerato l’elevato numero di squadre che abbiamo nei settori giovanili maschili e femminili, la nostra intenzione è continuare a migliorare le aree e le strutture di allenamento. Stiamo lavorando attivamente per arrivare a possedere un nostro centro sportivo invece di utilizzarne uno in affitto: una transizione che trasformerebbe un costo operativo annuale in un asset permanente del Club, garantendoci piena autonomia sull’ambiente di sviluppo e permettendoci di costruire un’accademia centralizzata capace di attrarre talenti da tutta la regione e oltre".
Molti tifosi si sono chiesti perché una delle vostre prime decisioni strutturali sia stata vendere il Bottagisio, che era stato acquisito dalla precedente proprietà e destinato a centralizzare tutte le attività del settore giovanile. Può spiegare il motivo di questa scelta? "La risposta è semplice: abbiamo ritenuto che le caratteristiche strutturali di quel centro di allenamento non fossero adatte alle nostre esigenze e ai nostri requisiti".
L’Hellas Verona non è solo la Prima Squadra. Secondo molti, queste sono state due stagioni positive per il Settore Giovanile maschile, da sempre una fonte preziosa di talento. Come intendete continuare a sviluppare quest’area? "La Primavera e il Settore Giovanile non sono semplicemente serbatoi per la Prima Squadra. Sono motori di produzione di valore tecnico ed economico. Coppola, che quest’estate è passato al Brighton per una cifra significativa, è cresciuto nel nostro vivaio. Cisse - che ha firmato con il Milan all’inizio di quest’anno - è entrato nel nostro Settore Giovanile a quattordici anni, ha segnato sedici gol in una singola stagione di Primavera, ha esordito in Serie A con noi, è andato in prestito al Catanzaro in Serie B ed è stato ceduto a diciannove anni a uno dei più grandi club italiani. Oggi è anche un nazionale Under 21. Questo è il quadro completo di ciò che un settore giovanile ben gestito può produrre. Lo abbiamo individuato, sviluppato e, quando il mercato ne ha riconosciuto il valore, lo abbiamo concretizzato nel momento giusto. Tutto questo è reso possibile dall’eccellente lavoro del nostro Responsabile del Settore Giovanile, Massimo Margiotta, e dal grande e competente gruppo di lavoro che ogni giorno contribuisce alla crescita dei nostri giovani calciatori. La Primavera e il vivaio producono giocatori che arrivano a rappresentare l’Italia a livello giovanile. Questo legame con i giovani talenti del territorio è per noi importante per ragioni che vanno oltre il valore economico che può generare in futuro".
Questa stagione ha visto anche la crescita del settore femminile del Club, con molte nuove tesserate e la Prima Squadra che ha mantenuto la categoria. Sono basi solide per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women? "Questa stagione è stata positiva sotto molti aspetti. Abbiamo aumentato la visibilità del calcio femminile attraverso iniziative come il Double Header, lanciando un format che ha aperto gli stadi del calcio professionistico maschile anche ad altri club di Serie B, come Como 1907, Frosinone e Cesena. Dal punto di vista del Settore Giovanile, abbiamo ottenuto risultati importanti, tra cui il mantenimento della massima categoria con la squadra Primavera e il raggiungimento dei playoff nazionali con l’Under 17, insieme alla continua crescita delle categorie più giovani. Anche la Prima Squadra ha mantenuto la categoria, creando una base solida su cui costruire la prossima stagione sia dal punto di vista commerciale che della comunicazione. Allo stesso tempo, stiamo lavorando su diversi programmi internazionali per elevare ulteriormente il nostro livello sportivo ed espandere il brand all’estero, anche sulla base di esperienze come il nostro tour estivo in Germania. Nel complesso, si tratta di basi solide che ci danno fiducia e slancio per continuare a sviluppare l’Hellas Verona Women nelle prossime stagioni".
