Gli eroi dello scudetto presenti all’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli
Ci sarà anche Preben Elkjaer Larsen domani a rendere omaggio all’allenatore campione d’Italia 1984/85.
Alla funzione non riusciranno invece a presenziare Hans-Peter Briegel e Luciano Marangon, bloccati all’estero.
Gibellini: “Bagnoli è stato un genio del calcio”
CHI ERA PER ME MISTER OSVALDO BAGNOLI
Non mi sono mai piaciuti gli elogi post mortem: li ho sempre trovati ridondanti di retorica e spesso pieni di verità alterate. Ho quindi ponderato a lungo se scrivere o no qualcosa di personale su Mister Bagnoli: oggi mi sono deciso a farlo dopo avere provato commozione e grande dispiacere per la sua partenza ed avere pregato per lui e la sua famiglia. Chi sia stato come persona, è stato ampiamente descritto su tutti i Media italiani. E sottoscrivo.
Arrivammo a Verona insieme nel lontano 1981, io dall'avere avuto un grave inforunio che mi costò un anno di carriera e lui dall'avere vinto tre campionati consecutivi con Fano, Rimini e Cesena. Voglio ricordarlo come allenatore. Ogni volta che un giornalista mi ha chiesto chi fosse per me Bagnoli come allenatore, ho sempre risposto la stessa cosa: “Un fuoriclasse!".
Una persona con idee semplici ma geniali, capace di inventare, di intuire, di trovare soluzioni immediate sconosciute ai più. Apparentemente dimesso, timido, poco loquace, ma i lampi dei suoi occhi parlavano di tutt'altro, di un vincente in realtà efficacissimo nel gestire il gruppo con i suoi silenzi ma anche con improvvise arrabbiature, simili ai temporali estivi che nascono apparentemente dal nulla, ma invece ponderate e quasi sempre risolutive.
Nulla nasceva per caso: la sua sensibilità tecnica gli permetteva di spingersi oltre, dove gli altri si sognavano di poter arrivare. Con lui si lavorava, eccome se si lavorava! Ma, nel contempo, era in grado di capire quando la testa dei giocatori era satura e quindi sapeva dare respiro e leggerezza.
Era la quintessenza del buon senso: poche cose ma chiarissime.
Arrivavo dalla Spal. Partiamo per il ritiro di Andalo. Prima del primo allenamento, Bagnoli ci riunì in spogliatoio, tirò fuori una valigetta 24 ore, la aprì ed al suo interno vi era un campo di calcio magnetizzato con le pedine. Come per lui fare due passi in centro, ad uno ad uno ci spiegò quali erano i titolari per lui e quali le riserve. Una cosa per la quale oggi potrebbe essere licenziato al primo giorno.
La chiarezza prima di tutto. Chiarezza che lui ha sempre usato all'interno dello spogliatoio, trattando tutti alla stessa maniera: uno dei segreti di quella splendida epopea.
I suoi giocatori si sarebbero per lui buttati nel fuoco.
Ma il tutto nasceva a monte, dalle sue scelte precise di mercato, dove non richiedeva cose particolari ma giocatori che lui aveva apprezzato come avversari, possibilmente con grandi motivazioni dovute ad annate precedenti non positive.
Il terzin fa il terzin... Ognuno al suo posto naturale.
Ma lui ci metteva moooolto del suo! Eccome se ce lo metteva! Dava indicazioni prepartita come tutti, andava in panchina, stava in piedi ad osservare i primi dieci minuti, con quel suo buffo cappellino in testa, con la mano a grattarsi la narice e nel giro di poco cambiava ciò che non andava. Da quel momento la squadra funzionava come un Rolex. Ma era geniale anche durante la settimana ed era abilissimo anche a bluffare se necessario. Con idee che poi furono copiate da tutti.
Allora si giocava con il libero. Spesso si incontravano dei centravanti alti ed abili di testa o a tenere palla. Lui per primo in Italia, invitava lo stopper, sui rinvii lunghi della difesa o dei portieri avversari, a non stare dietro all'attaccante ma davanti. Diceva: “Se lui ti torna davanti, fai lo stesso anche tu, se lui lo rifà, rifallo anche tu, fino a quando non lo porti a giocare nella sua area di rigore”.
Naturalmente il libero doveva dare copertura. Rivedendo oggi come si marcano i centravanti alla Haaland, mi viene naturale dire: “Ma stagli davanti asino!"
