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Hellas Verona, Zanzi: “Sono fiducioso. Non alzo bandiera bianca: lotteremo fino alla fine“
Presidente, lasciando perdere i demeriti e i meriti della parte sportiva, se la società non reinveste i soldi incassati nel mercato invernale ed estivo vuol dire che c’è qualche problema. Com’è la salute della società e perché Presidio non ha investito pesantemente per evitare la retrocessione che sembra imminente?
"Come prima cosa ringrazio tutti per essere qui. Non è vero che non abbiamo reinvestito, abbiamo speso 35 milioni di euro tra sessione estiva e invernale. Nel calcio, come sapete e come abbiamo dimostrato, non è sempre la cifra che si spende che dà il valore ad un giocatore. Oggi riconosciamo che abbiamo un problema di classifica ma non di progetto. Abbiamo sempre massima fiducia nel Direttore Sportivo e nel suo lavoro, così che possa prendere giocatori che possano rendere in campo, e Presidio sempre sosterrà il Club ed il Direttore. Ora la classifica è difficile ma nessuno alza bandiera bianca, la Serie B per noi non è sicura e questo è l’importante quando facciamo le nostre decisioni".
Con le vendite di Giovane, Tchatchoua e Cisse avete superato i 35 milioni che poi avete speso. Presidio ha rilevato una situazione complicata, ma voi non avete mai parlato di conti, anche se ora dovete fare i conti con la situazione della classifica e di campo. Perché i soldi incassati non sono stati reinvestiti adeguatamente?
“Ogni euro che noi incassiamo è stato reinvestito nella società e nel Club, non è uscito nessun euro. Noi abbiamo un progetto a lungo termine, e nel calcio c’è la tentazione di fare investimenti rischiosi e sbagliati. Noi vogliamo un Verona che abbia una lunga e buona vita, senza spendere cifre che potrebbero fare solo peggio alla società. Non c’è bisogno di andare in panico".
Sperando di arrivare alla salvezza, avete pensato cosa significherebbe una retrocessione? Presidio è pronta?
“Noi ora pensiamo a rimanere in Serie A. Ma se dovesse accadere altro, noi saremo pronti a lottare per tornare subito in Serie A. Presidio c’è, noi ci siamo. Nel calcio ci sono tante società che hanno speso tanti soldi e sono retrocesse. Noi non abbiamo detto che saremmo rimasti sicuramente in Serie A, ma che era un obiettivo. Oggi con 4 o 5 punti in più staremmo parlando di un’altra situazione. Il campo detta la sua legge e gli episodi contano. Noi restiamo fiduciosi per questa stagione e per il progetto a lungo termine".
Il cambio di allenatore è una mossa per cercare di restare in Serie A? Il futuro di Sammarco dipende dalla gara di venerdì o dalla ricerca di un altro mister?
“Non è stato facile fare la scelta. Noi auguriamo tutto il meglio a un bravo allenatore come Zanetti, ma nel calcio a volte servono dei cambiamenti. Seguiamo quotidianamente la squadra e il loro spirito e l’atteggiamento erano giusti. Quando è iniziato a mancare qualcosa, abbiamo condiviso con l’area sportiva la decisione di cambiare. Sammarco è la scelta giusta per noi. Noi dobbiamo vincere e lui è una persona del Club, conosce Verona, ha giocato in Serie A ed è già pronto, perché conosce l’ambiente e i giocatori. Non possiamo aspettare che arrivi qualcuno con poca voglia di venire qui perché dobbiamo lottare. La parte psicologica è importante, abbiamo sondato altri allenatori, ma noi dobbiamo vincere venerdì e questa è la scelta migliore".
Che errori pensa di aver commesso la società vista la situazione di classifica?
"Non credo esistano persone che non facciano errori. Noi abbiamo sempre dato tutto per il Club. A livello tecnico abbiamo avuto un po’ di sfortuna, tanti infortuni, ma non credo che abbiamo sbagliato a livello di progetto. Ora non guardiamo indietro a quelle scelte e a quello che sarebbe potuto essere, ma guardiamo avanti".