Pochi giorni fa, l’evento benefico della Hellas Verona Foundation ha riunito quasi 400 persone a sostegno delle sue iniziative. A suo avviso, quali sono i valori e la missione principali della Fondazione? "Collegare il Club alla comunità veronese. Lascio che sia il lavoro a parlare. Abbiamo finanziato la costruzione di una struttura residenziale affinché le famiglie dei bambini sottoposti a trapianto nel reparto di Oncoematologia Pediatrica possano avere un alloggio vicino ai propri figli. Doniamo i pasti in eccedenza dopo ogni partita casalinga. Abbiamo realizzato programmi educativi su inclusione e fair play in oltre 130 scuole della provincia. I tifosi non vedenti possono seguire ogni partita casalinga grazie all’audiodescrizione. La collaborazione avviata con la cooperativa Ape ’N’ Down coinvolge giovani con disabilità intellettive nelle attività di hospitality: non come gesto simbolico, ma come membri dello staff. Il nostro progetto principale di questa stagione, ‘Casa Insieme a Voi’ insieme a Caritas Verona, è una struttura di co-housing per giovani donne in difficoltà abitativa, comprese vittime di violenza. Con grande orgoglio e soddisfazione sosteniamo un’iniziativa per noi particolarmente significativa: Hellas Verona 4 Special, una squadra di ragazze e ragazzi con disabilità intellettive che, grazie ai nostri allenatori, possono vivere il calcio in modo divertente ed educativo. Trovo tutto questo lavoro profondamente significativo. È uno degli aspetti di questo Club di cui sono più orgoglioso di far parte. Un Hellas Verona che sarà ancora qui tra cinquant’anni è un Club che si sarà guadagnato il proprio posto in questa città: non solo in classifica, ma nella comunità. L’Hellas Verona Foundation rappresenta al meglio il modo in cui lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo obiettivo" ha dichiarato a hellasverona.it il Presidente di Presidio Investors, Christian Puscasiu.
La moviola de La Gazzetta dello Sport: Hellas Verona-Como 0-1. Arbitro Di Bello voto 5
Al 27’ Bowie in area viene toccato da dietro da Kempf, ma lo scozzese è in sospetto fuorigioco (non segnalato): in questo caso il Var non può intervenire e si lascia il (doppio) errore di campo. Al 31’ check per un contatto in area tra Suslov e Diego Carlos: ancata del brasiliano, troppo poco per un rigore. Al 37’, altro check per un possibile doppio mani di Diego Carlos, su testa di Valentini e in opposizione a Nelsson: dubbi.
Arbitro Di Bello, voto 5: lascia correre su Kempf-Bowie mentre l’assistente non dà l’offiside: un pasticcio che mette “fuorigioco” il Var.
Hellas Verona, lunedì libero per i gialloblù
La squadra affidata ad interim a Paolo Sammarco inizierà domani mattina la preparazione, a porte chiuse al centro sportivo lacustre, in vista della sfida di Milano contro l’Inter, partita non ancora calendarizzata dalla Lega Serie A.
Tutte le news
Stage Italia, Mancini convoca i gialloblù Coppola, Cortinovis e Terracciano
Il 2022 azzurro si chiuderà con uno stage dedicato ai calciatori di interesse nazionale, che si terrà da martedì 20 a giovedì 22 dicembre presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano. I calciatori convocati dal Ct Roberto Mancini saranno divisi in due gruppi di lavoro: da martedì a mercoledì mattina si raduneranno i calciatori di Serie B, in modo che possano tornare a disposizione dei rispettivi club sei giorni prima delle gare della 19ª giornata di campionato in programma lunedì 26 dicembre, mentre mercoledì pomeriggio e giovedì mattina sarà la volta dei calciatori tesserati per società di Serie A e che militano all’estero.
Lo stage, organizzato grazie alla disponibilità delle Leghe e dei Club, rappresenta una nuova tappa del percorso intrapreso nella passata stagione dalla FIGC con l’obiettivo di agevolare la transizione dalle Nazionali Giovanili alla Nazionale maggiore e ampliare la base dei calciatori selezionabili in vista dei prossimi impegni. La Nazionale tornerà in campo a marzo 2023 per disputare le prime due gare di qualificazione al Campionato Europeo del 2024. Gli Azzurri affronteranno il 23 marzo l’Inghilterra allo stadio ‘Diego Armando Maradona’ di Napoli e tre giorni più tardi saranno di scena a Malta contro la nazionale di casa. Dal 14 al 18 giugno sarà poi la volta della Final Four di Nations League, con l’Italia impegnata in Olanda nella fase finale del torneo con i Paesi Bassi, la Croazia e la Spagna.