Per primo in Italia, ci faceva pressare gli avversari sulle rimesse laterali a loro favore. Diceva: “Dove volete che possano arrivare con le mani? Se noi li prendiamo spesso ci regalano la palla". Oggi lo fanno tutti. Noi avevamo la fortuna di avere un libero intelligente e tecnico come Tricella, che era il nostro primo regista ed usciva sempre per cominciare il gioco. Ma non eravamo spesso molto efficaci, uscendo in palleggio palla a terra, perché gli avversari facevano in tempo a coprirsi. Non ci mise molto a capirlo e disse a Tricella: “È inutile che noi impostiamo gioco dal basso avendo due punte come Penzo e Gibellini, brave di testa, nel tenere palla e nel fare giocare la squadra: alza la testa cerca uno dei due ed andiamo ad accorciare con i centrocampisti”. Così svoltammo e vincemmo il campionato.
Una delle ultime volte che lo vidi, prima che la mente si annebbiasse, gli chiesi come mai aveva smesso ancora giovane. Mi rispose: “Gibo, ho deciso quando un giorno all'Inter, venne da me Tramezzani che allora era un giovane della Primavera, a chiedermi il perché non lo facessi giocare. Capii che non era più il mio calcio e mi ritirai”.
Sempre fedele a se stesso ed al suo concetto di vita e di calcio.
Caro mister, abbiamo trascorso insieme solo una piccola parte della splendida epopea dell'Hellas, ma sufficiente a lasciare una traccia indelebile nella mia mente ed un affetto vero nel mio cuore. E per me lei resterà per sempre semplicemente UN GENIO DEL CALCIO, OTTIMO MARITO ED OTTIMO PADRE.
Una preghiera.
Il commovente saluto su Facebook dell’ex attaccante e direttore sportivo dell’Hellas Verona, Mauro Gibellini.
Nella basilica di San Zeno i funerali di Osvaldo Bagnoli. La funzione sarà celebrata dal vescovo Domenico Pompili
Martedì 21 luglio alle 15.00 verrà celebrato il funerale di Osvaldo Bagnoli, nella basilica di San Zeno maggiore. A presiedere il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, seguendo la liturgia del giorno. Prima della benedizione finale, saranno previsti solo alcuni brevi discorsi funebri già programmati. Al termine, i familiari accompagneranno il feretro, mentre gli altri partecipanti saranno invitati a rimanere al posto.
Nella parte superiore della Basilica saranno accolti i familiari; i rappresentanti delle società calcistiche in cui ha militato; i giocatori, lo staff e la società attuale Hellas Verona; le autorità e i giornalisti che ne faranno richiesta; altri posti a sedere per i fedeli. Nella parte inferiore, invece, saranno a disposizione circa 550 posti seduti per i fedeli. Nel chiostro altri 250 posti circa, soprattutto per le persone più fragili.
All’esterno, poi, saranno predisposte 4 zone segnalate da transenne e sarà garantita la diffusione audiovideo tramite il maxischermo che sarà posizionato accanto alla Basilica (guardandola, sulla destra).
In accordo con la famiglia Bagnoli, all’interno della Basilica sono autorizzate solo le immagini foto e video realizzate dal Servizio comunicazioni della Diocesi di Verona, che metterà il tutto a disposizione per il maxischermo all’esterno e per i media che ne faranno richiesta (per la diretta, la cronaca giornalistica o per la documentazione). Non sono autorizzate all’interno altre foto o video. Fonte: chiesadiverona.it
Verona si prepara a dare l’ultimo saluto a Osvaldo Bagnoli
Le esequie si terranno martedì 21 luglio alle ore 15 nella Basilica di San Zeno.
Per consentire lo svolgimento della cerimonia in sicurezza e accogliere le migliaia di persone attese, saranno adottate alcune modifiche alla viabilità nell'area di piazza San Zeno.
Dalle ore 10: divieto di sosta con rimozione in tutta la piazza. Sospensione della fermata taxi.
Dalle ore 12.30: chiusura della circolazione nell'area di piazza San Zeno.
Per permettere a tutte e tutti di partecipare al momento di commiato, sarà allestito un maxischermo nella piazza: una volta raggiunta la capienza della Basilica, sarà pertanto possibile seguire le esequie dall'esterno.
Con ordinanza del Sindaco Damiano Tommasi, martedì 21 luglio è stata proclamata una giornata di lutto cittadino per rendere omaggio a una figura che ha segnato la storia sportiva della nostra città. Fonte: Comune di Verona
Folgaria 2026, Hellas Verona. VIDEO: il commento dopo il nono giorno di ritiro
Allenamento questa mattina: lavoro su campo ridotto e test atletici, a cui non ha preso parte Suslov. Lavoro a parte per Bega. Questo pomeriggio riposo.
Martedì allenamento al mattino, mentre nel pomeriggio dirigenza e squadra saranno presenti alle esequie di Osvaldo Bagnoli, in programma nella basilica di San Zeno alle ore 15.
Folgaria 2026, Hellas Verona: Zanzi e Sogliano presenti al campo
Il presidente esecutivo ed il direttore sportivo dell’Hellas Verona hanno seguito da bordocampo la seduta mattutina, l’unica in programma lunedì al centro sportivo La Pineta.