C’era la necessità di operare prima in entrata nel mercato di gennaio? Si aspettava la vendita di Giovane per fare delle entrate?
"No. Non era prevista l’uscita di Giovane ma è arrivata un’offerta che chiunque avrebbe accettato. Il giocatore è un fantastico ragazzo che ha avuto una grande opportunità, ma la scelta non era prevista. Comprare a gennaio non è facile per tante ragioni: tutti aspettano a vendere perché stanno giocando, con tante pressioni, noi abbiamo provato a fare prima alcune operazioni, ma dall’altra parte non è semplice trovare apertura. Poi bisogna trovare giocatori motivati che vogliono essere qui, in uno degli ambienti migliori al mondo dove giocare a calcio. Adesso abbiamo bisogno di calciatori con la giusta mentalità e pronta per la lotta, non che cerchino un appoggio temporaneo per quattro mesi. Siamo fiduciosi di aver trovato questo tipo di giocatori, pronti a combattere”.
Lei è preoccupato in questo momento?
“Sono preoccupato della classifica, ma non del nostro progetto. Pensiamo alla partita di venerdì, a fare più punti possibili e cerchiamo di raggiungere la salvezza, ma se dovessimo retrocedere il nostro progetto continua".
Perché il Verona deve vendere tutti i migliori giocatori e i ragazzi prodotti nel Settore Giovanile, come Cisse? Che progetto è quello di dover creare continuamente plusvalenze, senza poter mai vedere una squadra che riesca a creare identità?
“Noi non dobbiamo vendere giocatori individualmente. Spesso è importante anche la volontà del calciatore, che deve voler restare qui. Quando arrivano offerte importanti non è solo la società a decidere, noi cerchiamo la crescita dei giocatori e questo spesso porta i calciatori a crescere e cogliere delle importanti opportunità, che poi aiutano gradualmente a far crescere la società. Vediamo tutto in maniera complessiva, non siamo costretti a vendere, ma la realtà è che i giocatori meritano di accettare certe opportunità. Abbiamo detto no a tante richieste che sono arrivate, anche in questa sessione di mercato, abbiamo rifiutato offerte per più di cinque giocatori".
Come società avete elargito un buon numero di milioni sul mercato, lei è ancora convinto che Sogliano sia il migliore Direttore sportivo?
“Assolutamente sì".
Avete preso un attaccante scozzese e un difensore faroese, quindi voi puntate su scommesse?
"Dipende da cosa si intende per scommessa. Per me è una scommessa anche puntare tanti soldi su un solo giocatore che si conosce ma che forse non farà meglio di altri. A volte non ha senso spendere tanto per giocatori dei quali non si è sicuri, o che non hanno la mentalità giusta per venire qui a lottare. Noi non cerchiamo giocatori che non valgono molto a livello di prezzo, ma giocatori che siano pronti a venire al Verona con la giusta mentalità. Se noi, o voi, non conosciamo un giocatore questo non vuol dire che non sia un buon calciatore”.
Ci spiega cosa è successo con Kouame?
“Kouame poteva essere un’opportunità per rinforzare la squadra e alla fine non si è potuto fare, non per colpa nostra. Abbiamo fatto tutto in modo regolare: è mancato qualche altro documento da altre parti, ma non lo vediamo come un fattore fondamentale nella lotta per la Serie A”.
Può darci delucidazioni sul comunicato pubblicato oggi dalla FIGC?
“È una cosa che sapevamo. La nostra società è sempre stata gestita in modo trasparente. La FIGC ci ha chiesto un’integrazione e gliel’abbiamo fornita. Abbiamo trovato questo accordo per chiudere velocemente questa situazione senza ammettere nessuna colpa e andare avanti, si tratta di una questione burocratica”.
Può dirci cosa è stato fatto a livello interno all’Hellas Verona dall’arrivo di Presidio?
