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Setti: “Dieci anni fa mi innamorai del Verona: per me è passione vera. Toni è un simbolo, Marroccu e Cioffi hanno fame e voglia di dimostrare”

“Il mio primo ricordo di 10 anni fa? Ero in uscita da Bologna perché c'era poca libertà per lavorare come avrei voluto. Mi guardai intorno. Riconobbi per logistica e capacità di far calcio Verona come una piazza ideale. Andai a vedere 8/9 partite. Iniziai a ragionare e mi colpi Jorginho. In realtà mi bastarono due mesi per capire che sarebbe stato quello il mio progetto. Fu determinante anche la tifoseria: mi innamorai. Oggi il calcio è cambiato molto, lo dimostrano le nuove proprietà straniere. C'è bisogno di numeri costantemente, le scelte di solo cuore non le fai più. Però per me il Verona è una passione vera e non semplice voglia di apparire. 

Filiera corta col dg Gioè ed il ds Marroccu? Non puoi non avere una cabina di comando corta. Diventa difficile gestire altrimenti e solo cosi si ottengono risultati. L'orgoglio è avere un club che funzioni in tutte le sue aree e che sia rapido nel risolvere i problemi. 

Come mi gestisco? Non smetto mai di imparare. Poi ci metto istinto, caparbietà, continuità, capacità di non farsi condizionare. Non subisco gli insulti e non mi esalto con gli elogi. Sto con i piedi per terra. Faccio passare la nottata nei momenti difficili. Rifletto di più. Ero più impulsivo. 

Un calciatore simbolo? Dico Toni. Poi Cacia, Pazzini, Romulo, Jorginho, Iturbe, Zaccagni, Valoti... Luca ha fatto cose straordinarie per l'età: lo ricordo con grande affetto. 

Allenatori? Dico Mandorlini, Aglietti, Juric e Tudor. Ivan ha introdotto un modo di pensare vicino al popolo di Verona: attaccare, pressare, verticalizzare. Se ho mai fatto la formazione? Mai. Li pago tutti: chi gioca, gioca, è uguale. 

Come vedo il futuro? Mi piacerebbe se qualche veronese in più ci desse una mano, penso che l'appartenenza abbia ancora un senso. Sarebbe bello coinvolgere qualche imprenditore di rilievo. 

Marroccu e Cioffi? Due grandi protagonisti con fame e voglia di dimostrare. 

Dieci anni volati? Purtroppo si. Non mi giro indietro a guardare, ho le cicatrici addosso e le sento. Per questo guardo sempre avanti. Sono l'uomo del fare e non del dire” ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.

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2 Commenti

  1. Marco

    NON È MAI STATO AMATO MA I RISULTATI CI SONO IO NON VOGLIO CHE HELLAS VADA IN B PERCIO ……X IL MOMENTO DICO OK ..SETTI…MA CE MOLTA GENTE CHE NON SI INTENDE DI CALCIO E PERCIO SPUTANO SENTENZE FACILI

  2. dingo65

    Caro Presidente a volte hai sbagliato … ma chi non sbaglia?
    Solo chi non lavora perciò faccia quello che si sente e pensi al patrimonio che ha in mano.
    Pensi ai tifosi quelli veri quelli che stanno male.se perde la.squadra pensi alla città come simbolo.
    Buon lavoro in bocca al lupo pres.

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