Guidolin: “Bagnoli allenatore speciale e persona straordinaria. Mi ha insegnato a parlare con i silenzi”
«Era una persona straordinaria e un allenatore speciale. Non gli interessavano le apparenze. Lo ricordo ai raduni estivi in sandali, calzoncini e maglietta: meraviglioso. Aveva la grande qualità di mettere tutti nei posti giusti. Era schivo. Una volta, lui arrivò all'allenamento e noi, che stavamo già in gruppo a fare una corsa di riscaldamento dentro il Bentegodi, lo salutammo: "Buongiorno, mister". Lui non ci rispose, non per maleducazione, ma perché era fatto così, parlava poco e quando parlava, usava un tono di voce basso, bisognava aguzzare le orecchie. Bagnoli mi ha insegnato a parlare con i silenzi, che a volte dicono più di tante parole. Rimpianti dello scudetto dell’Hellas? Sì, chiaro. Conoscevo molti di quei ragazzi, ero legato a loro. Penso che, se non mi fossi fatto male, in quel Verona avrei potuto ritagliarmi un posto - ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, Francesco Guidolin - Quando iniziai a fare l’allenatore, chiesi un incontro proprio con Bagnoli. Non avevo le idee chiare su sistemi, tattiche, allenamenti. Mi dedicò un'ora del suo tempo e, al di là dei consigli tecnici, mi disse che la cosa fondamentale è capire i giocatori ed essere credibili nel rapporto con loro. Bagnoli voleva che le sue squadre attaccassero per prime, che facessero il proprio gioco senza subire gli avversari. E nel Verona dello scudetto c'era un'idea attualissima: Tricella, il libero, un difensore, in possesso palla saliva a centrocampo. Lo faceva anche Scirea alla Juve, però nel calcio di Bagnoli questa è stata una costante. E poi i due attaccanti, uno piccolo e svelto, l'altro grande e grosso. Nel Verona dello scudetto erano Galderisi ed Elkjaer; in quello mio, della promozione in A, Gibellini e Penzo. Bagnoli mi ha insegnato che i movimenti delle punte determinano il gioco della squadra. Se gli attaccanti fanno le cose giuste, la squadra funziona”.
Folgaria 2026, Hellas Verona: allenamento solo al mattino
All’indomani della prima amichevole stagionale, nel nono giorno di ritiro, l’Hellas Verona svolgerà un allenamento solo al mattino, alle ore 10, al centro sportivo La Pineta. Ingresso libero.
Calcio Club Hellas Pescantina presente a Folgaria
Alla prima uscita stagionale dei gialloblù di Marco Baroni al centro sportivo La Pineta contro Rovereto, presente anche il Calcio Club Hellas Pescantina.
Baroni: “Test molto positivo. Devo ancora decidere il capitano. Non credo ci saranno molte uscite, forse una”
“Il primo tempo è stato diverso rispetto alla ripresa. Alcuni sono un po’ in ritardo di condizione, ma nel complesso sono soddisfatto perché ho visto cose che abbia provato durante questi primi giorni di ritiro. C’è stata partecipazione e dedizione, anche se la squadra è un po’ stanca.
Lo considero un test molto positivo quello contro il Rovereto.
Nel secondo tempo i giovani hanno giocato troppo individualmente, ma questa squadra farà gol solo attraverso il gioco e su questo dobbiamo continuare a lavorare. Hanno cercato di farsi vedere, di mettersi in mostra, ma in questo modo non bene.
Il tributo a Bagnoli. È un uomo inarrivabile. Ci ha lasciato la storia: è una leggenda per città e società. Non ci sono parole per ringraziare l’uomo che è stato. Il suo era un calcio meraviglioso: un grande.
Noi tutti dobbiamo fare qualcosa di importante e lo sappiamo. Mancano diversi giocatori, ma non credo ci saranno molte uscite: forse una. A me interessa lavorare su quello che ho ed il tempo non è un alibi. Chiedo sempre partecipazione, dedizione e di credere in quello che facciamo. Tutti i giorni.
Leali capitano. Prendo ancora del tempo per valutare chi sarà il capitano. Non mi piace che lo sia il portiere. Sino alle partita si ruoteranno gli estremi difensori. Il capitano è un punto di riferimento importante e non voglio sbagliare.
La figura di Gianni Vio. Ci ho già lavorato e siamo sempre rimasti in contatto. È un grande studioso della palla inattiva e già l’anno scorso per 3/4 mesi aveva lavorato per l’Hellas. Ho trovato coerente proseguire con lui e la società mi ha dato l’ok. È una figura importante per un aspetto spesso determinante come le palle inattive” ha dichiarato in conferenza stampa l’allenatore Marco Baroni dopo la prima amichevole stagionale, Hellas Verona-Rovereto 8-1.