“Quando siamo arrivati, la prima priorità era la situazione a Peschiera: le strutture per i giocatori, gli spogliatoi, l’area medica. In primis abbiamo sistemato questi aspetti, perché ogni giocatore deve avere il posto giusto per lavorare al meglio. Abbiamo cercato di fare tanto anche per i tifosi e per lo stadio, migliorando i punti vendita in tutti i settori. Abbiamo creato nuove aree di ospitalità, perché per far crescere una squadra di calcio serve anche una crescita nel mercato corporate, così da ampliare i ricavi. Non si può valutare una società di calcio solo da quello che succede in campo. Conta anche l’atteggiamento verso la città. Noi facciamo tutto il possibile per integrare l’Hellas con la città e penso che questo sia stato fatto in modo ottimo, attraverso l’Hellas Verona Foundation, i partner, gli sponsor, il settore femminile e tante altre attività. I tifosi giustamente guardano prima al campo, ma tutto è collegato: è un progetto a lungo termine”.
Non considera importante costruire una base solida di giocatori? Ci sono molti prestiti o contratti in scadenza: questa situazione può influire?
“Questa è una parte importante della nostra strategia. Nel calcio un giocatore può funzionare o meno, e il prezzo può essere accessibile o no. Cerchiamo sempre l’equilibrio tra rinforzare la squadra attuale e garantire un futuro sostenibile con possibilità di crescita. Prendere solo giocatori a titolo definitivo comporta anche dei rischi: se qualcuno non funziona per infortuni, mentalità o altri motivi, può diventare un problema. A volte facciamo scelte strategiche prendendo giocatori in prestito e trovando compromessi economici”.
Quanto è cruciale la figura di Sogliano per i prossimi anni?
“Sogliano per noi è fondamentale. Lo stimo molto come Direttore Sportivo e come persona: parlo con lui più che con chiunque altro. Sono al suo fianco e gli dò tutto il sostegno possibile. Per noi è il numero uno e vogliamo costruire un percorso lungo con lui. Abbiamo creato le condizioni per permettergli di lavorare autonomamente, ma sempre con il supporto della società”.
Evitare la Serie B è cruciale perché i ricavi crollano e il valore dei giocatori diminuisce. Siete pronti a un’eventuale retrocessione? Il progetto continuerebbe?
“Non è qualcosa che vogliamo, né che oggi vogliamo affrontare, ma se dovesse succedere saremmo pronti. Presidio c’è, e siamo tutti al lavoro come ogni società, considerando anche lo scenario peggiore. Sarebbe brutto, ma l’obiettivo diventerebbe subito tornare in Serie A”.
Presidio ha già ricapitalizzato o è pronta a farlo in caso di difficoltà? È vero che a inizio dicembre c’era un’offerta per rilevare la maggioranza del Club?
“Presidio è disponibile a sostenere il Club. Finora abbiamo operato in modo positivo dal punto di vista economico e finanziario. Non ho alcuna conoscenza di offerte: la società non è in vendita”.
Un anno fa si parlava di Verona come parte di un grande tessuto economico, a livello provinciale e regionale. Ci sono stati sviluppi sul fronte investitori?
“Non siamo alla ricerca di investitori ogni giorno. Presidio ha una mentalità aperta: se c’è un’opportunità strategica non chiudiamo le porte, ma la proprietà è solida e non stiamo cercando nuovi investitori. A livello locale, però, abbiamo costruito molti ponti con imprenditori, aziende e sponsor che prima non esistevano”.
Sulle uscite: si è parlato molto di Cisse, come in estate di Agbonifo. Quando il Verona potrà trattenere i giovani talenti per lanciarli e valorizzarli anche a livello tecnico?
“Ci sono due aspetti da considerare. Tante offerte per i nostri giovani sono state rifiutate. Non sempre decide solo la società: ci sono dei termini contrattuali e la volontà dei giocatori. Abbiamo una base molto ampia di giovani di valore e anche i nuovi acquisti hanno potenziale ed esperienza. C’è sempre una strategia dietro queste scelte”.
Per lo stadio, che è uno dei punti cardine del vostro progetto, a che punto siete? Ci sono novità?
