04 febbraio 2026 13:44 | HELLAS LIVE
Verona col Cuore. Gestione Presidio (atto primo). Cambiano i proprietari, resta il copione. Il bilancio del club gialloblù al 30 giugno 2025
Primo bilancio dell’Hellas Verona dell’era Presidio. E il debutto non è esattamente da standing ovation: perdita di Euro 4,7 milioni, patrimonio netto negativo per Euro 7 milioni e indebitamento finanziario netto pari a Euro 89,3 milioni.
Un cambio di proprietà dovrebbe segnare una discontinuità. Invece, a leggere i numeri, sembra di essere rimasti comodamente seduti sull’ultimo divanetto dell’era Setti.
Premessa doverosa: parliamo del bilancio al 30 giugno 2025, stagione iniziata sotto l’insegna di Setti e proseguita, da metà gennaio, sotto gli americani di Presidio. Mezzo campionato a testa, ma il risultato è pienamente bipartisan: un modello che continua a reggersi soltanto plusvalenze… contabili.
Sul campo, stagione 2024-2025 da brividi: salvezza all’ultima giornata, con annessi e connessi. In bilancio, stessa tensione narrativa.
Patrimonio netto: rosso fisso, con postilla
Il patrimonio netto al 30 giugno 2025 è negativo per Euro 7 milioni. Ma niente paura: nella Relazione sulla Gestione arriva il solito paracadute semantico. Si legge infatti che, dopo la chiusura dell’esercizio, il mercato di luglio-agosto 2025 ha prodotto plusvalenze per Euro 20,5 milioni.
Traduzione: il bilancio dell’Hellas dura 12 mesi, ma per stare in piedi ne servono sempre 14. Un copia-incolla ormai automatico. Cambiano le firme, non la trama.
Continuità aziendale: copia, incolla, sostituisci
Dal punto di vista finanziario, l’azionista Presidio Investors HV Calcio Sarl conferma “irrevocabilmente” il proprio impegno a sostenere la società per i prossimi 12 mesi. Stesso testo dell’anno scorso, stessa formula. Unico cambiamento: trova “Star Ball”, sostituisci con “Presidio Investors”. Viva il pacchetto Office.
Ricavi: meno entrate, solite plusvalenze
I ricavi complessivi scendono a Euro 101,6 milioni (erano 115 l’anno prima).
La voce dominante restano le plusvalenze: Euro 31,6 milioni, a cui si aggiungono Euro 9,5 milioni da altri proventi legati alla gestione calciatori.
Le principali:
• Coppola: 11 milioni (tempismo perfetto, entro il 30 giugno)
• Cabal: 9,5 milioni
• Belahyane: 8,9 milioni
• Dani Silva: 1.7 milioni
A queste vanno sottratti Euro 7,6 milioni tra contributi di solidarietà, premi e indennizzi.
Il gioco resta sempre lo stesso: si vende per respirare, non per crescere.
Diritti TV, sponsor e botteghino
• Diritti televisivi: Euro 33,4 milioni (in calo di quasi 5 milioni)
• Sponsorizzazioni: Euro 11,5 milioni (+0,2)
• Ricavi da gare: Euro 5,6 milioni (stabili)
• Merchandising: Euro 2,1 milioni (in lieve crescita)
Buone notizie? Poche. E comunque insufficienti a cambiare la fotografia generale.
Costi: qualche dieta, ma non basta
Il costo del personale resta stabile a Euro 43 milioni.
Dentro il dato:
• tesserati in calo a Euro 37,7 milioni (-3,3 milioni)
• altri dipendenti in aumento di Euro 3 milioni
Qualcosa è successo dietro le scrivanie, più che negli spogliatoi.
Deciso aumento dei costi per servizi, da Euro 11,8 a Euro 16,8 milioni, soprattutto per consulenze legate a trasferimenti e rinnovi: Euro 6,2 milioni.
E poi la classica nota dolente: svalutazioni per Euro 4,3 milioni, di cui:
• Lasagna: Euro 1,6 milioni (boccone difficilissimo da digerire)
• Henry: Euro 1,3 milioni
Stato Patrimoniale: crediti ovunque, cassa con calma
Il valore contabile della rosa al 30 giugno 2025 è pari a Euro 27 milioni.
I giocatori più “pesanti” a bilancio: Serdar, Sarr, Niasse, Tchatchoua.
I crediti verso altre società arrivano a Euro 77 milioni. Si vende, ma si incassa con estrema lentezza. Alcuni giocatori sono già alla terza maglia diversa, mentre il Verona aspetta ancora i bonifici. Nel frattempo, l’indebitamento finanziario resta inchiodato a quasi Euro 90 milioni, a cui si aggiungono:
• Euro 11 milioni di debiti fiscali
• Euro 5,2 milioni verso il personale
• Euro 22,5 milioni verso altre società di calcio
Governance: finalmente dimagrante
Nota positiva: compensi dell’organo amministrativo ridotti a 444 mila euro. Dai fasti dell’era Setti alla sobrietà attuale. Meglio tardi che mai.
Conclusione: sbilancio strutturale
Il vero nodo resta lo sbilancio strutturale tra crediti, debiti e assenza di finanza fresca, che è lecito attendersi con un passaggio di quote. Le plusvalenze di Sean Sogliano continuano a fare miracoli (Giovane e Cisse insegnano), ma il Verona non si rafforza mai davvero. Si ricostruisce ogni sei mesi, sempre all’ultimo minuto, sempre con l’acqua alla gola.
È un modello che funziona finché tiene, non un giorno di più.
Il rischio è che, all’improvviso, possa non funzionare più. E la Serie B non aspetta.
Ed è bene ricordarlo a Presidio come lo ricordavamo a Setti… con una frase dell’intramontabile Roberto Puliero: “il Verona è anche un patrimonio di passioni e sentimenti della città”. Fonte: Verona col Cuore
Commenti
Mik
il porco di Setti sapeva anche che avrebbe venduto ad una società che avrebbe svuotato il patrimonio e poi ciaone
04/02/2026 13:57
curvasud77
che robe butei ..mai fine al peggio
04/02/2026 14:37
VISD/=\CAZ
poveretto quel che non dormiva la notte x l Hellas, maledetto adesso el se gode i schei .. e gavemo noialtri incubi del piano B presidio. schifosi incapaci!!
04/02/2026 14:40
Gianca 64
conoscendo il so Ego smisurato avrebbeai passato la mano a qualcuno che poteva fare meglio di lui??? ( non ci voleva molto) se questi sono incompetenti totali lui era ( è) veramente un bandito avrebbe meritato ben altra fine altroche rimpianti di sicuro sarà lì a ridere e godere dei suoi conti correnti fatti sulla nostra pelle parlarne ancora bene può essere solo malafede forza vecchio hellas sopravivverai anche a questo
04/02/2026 14:46
/=\
mettiamocela via, ci aspettano anni quantomeno difficili. che rabbia ! /=\
04/02/2026 14:59
Ale
Siamo allo sbando
04/02/2026 15:00