L’elenco dei convocati
1° gruppo calciatori
Mirko Antonucci (Cittadella)
Daniel Boloca (Frosinone)
Nicholas Bonfanti (Modena)
Matteo Brunori (Palermo)
Riccardo Calafiori (Basilea)
Fabrizio Caligara (Ascoli)
Simone Canestrelli (Pisa)
Elia Caprile (Bari)
Giuseppe Caso (Frosinone)
Giorgio Cittadini (Modena)
Niccolò Corrado (Ternana)
Christian Dalle Mura (Spal)
Jacopo Da Riva (Como)
Enrico Delprato (Parma)
Alessandro Di Pardo (Cagliari)
Giovanni Fabbian (Reggina)
*Wladimiro Falcone (Lecce)
Aldo Florenzi (Cosenza)
Michael Folorunsho (Bari)
Samuel Giovane (Ascoli)
Paolo Gozzi (Cosenza)
Luca Lipani (Genoa)
Vincenzo Millico (Cagliari)
Luca Moro (Frosinone)
Samuele Mulattieri (Frosinone)
Hans Nicolussi Caviglia (Sudtirol)
Gaetano Pio Oristanio (Volendam)
Simone Panada (Modena)
Andrea Papetti (Brescia)
Niccolò Pierozzi (Reggina)
Eddie Salcedo (Bari)
Stefano Turati (Frosinone)
Marco Varnier (Spal)
*parteciperà ad entrambi i gruppi di lavoro
2° gruppo calciatori
Tommaso Baldanzi (Empoli)
Federico Baschirotto (Lecce)
Alessandro Bianco (Fiorentina)
Samuele Birindelli (Monza)
Alessandro Buongiorno (Torino)
Nicolò Cambiaghi (Empoli)
Marco Carnesecchi (Cremonese)
Cesare Casadei (Chelsea)
Nicolò Casale (Lazio)
Fabio Chiarodia (Werder Brema)
Lorenzo Colombo (Lecce)
Andrea Colpani (Monza)
Diego Coppola (Verona)
Alessandro Cortinovis (Verona)
Luca D’Andrea (Sassuolo)
*Wladimiro Falcone (Lecce)
Giacomo Faticanti (Roma)
Jacopo Fazzini (Empoli)
Matteo Gabbia (Milan)
Antonino Gallo (Lecce)
Matteo Lovato (Salernitana)
Lorenzo Lucca (Ajax)
Tommaso Mancini (Juventus)
Filippo Calixte Mane (Borussia Dortmund)
Mattia Mannini (Roma)
Tommaso Martinelli (Fiorentina)
Filippo Missori (Roma)
Cher Ndour (Benfica)
Lorenzo Pirola (Salernitana)
Giacomo Quagliata (Cremonese)
Antonio Raimondo (Bologna)
Filippo Ranocchia (Monza)
Filippo Terracciano (Hellas Verona)
Franco Tongya (Odense)
Emanuele Valeri (Cremonese)
Emanuel Vignato (Bologna)
Samuele Vignato (Monza)
*parteciperà ad entrambi i gruppi di lavoro. Fonte: figc.it
Primavera, Sammarco: “Ambiente organizzato all’Hellas Verona. Abbiamo tanta voglia di tornare in campo”
“A Verona ho trovato un ambiente accogliente ed organizzato, con ragazzi che hanno voglia di farsi vedere, di migliorare e di fare cose buone per l’Hellas e per loro stessi. Noi tutti siamo a disposizione e cerchiamo in qualsiasi modo di farli crescere al meglio, preparando questi ragazzi al calcio dei grandi. C’è tanta voglia di tornare in campo, allenarsi è sempre bello ma l’adrenalina che ti dà la competizione è unica. Stiamo lavorando tanto dopo un po’ di riposo, chiusa la prima parte di campionato, perché sappiamo che da gennaio sarà dura e lunga. Manca una parte importante della stagione e stiamo lavorando per farci trovare pronti, sperando di toglierci delle soddisfazioni” ha dichiarato l’allenatore della Primavera dell’Hellas Verona, Paolo Sammarco. Foto Nicola Guerra
Settore Giovanile Hellas Verona, la festa dei piccoli gialloblù alla presenza di Coppola, Faraoni, Terracciano e Veloso
Nella serata di ieri, mercoledì 14 dicembre, il ristorante Gallo's di Villafranca è tornato infatti a riunire calciatori e staff di tutte le formazioni giovanili, dalla Primavera sino all'Under 8, in un evento interamente a tinte gialloblù. Grandi e piccini hanno potuto cenare in compagnia e scambiarsi i consueti auguri di buon Natale, nella serata inaugurata dal saluto di Daniele Cristofoli, Responsabile dell'Attività di Base dell'Hellas Verona: "È molto emozionante vedere tutto il Settore Giovanile qui riunito, in una serata importante e dedicata a tutti coloro che, con ruoli differenti, lavorano ogni singolo giorno per questi colori. Colgo l'occasione per porgere, anche a nome del Responsabile del Settore Giovanile Massimo Margiotta, purtroppo assente per motivi familiari, i migliori auguri di buone feste a tutti voi e alle vostre famiglie".