“Lavoriamo quotidianamente sul progetto stadio. Presidio sta investendo tempo e risorse. Abbiamo un’ottima relazione con il Comune, ma dobbiamo essere realistici: in Italia i tempi e la burocrazia sono un problema. La volontà c’è, l’armonia con le istituzioni anche, ma il processo è complesso e non riguarda solo il Verona. Il rischio più grande per il calcio italiano è non riuscire a concretizzare questi progetti: i tifosi e le società li meritano ed è fondamentale per competere a livello internazionale”.
Cosa si sente di dire ai tifosi, visto il clima teso?
“Ai tifosi voglio dire che capiamo la frustrazione per la classifica, che è anche la nostra. Apprezzo enormemente i sacrifici che fanno, soprattutto nelle trasferte. Anche nei momenti difficili non smettono mai di cantare e sostenere la squadra. Noi portiamo avanti il progetto sempre pensando a loro. Possiamo sbagliare qualche scelta tecnica, ma chiediamo ai giocatori grinta e spirito di sacrificio. Lavoriamo 7 giorni su 7, almeno 16 ore al giorno, quindi è una situazione che viviamo anche noi, che non siamo distanti dai tifosi: li sentiamo parte della società”.
Presidente, lei oggi scommetterebbe un euro sulla salvezza del Verona?
“Sono fiducioso. Non alzo bandiera bianca: lotteremo fino alla fine. Questa è una situazione che il Club ha già vissuto in passato. Verona è una città che lotta e, nelle scelte di allenatore e giocatori, cerchiamo guerrieri. È un momento difficile, ma andiamo avanti insieme”. Fonte: hellasverona.it
Chiarimento sul mancato trasferimento di Kouame all’Hellas Verona. Il comunicato della Fiorentina
La Fiorentina desidera fare chiarezza sul mancato trasferimento del calciatore Christian Kouame all’Hellas Verona, visto che continuano ad essere diffuse versioni non attinenti con lo svolgimento dei fatti.
A seguito di un contatto telefonico tra le parti avvenuto alle 19:51 in cui l’Hellas Verona accettava le condizioni del trasferimento a titolo temporaneo con obbligo di acquisto a determinate condizioni, l’Hellas Verona inviava il plico completo di variazione di tesseramento, accordo in bollo, eventuali premi e obbligo e/o opzione di acquisto.
La documentazione ricevuta dal nostro Club, però, non rispettava quanto pattuito negli elementi essenziali in merito all’obbligo di acquisto.
La Fiorentina, dopo aver richiesto inizialmente all’Hellas Verona di ricevere la documentazione aggiornata, essendo consapevole della ristrettezza dei tempi, concordava un “gentleman agreement” verbale che rimandava la modifica della clausola da variare ad un momento successivo. Il nostro Club, pertanto, alle 19:59 inviava, per quanto di competenza, i documenti firmati alla controparte.
In seguito, l’Hellas Verona depositava l’intero fascicolo non firmato né dalla società Cessionaria, né dal Calciatore, né dalla società Cedente.
Per questo motivo l'Ufficio Tesseramenti della Lega Serie A, era costretto ad invalidare il trasferimento. Fonte: acffiorentina.com
Zanzi: “Sogliano è il n.1. La società non è in vendita”
“Kouamé è stata un’opportunità interessante che alla fine non si è concretizzata, non per colpa nostra.
Il comunicato odierno della FIGC? La nostra società è stata sempre trasparente e abbiamo deciso, senza alcuna ammissione di colpe, di chiudere la questione con la federazione.
Quando sono arrivato, sono rimasto scioccato dalla struttura del centro sportivo lacustre. Prima di tutto abbiamo sistemato questo. Poi abbiamo fatto tanto per i tifosi allo stadio. Oltre all’hospitality. Poi altre cose con la fondazione, i partner, il Settore femminile ed altre attività, ma giustamente i tifosi pensano prima alla squadra che scende in campo.
Cerchiamo sempre equilibrio nel rinforzare la squadra ed un futuro di crescita.