Amichevole. Hellas Verona-Rovereto 8-1
Una sgambata, poco più. Nella prima uscita ufficiale dei gialloblù 2026/27, Baroni testa il modulo provato nei primi otto giorni di ritiro: 4-2-3-1.
È un cantiere aperto l’Hellas Verona. Da fare, ce n’è ancora tanto sia per società che allenatore.
Una partita che ha fatto da cornice ad uno dei momenti più toccanti dopo la scomparsa di Osvaldo Bagnoli.
Lutto al braccio e minuto di silenzio prima del calcio d’inizio al centro sportivo La Pineta a Folgaria.
Alla presenza di Domenico Volpati, davanti a circa 2.000 spettatori, divisi tra tribuna, prati e bosco, è stato esposto uno striscione di 95 metri in memoria della leggenda, Osvaldo Bagnoli.
Condottiero silenzioso, storia e leggenda di questa città. Osvaldo Bagnoli: Verona ti rende onore! Hellas Army.
Presenti anche Zanzi e Sogliano.
Contro il Rovereto, formazione che milita in Eccellenza, l’allenatore Baroni nell’esordio stagionale schiera il 4-2-3-1 con Leali; Oyegoke, Edmundsson, Korac, Bradaric; Bernede, Kastanos; Sarr, Harroui, Suslov; Bowie.
CRONACA
PRIMO TEMPO
1-0 la prima rete stagionale porta la firma di Suslov, al 4’, su assist di Harroui.
2-0 il raddoppio, quattro minuti dopo, porta la firma di Sarr.
11’ rigore procurato da Suslov. Lo slovacco si presenta dagli undici metri e si fa parare il penalty dal portiere del Rovereto.
16’ 2-1 punizione sul primo palo di Grossi ma il portiere gialloblù in presa bassa si manda il pallone in fondo alla rete autogol di Leali, oggi coi gradi di capitano sul braccio sinistro.
20’ da oltre venti metri, il destro di Salvaterra obbliga Leali a chiudere in calcio d’angolo. Sugli sviluppi, Edmundsson rischia l’autorete.
24’ 3-1 calcio d’angolo di Bradaric e colpo di testa vincente di Bowie.
27’ destro dal limite dell’area, a lato, di Oyegoke.
28’ 4-1 dopo un rimpallo in area, Kastanos cala il poker.
30’ 5-1 scambio Sarr-Bradaric col diagonale di sinistro del croato che batte l’estremo difensore avversario.
34’ 6-1 la sesta rete porta la firma di Suslov. Doppietta personale per il numero dieci gialloblù.
45’ termina 6-1 la prima frazione di gioco.
SECONDO TEMPO
(4-2-3-1) Perilli, Calabrese, Slotsager, Corradi, Frese; Charlys, Yellu; Akale, Isaac, Cerbone; Vermesan.
2’ conclusione sul primo palo di Isaac, blocca il portiere del Rovereto
3’ destro centrale di Cerbone, respinto dall’estremo difensore bianconero.
15’ punizione di Cerbone e colpo di testa, bloccato dal portiere, di Corradi.
19’ il sinistro di Frese, da fuori area, si perde sul fondo.
20’ Frese dal fondo per Vermesan, ma l’ex Primavera da comoda posizione calcia alto sopra la traversa.
22’ ancora Vermesan ha l’occasione per andare in rete ma non riesce a superare il portiere. Calcio d’angolo per i gialloblù
23’ De Battisti per Yellu
24’ calcio d’angolo di Frese e appoggio vincente di Isaac per il 7-1 a favore dei gialloblù.
32’ Frese per Vermesan, attaccante romeno che in spaccata non trova la porta.
35’ Cerbone calcia alto dentro l’area del Rovereto.
42’ punizione di Frese a lato.
44’ 8-1 l’attaccante Vermesan trova l’ottavo gol per i gialloblù, dopo la respinga sulla linea alla conclusione ravvicinata di Cerbone.
45’ il diagonale di Cerbone esce di poco alla destra del portiere del Rovereto.
45’ termina 8-1 la prima amichevole stagionale dei gialloblù di Baroni.
HELLAS VERONA-ROVERETO 8-1
Reti: 4', 34' Suslov, 8' Sarr, 16' autorete Leali, 25' Bowie, 28' Kastanos, 30' Bradaric, 69' Isaac, 89’ Vermensan
HELLAS VERONA
Primo tempo (4-2-3-1): Leali; Oyegoke, Edmundsson, Korac, Bradaric; Bernede, Kastanos; Sarr, Harroui, Suslov; Bowie.
Secondo tempo (4-2-3-1): Perilli; Calabrese, Slotsager, Corradi, Frese; Charlys, Yellu (dal 69' De Battisti); Akale, Isaac, Cerbone; Vermesan. Allenatore: Marco Baroni