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Il calcio è sempre più un’azienda ma resta dei tifosi

Ho purtroppo constatato nei quindici giorni trascorsi a Primiero (unica testata giornalistica sempre presente e mai agevolata nel proprio lavoro, ndr) un distacco imbarazzante ed ingiustificabile tra l’Hellas Verona ed il suo fantastico pubblico. A differenza di buona parte delle squadre impegnate in questi giorni in ritiro, i tifosi gialloblù arrivati in Trentino non hanno mai avuto modo di rapportarsi ufficialmente coi propri beniamini. Mai. E non certo per colpa dei giocatori che, nonostante i divieti che gli sono stati imposti, hanno fatto di tutto per accontentarli. Faraoni su tutti, uno dei leader dello spogliatoio e sempre disponibile con tutti. È stato davvero triste vedere, specie i più piccoli, arrampicarsi sulle recinzioni o lanciare la propria maglia, cappello o scarpa per strappare un semplice e per loro, prezioso autografo. Niente Village, zero animazione o gonfiabili nel piazzale all’ingresso del campo sportivo intercomunale di Mezzano, “allestito” solo con un chiosco (gestito molto bene da una coppia di Villafranca avvisata peraltro solo giovedì per domenica, ndr) ed uno store minimamente paragonabile, sia per materiale a disposizione che grandezza, a quello degli anni scorsi. Ho provato a chiedere spiegazioni, ma la palla è stata prontamente rimbalzata tra gli organizzatori. Peccato, anche perché il calcio, sempre più azienda e sempre meno della gente, ha comunque nel tifoso la linfa vitale. Senza di loro, lo spettacolo cessa. Mettetevelo bene in testa, voi che avete la fortuna di gestire e rappresentare l’Hellas Verona. Quest’anno poi il Covid non può in alcun modo rappresentare una giustificazione, basti vedere le altre società di Serie A, con in testa gli amici della Fiorentina che hanno reso speciale il periodo del ritiro ai propri tifosi. L’unico evento degno di nota a #Primiero2022 è stato organizzato giovedì sera in piazza a Mezzano, dagli amministratori della provincia trentina, quando hanno convocato Cioffi ed il suo staff per rispondere alle domande dei più piccoli. Una serata davvero piacevole, dove l’allenatore gialloblù ed i suoi preziosi collaboratori non si sono mai tirati indietro alle richieste dei “giovani colleghi". Con foto ed autografi per tutti, dopo mezz’ora di domande dirette e pepate. Sarebbe bastato davvero poco per regalare un sorriso in più a chi, da sempre o nel futuro, seguirà ovunque l’amato Verona.

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2 Commenti

  1. Ciao Alberto, abbiamo avuto qualche discussione in passato su questi argomenti…… mi fa piacere leggere che vi siete accorti che fondamentalmente dei tifosi a questa società interessa meno di niente….. un vero peccato perché si potrebbero fare cose fantastiche anche sportivamente parlando