Sean per noi è fondamentale, lo stimo tanto come direttore sportivo e come persona. Sono sempre al suo fianco. Sogliano è il numero uno e vogliamo avere un percorso lunghissimo con lui.
Non vogliamo retrocedere ma se succede, siamo pronti. Possiamo subito a tornare in Serie A.
Presidio è disponibile ad aiutare il club. La società non è in vendita.
Oggi non siamo alla ricerca di investitori, Presidio ha una mentalità comunque aperta e non chiude la porta a nessuno. Localmente abbiamo costruito parecchi rapporti che prima non c’erano.
Abbiamo rifiutato tante offerte per i nostri giovani. La cosa più importante è che abbiamo una base di giovani molto interessante” ha dichiarato il Presidente Esecutivo dell’Hellas Verona, Italo Zanzi.
Zanzi: “Continuiamo a lavorare per lo stadio. Tempo e burocrazia sono dei problemi in Italia, non solo per Verona”
“Stiamo lavorando quotidianamente per il progetto dello stadio e stiamo investendo tanti soldi per andare avanti. Abbiamo un’ottima relazione col Comune di Verona. Il tempo e la burocrazia è un problema in Italia. Attendiamo il commissario, la volontà c’è, come l’armonia con le istituzioni. Un problema questo non solo per Verona ed è un rischio grosso per il calcio italiano.
Nei tifosi c’è tanta frustrazione per la classifica. Lo sono loro come lo siamo noi. Danno tanto, apprezziamo molto i loro sforzi e la loro vicinanza.
Sono fiducioso, non alzo alcuna bandiera bianca. Lotteremo sino alla fine, come questa città che lotta sempre” ha dichiarato il Presidente Esecutivo del club gialloblù.
Zanzi: “Col Pisa dobbiamo vincere. Se non dovessimo riuscire a salvarci, siamo pronti a tornare subito in Serie A”
“Venerdì dobbiamo vincere. Tutti fanno errori, ma abbiamo avuto anche tanta sfortuna ed infortuni. Errori a livello di progetto peró no.
Questa situazione non era prevista. Giovane è un fantastico ragazzo, ha fatto bene con noi e questa cessione non era prevista. Comprare a gennaio non è facile, è un mercato complicato anche perché tutti aspettano. Chi viene a Verona, deve essere convinto. Deve essere pronto a lottare. Abbiamo bisogno di giocatori che vogliono lottare, per questo non è stato facile.
Sarei scemo a non essere preoccupato della classifica, ma non lo sono del progetto. Siamo consapevoli e frustrati del momento che stiamo attraversando. Se non dovessimo riuscire a salvarci quest’anno, siamo pronti a tornare subito in Serie A.
Le cessioni? Molto dipende anche dalla volontà del giocatore. Non è solo la società che decide.
Nessuno ha mai detto che da un anno all’altro avremmo fatto un salto in avanti clamoroso. Non siamo costretti a vendere, ma la realtà è che i giocatori hanno e meritano opportunità. È giusto che voi sappiate che abbiamo anche rifiutato delle offerte” ha dichiarato Italo Zanzi in conferenza stampa.
Zanzi: “Ogni euro che prendiamo, non esce dal club. Sammarco è la scelta giusta”
“Ogni euro che noi prendiamo viene reinvestito nel club. Questo è un progetto a lungo termine. Vogliamo una lunga e buona vita per l’Hellas Verona.
Lottiamo per rimanere in Serie A. Siamo pronti anche non dovesse andare bene, per tornare subito nel massimo campionato italiano. Presidio c’è, noi ci siamo, il progetto ripeto è a lungo termine.
Spendere non è garanzia di risultati. Tanti hanno speso parecchi soldi, ma poi sono retrocessi.
Con 4/5 punti in più i nostri discorsi oggi sarebbero ben diversi. Ma il campo ha la sua legge. Rimaniamo comunque fiduciosi anche per questa stagione.