Presenti anche i calciatori della Prima Squadra Miguel Veloso, Marco Davide Faraoni, Diego Coppola e Filippo Terracciano, che hanno contribuito a rendere ancor più emozionante la serata firmando autografi e rispondendo alle domande rivolte loro da alcuni dei campioncini del vivaio, tra una foto e l'altra scattate assieme a Mastino, la simpatica mascotte gialloblù! Fonte: hellasverona.it
La birra di Hellas Live
Per il decennale della prima applicazione al mondo dedicata solo all’Hellas Verona, è nata la birra marchiata Hellas Live!
Grazie alla collaborazione con La Piazzetta Store, da oggi potete trovare solo al Kiosko Alby di via Fra Giocondo (piazzale stadio Bentegodi) l’edizione speciale e numerata di questa keller a tinte gialloblù.
Info biglietti Torino-Hellas Verona
Torino FC ha comunicato le informazioni relative ai biglietti del Settore Ospiti per la gara Torino-Hellas Verona, 16ª giornata della Serie A TIM 2022/23, in programma mercoledì 4 gennaio (ore 14.30) allo stadio 'Olimpico Grande Torino'.
INIZIO PREVENDITA
La prevendita relativa al Settore Ospiti è già attiva e lo sarà fino alle ore 19 di martedì 3 gennaio.
DOVE ACQUISTARE
- Online sul sito Vivaticket
- Punti vendita Vivaticket
- Biglietteria Nord dello stadio 'Olimpico Grande Torino', dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle 18
PREZZO
- 20€
- Under 16 10€
RESTRIZIONI
- In attesa delle Determinazioni dell’ONMS, la vendita dei tagliandi è riservato ai soli residenti nella regione Veneto ed esclusivamente per il Settore Ospiti
- Incedibilità dei titoli di accesso cartacei
INFO UTILI
- I cancelli dello stadio 'Olimpico Grande Torino' apriranno due ore prima dell'inizio della gara. Fonte: hellasverona.it
Info biglietti amichevole Hellas Verona-NK Istra
Per Hellas Verona-NK Istra, amichevole in programma domenica 18 dicembre (ore 14) sarà possibile accedere gratuitamente, previo rilascio di un titolo gratuito, allo stadio 'Bentegodi'.
QUANDO
Da mercoledì 14 dicembre, ore 12
DOVE
hellasverona.vivaticket.it
SETTORE
Curva Sud
CONDIZIONI
- Sarà possibile ottenere il biglietto sul web, da casa, direttamente dal link vivaticket.it o tramite il sito di Vivaticket (vivaticket.com) con stampa diretta del voucher valido per l’ingresso, senza necessità di passare dalla biglietteria per ulteriori ritiri.
- Attraverso questo sito sarà possibile ottenere i biglietti online anche per chi non è in possesso della tessera “Non vi lasceremo mai” di Hellas Verona.
- L’ottenimento dei biglietti gratuiti sarà possibile ai soli residenti nelle Regioni Veneto, Trentino e Lombardia.
- I biglietti saranno disponibili esclusivamente online fino ad inizio gara o comunque fino ad esaurimento del settore di Curva Sud.
- Si avvisa che il giorno della gara le biglietterie dello stadio rimarranno chiuse. Fonte: hellasverona.it
Hellas Verona, pronto il contratto bis per Borini. Spetta ora all’attaccante liberarsi
Il primo rinforzo del club gialloblù potrebbe essere un volto già conosciuto al pubblico scaligero. L’attaccante Fabio Borini, in gialloblù nella stagione 2019/20 (14 presenze, 3 reti, ndr) un accordo di massima ce l’ha già con l’Hellas Verona ma prima dovrà liberarsi dal Fatih Karagumruk di Pirlo, contratto con la società turca che scade il prossimo giugno. La società di Setti ha già pronto un accordo di sei mesi con opzione.
Ceccherini vuole rimanere a Verona
Nonostante l’interessamento della Salernitana, il difensore e la società gialloblù vogliono proseguire insieme. Ceccherini quindi nella prossima sessione di mercato non dovrebbe cambiare casacca.
15 dicembre 1963, inaugurazione stadio Marcantonio Bentegodi
Lo stadio di Verona oggi compie 59 anni
Debutto il 15 dicembre 1963, Hellas Verona-Venezia 0-1
Prima partita di Serie A il 6 ottobre 1968, Hellas Verona-Milan 1-3
Record di spettatori il 23 gennaio 1983, i
48.000 di Hellas Verona-Roma 1-1
Festa Scudetto il 19 maggio 1985
4 partite di Italia 90 ospitate
Oltre due milioni e mezzo di spettatori
complessivi negli ultimi 10 anni.
Allenamento questo pomeriggio
L’Hellas Verona di Zaffaroni-Bocchetti proseguirà la preparazione, a porte chiuse, al centro sportivo lacustre.