Cambio allenatore? Non è stata una scelta facile. Zanetti ha dato tutto a questa squadra. Sammarco per noi è la scelta giusta. Conosce Verona e la società. È stata un scelta velocissima. Abbiamo fatto dei sondaggi con altri allenatori, ma questa per noi resta la miglior scelta” ha dichiarato Italo Zanzi_.
Zanzi: “Abbiamo reinvestito 35 milioni di euro. Il problema è la classifica, non il progetto”
“Non è vero che non abbiamo reinvestito, anzi è giusto il contrario. Sono stati spesi tra la scorsa estate e nell’ultima sessione, 35 milioni di euro.
Il problema è la classifica, non il progetto. Abbiamo massima fiducia nel nostro direttore sportivo.
Presidio è sempre stata e sempre lo sarà a sostegno.
Nessuno ha alzato bandiera bianca. Che retrocediamo non è ancora certo” ha dichiarato in conferenza stampa il Presidente Esecutivo dell’Hellas Verona, Italo Zanzi.
Primavera Hellas Verona, squadra affidata a Fabio Moro
Dopo la promozione ad interim di Paolo Sammarco in Prima squadra, l’allenatore dell’Under 17 gialloblù, Fabio Moro, è stato al momento promosso in Primavera. Da quanto appreso da Hellas Live, sarà lui da oggi a guidare gli allenamenti dei gialloblù.
Domenica a Torino in casa della Juventus, salvo colpi di scena nei prossimi giorni, ci sarà Moro in panchina. Foto Hellas Verona FC
Verona col Cuore. Gestione Presidio (atto primo). Cambiano i proprietari, resta il copione. Il bilancio del club gialloblù al 30 giugno 2025
Primo bilancio dell’Hellas Verona dell’era Presidio. E il debutto non è esattamente da standing ovation: perdita di Euro 4,7 milioni, patrimonio netto negativo per Euro 7 milioni e indebitamento finanziario netto pari a Euro 89,3 milioni.
Un cambio di proprietà dovrebbe segnare una discontinuità. Invece, a leggere i numeri, sembra di essere rimasti comodamente seduti sull’ultimo divanetto dell’era Setti.
Premessa doverosa: parliamo del bilancio al 30 giugno 2025, stagione iniziata sotto l’insegna di Setti e proseguita, da metà gennaio, sotto gli americani di Presidio. Mezzo campionato a testa, ma il risultato è pienamente bipartisan: un modello che continua a reggersi soltanto plusvalenze… contabili.
Sul campo, stagione 2024-2025 da brividi: salvezza all’ultima giornata, con annessi e connessi. In bilancio, stessa tensione narrativa.
Patrimonio netto: rosso fisso, con postilla
Il patrimonio netto al 30 giugno 2025 è negativo per Euro 7 milioni. Ma niente paura: nella Relazione sulla Gestione arriva il solito paracadute semantico. Si legge infatti che, dopo la chiusura dell’esercizio, il mercato di luglio-agosto 2025 ha prodotto plusvalenze per Euro 20,5 milioni.
Traduzione: il bilancio dell’Hellas dura 12 mesi, ma per stare in piedi ne servono sempre 14. Un copia-incolla ormai automatico. Cambiano le firme, non la trama.
Continuità aziendale: copia, incolla, sostituisci
Dal punto di vista finanziario, l’azionista Presidio Investors HV Calcio Sarl conferma “irrevocabilmente” il proprio impegno a sostenere la società per i prossimi 12 mesi. Stesso testo dell’anno scorso, stessa formula. Unico cambiamento: trova “Star Ball”, sostituisci con “Presidio Investors”. Viva il pacchetto Office.
Ricavi: meno entrate, solite plusvalenze
I ricavi complessivi scendono a Euro 101,6 milioni (erano 115 l’anno prima).
La voce dominante restano le plusvalenze: Euro 31,6 milioni, a cui si aggiungono Euro 9,5 milioni da altri proventi legati alla gestione calciatori.
Le principali:
• Coppola: 11 milioni (tempismo perfetto, entro il 30 giugno)
• Cabal: 9,5 milioni
• Belahyane: 8,9 milioni
• Dani Silva: 1.7 milioni
A queste vanno sottratti Euro 7,6 milioni tra contributi di solidarietà, premi e indennizzi.
Il gioco resta sempre lo stesso: si vende per respirare, non per crescere.
Diritti TV, sponsor e botteghino
• Diritti televisivi: Euro 33,4 milioni (in calo di quasi 5 milioni)
• Sponsorizzazioni: Euro 11,5 milioni (+0,2)
• Ricavi da gare: Euro 5,6 milioni (stabili)
• Merchandising: Euro 2,1 milioni (in lieve crescita)
Buone notizie? Poche. E comunque insufficienti a cambiare la fotografia generale.
Costi: qualche dieta, ma non basta
Il costo del personale resta stabile a Euro 43 milioni.
Dentro il dato:
• tesserati in calo a Euro 37,7 milioni (-3,3 milioni)
• altri dipendenti in aumento di Euro 3 milioni
Qualcosa è successo dietro le scrivanie, più che negli spogliatoi.
Deciso aumento dei costi per servizi, da Euro 11,8 a Euro 16,8 milioni, soprattutto per consulenze legate a trasferimenti e rinnovi: Euro 6,2 milioni.
E poi la classica nota dolente: svalutazioni per Euro 4,3 milioni, di cui:
• Lasagna: Euro 1,6 milioni (boccone difficilissimo da digerire)
• Henry: Euro 1,3 milioni
Stato Patrimoniale: crediti ovunque, cassa con calma
Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2025 è pari a Euro 27 milioni.
I giocatori più “pesanti” a bilancio: Serdar, Sarr, Niasse, Tchatchoua.
I crediti verso altre società arrivano a Euro 77 milioni. Si vende, ma si incassa con estrema lentezza. Alcuni giocatori sono già alla terza maglia diversa, mentre il Verona aspetta ancora i bonifici. Nel frattempo, l’indebitamento finanziario resta inchiodato a quasi Euro 90 milioni, a cui si aggiungono:
• Euro 11 milioni di debiti fiscali
• Euro 5,2 milioni verso il personale
• Euro 22,5 milioni verso altre società di calcio
Governance: finalmente dimagrante
Nota positiva: compensi dell’organo amministrativo ridotti a 444 mila euro. Dai fasti dell’era Setti alla sobrietà attuale. Meglio tardi che mai.
Conclusione: sbilancio strutturale
Il vero nodo resta lo sbilancio strutturale tra crediti, debiti e assenza di finanza fresca, che è lecito attendersi con un passaggio di quote. Le plusvalenze di Sean Sogliano continuano a fare miracoli (Giovane e Cisse insegnano), ma il Verona non si rafforza mai davvero. Si ricostruisce ogni sei mesi, sempre all’ultimo minuto, sempre con l’acqua alla gola.
È un modello che funziona finché tiene, non un giorno di più.
Il rischio è che, all’improvviso, possa non funzionare più. E la Serie B non aspetta.
Ed è bene ricordarlo a Presidio come lo ricordavamo a Setti… con una frase dell’intramontabile Roberto Puliero: “il Verona è anche un patrimonio di passioni e sentimenti della città”. Fonte: Verona col Cuore
Giudice sportivo. Hellas Verona, una giornata di squalifica a Sarr
Il Giudice sportivo ha fermato per un turno l’attaccante gialloblù Amin Sarr per “doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”.
Lo svedese non sarà quindi a disposizione di Sammarco contro il Pisa, venerdì sera allo stadio Bentegodi.
Hellas Verona-Pisa, arbitra Doveri
Per Hellas Verona-Pisa, 24ª giornata della Serie A Enilive 2025/26 in programma venerdì 6 febbraio alle ore 20:45 allo stadio Bentegodi, è stato designato l’arbitro Daniele Doveri della sezione AIA di Roma 1. Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Baccini e Colarossi, IV uomo Massimi, VAR Nasca, AVAR Di Bello. Foto AIA FIGC